2014/08/23

Hola Italia # 7 Venezuela con Cosmo..emozione unica

L'emozione del Venezuela, il grande successo dell'amore si manifesta attraverso il programma Hola Italia. Guardiamo il settimo episodio.


2014/08/12

Gianni Vattimo: distratto e confuso



Le dichiarazioni di Gianni Vattimo, il filosofo italiano, che vive a Torino e che ogni tanto rilascia interviste e dichiarazioni che sono una l’inverso dell’altra, anche oggi da La7 ha detto la sua. Ma andiamo per ordine. Non sono l’unico a pensarlo. Anche su ‘La Stampa’ ho letto il pezzo di Alan Dershowitz e devo dire che non si discosta dal mio.
Un omosessuale dichiarato, che dovrebbe lottare per l’eguaglianza e combattere la discriminazione, come può Elogiare l’operato di Chàvez che era omofobo? Un attimo di coerenza non starebbe male in un filosofo secondo me. Il desiderio di Comunismo, caro Vattimo, non deve cancellare la realtà dei fatti. Se veramente pensi che il chavismo abbia fatto del bene al Venezuela perché non ci fai un salto, senza la comodità di stare in Italia? Malafede? Disinformazione? Puro populismo? 
Intanto voglio anche riproporre il pezzo de La Stampa.
“Caro Vattimo, vai a Gaza o in Iran a sostenere i diritti dei gay”
“Appoggi quelli di Hamas, ma loro ti impiccherebbero per quello che fai e dici”

alan dershowitz
Gianni Vattimo, che è stato detto il più importante filosofo d’Italia, di recente ha dichiarato che vorrebbe «sparare a quei bastardi sionisti» definendoli «un po’ peggio dei nazisti». Gli è poi stato chiesto se gli sarebbe piaciuto vedere più israeliani uccisi e lui ha risposto: «Naturalmente». Ha detto che stava progettando di lanciare una raccolta fondi per acquistare razzi per Hamas così che quel gruppo anti-ebraico possa uccidere ancora più sionisti, intendendo gli ebrei israeliani. Ha poi esortato volontari europei a unirsi ad Hamas e combattere al suo fianco contro Israele, così come fecero i volontari contro Franco durante la Guerra Civile. 

È un crimine, secondo la legge americana e di diverse Nazioni europee, garantire sostegno materiale a gruppi designati come terroristici, e Hamas è uno di questi. Vattimo ha commesso questo crimine e gli potrebbe essere impedito di viaggiare negli Stati Uniti e in altri Pesi Paesi o potrebbe essere arrestato se andasse in Paesi che hanno nel loro ordinamento questo genere di leggi. Eppure può continuare a sputare il suo odio in Italia dove resta un personaggio ammirato.  

La sua critica feroce non è nemmeno semplicemente una conseguenza dei tragici eventi di Gaza. L’odio di Vattimo per lo Stato-nazione del popolo ebraico risale a molti anni addietro, persino a quando per due volte Israele ha offerto ai palestinesi un proprio stato. Vattimo è contrario alla soluzione dei due Stati e chiede invece la fine di Israele che ritiene come un «castigo» per la memoria dell’Olocausto. Si oppone pure ai «cacciatori di nazisti» e a coloro che vogliono mantenere viva questa memoria. 

Se Vattimo è davvero il più famoso filosofo italiano, mi dolgo per lo stato attuale della filosofia in una nazione che ha contribuito così tanto in quel campo nei millenni. Vattimo mi ricorda quei «cattivi maestri» - alcuni dei quali «eminenti» filosofi - che fornivano copertura accademica e giustificazione agli abusi fascisti di Hitler e Mussolini. È interessante, e forse rilevante, che Vattimo sia un seguace di Martin Heidegger, un filosofo che si unì al Partito nazista e diede una copertura al sue politiche anti-semite. Hamas, dopo tutto, è un’escrescenza dei Fratelli Musulmani, che sostennero attivamente Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale.  

È particolarmente interessante che Vattimo, che chiassosamente sostiene i diritti dei gay, abbia un tale odio per l’unico paese nel Medio Oriente che accorda gli stessi diritti agli omosessuali, e al tempo sia così schierato con Hamas che invece punisce gli omosessuali con la tortura e la morte. Evidentemente il suo odio per lo Stato-nazione del popolo ebraico è più radicato del suo sostegno ai diritti dei gay. 

Ecco quindi la mia sfida: 
Sfido Gianni Vattimo ad andare a Gaza, dove sarebbe certamente accolto a braccia aperte per il suo sostegno ad Hamas. Una volta lì, lo sfido a guidare una manifestazione a sostegno dei diritti dei gay, a esporre un cartello con le rivendicazioni dei gay, a esortare gli abitanti di Gaza a firmare una petizione che chieda uguaglianza per gli omosessuali.  

