5/6/13

Venezuelani in tutto il mondo contro la dittatura di Maduro















Non solo Maduro è un dittatore, motivazione che da sola basterebbe a scatenare una rivolta popolare, ma è soprattutto un illegittimo. Il suo governo si è insediato nonostante avesse perso, senza tener conto dei voti del popolo. Un popolo che è in rivolta è che ormai non ci sa a subire una repressione di questo tipo. L'ignoranza di questo nuovo presidente (illegale) non ha limiti e nulla ha a che fare con con Hugo Chàvez che, almeno, aveva un ideale.
Non possiamo stare a guardare, il mondo ormai sa cosa sta accadendo in Venezuela e si prova un certo disgusto, di qualunque nazionalità si sia, pensare che si possa arrivare a governare un paese con la frode.
Ecco, nel filmato del link cosa ne pensano in Perù, ad esempio, dove una deputata ha definito Maduro come uno scimmione ignorante, che parla con gli uccellini e sostiene di essere in contatto con lo spettro di Chavez, si sia impossessato del governo e non tenga conto del pensiero del popolo.
Ma sono milioni le persone che non possono più accettare che questa dittatura non voluta dalla gente continui a regalare a Cuba, all'Argentina, all'Ecuador, alla Bolivia ciò che appartiene al Venezuela, il petrolio; mentre la popoloazione versa in una povertà insopportabile e viva nel terrore, la delinquenza più crudele mai avuta nel Paese.
Nonostante i voti ottenuti dai cubani a cui sono stati dati i documenti venezuelani, malgrado abbiamo fatto votare, secondo alcune stime, 500 mila defunti, Maduro ha perso molto male.
Un resoconto del dopo voto nell'articolo 
Ma è Mario Vargas LLosa a smascherare il Chavismo, mostrandoci la sua vera faccia. Una banda di delincuenti che chiede in Parlamento che i deputati dell'opposizione vengano picchiati selvaggiamente, cosa che abbiamo potuto vedere dalle numerose testimonianze video. Animali selvaggi che del Venezuela non gli importa niente.
I Venezuelani si organizzano e fanno come possono per sensibilizzare il mondo. Anche a Torino, l'ultima manifestazione il 5 maggio, ne vediamo le foto. 
Occorre farne ancora, magari presto una a Milano, facendo confluire i manifestanti di tutto il nord Italia e poi una Roma con tutti i venezuelani di Italia.
I venezuelani di tutto il mondo devono interagire con quelli residenti nel Paese e con Capriles, oggi l'unica speranza di ristabilire la democrazia in Venezuela. 
Secondo il mio modesto parere siamo di fronte a un vero mostro che non conosce la legalità, non possiamo continuare a chiedere permesso, bisogna assolutamente assestare un colpo mortale.
Cosmo de La Fuente
en Twitter: @Cosmodelafuente