1/11/13

Il Venezuela è governato da un fantasma

Chavez, ormai scomparso, continua a governare, forse dall'altro mondo, intanto il Venezuela resta senza una vera guida. Un Bolivarismo falso, un socialismo di cartapesta che non può continuare a decidere le sorti di un Paese che è caduto nella depressione. In questo paese, come spesso riferito, non esiste la possibilità di parlare e di pensare, chi scrive contro il governo deve farlo, obbligatoriamente, dall'estero. Chavez è finito, è ora che torni la libertà e il voto.
Una pantomima che favorisce la sopravvivenza di questo regime. Il giuramento del fu Chavez non c'è stato. La sicurezza che sia morto è che ci sarebbe stato pure con le stampelle, invece dall'aldilà non poteva tornare.
L'inventore della «rivoluzione bolivariana», che pur con le dovute differenze somigliava a un tentativo di resuscitare nell'America del Sud quel comunismo sconfitto in Russia, nell'Europa dell'Est e perfino in Cina, non lascia successori dotati né del suo carisma, né della sua disponibilità di petrodollari con cui comprava il favore dei piccoli Paesi; e senza di lui, anche il tentativo di costituire un solido asse antistatunitense, che doveva coinvolgere non solo Cuba, la Bolivia, il Nicaragua e l'Ecuador, ma anche Paesi lontani come l'Iran e la Corea del Nord non farà più molta strada. Non per nulla, già in queste ore si parla di un riavvicinamento tra Caracas e Washington. Se poi, dopo tutto, si tenessero nuove elezioni e l'opposizione dovesse vincerle, questo sviluppo sarebbe assicurato.
Il Venezuela non è solo quello dei ranchitos da dove, solo una parte, chiede che Chavez torni, perché gli regalava un kg di fagioli. Altri poveri sparsi per il Paese come molti del popolo, chiedono che sparisca per sempre, anche se sotto terra.
Venezuela deve tornare libero. Il falso socialismo e comunismo antico non serve a nessuno.
CdF