2013/02/26

Un Turismo intelligente è possibile:ecco dove


                                 Finalmente un sito in cui il Turismo diventa intelligente

E’ unacommunity di viaggiatori entusiasti di parlare di viaggi e di scambiare le loro esperienze del mondo. Osservare il mondo attraverso gli occhi dei loro utenti, forti delle esperienze acquisite in altre community virtuali e consapevoli del fatto che ciascuno, con la propria individualità, debba essere lasciato libero di esprimersi come preferisce, è nato quello che “altrove” non è stato trovato. Al forum sono stati affiancati 4 blog, per articoli, reportage o aneddoti relativi alle avventure fuori porta o a migliaia di chilometri da casa. La loro  ambizione è quella di andare oltre l' informazione "turistica", per abbracciare grazie al contributo dei viaggiatori una visione del mondo attenta anche agli aspetti sociali e culturali dei vari paesi.
Complimenti a gli ideatori di questo interessante luogo di discussione turistica.
Cosmo de La Fuente

2013/02/25

Frida Kahlo: il coraggio della Libertà


Si fa un gran parlare di libertà, ma siamo ancora vittime di chi comanda e decide l’andamento della nostra vita. Non è solo il caso di Michela Roth, perseguitata e danneggiata da una Giunta comunale e da una manciata di bigotte, i casi sono molti, anche nella nostra Italia che di fronte ai “diritti umani” si trova impreparata.  Ancora non abbiamo raggiunto la parità tra i due genitori nei confronti dei figli e non si vede l’alba di questo buio totale. Spesso ripenso a personaggi del passato, maltrattati dalla Società e, allo stesso tempo, amati dalla gente. Ecco perché mi torna in mente il nome di Frida Kahlo. Parlare di lei mi dà la forza di credere che, prima o poi, il sentimento di libertà sarà finalmente al primo posto in tutto il mondo.

Frida ebbe il coraggio di essere se stessa, di mostrare la verità, di considerare suo padre una persona importante nella sua vita. Resta un simbolo per tutti, per gli uomini e per le donne. Non basta fregiarsi di un simbolo politico e di sostenere di essere liberali, quello che conta è la realtà dei fatti.

