8/12/14

Gianni Vattimo: distratto e confuso



Le dichiarazioni di Gianni Vattimo, il filosofo italiano, che vive a Torino e che ogni tanto rilascia interviste e dichiarazioni che sono una l’inverso dell’altra, anche oggi da La7 ha detto la sua. Ma andiamo per ordine. Non sono l’unico a pensarlo. Anche su ‘La Stampa’ ho letto il pezzo di Alan Dershowitz e devo dire che non si discosta dal mio.
Un omosessuale dichiarato, che dovrebbe lottare per l’eguaglianza e combattere la discriminazione, come può Elogiare l’operato di Chàvez che era omofobo? Un attimo di coerenza non starebbe male in un filosofo secondo me. Il desiderio di Comunismo, caro Vattimo, non deve cancellare la realtà dei fatti. Se veramente pensi che il chavismo abbia fatto del bene al Venezuela perché non ci fai un salto, senza la comodità di stare in Italia? Malafede? Disinformazione? Puro populismo? 
Intanto voglio anche riproporre il pezzo de La Stampa.
“Caro Vattimo, vai a Gaza o in Iran a sostenere i diritti dei gay”
“Appoggi quelli di Hamas, ma loro ti impiccherebbero per quello che fai e dici”

alan dershowitz
Gianni Vattimo, che è stato detto il più importante filosofo d’Italia, di recente ha dichiarato che vorrebbe «sparare a quei bastardi sionisti» definendoli «un po’ peggio dei nazisti». Gli è poi stato chiesto se gli sarebbe piaciuto vedere più israeliani uccisi e lui ha risposto: «Naturalmente». Ha detto che stava progettando di lanciare una raccolta fondi per acquistare razzi per Hamas così che quel gruppo anti-ebraico possa uccidere ancora più sionisti, intendendo gli ebrei israeliani. Ha poi esortato volontari europei a unirsi ad Hamas e combattere al suo fianco contro Israele, così come fecero i volontari contro Franco durante la Guerra Civile. 

È un crimine, secondo la legge americana e di diverse Nazioni europee, garantire sostegno materiale a gruppi designati come terroristici, e Hamas è uno di questi. Vattimo ha commesso questo crimine e gli potrebbe essere impedito di viaggiare negli Stati Uniti e in altri Pesi Paesi o potrebbe essere arrestato se andasse in Paesi che hanno nel loro ordinamento questo genere di leggi. Eppure può continuare a sputare il suo odio in Italia dove resta un personaggio ammirato.  

La sua critica feroce non è nemmeno semplicemente una conseguenza dei tragici eventi di Gaza. L’odio di Vattimo per lo Stato-nazione del popolo ebraico risale a molti anni addietro, persino a quando per due volte Israele ha offerto ai palestinesi un proprio stato. Vattimo è contrario alla soluzione dei due Stati e chiede invece la fine di Israele che ritiene come un «castigo» per la memoria dell’Olocausto. Si oppone pure ai «cacciatori di nazisti» e a coloro che vogliono mantenere viva questa memoria. 

Se Vattimo è davvero il più famoso filosofo italiano, mi dolgo per lo stato attuale della filosofia in una nazione che ha contribuito così tanto in quel campo nei millenni. Vattimo mi ricorda quei «cattivi maestri» - alcuni dei quali «eminenti» filosofi - che fornivano copertura accademica e giustificazione agli abusi fascisti di Hitler e Mussolini. È interessante, e forse rilevante, che Vattimo sia un seguace di Martin Heidegger, un filosofo che si unì al Partito nazista e diede una copertura al sue politiche anti-semite. Hamas, dopo tutto, è un’escrescenza dei Fratelli Musulmani, che sostennero attivamente Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale.  

È particolarmente interessante che Vattimo, che chiassosamente sostiene i diritti dei gay, abbia un tale odio per l’unico paese nel Medio Oriente che accorda gli stessi diritti agli omosessuali, e al tempo sia così schierato con Hamas che invece punisce gli omosessuali con la tortura e la morte. Evidentemente il suo odio per lo Stato-nazione del popolo ebraico è più radicato del suo sostegno ai diritti dei gay. 

Ecco quindi la mia sfida: 
Sfido Gianni Vattimo ad andare a Gaza, dove sarebbe certamente accolto a braccia aperte per il suo sostegno ad Hamas. Una volta lì, lo sfido a guidare una manifestazione a sostegno dei diritti dei gay, a esporre un cartello con le rivendicazioni dei gay, a esortare gli abitanti di Gaza a firmare una petizione che chieda uguaglianza per gli omosessuali.  

In Italia, Gianni Vattimo è apertamente gay e fiero di esserlo. Si è definito «gay, comunista, cattolico». Lo sfido quindi ad andare a Gaza con un partner e a dichiarare che intende esercitare il suo diritto a essere trattato con equità e lealtà con il suo compagno.  

Sappiamo tutti che cosa accadrebbe a Vattimo se ingaggiasse una qualsiasi di queste battaglie di libertà di parola o di azione. Sarebbe torturato e ucciso da Hamas. 
Se Vattimo ha paura di andare oggi a Gaza, lasciamolo andare in Iran. Era un ammiratore di Mahmoud Ahmadinejad e continua a sostenere la politica iraniana del «far sparire lo Stato di Israele dalle carte». Dovesse visitare il Paese che ammira così tanto, e dovesse pubblicamente proclamare il suo orientamento sessuale, sarebbe impiccato a una di quelle gru che i religiosi usano per essere sicuri che le famigerate dichiarazioni di Ahmadinejad – «non ci sono gay in Iran» – si avverino. Sarebbe pure attaccato se volesse difendere il comunismo, il cattolicesimo o qualsiasi altro «ismo» eccetto che l’anti-sionismo.  

Dovesse invece andare in Israele, sarebbe libero di sostenere apertamente Hamas e difendere e praticare la sua preferenza sessuale. Sarebbe anche libero di sostenere il comunismo, praticare il cattolicesimo e sostenere l’anti-sionismo.  
Sotto un aspetto, e forse solo in questo, la Gaza controllata da Hamas, l’Iran dei mullah e il democratico Israele sono esattamente identici: in tutti e tre i paesi ognuno è libero di condannare Israele e sostenere Hamas. 
Perché allora un cosiddetto intellettuale - e sedicente di sinistra - sostiene lui stesso e esorta altri a sostenere un gruppo terrorista omicida le cui radici affondano nel nazifascismo e le cui politiche negano uguaglianza a donne, gay, cristiani, atei e dissidenti. È perché ama Hamas o perché odia lo Stato-nazione del popolo ebraico così tanto da essere disposto a chiudere gli occhi sugli abusi dei terroristi che sostiene? 

La risposta sembra chiara. Gianni Vattimo non merita il nobile titolo di «filosofo». Dovrebbe essere chiamato per quello che è: un venditore di odio che applica standard diversi nel giudicare Hamas, Iran e Israele. 
Recentemente Vattimo si è scusato con un giornale israeliano (Haaretz) per aver detto che desiderava che più israeliani fossero morti, affermando di essere stato «provocato» dai conduttori della trasmissione in cui aveva fatto le sue dichiarazioni, ma ha ripetuto il suo paragone fra Israele e la Germania nazista e ha mantenuto la sua opinione che l’Europa dovrebbe fornire più armi letali ad Hamas, che naturalmente significherebbe la morte di un maggior numero di civili israeliani.  

Invito Gianni Vattimo ad accettare la mia sfida e a visitare Gaza e/o l’Iran piuttosto che continuare a predicare odio dalla sicurezza dell’Italia. 


Cosmo de La Fuente