31/01/10

Un celebre papà si racconta


Poniamo il caso mi chiami Mario Rossi.
Non mi chiamo Mario Rossi e al giusto momento il mio appoggio ad una corretta gestione delle separazioni fra coniugi meglio si comprenderà. Scrivo, tuttavia, e volentieri su richiesta di Cosmo, il quale da parecchio tempo mostra sensibilità verso l'ancora incredibile situazione concernente gli affidi dei figli dopo divisione fra mariti e mogli.
Accenno brevemente alla mia storia, una fra le tante, più felice di altre e più infelice di altre, ma non mi limito a raccontare dei fatti, che magari un giorno meglio conoscerete. Voglio specialmente urlare una richiesta disperata di giustizia, immediata.
Io ho una bambina, che mi vuole un mondo di bene e a cui voglio un mondo di bene. Io e sua mamma ci siamo separati un po' di tempo fa. Sono passato attraverso le frasi indisponenti del suo avvocato, che bene conosceva la forte tendenza dei giudici italiani ad affidare ad occhi chiusi i figli alle mamme, attraverso la necessità di reinventarmi una vita, attraverso l'impossibilità di vedere mia figlia secondo tutte le modalità previste dal magistrato e attraverso le continue minacce di fare intervenire le Forze dell'Ordine ogniqualvolta fossi in ritardo (di minuti, sia chiaro) nel riconsegnare la bambina alla madre. Sono passato attraverso tutto questo e altro ancora, e ho sofferto come un cane randagio, ma ho tenuto duro più che mai, anche nei momenti che definire difficili è poco. Sono stato sull'orlo del precipizio più d'una volta e mi sono sentito il cuore quasi fuori dal petto, ma mi ripetevo che ce l'avrei fatta. Vi dico, per la verità, che ho avuto qualche colpo di fortuna, ma io non credo alla fortuna, e ho avuto degli amici accanto, e ad essi credo. La fortuna te la devi andare a cercare, perché non bussa alla porta. Con gli amici devi solo essere te stesso; quelli che oltre a supportarti ti sopportano sono tuoi amici, gli altri sono i conoscenti del momento. Non crediate che la fortuna sia stata per me vincere all' enalotto, ma qualcosa come riuscire a mangiare.
Lasciamo ora da parte il personale. Mi rivolgo agli uomini e alle donne che leggono il blog. Qualsiasi sia il vostro ruolo sociale, ricordate, per il bene di tutti, e davvero dei bambini in primis, d'intervenire sempre e per come potete affinché il padre e la madre siano considerati alla pari davanti alla legge. Nello stesso momento in cui uno dei genitori sa di poter fare il bello e il brutto tempo perché agevolato dalla giustizia e ne approfitta, in quello stesso momento, proprio in quello, si compie il male del bambino o dei bambini che sono nati dal matrimonio (o comunque dall'unione di due persone). È inutile, poi, far finta di niente e far credere che il disagio venga provocato in pari misura dall'uomo e dalla donna. Così non è perché, come in molti altri campi di gestione della vita del cittadino, ci ritroviamo a dover fare i conti con la voglia dei più di voler credere alle favole. E non solo: Ci ritroviamo a dover fare i conti con la comodità per altri di agevolare la credenza delle favole, perché è da essa che si traggono i maggiori vantaggi sociali.
Caro Cosmo, il mio intervento penso resterà una goccia in un mare, ma forse anche una goccia è importante, se non a cambiare le cose a far riflettere di più.
Lettori del blog sappiate infine che io, Cosmo e pochi altri, siamo la voce di tantissimi che, purtroppo, non hanno più voce... Riflettete.
Grazie ....
speriamo che tante gocce possano diventare un mare.

30/01/10

Secondo una statistica del padre, in famiglia, se ne può fare a meno


Eliminiamo il papà dalla famiglia, tanto, una ricerca americana dice che se ne può fare a meno. Secondo me è una vera 'cazzata'. Se può mancare il padre perchè non dovrebbe essere la stessa cosa se mancasse la madre. In ogni caso la notizia, trasmessa dall'ANSA, recita così:
(ANSA) - ROMA, 28 GEN - La figura paterna non e' indispensabile per la famiglia. Lo afferma uno studio che sara' pubblicato sul numero di febbraio del Journal of Marriage and Family, che ha preso in esame le ricerche principali in letteratura sulle famiglie ''atipiche'', formate da un singolo genitore o da due genitori dello stesso sesso.

29/01/10

Quandi Cristi sulla croce


Gesù è tornato, sotto mille, milioni, di volti diversi, nei panni dei padri italiani, di quelli che vivono l''ngiustizia sociale delle separazioni dai propri figli. Tribunali che decidono senza nessun rimorso di mettere sulla strada padri di famiglia che, per sostenere ex mogli, magari traditrici e crudeli, vivono in auto e si alimentano alla Caritas. Come può un paese civile come l'Italia permettere tutto questo? Come mai un padre, come Adelmo, di Lucca, è ridotto sul lastrico a causa di un matrimonio finito e, come se non bastasse, oltre a pagare, gli viene ostacolata la visita ai propri figli. Che tipo di donne sono queste? Che schifo di esseri appoggiate dalla legge? Se ci sono uomini indegni e bastardi nei confronti delle donne, cosa vogliamo dire, adesso, di queste femminie avvelenate? Io credo che esista sempre un equilibrio naturale che, prima o poi, si deve raggiungere, e queste persone pagheranno duramente. Intanto la nostra classe politica, di sinistra e di destra, dovrebbe vergognarsi.
CdF

27/01/10

Chavez: la fine di un dittatore, despota, tiranno.