La vita di Frida: il coraggio di essere se stessa

La stuzzicante fragranza delle tortillas, preparate in strada da ‘Doña Jimena’, giunge alle narici di Frida attraverso la finestra spalancata della stanza da letto. Porta con sé il ricordo della sua infanzia, gli occhi di mamma e la complice protezione di papà.
Sdraiata e inerme sul suo letto, con gli occhi socchiusi, ripercorre mentalmente le affollate strade della sua città messicana, il cicaleccio della gente e il frastuono delle trombe dei 'mariachi'.
Decisa a non soccombere di fronte all’aggressione della vita, benché instabile sulle stampelle, Frida non abbandona il desiderio di rivalsa, armata di pennello.
Gli amori, anche quelli ‘strani’, li vive alla luce del sole, la sua vita è di colore ‘rosso’ proprio come rosse sono le tinte predominanti nelle sue tele. Un destino segnato da momenti difficili, ma sempre assaporato.
Piccola ma forte, femmina e maschio allo stesso tempo, Frida guarda dritto negli occhi della gente e non smette di pretendere un futuro migliore. Incapace di mettere al mondo un bambino, si circonda di animali e di variopinti pappagalli.
La solitudine e l’angoscia dei giorni scuri li maschera di leggerezza. Il copione lo conosce a memoria, ma ignora l’atto finale. La sua arte, al pari del suo amore, è libera da pregiudizi. Questa piccola donna, malgrado le sia stata negata una vita serena, è salita sul quel famoso treno, quello che ti porta a non sprecare i momenti magici che il proprio pensiero e l’incontro con gli altri ti possono dare. L’arte di godersi la luce del giorno e la musica, i profumi e le parole, i colori e i tramonti non è cosa da poco, ma non tutti riescono a percepirne l’importanza. Nata a Città del Messico il 6 di luglio del 1907 Frida muore a soli 46 anni di età,gran parte della sua vita trascorsa nella casa che il padre ha fatto costruire per la famiglia, “la casa azul”.
Una piccola grande donna destinata a diventare un esempio di forza, a sua insaputa è il primo grido lesbo femminista. Anche lei insegue gli ideali del comunismo messicano,si riconosce soprattutto nella lotta di Emiliano Zapata e Pancho Villa. Ma quella di Frida forse è più una lotta contro la propria madre, la donna che l’ha messa al mondo in maniera imprecisa. L’astio americano si tramuta in amore, a New York si reca spesso per esporre i propri quadri. Intanto al governo si alternano presidenti filo americani a presidenti d’ispirazione zapatista e questi ultimi,una volta eletti, diventano, inspiegabilmente, amici dell’America, entrano quindi in contrasto con Emiliano e ricomincia il giro. Sarà perchè un conto sono le parole e un altro è trovarsi di fronte ai problemi di un paese?
Il pensiero di Zapata rimane un’utopia del passato, la chimera di donare le terre agli indios. Il suo estremismo non porta il risultato che si è prefisso e quando viene assassinato diventa un’icona di un bell’ideale irrealizzato perché inattuabile. Nel 1911 il filo zapatista Madero non si oppone all’America. Nel 1917 Carranza, messo al governo dalle truppe rivoluzionarie non si sforza affinché vengano applicate le riforme agrarie e addirittura comanda l’assassinio di Emiliano. Nella confusa metamorfosi della politica messicana, emerge la necessità di non chiudersi in sé stessi e di mantenere il rapporto con altri paesi, appare giusta l’industrializzazione perché può offrire una vita decente. Ancora ai nostri giorni vi sono gli stessi scontri tra le popolazioni degli indios e il governo. Difficile trovare una giusta mediazione perché se da una parte gli indios vogliono indietro le terre da coltivare, dall’altra esiste la necessità di migliorarsi e la speranza di trasformarsi in un paese vivibile. Legittima aspirazione di molti, desiderio attestabile dal flusso migratorio che dal Messico arriva all’America che in futuro possano godere di una tranquillità economica, stiamo indirettamente appoggiando l’emancipazione di quei paesi che spesso vengono accusati d’imperialismo. Di quale imperialismo si parla? Del libero scambio, del commercio e delle trattative industriali? Personalmente non penso che la rivolta del Chiapas, per nobile che possa essere il suo scopo, riesca ad offrire,in Messico, un futuro ai figli del presente, un mondo tecnicamente avanzato potrà gettare le basi per un domani migliore. La massiccia emigrazione sta a testimoniare la volontà di star meglio da parte del popolo. Non saranno le belle ma utopiche parole d’improbabili rivoluzioni e le armi a migliorare la situazione economica in Venezuela, o negli altri paesi del terzo mondo, non saranno le bugie a creare posti di lavoro.
Cara Frida, caro Emiliano, vi amo come amo gli eroi della mia infanzia, ‘wonder woman’ e ‘spider man’. I sogni svaniscono al mattino, a un certo punto devi pur fare i conti con la realtà e rimboccarti le maniche. Sarebbe bello volare da soli, nei sogni è possibile, al risveglio, però, si torna alla cruda realtà.
Frida ci ha lasciato il sogno e la forza della speranza, il coraggio di andare controcorrente senza far del male a nessuno. Cara Frida, com’era bello vederti mano nella mano con il tuo papà. Vicina a lui i drammi della vita sembravano meno crudeli.
Cosmo de La Fuente

