7/1/16

La fame in Venezuela

Migliaia di persone in fila per acquistare beni di prima necessità, razionamenti imposti dal regime e scaffali completamente vuoti nei supermercati. Molti, troppi i bambini che muoiono anche per denutrizione, che aggiunti a quelli deceduti per malattie non curate per la mancanza di farmaci, provano la catastrofe in atto nel paese.
La cancelliera Delcy Rodriguez ha mentito spudoratamente alla OEA dicendo che in Venezuela non c'è alcuna emergenza umanitaria, ma la verità è sotto gli occhi di tutto il mondo. Non possiamo parlare soltanto dell'inflazione,che è arrivata al 200%, con prezzi surreali, ma di vera crisi umanitaria. Le donne, gli anziani, i bambini in coda per poter alimentarsi, mentre agenti della polizia ne controllano la distribuzione. Nascono tafferugli e proteste perchè, nel paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo, grazie a un governo incapace, è diventato il più povero dell'America latina.
Saccheggi e furti sono all'ordine del giorno, ma il regime tace.
Corruzione e repressione sono gli ingredienti del regime di Maduro, che segue alla lettera i consigli e gli ordini del capo di stato cubano Castro.
La spaccatura tra governo e opposizione si dispiega su una vicenda dolorosa, inerente la negazione dei più elementari diritti, quelli della libertà di opinione: per l’opposizione si tratta di...prigionieri politici, incarcerati per essersi espressi contro la dittatura del governo. 
Maduro, il cui  gradimento popolare è sceso sotto il 15%, finge di non sapere e ha portato il paese al collasso e vorrebbe, addirittura, disconoscere il Parlamente che è stato eletto dal popolo.
Il popolo è allo stremo delle forze e ha bisogno di un grande aiuto internazionale.
Un peso importante è quello delle forze armate che al momento sono fedeli a Maduro ma dentro le cui fila, di fronte al genocidio in atto, le coscienze cominciano a farsi sentire, così come il malcontento generale.
Noi venezuelani e italo venezuelani siamo costantemente in contatto con i nostri parenti, amici e familiari ancora residenti in Venezuela, uno stress e un'impotenza che ci ha resi  tutti reporters di quanto accade nel nostro paese.

Il sole 24 ore: 
-Nel mese di maggio ci sono state 170 manifestazioni di protesta contro la mancanza di alimenti e medicine. In giugno il bilancio pare ancora più pesante. «A onore del vero il cibo c’è – spiega Alvaro Gutierrez, piccolo commerciante di materie plastiche – ma è l’approvvigionamento che risulta complicato». Burro, farina e pasta si trovano solo a giorni alterni, presentando la carta di identità. L’ultimo numero, pari o dispari, sancisce il diritto all’acquisto. Sì o no, una cabala impietosa, per un Paese con straordinarie ricchezze naturali. Secondo uno studio della Ong,Centro de documentacion y analisis para los trabajadores, il 37% dei lavoratori resta in coda ogni giorno per reperire alimenti e farmaci di prima necessità.
Le imprese non se la passano meglio: Coca Cola ha smesso di produrre in Venezuela a causa della scarsità di zucchero. E si allunga la lista delle compagnie aeree internazionali che rinunciano a volare in Venezuela o riducono i viaggi. Alitalia ha interrotto da tempo, Latam e Lufthansa hanno dimezzato il numero di voli.
Mauro Bafile, dirige da molti anni la Voce d’Italia, un quotidiano storico, quello della comunità italiana a Caracas, e racconta con amarezza che «di tessera annonaria aveva sentito parlare da suo nonno, in tempi di guerra. In Italia, prima che milioni di italiani migrassero a Caracas dopo aver patito la fame... Ma c’è un dettaglio importante: l’Italia lo era, il Venezuela non
è in guerra».-


per Mediacontact Communications, FamiliaFutur


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