Occorre stoppare il despota Hugo Chavez. La chiusura della più antica televisione venezuelano è il segnale di come stia male la democrazia e la libertà di pensiero nel paese.
Enrique è alla guida della vecchia jeep che ci porta verso Punto Fijo, cittadina nel nord ovest venezuelano, non lontana dalla laguna di Maracaibo, la zona petrolifera del nostro paese. Il mio amico guida nervosamente, si dice felice di rivedermi e durante il tragitto mi racconta come la sua famiglia e tutti i suoi parenti stiano vivendo l’attuale situazione venezuelana. Il padre di Enrique è di origini italiane mentre la madre è originaria di Maracaibo. Una vita fatta di piccoli sacrifici e voglia di raggiungere un posto al sole, una piccola azienda per la surgelazione di gamberi e frutti di mare che erano poi distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda familiare che funzionava abbastanza bene e che improvvisamente ha conosciuto la crisi più nera. Il governo non permette che si prendano delle iniziative commerciali o quant’altro, qualsiasi piccolo imprenditore è costretto a stare con le mani legate e quindi a chiudere. Gli operai della “Mariscos Centilli” sono rimasti tutti senza lavoro, ognuno di loro ha una famiglia e dei figli, ma a nessuno importa che siano rimasti disoccupati, tanto meno al jefe che invece non fa altro che parlare di socialismo. Enrique guida e parla mentre le ruote del fuoristrada finiscono continuamente nelle numerose buche del manto stradale, sono quasi voragini, all’interno dell’abitacolo i sussulti sono talmente forti che, per non sbattere la testa da qualche parte, si è costretti a viaggiare tenendosi da qualsiasi appiglio disponibile. Sono contento, finalmente respiro di nuovo l’aria del mio paese e sento di nuovo i profumi dei fiori e delle spezie che arrivano alle narici mentre passiamo dai piccoli centri abitati, dove le donne, nell’impossibilità di acquistare carni pregiate e formaggi costosi, friggono i platanos e scaldano i fagioli neri speziati al cumino. Quasi leggendomi nel pensiero Enrique interrompe le mie riflessioni e mi dice: ‘questa gente non soffre per la mancanza di cibo, sono anni che vivono in questa situazione, la cosa peggiore, per loro, è la mancanza di libertà che cominciano ad avvertire, inizialmente avevano creduto alla rivoluzione sociale ma ora si rendono conto che la qualità è peggiorata moltissimo e che non esiste più sicurezza nemmeno di vivere”. Ricordo Enrique da adolescente, sempre allegro e ricco di iniziative, amante della musica e del ballo, sentire ora le sue parole mi intristiscono. In serata arriviamo a casa sua e incontro tutta la famiglia, i ricordi di quando eravamo ragazzi a Caracas, prima del trasferimento a Punto Fijo, ritornano tutti per regalarci qualche ora di serenità. Quando il padre di Enrico parla di Chavez abbassa la voce, come se temesse che anche in casa sua qualcuno lo possa spiare. Sorrido meravigliato per questo e lui, vecchio saggio, mi guarda dritto negli occhi e con la determinazione tipica del meridione italiano, con un linguaggio misto tra spagnolo e napoletano mi dice: “non sorridere, io questi comunisti li ucciderei tutti”. Vengo a conoscenza di fatti che da soli potrebbero riempire le pagine di un libro di suspence e dei thriller più scioccanti, storie di spionaggio e cose che in Venezuela non mi sarei mai aspettato che potessero accadere. Di fronte alla mia riluttanza e incredulità mi mettono sotto al naso la nuova costituzione bolivariana, fresca fresca, progettata dall’attuale governo che, mascherato da socialismo, in realtà nasconde un’anima comunista della peggiore specie. Le prime due leggi che mi vengono agli occhi si occupano del tradimento di pensiero, sono previsti, cioè, fino a sei anni di carcere per chi fa della propaganda contro il governo. Alla faccia della democrazia! Alla faccia di chi ha osato definire la trasformazione del Venezuela un risultato della democrazia più grande dell’America latina. Bugie! Solo bugie. Cosa significa la costituzione bolivariana? Bolivar è morto da tantissimi anni e non sapeva nemmeno cosa fosse la rivoluzione industriale. Improvvisamente pare che Simon e Chavez siano un connubio indissolubile, tanto che le parole di uno vengono confuse con quelle dell’altro e parlare di uno o dell’altro sia la stessa identica cosa. Simon Bolivar diventa incredibilmente un sostenitore di Carlo Marx, mentre Chavez è in realtà il ritorno in carne del libertador. Simon chiedeva, però, la vita e la libertà per la gente, viveva in povertà, mentre il presidente venezuelano vieta il libero pensiero e vive negli sfarzi come un nababboe che spenda milioni e milioni di dollari per pubblicizzare la sua corrente comunista. Un paese libero e sincero come il Venezuela diventa bersaglio di meschini sotterfugi per cancellare la memoria, la storia e la libertà d’espressione. Vengono censurati i libri di storia, le parole in tv, i giornali e non esiste alcuna possibilità di opposizione. I venezuelani all’estero, grazie anche a Internet, denunciano questo stato di cose e non possono rimanere impassibili di fronte alle false affermazioni per cui in Venezuela tutto starebbe andando per il meglio. Sia benedetto l’arrivo di Internet che diventa in questo momento l’unica possibilità d’espressione. Questa rivoluzione non è la nostra, questo è soltanto l’anticamera del comunismo cubano. In Italia si è liberi, non si viene perseguiti legalmente perché non approvi quello che fa il governo, non si va in galera perché dici quel che pensi o sei contrario al governo.