2013/02/15

Chavez di nuovo in terapia intensiva

Hugo Chavez sarebbe stato riportato nell'unità di terapia intensiva dell'ospedale cubano dove è ricoverato dallo scorso 10 dicembre, dopo aver sofferto una nuova infezione, sostiene il giornalista venezuelano Nelson Bocaranda nel suo blog Runrunes, nel quale da mesi offre versioni sullo stato del leader "bolivariano" molto diverse a quelle diffuse dalle autorità di Caracas.
Citando fonti mediche anonime ("le stesse che consulto da 16 mesi a Cuba o in Brasile, Spagna e Venezuela"), Bocaranda sostiene che da due settimane Chavez era stato portato "in una suite presidenziale nel piano superiore dell'ospedalle modello cubano" dopo aver registrato un miglioramento dell'infezione polmonare della quale soffriva dopo l'intervento di dicembre, la quarta operazione in 18 mesi per un tumore.
"Ora, a causa di una nuova infezione il presidente Chavez é stato inviato d'urgenza all'Unità di Terapia Intensiva del Centro di Specialità Mediche e Chirugiche, noto come CIMEQ", scrive Bocaranda, pur segnalando che "questo passo indietro nella salute del malato si è già visto in altre occasioni e allora è stato superato". Ieri il vicepresidente venezuelano, Nicolas Maduro, si è limitato a dire che attualmente Chavez "é sottoposto a trattamenti complementari, che sono complessi e duri", ma che "devono chiudere il ciclo della sua malattia".
MANIFESTAZIONE AD AMBASCIATA CUBA A CARACAS, SCONTRI  - Almeno sette studenti sono stati arrestati dalla polizia venezuelana mentre tentavano di incatenarsi davanti all'ambasciata cubana a Caracas per protestare contro quella che hanno definito "l'incertezza istituzionale" causata dal fatto che il presidente Hugo Chavez si trova da oltre due mesi ricoverato all'Avana e non lo si vede in pubblico dal 10 dicembre scorso. Nei tafferugli sono stati colpiti anche tre giornalisti. In un documento distribuito alla stampa locale, gli studenti hanno richiesto "il ritorno della legalità e la sospensione delle misure che danneggiano il popolo venezuelano", in allusione alla recente e pesante svalutazione del bolivar, che ha perso oltre il 45% del suo valore rispetto al dollaro. Nel corso della protesta, due fotografi e un video-operatore che lavorano per alcuni media dell'opposizione, sono stati percossi dalla polizia militare.
(notizia ANSA)

2013/02/13

Ritrovato zaino di Missoni


Lo zaino del figlio dello stilista è stato recuperato sull'Isola di Bonaire, da un giornalista locale, l'isola tra Los Roques e Curaçao, dove alcuni giorni prima era stato trovato un altro borsone, stivato sull'apparecchio diretto a Caracas e lì mai giunto. Una prova in più dell'inabissamento dell'aereo.
Come scrive il Corriere della Sera, per gli esperti rimangono pochi dubbi sulle cause della scomparsa dell'imprenditore. Missoni si era imbarcato il 4 gennaio su un bimotore per recarsi a Caracas, da Los Roques, e far così ritorno in Italia.

Il primo borsone trovato a Curaçao - Il primo ritrovamento è stato effettuato dal cognato di Missoni, Claudio Varna, e l'esperto antidroga dell'ambasciata italiana di Caracas, il vicequestore Carlo Mazza il 10 gennaio. I due hanno trovato un borsone, che era stato imbarcato sul bimotore, sulle rive dell'Isola di Curaçao. Se il bagaglio è stato ritrovato su quelle spiagge, è stato per via delle correnti. Tra Curaçao e Los Roques c'è l'Isola di Bonaire. Così i due hanno pensato di ispezionare l'isola delle Antille Olandesi.

Il 10 febbraio rinvenuto lo zaino di Vittorio Missoni a Bakuna- Si mettono in moto la polizia dell'isola ma anche un giornalista locale, che avvertono i pescatori di Bonaire. A trovare lo zaino con l'etichetta di Vittorio Missoni è lo stesso reporter, Franklin Antoin. Per gli investigatori, riporta il quotidiano, "è il segnale che Missoni, sul bimotore insieme alla compagna, Maurizia Castiglioni, e agli amici Elda Scalvenzi e Guido Foresti, è rimasto coinvolto in un incidente aereo".
Che dire? Si ritrovano zaini sulle spiagge, sulle rocce, ma i corpi non si ritrovano mai. Nemmeno un brandello. Strano..molto strano.

2013/02/12

La storia della Chiesa

Dimissioni Papa, piegato dal peso del governo dopo gli scandali

Con la Chiesa scossa ha sopportato una mole di lavoro enorme. L’amarezza per il tradimento del maggiordomo Gabriele.

