2016/07/08

Una vita per una vita

Una vita per una vita

È strano  pensare che nei rapporti con un figlio dovresti essere la parte forte, quella che a volte si impone, pensando di farlo per il bene ovvio, ma in realtà sei sempre la parte più debole. Vivi per un figlio, quel figlio ti vede come un idolo finché qualcosa cambia. Magari anche tu sbagli qualcosa, certo, nessuno è perfetto. 
Pensi  che tu perdoneresti qualsiasi parola, qualsiasi sgarbo o, addirittura, un peccato di tuo figlio, perché è parte di te.

L’amore di un genitore è infinito. Un genitore soffre in silenzio. Accetta i colpi bassi per un figlio. Improvvisamente non sei nulla e cosa fai?
Ti metti in un angolo e speri che tuo figlio sia ugualmente sereno. Che stia bene anche senza di te, che viva felice malgrado ti abbia messo da parte.
 Vivi nel ricordo di quando eri il suo idolo. Vivi nel ricordo delle piccole cose vissute insieme a lui. Sei sempre dalla sua parte. Sempre e comunque.

Sei sempre dalla sua parte, anche se il dolore che ti causa dipende da lui, ma gli dai ragione…sempre. Bocconi acidi, amari, che scottano...ma è tuo figlio.

Sacrifichi la tua vita per il bene della sua vita. Hai sopportato persone nemiche, con cui sei vissuto. Non puoi accettare l'inimicizia di un figlio. Mai.
Ma è tuo figlio. Ovunque si trovi. Ovunque ti trovi.


Una vita per una vita.

@cosmodelafuente

2016/07/05

Un amore chiamato TORINO


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María Corina Machado emisario Venezolano para hablar con EEUU





Maduro  propuso que Estados Unidos nombre un emisario para hablar de la crisis y darle “una oportunidad a la paz”. Quiere hablar de derechos humanos, crisis y paz. Disculpa Maduro pero las amargas carcajadas salen sin querer, oyéndote hablar de Derechos Humanos y paz.
En un discurso, Maduro hizo un llamado al gobierno estadounidense para que se reúna con su gobierno y UNASUR para hablar de la crisis que se dice vive Venezuela.
-"QUE SE DICE" - ????  no Maduro, no 'se dice', es la REALIDAD de nuestro país, NUESTRO de los Venezolanos, no tuyo. 

Estaría de acuerdo con que se inicien contactos con Estados Unidos "al más alto nivel" y listo para reponer las relaciones "a nivel de embajadores" al confirmar que quiere dialogar con el país norteamericano, pero "con respeto" y "sin imposiciones". De verdad eres còmico también hablando de 'respeto'.



Yo creo que el respeto no puedes exigirlo, estamos hablando de tu dictadura, de tu genocidio, de tu violencia brutal hacia los ciudadanos inermes,  hambrientos y sin medicinas. 
"Yo le propongo al secretario (de Estado de EEUU) John Kerry, vamos a designar embajadores", dijo Maduro durante un acto en el palacio presidencial de Miraflores transmitido por radio y televisión.  

Entonces, a ver ¿Quién podría ser el emisario esta vez? No nos digas Delcy Rodríguez, ya conocida por cruel, infame y mentirosa. Un emisario correcto y respetuoso, por parte de Venezuela seguro no lo vas a conseguir entre los narcotraficantes de la oposición. Te ayudo, yo vería muy bien a Maria Corina Machado. ¿Qué te parece?

2016/07/01

La fame in Venezuela

Migliaia di persone in fila per acquistare beni di prima necessità, razionamenti imposti dal regime e scaffali completamente vuoti nei supermercati. Molti, troppi i bambini che muoiono anche per denutrizione, che aggiunti a quelli deceduti per malattie non curate per la mancanza di farmaci, provano la catastrofe in atto nel paese.
La cancelliera Delcy Rodriguez ha mentito spudoratamente alla OEA dicendo che in Venezuela non c'è alcuna emergenza umanitaria, ma la verità è sotto gli occhi di tutto il mondo. Non possiamo parlare soltanto dell'inflazione,che è arrivata al 200%, con prezzi surreali, ma di vera crisi umanitaria. Le donne, gli anziani, i bambini in coda per poter alimentarsi, mentre agenti della polizia ne controllano la distribuzione. Nascono tafferugli e proteste perchè, nel paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo, grazie a un governo incapace, è diventato il più povero dell'America latina.
Saccheggi e furti sono all'ordine del giorno, ma il regime tace.
Corruzione e repressione sono gli ingredienti del regime di Maduro, che segue alla lettera i consigli e gli ordini del capo di stato cubano Castro.
La spaccatura tra governo e opposizione si dispiega su una vicenda dolorosa, inerente la negazione dei più elementari diritti, quelli della libertà di opinione: per l’opposizione si tratta di...prigionieri politici, incarcerati per essersi espressi contro la dittatura del governo. 
Maduro, il cui  gradimento popolare è sceso sotto il 15%, finge di non sapere e ha portato il paese al collasso e vorrebbe, addirittura, disconoscere il Parlamente che è stato eletto dal popolo.
Il popolo è allo stremo delle forze e ha bisogno di un grande aiuto internazionale.
Un peso importante è quello delle forze armate che al momento sono fedeli a Maduro ma dentro le cui fila, di fronte al genocidio in atto, le coscienze cominciano a farsi sentire, così come il malcontento generale.
Noi venezuelani e italo venezuelani siamo costantemente in contatto con i nostri parenti, amici e familiari ancora residenti in Venezuela, uno stress e un'impotenza che ci ha resi  tutti reporters di quanto accade nel nostro paese.

Il sole 24 ore: 
-Nel mese di maggio ci sono state 170 manifestazioni di protesta contro la mancanza di alimenti e medicine. In giugno il bilancio pare ancora più pesante. «A onore del vero il cibo c’è – spiega Alvaro Gutierrez, piccolo commerciante di materie plastiche – ma è l’approvvigionamento che risulta complicato». Burro, farina e pasta si trovano solo a giorni alterni, presentando la carta di identità. L’ultimo numero, pari o dispari, sancisce il diritto all’acquisto. Sì o no, una cabala impietosa, per un Paese con straordinarie ricchezze naturali. Secondo uno studio della Ong,Centro de documentacion y analisis para los trabajadores, il 37% dei lavoratori resta in coda ogni giorno per reperire alimenti e farmaci di prima necessità.
Le imprese non se la passano meglio: Coca Cola ha smesso di produrre in Venezuela a causa della scarsità di zucchero. E si allunga la lista delle compagnie aeree internazionali che rinunciano a volare in Venezuela o riducono i viaggi. Alitalia ha interrotto da tempo, Latam e Lufthansa hanno dimezzato il numero di voli.
Mauro Bafile, dirige da molti anni la Voce d’Italia, un quotidiano storico, quello della comunità italiana a Caracas, e racconta con amarezza che «di tessera annonaria aveva sentito parlare da suo nonno, in tempi di guerra. In Italia, prima che milioni di italiani migrassero a Caracas dopo aver patito la fame... Ma c’è un dettaglio importante: l’Italia lo era, il Venezuela non
è in guerra».-


per Mediacontact Communications, FamiliaFutur