Articolo di Cosmo de La Fuente



Due giorni fa il Venezuela è stato teatro di una serie di manifestazioni a favore e contro il Governo, svoltesi in diverse città del Paese e con particolare intensità a Caracas, dove si sono verificati gli incidenti più gravi, con la morte di un giovane quindicenne che stava partecipando a una manifestazione filo-governativa.
Sotto accusa, in particolare, la scelta del Presidente Chavez di oscurare ben sei reti televisive tra cui “Radio Caracas Television International” (Rctvi), emittente ritenuta contraria alla linea politica del Governo. Le tv in questione, considerate responsabili della violazione della legge sulle telecomunicazioni per le emittenti nazionali, nei giorni precedenti la chiusura non avevano garantito la trasmissione dei messaggi presidenziali, ponendosi così in aperto contrasto con Chavez (la legge dice che devono trasmettere per legge le "cadenas" cioè i discorsi del presidente).
"Voglioni zittirci, ma non ci riusciranno perché la gente ci conosce da anni, e vuole sentirci", ha detto alla stampa Miguel Angel Rodriguez, uno dei volti più noti dell'emittente Rctvi reagendo a caldo al provvedimento. I canali via cavo sospesi, oltre a Rctvi, sono Ritmo Son, Momentum, America TV, American Network e TV Chile. Ma Rctvi è la più importante e influente. È stata fondata tre anni fa, dopo che il suo predecessore, la Rctv, si era vista ritirare l'autorizzazione per trasmettere in chiaro, a causa del suo appoggio al fallito golpe anti-chavista del 2002.
Il segretario dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) Insulza ha offerto la propria mediazione per risolvere lo scontro tra il governo venezuelano e le sei reti televisive coinvolte, dichiarandosi disponibile a collaborare per favorire il dialogo tra le parti, invitando altresì il Presidente Chavez ad accogliere una delegazione della Commissione interamericana per i diritti umani, che ha fortemente criticato la decisione di reprimere parte del sistema televisivo nazionale.
Nel frattempo, uno degli uomini più vicini al Presidente, il Vicepresidente e Ministro della Difesa, Ramon Carrizalez, ha rassegnato le dimissioni ufficialmente “per motivi personali”, ma c’è già chi collega tale decisione alla crisi del Governo di Chavez (anche la moglie di Carrizàlez, il ministro dell'Ambiente Yubirì Ortega, si è dimessa dall'incarico governativo). Carrizàlez, ex colonnello dell'esercito, era stato nominato vice di Chàvez nel 2008, dopo il fallito tentativo di riforma costituzionale proposta dal leader bolivariano. Il suo arrivo alla vicepresidenza era stato visto da molti analisti come una virata conservatrice del governo venezuelano.
Tra mille contraddizioni, Chavez si prepara ad affrontare le elezioni legislative di settembre in un clima di crescente malcontento popolare. Malcontento alimentato da una politica interna di controllo dei mezzi di comunicazione fortemente discutibile e che non si concilia con la politica estera presuntamente “solidaristica” sbandierata dal governo venezuelano, come la scelta di cancellare il credito nei confronti di Haiti (che ammonterebbe a circa 295 milioni di dollari), a seguito della tremenda sciagura che ha colpito di recente il Paese caraibico.
Le proteste sono scoppiate dopo la mezzanotte di ieri in vari quartieri di Caracas, dopo che gli operatori di tv via cavo hanno sospeso il segnale di Rctvi. "Pensano che se chiudono i microfoni e nessuno ne parla, l'inflazione e l'insicurezza spariranno per magia", ha commentato ironicamente un manifestante citato dalla stampa locale. Da mesi, i venezuelani stanno soffrendo con il razionamento di acqua ed energia elettrica.

Vete Chevez, ya el pueblo venezolano no te quiere, vete y deja en paz la tierra de Simon Bolivar, que nada tiene que ver contigo. Dictador, déspota.

26/01/10

In Venezuela si combatte per la libertà. Venezuelani del mondo uniamoci.


Il Venezuela sta combattendo per la libertà d'espressione.
Questo dittatore, tanto amato dalla sinistra italiana, ha oscurato tutte le tv d'opposizione e i giornali che non stavano in linea con lui. La gente sta male, muore di fame. Non è più possibile continuare di questo passo. Occorre ritornare alla libertà di espressione, di parola, di pensiero.
Este loco està destruyendo nuestra Patria y nosotros no podemos aceptar que esta situacion siga adelante. Unòmonos para volver a ser libres, para que nuestra bella Venezuela vuelva a ser el lugar en donde crecimos y en donde nuestros padres nos han criado.
VETE CHAVEZ
CdF

Brunetta e Zaia : sfruttamento minorile?


Questi due ministri pare facciano a gara a mostrare, non i muscoli, ma la loro energia e voglia di lavorare innata. Da bambini, dicono, hanno cominciato a lavorare sodo, addirittura a sei anni. Brunetta, poi, dice e ridice di essere stato un bambino lavoratore al mercato. Se questo fosse vero saremmo di fronte a un vero e proprio sfruttamento minorile e i genitori che si fossero comportati in questo modo avrebbero rischiato molto. Chissà come mai i 'servizi sociali' non si sono occupati di questi due casi limite. Ma stiamo scherzando? Ma smettetela. I bamboccioni, poi, saranno i vostri figli. Voi potete tranquillamente mandarli fuori casa,magari acquistandone una per loro e fornendogli pure il personale di servizio. La gente normale come noi ha poche soddisfazione e i propri figli sono il bene più prezioso. Felice di averli in casa.
Invece di queste idiozie occupatevi un po' di quei genitori separati squattrinati, soprattutto di quell'esercito di padri rimasti senza soldi a causa di sentenze ingiuste e campate in aria. Lo sapete che tra i fruitori delle mense della Caritas c'è un'altissima percentuale di papà?
Vergognatevi!
CdF

23/01/10

Emma Bonino e le grinfie di Michele Santoro



E' cominciato il teatrino delle accuse. La sinistra non ci sta questa volta, è troppo abituata ad accusare del privato di tutti e quando entra entra in gioco il proprio passato (non privato) non si presta al gioco. Che Emma Bonino sia stata una di quelle "inguacchiesse" che praticavano aborti clandestini mentre una sigaretta spegneva e una accendeva. Sinceramente non potrei sentirmi sicuro pensandola come presidente del Lazio. Che ci sia dentro Brass poco importa, ma che l'appoggi Battiato mi dispiace un po'.
Anche Michele Santoro non ci sta, questa volta c'è lui nel mirino dei sexy ricatti che a noi poco importano. Anche lui e il suo intimo pupillo Travaglio sono diventati noiosi da morire. Lo sappiamo che parlare di Berlusconi rende molto, l'interesse è ancora vivo. Ma durerà per sempre? E' mai possibile che nei palinsesti tv Rai non ci sia altro tema che la saga di Silvio? Non ci sono argomenti importantissimi da affrontare che non riguardino sempre i soliti soggetti?

