2/28/14

Venezolanos en Torino: 9 marzo 2014



Via Verdi, 16 – Torino –
                                                    -sotto la Rai-
(Org.ne Cosmo de La Fuente 3394596351)
Nessun colore politico, perché la dittatura non ha colori. In Venezuela, da troppi anni, non si vive più: mancano: alimenti, farmaci, tutti i prodotti dell’igiene (compresa la carta igienica) ed è diventato il Paese più violento al mondo. La delinquenza a livelli insostenibili.  Tutti abbiamo creduto alla Rivoluzione chavista, ma siamo finiti in trappola, per un Regime Militare che ci  ha portato alla disperazione. Le strade di tutte le città e di tutti i paesi del Venezuela sono piene di anime disperate, stremate, chiedono ‘libertà’: di pensiero, di parola, di vita. Il governo repressivo di Maduro non dà nemmeno più le briciole che Chávez elemosinava per mantenere calma la folla.  Il  Venezuela dice: “BASTA”. Il rozzo Maduro, colombiano di nascita, sostiene di essere guidato dallo spirito di Chávez che, a suo dire, si manifesterebbe sotto forma di uccellino, durante le notti, per suggerirgli i passi da compiere. L’attuale despota mostra la sua ignoranza in tutte le sue forme: geografica, storica, linguistica, ma quel che è peggio è che mentre giovani studenti, pacifici manifestanti, muoiono sotto il fuoco di militari importati da Cuba, lui si mostra in tv ballando e annunciando che il carnevale durerà dieci giorni. Diciamo BASTA alla dittatura castro-chavista-madurista e chiediamo a squarciagola che il nostro Paese torni ad essere libero come ce l’ha lasciato il grande Simn Bolivar.  Perché i media italiani tacciono? Vorrei ricordare agli italiani che molti loro connazionali e discendenti, vivono ancora in Venezuela e che questo Paese ha dato molto. Non abbandonatelo. Che il mondo venga a conoscenza. Se i Media italiani sono  disinteressati o non dicono la verità, facciamo noi la nostra parte: divulghiamo, informiamo, fate girare questa richiesta che parte dal cuore, reale, onesta. La gente non ne può più. Le code davanti ai negozi, di ogni tipo, sono chilometriche. Qua non si produce nulla e la valuta del petrolio non si sa che fine faccia. L’inflazione è salita a 57% l’anno scorso e la svalutazione del bolívar va a gonfie vele. Insomma si teme il peggio. Gli studenti scendono in piazza sempre con maggiore veemenza, e più di 100 hanno già perso la vita.  A tutto questo va aggiunta l’insicurezza. La delinquenza non risparmia nessuno e di sera, dopo le 8, non si vede un’anima in giro. Insomma un coprifuoco volontario. L’esempio più drammatico è che le università hanno chiuso tutti i corsi serali.
Non è politica..è questione di vita o di morte.Non dimentichiamo il Venezuela. Un giorno potreste essere dimenticati anche voi. Sì alla democrazia. No a Maduro.

Cosmo de La Fuente
Torino
3394596351