In Italia, Gianni Vattimo è apertamente gay e fiero di esserlo. Si è definito «gay, comunista, cattolico». Lo sfido quindi ad andare a Gaza con un partner e a dichiarare che intende esercitare il suo diritto a essere trattato con equità e lealtà con il suo compagno.  

Sappiamo tutti che cosa accadrebbe a Vattimo se ingaggiasse una qualsiasi di queste battaglie di libertà di parola o di azione. Sarebbe torturato e ucciso da Hamas. 
Se Vattimo ha paura di andare oggi a Gaza, lasciamolo andare in Iran. Era un ammiratore di Mahmoud Ahmadinejad e continua a sostenere la politica iraniana del «far sparire lo Stato di Israele dalle carte». Dovesse visitare il Paese che ammira così tanto, e dovesse pubblicamente proclamare il suo orientamento sessuale, sarebbe impiccato a una di quelle gru che i religiosi usano per essere sicuri che le famigerate dichiarazioni di Ahmadinejad – «non ci sono gay in Iran» – si avverino. Sarebbe pure attaccato se volesse difendere il comunismo, il cattolicesimo o qualsiasi altro «ismo» eccetto che l’anti-sionismo.  

Dovesse invece andare in Israele, sarebbe libero di sostenere apertamente Hamas e difendere e praticare la sua preferenza sessuale. Sarebbe anche libero di sostenere il comunismo, praticare il cattolicesimo e sostenere l’anti-sionismo.  
Sotto un aspetto, e forse solo in questo, la Gaza controllata da Hamas, l’Iran dei mullah e il democratico Israele sono esattamente identici: in tutti e tre i paesi ognuno è libero di condannare Israele e sostenere Hamas. 
Perché allora un cosiddetto intellettuale - e sedicente di sinistra - sostiene lui stesso e esorta altri a sostenere un gruppo terrorista omicida le cui radici affondano nel nazifascismo e le cui politiche negano uguaglianza a donne, gay, cristiani, atei e dissidenti. È perché ama Hamas o perché odia lo Stato-nazione del popolo ebraico così tanto da essere disposto a chiudere gli occhi sugli abusi dei terroristi che sostiene? 

La risposta sembra chiara. Gianni Vattimo non merita il nobile titolo di «filosofo». Dovrebbe essere chiamato per quello che è: un venditore di odio che applica standard diversi nel giudicare Hamas, Iran e Israele. 
Recentemente Vattimo si è scusato con un giornale israeliano (Haaretz) per aver detto che desiderava che più israeliani fossero morti, affermando di essere stato «provocato» dai conduttori della trasmissione in cui aveva fatto le sue dichiarazioni, ma ha ripetuto il suo paragone fra Israele e la Germania nazista e ha mantenuto la sua opinione che l’Europa dovrebbe fornire più armi letali ad Hamas, che naturalmente significherebbe la morte di un maggior numero di civili israeliani.  

Invito Gianni Vattimo ad accettare la mia sfida e a visitare Gaza e/o l’Iran piuttosto che continuare a predicare odio dalla sicurezza dell’Italia. 


Cosmo de La Fuente

2014/08/06

No perdamos nuestra identidad - Venezuela -


A los hermanos Venezolanos que siguen con ataques y que me dicen que los invasores son los yankees, les quiero recordar que los que ahora nos han invadido son los Castros. Estoy consciente que es muy dificil aceptar que pudimos habernos equivocado luchando al lado de Chávez pero hay que hacerlo por el bien de nuestra Patria. Equivocarse es Humano. Admitirlo y cambiar de opinión es inteligente. Es necesario juntarse por el bien de todos. Tenemos que pensar a nuestro pasado para salvar el futuro de Venezuela. UNIDOS para no perder nuestra identidad.
Cosmo de La Fuente

Arepas : vincono il premio Miglior Colazione del Mondo


Voglio  far sapere che le nostre tradizioni, la nostra cucina, la nostra storia diventa sempre più presente per tutti. Ho parlato in Facebook di questo e ha ottenuto un grosso successo:
La Arepa venezuelana, che puoi vedere nella prima puntata di Hola Italia 
Occupa il primo posto tra le migliori prime colazioni del mondo, pubblicato a febbraio 2014 nel Blog Thrillist, specializzato in viaggia, cibo e bevande internazionali.
Non lo sapevi? Ora lo sai!
Maracaibo (EntreSocios).- La arepa venezolana ocupa el primer puesto de los mejores desayunos del mundo, publicó recientemente el blog Thrillist, especializado en viajes, comidas y bebidas internacionales.
La protagonista del desayuno, almuerzo o cena del venezolano es “coronada” por su versatilidad pues “su relleno puede ser de queso, mantequilla, distintos tipos de carnes, pollo, huevo, aguacate, chorizo, que garantizan que estarás satisfecho el resto del día hasta la cena…”, escribió Adam Lapetina, articulista del sitio.