22/01/10

Elena di Cioccio de Le Iene è solo una cafona

Leggi articolo sottostante

Beckham è stato vittima di molestie sessuali





E' giusto condannare la iena che ha usato violenza sul calciatore. Per un uomo non ci sarebe nessuna tolleranza.


Sarebbe giusto che un maschio, anche se conduttore o artista televisivo, toccasse una donna celebre o non celebre contro la sua volontà? Sicuramente avrebbe zero tolleranza e tutte le donne che si occupano di violenza sulle donne griderebbero, giustamente, allo scandalo.


Chi ha dato il potere a questa Di Cioccio o Di Ciccio di toccare Beckham e di dichiarare al mondo che lui avrebbe il pene piccolo? Non è possibile accettare questo ed è più che necessario che questa 'iena' venga denunciata e paghi per quello che ha fatto. E' anche ora che si finisca con questa campagna ridicolizzante verso il maschio. Se la conduttrice da strapazzo non verrà punita saranno tutte autorizzate a compiere gesti simili e a questo punto bisognerebbe rimettere in discussione anche il fatto che a un uomo venga concesso di palpare intimamente le donne che incontra per poi dichiarare se, per esempio, hanno una bella vagina oppure no.



Guarda la foto e l'articolo più in basso
cosmo de la fuente
A proposito della cafona che ha palpato Beckham
Spero sia condannata e che il Giudice non conceda nemmeno gli arresti domiciliari. Per gli uomini, in questi casi c'è la tolleranza zero no? Sentirei la Carfagna a proposito dell'episodio.Si parla tanto di violenza sessuale poi fanno le furbe solo perchè sono donne. Fossi stato in Beckham una sberla non gliela levava nessuno a quella cafona.
Tex.

21/01/10

Haiti: aiutiamo questo paese, basta un sms




Port-au-Prince - (Adnkronos/Ign) - Miracolo tra le macerie: 14enne viva a 9 giorni dal sisma. Appello di Frattini: ''Non fermate le ricerche''. Onu: ''Il bilancio esatto delle vittime del sisma potrebbe restare sconosciuto. Secondo le ultime stime comunque le vittime dovrebbero essere tra le 100 e le 150mila, i feriti sono approssimativamente 200mila e gli sfollati circa un milione.

MANDA UN SMS ADESSO

2 euro alla Croce Rossa Italiana da WIND e 3 al 48540

2 euro ad Agire.it da TIM e VODAFONE o chiamando da rete fissa TELECOM ITALIA 48541

20/01/10

Iena tocca il pacco a Beckham. Sarà denunciata per molestie sessuali.


Hanno voluto la parità. La iena (donna) che ha toccato il pacco di Beckham sarà denunciata per molestie sessuali. Mi pare giusto. Cosa sarebbe accaduto se una iena (maschio) avesse toccato la passerina di Valeria Marini?

Il doppio, l'altra faccia del nostro "io"



Il doppio è l'altra faccia del nostro 'io'. Il riflesso allo specchio, la nostra ombra o più semplicemente quello che sentiamo. Da quanto è nato l'uomo è sempre stato affascinato e terrorizzato dal proprio (io) che, come ha insegnato Freud, affonda le sue radici in parte nel subconscio. Quando l'altro viene fuori vuol dire che siamo entrati nella zona che sarebbe dovuta restare sconosciuta. Quando ci comportiamo in maniera diversa dal solito, quando siamo i primi a meravigliarci di parole dette o azioni commesse, significa che siamo in presenza del nostro essere più nascosto.
La nostra unica consolazione diventa la religione e non ci accorgiamo che proprio da essa derivano molti malesseri dell'umanità. Sicuramente esiste un mondo oltre la morte, una forza suprema, un architetto del mondo, ma questo non significa che dobbiamo prendere per buone le teorie di presti e religiosi vari che danno per certa una condizione che non possono conoscere dal momento che sono esseri viventi come noi. Se uno si alza al mattino come, mangia, va in bagno, soffre, ride come me, non può sapere nulla come nulla so io. Possiamo sentire, avanzare delle ipotesi, possiamo dire 'IO CREDO', ma non possiamo imporre una realtà che non conosciamo.
Il nostro 'doppione' vuole crederci, la nostra mente sa, invece, che siamo in un campo sconosciuto.
Chissà se l'altro mondo è popolaro dai nostri 'io' subconsci, se le nostre anime o ciò che definiamo con questo termine sia la dimensione oltre la morte. Nella concezione omerica l'uomo ha una duplice presenza sulla terra, una nella sua apparizione percepibile, l'altra nella sua immagine invisibile, che si libera solo nella morte. Questa è la psiche.
Cosmo de La Fuente

San Valentino a Torino, festa degli innamorati

16/01/10

Maschio a letto senza viagra


Se il viagra non funziona, ragazzi state tranquilli: da Israele l’innovazione per i problemi erettili. Il Rambam Medical Centre di Haifa ha infatti sperimentato un trattamento a base di onde che dovrebbe essere il degno avversario della famosa pillola blu. Il processo consiste nel bombardare i genitali – cinque le aree specifiche prese di mira - con ultrasuoni che stimolano la crescita di nuovi vasi sanguinei nell'area bombardata, migliorandone l’irrorazione e riducendo per tanto i problemi di erezione.

