4/12/12

La vera faccia della Massoneria

Totò è stato massone, fu anche fondatore, diventandone Maestro venerabile, della Loggia "Ars et Labor". Lo affermava, in una lettera aperta al sindaco di Napoli, il Gran maestro del Grande oriente d' Italia, Virgilio Gaito. In occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dell' attore napoletano,da palazzo Giustiniani arrivava l' appello: "Eviti, signor sindaco, che anche la memoria di Totò sia colpita dall' opera di rimozione della sua appartenenza alla Massoneria, che troppe volte fa cadere nell' oblio l' esperienza massonica di tanti illustri italiani". E' da ignoranti far di tutta l'erba un fascio e considerare la 'massoneria' come sinonimo di affari loschi. Così non è, infatti è un'associazione che si occupa degli altri e che vanta l'allontanamento del Vaticano che è il vero covo infernale.
Gaito dice di scrivere anche a nome "del Fratello Totò, passato all' Oriente Eterno. Questo chiedeva di ricordare, sulla tomba del grande Artista, principe Antonio De Curtis, al Cimitero del Pianto". Sembra difficile immaginare, almeno fuori dalla scena dei suoi film, Totò "muratore" nel Tempio, con indosso il grembiulino, a compiere rituali sotto l' egida di squadra e compasso e dell' occhio "che tutto vede". Incredula, innanzitutto, la figlia Liliana che replica: "In famiglia non ne ha mai parlato". Eppure il Gran maestro della Loggia, nata in Italia dal 1805, sembra saperne moltissimo sul "principe della risata". "Totò - scrive ancora nella lettera al sindaco - fu iniziato alla Massoneria nel 1944 dalla Loggia Palingenesi, dunque all' età di 46 anni, nel pieno della sua maturità di uomo e di artista: una scelta che ha segnato profondamente tutto il resto della sua vita". E precisa anche: "Totò fu anche fondatore - diventandone poi Maestro venerabile - della Loggia "Ars et Labor"".
L' avvocato Virgilio Gaito si dice convinto di reclamare il riconoscimento di una "verità storica su un grande napoletano, un grande italiano e - ma questo pochi lo sanno e molti se ne meraviglieranno - un grande Massone". E chiama in causa una delle più celebri poesie dell' attore: "Ha espresso i sentimenti propri della sua appartenenza attraverso la poesia ' A livella, nella quale sono mirabilmente descritti i valori della vera Massoneria, che si batte da sempre contro l' ingiustizia e la disuguaglianza tra gli uomini". Totò massone? Luciano De Crescenzo non ci crede. "Non può essere vero - sbottava lo scrittore - io che l' ho conosciuto, lo posso dire: tutto poteva essere tranne che un massone". De Crescenzo aggiunge: "Io parlerei di un' incompatibilità di tipo caratteriale. Perché ci si iscrive ad un' associazione più o meno segreta? Per ricavarne dei vantaggi, per contare di più. Ma a che tipo di vantaggi poteva aspirare uno come Totò, che nel suo campo era il massimo, e che ovunque andava era conosciuto ed amato da tutti?". Ed è proprio qui che De Crescenzo toppa. I luoghi comuni sono quelli, la realtà è un'altra. Luciano De Crescenzo farebbe bene ad approfondire lo studio e fare come ho fatto io, arrivando ad intervistare non uno, non due, ma tanti massoni per bene che si adoperano per gli altri.
L'ignoranza di De Crescenzo diventa ridicola quando parla, addirittura, di liste malavitose. Il solito riferimento alla P2 è un'idiozia. Ovunque ci sono le mele marce. Come dire che i napoletani sono tutti delinquenti solo perchè nei rioni di Napoli c'è qualche borsaiolo. Studia un po' Luciano.
La peggiore espressione dell'ignoranza è poi quando si fa una similitudine con la camorra e la massoneria. Ma fammi il piacere Luciano.
Altra cazzata è quella di dire che in Massoneria sono tutti di destra. Balle! Mi hanno detto che non si fa politica e tra gli intervistati c'erano persone il cui credo politico spaziava da sinistra a destra.
Smettiamola di essere un paese che parla solo per sentito dire demonizzando tutto e tutti.

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