3/11/13

Caracas: Maduro di Chavez, un incapace


Con Nicolas Maduro il livello culturale di un possibile governo venezuelano scende ai minimi storici; già lo rozzeria di Chávez ha raggiunto posizioni d’avanguardia in fatto di stupidità, con il suo delfino, l’autista di Metro, potremmo addirittura far ridere il mondo intero. Noi però non ridiamo molto. Se Hugo ha sbagliato completamente l’economia del paese, utilizzando come mezzo di sostentamento solo il petrolio e lasciando che la delinquenza s’insediasse nella nazione come un cancro, con questo bugiardo (non dimentichiamo tutte le balle che ha raccontato negli ultimi mesi) potremmo proprio implodere. Un incapace peggiore del suo maestro.

Lo mettono di fronte a un microfono a parlare di argomenti che nemmeno riesce a capire e di cui non ha la più pallida idea. Le dichiarazioni che fece, ad esempio, riguardo la svalutazione superarono qualsiasi fantasia. Arrivò al punto di accusare la Federcámaras di attaccare la moneta. Non ha senso quello che disse e che continua a dire, ma quella parte di venezuelani che pende dalle labbra del governo del dittatore ormai defunto, credono che il nemico sia un altro e non Maduro del Chavez che avevano votato. Un attacco debole e incoerente.

Un poveraccio questo, senza nessuna cultura, portato in alto, senza meriti, da quel folle di Chavez per motivi di amicizia molto, ma molto, intima. Giunto a un posto che gli va grande e che non riuscirà mai a gestire. Sarebbe meglio che tornasse a fare l’autista, sempre dopo aver superato un nuovo controllo psicomedico.

Capriles intanto sfida Maduro e speriamo sia ingrado di fare una buona opposizione che deve lottare contro l’ignoranza e la sindrome di Stoccolma del 50% dei venezuelani che vivono nelle baracche, dove Chávez ha voluto, fortemente, che restassero a vivere. La delinquenza per le strade di Caracas era un aiuto alla politica chavista, dal momento che nessuno girava più per le strade dopo le 17(in Venezuela fa buio intorno alle 18); non uscendo non ci si poteva confrontare con altri. Un sistema da medioevo, che soltanto chi non lo prova può approvare.  Siamo tutti capaci di prenderlo in quel posto se il “posto” è di un altro!

Chávez, il socialista, lascia una fortuna di 2 (DUE) miliardi di dollari, nei suoi conticini privati! Ragazzi conviene fare i "falsi" socialisti!

Cosmo de La Fuente


 

A este pobre hombre lo ponen a decir cosas que él no entiende, sobre las cuales no tiene la más remota idea. En una de sus últimas declaracines sobre la devaluación y Fedecámaras supera cualquier ejercicio de nuestra imaginación. Acusó a Fedecámaras de “atacar” la moneda. Fue una acusación que sin sentido pero que no hecha para que nadie la entienda sino para que los millones de venezolanos que dependen de las dádivas del régimen crean que el enemigo no es Maduro y la memoria del loco de Chávez, sino otro.  
Dijo maduro:

ND.- El vicepresidente Nicolás Maduro acusó a Fedecámaras de ser los “responsables del ataque especulativo a la moneda” y “de un plancito especulativo para aumentar los precios de los productos”. Igualmente, consideró que Fedecámaras y Henrique Capriles Radonski “se hubieran podido ahorrar la declaración y hubiese declarado uno de ellos” sobre la devaluación.


El ataque fue débil e incoherente, pero puede que surta todavía algun efecto marginal sobre quienes siguen creyendo en estos hampones, para que los llamen creyones, esos infortunados compatriotas quienes no saben como crearse su futuro sino que deben esperar las dádivas del sátrapa.

Sin embargo, ya se respira en el ambiente, que este Maduro no va pál baile. Es un pobre bolsa, elevado a los trancazos por el agonizante a un sitio que le queda grande. Mucho camisón pá Petra. Maduro ni siquiera fue el jefe de la pandilla, ese era Bernal. 

 Nadie lo respeta. Nadie lo toma en serio. Lo llevan cargado por algun breve tiempo, gracias a la inercia del poder y del fraude cocinado en La Habana. 

Pero Maduro viene en picada. Nadie podrá atajarlo.  Y arrastra en su caída a Cabello,  Ramírez, Jaua y a los demás monigotes del régimen.