Le onde quindi metterebbero in moto un processo di crescita sanguigna, che altro non è che la causa fisica dei problemi sessuali maschili. Questo sarebbe possibile proprio grazie alla scoperta che le onde attivano il Vascular Endothelial Growth Factor, ovvero il fattore di crescita endoteliale – che permette la formazione di nuovi vasi sanguigni.

L’esperimento è stato fatto su un numero abbastanza basso di volontari già fruitori regolari di Viagra, ma ha avuto comunque successo in 15 casi su 20. Lo studio e' stato condotto su 20 uomini appunto di 56 anni di età media con problemi d'erezione da almeno tre anni. “Si inviano onde sonore attraverso la pelle, in maniera del tutto innocua ed indolore”. Questa è la cosa più importante aldilà degli effettivi risultati: la tecnica è senza dubbio meno invasiva rispetto agli effetti che sul lungo periodo può presentare l'assunzione prolungata di un qualsiasi tipo di farmaco. Infatti i 15 che hanno subito effetti benefici, “ sono stati in grado di continuare la propria vita sessuale senza fare più ricorso ai farmaci, e nessuno di loro ha subito effetti collaterali.”
Non dimentichiamo, però, che anche il mio risotto al cocco, con il misterioso ingrediente, sta riscuotendo un grosso successo perchè porta a risultati eccezionali.

http://www.technotizie.it/news/73529/altro-la-cucina-venezuelana-e-internazionale-di-cosmo-de-la-fuente-diventa-un-marchio

15/01/10

L'Africa nel cuore e nella mente.



Ai cari fratelli del grande continente africano, delle molteplici etnie che provengono da questa meravigliosa terra.
Sempre vicini, sempre con voi.
Neri sfruttati e poi derisi con carabine ad aria compressa. Non mi pare logico, sapendo che è gente che lavora, gente con dignità e coraggio, che spesso manca a certi personaggi cafoneschi che vivono in certi paeselli italiani. Il razzismo c'è..eccome!

14/01/10

mamma Elena rivuole la sua bambina


Ciao Cosmo, ti racconto un la mia storia..
Ho conosciuto mio marito 14 anni fa in una chat,da li abbiamo iniziato la nostra storia,dopo 4 anni ci siamo sposati perchè sono rimasta incinta e sono iniziati i primi problemi:casa sempre piena dei suoi amici che giocavano a carte fino al mattino e..in più,da me, si mangiava e si beveva senza problemi. Alla nascita della bambina,dove ho rischiato la vita, mi sono occupata di lei in tutto e per tutto scoprendo un anno dopo di avere un artrite reumatoide ma ugualmente la portavo a scuola a 20 km da casa, l’accompagnavo alle attività sportive,insomma facendo quello che qualsiasi madre farebbe per un figlio.
Il mio unico svago era chattare e conoscere gente, con mio marito non c’era dialogo e sia io che la bambina non siamo mai uscite con lui. Come se tutto questo non bastasse mi ha allontanata da tutti i miei cari, ed io stupidamente ho accettato per amor suo, ma lui non si privava di nulla; frequentava night,usciva con gli amici ed io zitta. Un anno fa mi ha fatto vendere la casa che avevamo acquistato insieme per poi prenderne un'altra insieme ai suoi genitori e al fratello, quando gli ho chiesto di intestarla ad entrambi mi ha risposto "non ti fidi di tuo marito?" Nel mese di luglio ha chiesto la separazione dicendo che non sopportava più vedermi sempre in chat e accusandomi di trascurare mia figlia. Inizialmente è stata una separazione consensuale e io avrei dovuto abbandonare la sua casa portando con me la bimba altrove. Però quando ha messo giù le condizioni ho dovuto rifiutare, mi voleva dare 250 euro al mese e dovevo lasciare casa entro sei mesi, una cosa assurda. Ho deciso di consultare un legale e da quel momento sono iniziati i guai perché a lui non andava bene che io mi fossi ribellata e dopo di quello ha deciso di volere la bambina. Premetto che lui ha un'altra ,una storia che ho scoperto. Lui continua a contestarmi di essere disoccupata, di essere invalida, di non essere in grado di occuparmi della bimba e io mi domando: - fino ad ora chi si è presa cura di lei?- E’ possibile che si ricordi solo ora che io non sto bene?Poi una sera, dopo l'ennesimo litigio,lui mi ha urlato in faccia che quella era casa sua. Non ha mai dato un euro per la bimba, ho deciso di andare da mia madre,ho preparato le valigie e tra urla,in presenza dei suoi genitori e dei miei son andata via avvertendolo che sarei passata dalla questura.
lui mi ha denunciata,senza curarsi della bimba, ha chiesto la separazione per colpa e l'affidamento esclusivo della figlia in modo crearle il trauma di un abbandono del tetto familiare, ma il trauma di perdere la mamma non c'è? Mia figlia la notte è agitata. Una sera parlando con lei sono riuscita a farle buttare fuori quello che le faceva male ,mi ha detto :"mamma ho un peso nello stomaco" .Ho cercato di confortarla e di farle capire che non permetterò mai a nessuno di portarla via da me, ho lottato per averla e lotterò per non perderla. Ho paura, c ma son anche convinta che la legge esiste e che nessun giudice tolga una figlia alla madre che si è sempre occupata di lei annullandosi completamente.
Grazie .. mi è servito anche da sfogo.
Elena (nome di fantasia)

13/01/10

Haiti, da paradiso a inferno


Vicini ai nostri fratelli di Haiti colpiti da un terremoto devastante.
ASCA-AFP) - Port-au-Prince, 13 gen - Gli Stati Uniti, la Francia, il Canada e tutti i paesi dell'America Latina si stanno preparando ad inviare aiuti ad Haiti, dopo il devastante terremoto che ieri ha colpito il paese caraibico.