Cosa aveva scoperto il maggiordomo solo Dio lo sa! Sicuramente legato al suo passato un po' torbido, tra fatti di appartenenza ai nazisti a quelli di complicità e omertà negli odiosi fatti dei preti pedofili. Se un Papa rappresentante della Fede cristiana è di questo tipo, per Carità! Meglio ATEI!

2013/02/07

Monti è un ladro coperto

1.100 euro al mese.

E’ il sogno di un italiano medio ed è l’aumento di stipendio  di ogni Parlamentare.

L'aumento è stato approvato all'unanimità dal governo Monti, che noi  ci permettiamo di ribattezzare come il Governo Pinocchio.

Un Governo che promette “lacrime e sangue per tutti” salvo dimenticarsi di rettificare “per tutti voi cittadini italiani di ceto basso, non certo per noi altri”.

E’ chiara la faccenda?

1.100 euro che fanno la differenza per chi non li ha e li vede come un miraggio ed una speranza o per chi se li intasca e non gli bastano mai. Perché alla fine della storia di denaro ce n’è, in Italia, ma non certo per il popolino.

La situazione è seria e tragica. Chi gestisce il Paese con il nostro consenso fornito dal VOTO (e anche non, dal momento che il Governo Pinocchio non è stato nemmeno approvato da noi cittadini), dovrebbe ricordare di avere una MISSIONE da svolgere e non avere avuto il culo di essere approdato nel mondo dorato, nell’isola dei balocchi, nel castello incantato o nel deposito di Zio Paperone.

Eppure il Paese del bengodi esiste davvero, con buona pace di pensionati, impiegati, invalidi e dei tanti, troppi cassaintegrati e disoccupati che abitano le nostre città.

Il Governo Pinocchio ha decretato tagli a tutti i comparti sociali, mannaiate vessatorie contro ed ai danni della cittadinanza. Ma, puntuale come una cambiale in scadenza, ecco che ogni anno i già troppo gonfi stipendi di pochi (circa 1000 pseudopolitici) contro una nazione di 60milioni di persone, si gonfiano ancor più. E vengono pagati puntualmente a differenza dei nostri scarsi e miseri stipendi che non bastano nemmeno a mantenere una singola persona, figuriamoci una famiglia.

Sappiate che ogni fazione politica vota ogni anno all’unanimità il proprio aumento di stipendio: nessun assenteista in questo caso, non c’era da dubitarne. E sappiate che gli stipendi Parlamentari non possono subire pignoramenti o tassazioni.

Lo scorso anno, la Parlamentare Gabriella Carlucci (PDL) si lamentò alquanto del “misero stipendio Parlamentare” perché a suo dire, le tante spese di rappresentanza (...) le prosciugavano le tasche ogni mese. Una poveretta costretta ad arrancare giorno dopo giorno fra un aereo in prima classe o di Stato e le tante “incombenze” di una carriera troppo facile per essere rispettata come tale.

Si perde il lume della ragione ad avere troppo e troppo facilmente. Si perde il contatto con la realtà, si mistificano verità. Si perde il conto delle volte in cui ci si concede una agevolazione in più, rispetto alla Massa che langue e perde speranza di vita ogni giorno.

Come ci si può aspettare che poi questa gentaglia che ha il coraggio e la faccia di culo di dire “lavoriamo per il bene del Paese”  faccia davvero qualcosa per il Paese? Chi glielo fa fare? 

La popolazione serve al momento opportuno, serve quando necessitano voti o espressioni di simpatia verso questo o quel partito. Per il resto, che la popolazione vada a cagare, che loro hanno ben altro da fare. “Lavorano” per il Paese, loro. Si, per affossarlo, ridicolizzarlo, scandalizzarlo.

C’è persino chi si veste della pelle dell’orso, nasconde i propri scandali sotto la copertina e si erige a salvatore della Patria, così, giusto per prendere per il culo tutti una volta di più.

Non c’è senso morale, come già gridava Cicerone ai suoi tempi “oh tempora, oh mores”!

Manca il senso della vergogna, manca una reale volontà di servire il Paese. Qui in Italia, il primo che si sveglia al mattino e decide di far di tutto per entrare in Politica, lo fa al solo scopo di ribaltare la propria esistenza: ottenere tutto, a danno dei cittadini.

Che magari lo votano pure, brogli ricorrenti a parte.