No es la primera vez que reconocen internacionalmente a la arepa venezolana, pues el 23 de marzo de 2011 fue acreedora de un Record Guinnes por la confección de la arepa más grande del mundo por parte de Empresas Polar, en Caracas, utilizando para su elaboración uno de sus productos bandera, la Harina de Maíz Precocida Harina P.A.N. en el marco de la celebración de los 50 años de la marca y los 70 años de Empresas Polar. Se requirieron de 230 kilogramos de harina, sal, aceite y 420 litros de agua para lograr una mezcla de 683 kilogramos y obtener como resultado 493,2 kilogramos de arepa perfectamente cocida y lista para comer luego de 50 minutos de cocción. El récord fue ratificado por el adjudicador oficial del Libro Guinness de los récords, Ralph Hannah, quien saboreó la arepa e hizo oficial la nueva marca.

Si quieres ver el primer episodio, y las arepas aqui el enlace
https://www.facebook.com/photo.php?v=770594382958895&set=vb.766403163378017&type=2&theater


Beh!
Provare per credere ragazzi.
Buon appetito
Cosmo

2014/08/04

Mario Giro, Esteri: nessun aiuto reale al Venezuela. Non ci caschiamo!



Mari Giro  dovrebbe sapere che non ci si accorda con un Regime!
Nessuna fiducia in lei e nella politica italiana.
Politici italiani non ci fregate! 
(Canciller italiano: Esperamos que gobierno venezolano y oposición consigan la unión a través del diálogo. No puede haber diálogo con un Régimen).

Mario Giro difenderà gli interessi (economici) italiani in Venezuela. Così ebbe a dire su La Voce! Nessun aiuto da pare dell’Italia per cercare di offrire ai venezuelani un supporto in campo di diritti umani. So alleano con la dittatura e si fa il gioco del tiranno. Inaffidabili! Ripeto: la politica italiana non ci aiuta, non ha al cuore il Venezuela e la sua gente e assolutamente non dobbiamo affidarci a loro. Stesso dicasi per il Vaticano, che si limita rarissimamente a qualche chiacchiera di salotto. Il resto del mondo ha gli occhi puntati ma il Venezuela resta, assolutamente, abbandonato. In ogni paese del mondo occorre che si muovano quelli che sono ‘venezuelani’, italo-venezuelani, franco-venezuelani, anglo-venezuelani, ecc. in modo che l’impegno sia verso la società e non soltanto per i soliti motivi: ‘petrolio, Alitalia, Eni, ecc.). Maduro deve essere giudicato, e basta.
Mario Giro non ha tenuto conto che stava parlando con un Regime e non ha pensato alla morte, alla violenza, alla repressione, alla mancanza di farmaci, di cibo, di sicurezza, che vige in Venezuela. Non ha valutato gli omicidi e le torture commesse dalla polizia e dalle squadre paramilitari pagate da Maduro. Quello per lui non ha importanza. Tanto mica ci vive! Nemmeno i suoi familiari ci vivono.

Intanto il presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, monsignor Diego Padrón, ha affermato che il Venezuela è diventato “un puzzle difficile da ricomporre”, dove tanto il chavismo quanto l’opposizione mostrano segni di conflitti interni e non sembrano disposti al dialogo. Padrón si è detto deluso dal dialogo nazionale lanciato ad aprile dal presidente Nicolas Maduro. “Non è stato altro che un espediente, senza proiezione né conseguenze”, ha detto. L’iniziativa, nata con l’appoggio della Santa Sede e dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasud), “è rimasta congelata senza risultati” perché il paese non ha bisogno di “un dialogo che sia solo un meccanismo per attenuare la protesta” ma piuttosto di “uno scambio reale, con una agenda visibile e risultati tangibili”, ha aggiunto. Nel frattempo, ha sottolineato il presidente dei vescovi venezuelani, “più di 9 milioni di compatrioti vivono della povertà estrema” e si assiste a “una erosione progressiva delle istituzioni e della coscienza dei cittadini”, e anche se la protesta di piazza si è ridotta “la violenza non è finita, continuiamo a vedere come l’insicurezza continua ad uccidere ogni giorno”.
Insomma le solite chiacchiere. Occorre unificare il popolo, senza nessuna differenza, per un cambio effettivo.
Che l'Italia si esprima UFFICIALMENTE contro i crimini contro l'Umanità e non parlino solo di propri interessi economici. Vergogna!
El Pueblo unido tiene que reaccionar. Sin colores políticos. En este momento la vida en Venezuela es imposible para todos. Hermanos Unidos para un cambio necesario.
#cosmodelafuente
#VenezuelaLibre