Da quanto e' stato riferito dalla Casa Bianca, il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato che ''il suo governo'', cosi' come il Dipartimento di Stato, l'Usaid ed il Southern Usa Command ''e' pronto ad assistere la popolazione di Haiti''. A Miami, la guardia costiera ha ''mobilitato imbarcazioni ed aerei per fornire assistenza umanitaria'', mentre l'Usaid inviera' una squadra di soccorso di almeno 72 persone con 6 cani da salvataggio.

A Parigi, il ministro degli Esteri Bernard Kouchner ha reso noto che la Francia ''esprime la sua piena solidarieta''' ad Haiti, aggiungendo che l'Unita' di Crisi francese si e' messa in moto ''per mobilitare ed inviare immediatamente soccorsi d'urgenza a Port-au-Prince''.

Il ministro degli Esteri canadese, Lawrence Cannon, ha detto che i funzionari del suo paese ''sono in contatto con i loro partner umanitari presenti nella regione per individuare le esigenze umanitarie necessarie dopo questa tragedia''.

L'Australia ha offerto di rispondere a ''tutte le richieste di assistenza umanitaria'' e sta cercando ''con urgenza'' di entrare in contatto con due cittadini australiani che dovrebbero trovarsi ancora ad Haiti.

A Bogota', l'ufficio del presidente ha detto che la Colombia e' ''pronta a rispondere alle richieste di aiuto delle autorita' haitiane'', aggiungendo che il ministero della Difesa e i servizi di gestione delle emergenze si stanno coordinando per inviare degli aiuti il piu' presto possibile.




12/01/10

La classifica dei presentatori ritenuti gay, per il momento è capeggiata dai Carlo Conti



Olalà... Non te la prendere Carletto, non è detto che tu debba restare il primo nel sondaggio. Sarà quell'aria sfarfalleggiante, sarà la vocina strimpellante, ma qualcosa fa si che i lettori di Familia Futura ti vedano tra i presentatori a cui allude Alessandro Cecchi Paone.
Un abbraccio
Cosmo

Il festival dell'ipocrisia


Ho preso in prestito questa espressione di Silvio perchè rende bene l'idea. Siamo circondati da ipocrisia e da falsità e ognuno di noi crede di detenere in mano la verità. Mentre ci lamentiamo della falsità degli altri non ci rendiamo conto che spesso lo siamo anche noi. Abbiamo vicino l'amico sincero, che è più di un fratello ma improvvisamente non lo consideriamo tale e lo mettiamo da parte per poi restare veramente senza nessuno inseguendo il fantasma di un passato che non ci darà nulla ma ci porterà alla fine. La falsità di chi ci circonda è qualcosa di inconcepibile. Quando la propria donna diventa complice, si, ma degli altri, non possiamo più pensare di continuare sopportarlo, bisogna assolutamente cambiare vita.
Non si vive solo di facciate. Non si vive così.

09/01/10

Sesso gay:nello spazio astronauti si divertono, pensando di non essere visti, e sperimentano nuove posizioni




Questa volta non è film, è la realtà.
Anche nel mondo degli astronauti le stranezze non mancano, e di una stranezza in piena regola si sono infatti resi protagonisti due giovani e focosi astronauti (presunti eterosessuali) che sono stati colti in flagrante durante un irrefrenabile rapporto sessuale nello spazio. A quanto pare i due protagonisti della vicenda non sono riusciti a tenere a freno l’istinto, ed hanno pensato bene di lasciarsi andare alla passione nel bel mezzo dello Spazio, magari pensando e sperando che nessuno se ne sarebbe mai accorto.
Hanno anche sperimentato nuove posizioni in barba alla forza di gravità.
Alessandro Cecchi Paone sostiene che...
"Oggi il Grande Fratello è gay friendly e combatte la xenofobia - dice il giornalista - E’ quanto di meglio ci possa essere nella cultura popolare contro la xenofobia; basta vedere che lo scorso anno ha vinto un rom arrivato dall’Albania. Anche sulla questione gay, non c’é un programma più omosessuale del Grande Fratello, è molto gay friendly".
Nel suo dialogo con Klaus Davi, Alessandro Cecchi Paone fa anche un accenno a Silvio Berlusconi, dicendo: "Non è un omofobo, nella maniera più assoluta. Quando feci coming out, fu il primo a chiamarmi e a dirmi: “Hai fatto bene, grazie”, dopodiché provvide a far stampare ancora più manifesti e volantini in cui io ero ritratto con lui accanto".
Poi, parla anche dell'ex pm De Magistris: "Politicamente fa errori marchiani - dice Cecchi Paone - fisicamente avrei una relazione con lui. È un bellissimo ragazzo...".
Infine, sulla possibilità di una sua ricandidatura in politica, il direttore del canale satellitare Marcopolo afferma che accetterebbe una proposta "da parte del Pdl, ma anche da parte di qualsiasi altro schieramento -rivela - solo se potessi andare a rappresentare un altro filone ideologico, non quello di una cultura cattolico-tradizionalista, un po' antimodernista e anticentrista".
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Chi, secondo voi è gay o bisex?
Paolo Bonolis - Jerry Scotty - Fiorello - Carlo Conti - Enzo Ghinazzi (Pupo)-Marco Liorni
Inviate il vostro voto

