8/4/14

Mario Giro, Esteri: nessun aiuto reale al Venezuela. Non ci caschiamo!



Mari Giro  dovrebbe sapere che non ci si accorda con un Regime!
Nessuna fiducia in lei e nella politica italiana.
Politici italiani non ci fregate! 
(Canciller italiano: Esperamos que gobierno venezolano y oposición consigan la unión a través del diálogo. No puede haber diálogo con un Régimen).

Mario Giro difenderà gli interessi (economici) italiani in Venezuela. Così ebbe a dire su La Voce! Nessun aiuto da pare dell’Italia per cercare di offrire ai venezuelani un supporto in campo di diritti umani. So alleano con la dittatura e si fa il gioco del tiranno. Inaffidabili! Ripeto: la politica italiana non ci aiuta, non ha al cuore il Venezuela e la sua gente e assolutamente non dobbiamo affidarci a loro. Stesso dicasi per il Vaticano, che si limita rarissimamente a qualche chiacchiera di salotto. Il resto del mondo ha gli occhi puntati ma il Venezuela resta, assolutamente, abbandonato. In ogni paese del mondo occorre che si muovano quelli che sono ‘venezuelani’, italo-venezuelani, franco-venezuelani, anglo-venezuelani, ecc. in modo che l’impegno sia verso la società e non soltanto per i soliti motivi: ‘petrolio, Alitalia, Eni, ecc.). Maduro deve essere giudicato, e basta.
Mario Giro non ha tenuto conto che stava parlando con un Regime e non ha pensato alla morte, alla violenza, alla repressione, alla mancanza di farmaci, di cibo, di sicurezza, che vige in Venezuela. Non ha valutato gli omicidi e le torture commesse dalla polizia e dalle squadre paramilitari pagate da Maduro. Quello per lui non ha importanza. Tanto mica ci vive! Nemmeno i suoi familiari ci vivono.

Intanto il presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, monsignor Diego Padrón, ha affermato che il Venezuela è diventato “un puzzle difficile da ricomporre”, dove tanto il chavismo quanto l’opposizione mostrano segni di conflitti interni e non sembrano disposti al dialogo. Padrón si è detto deluso dal dialogo nazionale lanciato ad aprile dal presidente Nicolas Maduro. “Non è stato altro che un espediente, senza proiezione né conseguenze”, ha detto. L’iniziativa, nata con l’appoggio della Santa Sede e dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasud), “è rimasta congelata senza risultati” perché il paese non ha bisogno di “un dialogo che sia solo un meccanismo per attenuare la protesta” ma piuttosto di “uno scambio reale, con una agenda visibile e risultati tangibili”, ha aggiunto. Nel frattempo, ha sottolineato il presidente dei vescovi venezuelani, “più di 9 milioni di compatrioti vivono della povertà estrema” e si assiste a “una erosione progressiva delle istituzioni e della coscienza dei cittadini”, e anche se la protesta di piazza si è ridotta “la violenza non è finita, continuiamo a vedere come l’insicurezza continua ad uccidere ogni giorno”.
Insomma le solite chiacchiere. Occorre unificare il popolo, senza nessuna differenza, per un cambio effettivo.
Che l'Italia si esprima UFFICIALMENTE contro i crimini contro l'Umanità e non parlino solo di propri interessi economici. Vergogna!
El Pueblo unido tiene que reaccionar. Sin colores políticos. En este momento la vida en Venezuela es imposible para todos. Hermanos Unidos para un cambio necesario.
#cosmodelafuente
#VenezuelaLibre