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Eiaculazione precoce: statistiche e rimedi nel 2012


24/03/2012 - [di Paolo Caruso per Familia Futura] : A volte pare non trovare rimedi e ci si abbandona allo sconforto. Chi soffre di eiaculazione precoce, almeno un italiano su tre, secondo le ultime statistiche, sa che deve far qualcosa ma spesso si tiene il problema. Sono molti i siti che promettono cure (sempre a pagamento), in questi giorni se ne sta parlando molto anche perché la società pullula di furbastri che cercano di far soldi su questo problema.

In un forum in cui le donne postano il loro pensiero, una ragazza, sicuramente sensibile, scrive così circa la sua esperienza con un ragazzo affetto da eiaculazione precose:


“Credetemi, il ragazzo ideale che tutte desiderano: ottimo come fidanzato ma anche tanto tanto amico...il migliore. Da giovanissima ero inespera e non sapevo come funzionava l’amore. Ci lasciammo per altri motivi e poi ci siamo ritrovati a distanza di anni ormai ‘maturi’.

Con mio stupore notai che le cose non erano cambiate, resisteva al massimo due minuti, ma è una persona eccezionale e credo di amarlo davvero. Il mio amore per lui supera quello del cronometro della prestazione. Lui pensa che io sia troppo bella e lo eccito da non resistere. Sarebbe per quello che è velocissimo. A volte basta un bacio. È difficile, ma lo amo molto e adesso credo di essermi anche abituata a questo e di piacermi proprio così”.

Ovviamente non tutte le donne reagiscono così e questa disfunzione porta ad avere problemi all’interno della coppia. Cosa ne pensa ‘medicinaitalia.it’?

(…)In passato l'eiaculazione precoce è stata considerata come un problema sostanzialmente di natura psicologica. Secondo acquisizioni neurofisiologiche recenti si ritiene oggi che questa disfunzione non sia solo la manifestazione di un disturbo dell'apprendimento, ma che ci sia anche una alterazione organica.

Indagini sui potenziali evocati sacrali, attraverso la stimolazione elettrica del nervo dorsale del pene, hanno mostrato come l'ampiezza della risposta elettromiografica a livello del piano perineale è significativamente più alta nei pazienti che lamentano questo disturbo rispetto a un gruppo di controllo.

La presenza di una eiaculazione precoce potrebbe così essere legata o a un aumentato input sensoriale dai genitali o a un deficit di inibizione degli interneuroni a livello del centro sacrale midollare.

Ulteriori valutazioni condotte sui potenziali evocati, attraverso la stimolazione del nervo pudendo, hanno confermato una più ampia rappresentazione corticale degli stimoli sensoriali a partenza dall'area genitale in un gruppo di pazienti con eiaculazione precoce.

Un altro fattore spesso dimenticato, quando ci si trova di fronte a un paziente che lamenta eiaculazione precoce, è la presenza di una lesione irritativa o infiammatoria dell'uretra prostatica. Attenti esami colturali sulle urine, sul secreto prostatico e sul liquido seminale possono, soprattutto nelle eiaculazioni precoci secondarie, offrire un elemento diagnostico decisivo. (…)

In sintesi, cosa fare in caso di eiaculazione precoce?

Sappiamo che il trattamento di questa disfunzione ha previsto per diverso tempo l'utilizzo di tecniche empiriche, tese a diminuire il livello di eccitamento e delle sensazioni sessuali. Queste tecniche includevano l'utilizzo di preservativi, l'applicazione di pomate o spray contenenti sostanze anestetiche, il consiglio ai pazienti di concentrarsi su altri pensieri e non sulla attività sessuale. L'utilizzo di farmaci antidepressivi o alfa-litici che moderano il sistema nervoso simpatico responsabile dell'evento eiaculatorio è risultato utile soprattutto se supportato da altre tecniche. La psicoanalisi ha invece la sua indicazione nelle problematiche psicologiche più complesse e profonde. Da non dimenticare la fisiochinesiterapia del piano perineale ultima nata, ma che può essere utile nel rieducare la muscolatura interessata nell'eiaculazione.

