1/6/16

Come per stalin crollano le statue di Chavez e Maduro: dittatori sanguinari

Il 5 di gennaio del 2015 resterà una data memorabile per la storia della democrazia venezuelana.
Si smontano quadri ed effigi di Chàvez, colui che ha dato il via alla rovina del paese e che ha lasciato nelle mani di un amico intimo e incompetente, come Maduro, le sorti di un paese che già era alla deriva.
La prova che siamo stati vittime, per ben 17 anni, della dittatura chavista e, in seguito, di Maduro, sta nel fatto che finalmente dopo, appunto, 17 anni, la stampa ha avuto libero accesso nella 'Asamblea Nacional' (Parlamento).Giornalisti di tutti i colori politici. Così ha voluto Henry Ramos Allup il nuovo Presidente della Asamblea che prende il posto del narcotrafficante Diosdado Cabello.  Il popolo venezuelano, la stragrande maggioranza,  ha detto 'basta' e ora è in festa. La vittoria schiacciante dell'opposizione sul Regime, ne è la dimostrazione. Questa volta gli è andata male al dittatore Maduro, pensava di sovvertire il voto, ma 2 milioni di voti contro non potevano nascondersi come le volte precedenti. 
La domanda sorge spontanea: Perchè si è votato se si in dittatura? Semplice: in questi anni le dittature vanno travestite e giustificate col voto, ma, come già detto, di fronte alla valanga di voti contrari, l'esercito non ha potuto appoggiare la frode come era solito fare.
Questo governo di narcotrafficanti lascia due primati: il paese più pericoloso al mondo per delinquenza (nel 2015 le morti violente sono state 28.000) e l'inflazione più alta del mondo.
Tutti i componenti del governo Maduro, sono coinvolti in traffico di cocaina.
Ecco perchè il popolo festeggia! FInalmente spera nel futuro.
Il paese è rovinato e si presenta come  appena uscito da una guerra senguinaria.
Sarà dura ricostruire, ma l'amore dei venezuelani per la propria terra farà la sua parte.

Cosmo de La Fuente

(press agent di Mediacontact Communications - Collaborazione Nancy e Lourdes Bedoya).