08/01/10

Il subdolo esercito degli obbedienti è il cancro della nostra società




Che sfacelo tentare di essere, di mostrarsi, di apparire. Illudersi e ingannare gli altri nei panni di quello che non si è per poi restare a bocca asciutta. Aver sprecato momenti di vita e parole, fiumi di parole. Si è vittime di tutti oppure, in modi diversi, siamo tutti pedine dello stesso gioco? Sarebbe facile rispondere sostenendo che siamo marionette, tutti. Non credo che sia così però. La pedina viene mossa da altri che pedine non possono essere, così come i fili delle marionette sono gestiti da persone diverse. Siamo formati da due classi umane dunque: quella dirigente e quella obbediente. Qualche sporadico componente della classe degli obbedienti ci prova a ribellarsi, forse si spezza un filo della marionetta, ma subito dopo viene ricucito e nulla cambia. Essere un dirigente o un obbediente non ha a che fare con un ceto sociale o un livello economico. Ci sono dirigenti che arrivano dai più squallidi quartieri di una città, che non hanno cultura e non sono nemmeno delle persone prestanti; parallelamente ci sono obbedienti che sono anche ottimi professionisti e sono persone stimate nella società. Non ci sono regole di questo tipo e quindi questa situazione non è catalogabile e gestibile. Nasciamo in un modo o in un altro. Se incappiamo nell’incontro giusto possiamo vivere soddisfatti, se il ruolo non ci piace diventiamo dei ribelli. Il ribelle è come l’angelo rinnegato da Dio. S’immedesima nella vita del modello che vuole imitare e finge di essere qualcun altro. Non finge solo per ingannare chi gli sta incontro, lo fa anche per imbrogliare se stesso. Quando si guarda allo specchio si sente realizzato, ma questa è solo una situazione precaria, momentanea, effimera. Come riconoscere il falso dirigente? Parrebbe difficilissimo ma c’è un sistema che ritengo infallibile. Il falso dirigente, l’ipocrita, quello che è sottoposto al vero comandante che, a sua volta, viene da lui descritto come un obbediente, non regge il tuo sguardo. Se l’hai riconosciuto non vuole sentirti parlare e si illude che tu stia dicendo sciocchezze, ma, non dubitare, nel suo animo c’è una guerra; sta attraversando un terremoto interiore, ma lui è abituato a fingere, quindi non fa una piega. Spesso il falso dirigente diventa contemplativo e si affida nelle mani del falso obbediente, perché è ovvio e inevitabile che un falso dirigente non possa accompagnarsi con un vero obbediente. Se sono in coppia sono invertiti: un falso obbediente sta insieme a un falso dirigente. Quale sarà l’arma del falso dirigente? Non considerare chi ha centrato il problema. Chi si rende conto di queste situazioni vive male, secondo me. La vita diventa un inferno e l’impossibilità di agire per sanare l’insanabile porta essi a una pesante depressione che deve essere annientata se si vuol continuare a vivere. Qui nasce la terza categoria che non è né migliore né peggiore delle altre quattro (falso-vero dirigente e falso-vero obbediente), quella dell’indipendente psicologico. In questa ultima categoria, però, si può essere tranquilli o insofferenti. C’è chi vive la situazione in maniera rilassata e osservatrice, c’è chi, invece, tenta di salvare gli altri per un innato istinto. Questi ultimi vivono malissimo perché, come si è detto, nella classe dei ‘falsi’ e dei ‘veri’ nulla si può cambiare. L’unico vantaggio degli indipendenti è che, con sforzi notevoli, ha la possibilità di passare da uno stato all’altro e quindi è possibile che un guerriero indipendenti si trasformi, per istinto di sopravvivenza, in riflessivo e viva serenamente il resto della sua vita. Il bruciante rammarico di vedere un parente, un amico, una persona rosolarsi nel ruolo di sottoposto nella finzione di essere un dirigente viene col tempo spento dall’acqua della riflessione interiore. Chissà se Pirandello, nella sua letteratura delle maschere, avesse fatto riferimento a questo, così come la letteratura internazionale del ‘doppio’, quella del Dr. Jekill e Mr. Hyde per intenderci.
articolo di Cosmo de La Fuente (prelevabile citando autore e fonte)

04/01/10

Disastro di Los Roques


A distanza di due anni dalla scomparsa i parenti degli otto italiani che erano a bordo di quel volo maledetto, ancora non sanno nulla. Sospettano che sia stato controllato solo un tratto di mare e non quello giusto.
Ancora una volta: - cosa nasconde il governo venezuelano?-
Occorre fornire la lista passeggeri (quella vera) per capirci qualcosa.