Due sono i metodi oggi ritenuti più efficaci:

  • il primo è quello della compressione proposto dai sessuologi Masters e Johnson;
  • il secondo consiste in una tecnica abbastanza simile chiamata "stop-start" individuata per la prima volta dall'urologo Semans e rivalutata dalla sessuologa Helen Kaplan.

La tecnica in sostanza prevede che l'uomo raggiunga l'erezione; a questo punto si sdraia sulla schiena e cerca di concentrarsi sulle sensazioni che prova mentre è stimolato. Quando l'uomo si sente vicino al piacere orgasmico, deve dire al partner di fermarsi. Quando "l'urgenza eiaculatoria" cessa, l'uomo invita il partner a riprendere la stimolazione per poi fermarsi ancora quando si ripresenta una eccessiva "intensità di piacere"; questo viene ripetuto quattro o cinque volte.
Dopo aver raggiunto un buon controllo con la stimolazione manuale, si passa a fare lo stesso esercizio con l'utilizzo di creme od altro per ottenere una lubrificazione che simuli l'ambiente vaginale. Successivamente si passa alla penetrazione continuando ad applicare la tecnica di interrompere, per quattro - cinque volte, il rapporto al "momento critico".

Se esiste una base organica (infiammatoria o neurologica) la terapia deve essere mirata su queste cause e quindi l’utilizzo, dopo una attenta valutazione diagnostica, di antibiotici e/o antinfiammatori o antidepressivi o alfa litici.

Secondo un comunicato stampa dell’Ansa, le cose stanno così:

Un italiano su tre soffre di problemi andrologici. Il 27 % dalla nascita ai 18 anni di eta', il 40% dai 19 ai 50 anni e il 38% degli uomini sopra i 50 anni. "I disturbi della sessualità coinvolgono fra i 4 e 7 milioni di italiani. L'infertilita' interessa il 20% delle coppie ed il 50% ha una componente maschile. Ci sono 60-80 mila giovani coppie infertili dai 20 e i 40 anni", ha spiegato Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia e direttore di fisiopatologia medica alla universita' di Roma Sapienza durante il convegno sulle patologie andrologiche in corso stamattina al Ministero della Salute. Il 20% degli uomini tra i 60-70 anni, invece, soffre di ipogonadismo, cioe' di un calo della funzionalita' delle gonadi che porta non solo al calo dell'attivita' sessuale ma a molte altre patologie, dall' osteoporosi alle malattie cardiovascolari. Dopo gli 80 anni il fenomeno arriva fino al 50%. I disturbi della sessualità coinvolgono invece fra i 4 e 7 milioni di italiani mentre il tumore del testicolo è la neoplasia più diffusa nei giovani italiani dai 20 fino ai 40 anni di età con 6-10 casi ogni 100.000 uomini. Infine la sindrome di Klineferter, ritenuta rara ma che colpisce un uomo su 600', ha aggiunto l'esperto. Aldo Calogero, direttore di andrologia ed endocrinologia al Policlinico Vittorio Emanuele all'universita' di Catania ha precisato che "la disfunzione erettile colpisce il 12% dei maschi fra i 40 e i 65 anni di eta', mentre l'eiaculazione precoce interessa invece il 20% degli uomini, cioe' 4 milioni di maschi in tutte le fasce di eta'. I tumori testicolari sono in aumento e siamo passati da 3 casi ogni 100mila uomini l'anno a 6 casi ogni 100mila fra i 15 e i 40 anni di eta'". (ANSA).

In conclusione possiamo dire questo: sono molteplici i libri in vendita, anche on line, ma l’eiaculazione precoce è un problema che va discusso innanzitutto con la (il) partner e poi affrontato con uno specialista. Sicuramente possono essere utili anche delle riflessioni psicologiche e la diminuzione dello stresso e dell’ansia da prestazione. Troppi furbi on line tentanto solo di vendere libri e manuali che lasciano il tempo che trovano.

[Paolo Caruso per Familia Futura]

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