2/25/11

Chavez-Gheddafi: amici per la pelle

Quando al mattino spalanchi la finestra su Caracas la vita è già cominciata da un pezzo. La naturale allegria del venezuelano è un po’ intiepidita dalla soffocante situazione economica. E’ vero che il caraibico ha sempre voglia di vivere e che trova nella musica e nell’amore la giusta compensazione alla miseria in cui vive. Quando però il caraibico diventa genitore cominciano ad esistere anche le necessità dei figli, che per crescere hanno bisogno di alimentarsi e tutto il resto. In Venezuela manca il necessario oramai, da Svizzera sudamericana, come veniva chiamata, si avvia verso una situazione simile a Cuba o all’Albania . Sapete cos’è la ‘cadena’? Ve lo spiego in due parole. Chavez che a reti unificate e magari ‘sniffato’ fino ai reni parla e parla, in diretta tv, per dieci ore senza fermarsi mai, in un turbinio di parole e insulti simil Saddam. Non è vero che tutto il popolo è con Chavez, provate a entrare in qualsiasi chat venezuelana e se masticate un po’ di spagnolo l’aggettivo più usato dalla gente per definirlo è ‘el loco’ (il pazzo). Pazzo di sé, dietro una facciata comunista si nasconde un dittatore violento abituato ad atti cruenti. Parla di popolo e di povera gente ma la maggior parte sa che non è vero quello che dice. Anti Usa si dichiara perché sa di poter essere smascherato, mentre la Spagna l’ha armato fino ai denti. Pochi giorni fa le elezioni per il Parlamento. I milioni di oppositori si sono astenuti dal votare, tanto il signore avrebbe dimostrato con la forza di essere il vincitore. Lo è stato ugualmente, con il 100% dei voti perché hanno votato solo i suoi e sapete quanti erano i votanti di quelli aventi diritto? Erano soltanto il 25%, del 75% restante cosa vogliamo farne? Bugiardi quelli che asseriscono che Chavez sta con il popolo, bugiardi e noi venezuelani lo sappiamo. Vergognatevi a dirlo, lui non sta con noi. Noi abbiamo bisogno di cibo e di poter vivere, lui ci sta portando alla deriva. E’ questo il vostro concetto di Comunismo che volete anche per l’Italia? Ma la vostra propaganda politica è basata soltanto sulle bugie? Hugo Chavez è un altro falso comunista preso ad esempio anche dalla sinistra italiana e per noi, che di politica non ci occupiamo se non per denunciare quando stiamo male, prendiamo le distanze dalla sinistra se averla al governo significa soltanto distruzione, oppressione e miseria nel nostro Paese bellissimo. Chiedetelo ai venezuelani, per la strada, se avete il coraggio di andarci...a Caracas.
Il legame tra Chavez e Gheddafi è molto forte e il dittatore venezuelano, Colonnello Hugo Chàvez Frias, non ne fa mistero, lo paragona, infatti a Simón Bolivar. Non è andata giù a chi conosce bene la storia venezuelana e non vede di buon occhio che il liberatore del popolo sudamericano, Bolivar, venga accostato a un leader che dimostra, in questi giorni, di essere un sanguinario.

Nel quadro del Vertice dell’America Latina - Africa nel settembre 2009 sull’isola di Margarita, il leader della Libia, Gheddafi era stato un ospite speciale. E ’stato insignito dal presidente Chávez con il collare dell’Ordine del Libertador e gli diede una copia della spada di Simon Bolivar.

«Compagno Presidente, questa è una replica della spada che ha liberato l’America 200 anni fa. Si tratta di un gioiello, glielo dà il popolo di Bolivar (...). Questa spada è viva e va a Latina (...) oggi l’America, ha il nome del nostro popolo della rivoluzione bolivariana, la si dà a voi (Gheddafi), un soldato rivoluzionario, leader del popolo libico della rivoluzione libica, dei popoli d’Africa e anche importante per i popoli dell’America Latina ", disse Chavez, durante la cerimonia svoltasi nello stato di Nueva Esparta

In un altro momento, nel suo discorso, che venne trasmesso alla radio e alla televisione, Chavez sottolineò che "ciò che è Bolivar per noi, Muammar al-Gheddafi è per il popolo libico". . "Ridicola dichiarazione" dicono gli storici venezuelani.

Ma i regali non finirono lì, Gheddafi offrì a Chavez una sella realizzata con l’abbigliamento tradizionale beduino sia per cavallo che per il cavaliere con scudo protettivo, il tutto fatto a mano e all’uncinetto in argento. "fatti specificamente in suo onore, presidente," disse Gheddafi nel momento in cui Chavez ricevette i doni.

Il malcontento in Venezuela cresce giorno per giorno e, malgrado il governo cerchi di nasconderlo, pare che siano in molti a domandarsi se il paese tornerà ad essere libero.
DESPIERTATE VENEZOLANO
CHAVEZ ES UN ASESINO

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