03/01/10

Quando finisce un matrimonio



Un amico mi ha detto che quando ci si divide, nel matrimonio, è un segno di fallimento. Come molti mi hanno fatto notare, invece, non è affatto così. E' la capacità, invece, di riprendersi la propria vita, annientata da un'altra persona, che, in nome di un amore o di chissà cos'altro, ha attentato alla tua libertà di essere te stesso. In realtà molti matrimonio sono un fallimento anche senza separarsi, sono fittizi, falsi, di convenienza, di abitudine. Annullarsi e accettare quasi tutto quello che il coniuge vuole non significa andare d'accordo, significa violentare se stessi e sentirsi dei falliti per sempre. Non la posso pensare così, mi spiace. Ci si lascia anche se ci si vuol bene ancora, può accadere, credetemi.
La facciata va salvata? Non penso affatto. Quanto soffre, inconsciamente, chi crede di andar d'accordo con un coniuge e in realtà si sta solo cancellando per amor di pace e alla fine scoppia lo stesso e scoppia anche l'altro. Questo non significa essere un rapporto positivo. Povero illuso.
Dal sito di Maldamore, alcuni uomini scrivono:
Sto leggendo con molto interesse il sito. Lo sto leggendo accorgendomi che le testimonianze riportate sono tutte di ragazze e donne.
Ma succede anche agli uomini
Ho 53 anni. Sono un dirigente d'azienda e dopo 22 anni di matrimonio, con una figlia di 19 anni, lo scorso luglio mia moglie , quasi con un comunicato stampa, mi ha detto "Non t'amo più".
L'impatto è stato devastante. Per darle il tempo di riflettere , dopo aver posto mille domande sul perchè , quali ragioni, quali cause, sentendosi rispondere "Come è nato, è morto", mi sono allontanato da casa, pensando di rientrarci dopo qualche tempo. Sono stato via due mesi, girovagando da una residence, ad un appartamento di un amico, ad un altro residence, in un periodo (agosto) in cui non c'era un cane di amico, di fratello, di cugino, di prete con cui parlare. Non potete immaginare i chilometri che ho fatto a piedi dentro Roma (ho un paio di scarpe, la cui gomma è completamente consumata; le terrò come cimelio)
Tutto questo con un braccio menomato (con due chiodi nel gomito e mobilità ridotta al 50%) a causa di un incidente di moto avvenuto ia giugno.
A metà settembre, acconsentendo alla separazione consensuale, dopo che mia moglie oltre al mantenimento per mia figlia , ha chiesto anche quello per lei (all'inizio aveva detto "So di farti male, so che soffrirai, ma stai sicuro: a te non chiederò una lira!!) sono tornato a casa, in attesa di trovare un appartamento (forse a giorni avrò una risposta). Così almeno sono potuto stare un po' più vicino a mia figlia.
In più occasioni, con tanti atteggiamenti differenti (calmo, adirato, sarcastico, remissivo, persino compassionevole) ho cercato di farmi dire le ragioni di questa fine. Mia moglie mi ha risposto che la sua non è stata una decisione avventata, ma maturata nel corso di ben due anni, durante i quali lei non pensava si spegnasse l'amore, che poi si è, invece spento.
Il mio lavoro e l'incarico di responsabilità che rivesto mi hanno fatto essere ben poco presente in casa, specialmente da settembre 2005 a maggio 2006. Ma ogni volta spiegavo, o almeno tentavo di farlo, le ragioni di questa mia mancata presenza a casa e di obbligo di essere fuori per lavoro (in ufficio e spesso in viaggio; la mia azienda è una agenzia turistica). Ogni tanto riuscivo a strappare un week end al lavoro e organizzavo due/tre/quattro giorni a Parigi, Barcellona o nella campagna toscana. In questi brevi periodi cercavo di parlare con lei, di chiedere, di sondare. Ma lei diceva che tutto era OK, che capiva il mio lavoro, facevamo l'amore, e.....il week end finiva. Poi qualche domenica andavamo insieme allo stadio (lei è, come me, una grande tifosa romanista) .
Eppoi: una settimana terribile. Comincia a vederla assolutamente fredda. Le chiesi che succedeva e lei rispose che sentiva qualcosa scricchiolare nel nostro rapporto, ma specificando che non aveva nessuna intenzione di romperlo. Una sera mi invita a cena. E con un"comunicato stampa" , mi dice che è tutto finito.
Non credevo che una cosa del genere potesse dare tanto dolore, che io ho provato in maniera fisica; un topo che ti mangia continuamente lo stomaco, che non ti fa dormire, pensare ad altro, provare altre sensazioni se non un continuo, assoluto malessere.
Ha sempre giurato che non c'è un altro. Le poche indagini che ho fatto (senza diventare Maigret) me lo hanno confermato.
E allora la testa naviga, sul passato, su quello che hai fatto di giusto e di sbagliato, dandoti mille colpe, cercando di rivivere al rallenty mille momenti, episodi, situazioni.E soprattutto chiedendoti mille volte : PERCHE'?!'!
Poi, come scritto nel sito, da qualche parte, ti accorgi che anche gli amori più grandi possono finire e le ragioni sono mille e nessuna..Che se esamini bene il triangolo della teoria empirica sull'amore, ti accorgi che alla fine , tutti e due, non abbiamo curato bene nessuno dei tre lati. A soli 4 mesi di distanza, non te ne fai una ragione. Ancora soffro come un animale ferito. Ma ogni giorno mi dico di non essere ferito a morte e cerco aiuto. Negli amici, in uno psicologo (non mi vergogno assolutamente), in mia figlia (anche se il rapporto con la madre, stante la mia poca presenza, è, ovviamente preferenziale) ma soprattutto cercando di essere egoista quanto basta e un po' narciso. Da quando è cominciata questa storia ho perso 18 chili (ero oggettivamente sovra peso) e adesso sto facendo, almeno tre volte a settimana, sport per mantenermi.
Riesco a mettermi anche i jeans, con cui prima mi sentivo ridicolo.
Insomma: piccolo messaggio a chi come me sta soffrendo. Parafrasando Borrelli "Resistere, resistere, resistere!!" e soprattutto non aver paura di farsi dare una mano (anche da un dottore se necessario)
Un grande in bocca al lupo a tutte e a quei pochi tutti che non si vergogneranno di scrivere la propria storia su questo bellissimo sito
Giuliano


Grazie a lei Giuliano, per la sua testimonianza. Sappiamo benissimo che succede anche agli uomini (nel privato professionale me ne capitano tanti). Ma gli uomini, paradossalmente, hanno meno "coraggio" a raccontarsi. Cordiali saluti .

TESTIMONIANZA: CONCLUSIONE DI UN MATRIMONIO
Mi chiamo Francesco ho 41 anni.
Ho letto la testimonianza di Giuliano “Succede anche agli uomini”.
La mia storia ha alcune analogie con la sua anche se la fine dell'amore di mia moglie e' stata vissuta da entrambi nel corso di 2 anni.
La conclusione del matrimonio non e' stata improvvisa ma annunciata dopo 2 anni di tormenti in cui sia lei che io abbiamo cercato i motivi (e forse li avevamo anche trovati: la mancanza di figli , la non realizzazione professionale, il non sentirsi da me in piu' occasioni considerata ) ma soprattutto le soluzioni per recuperare i sentimenti che lei provava per me.
In questi 2 anni iniziati con la frase “non so cosa mi stia succedendo ma non ho piu desideri sessuali” e' iniziato il calvario.
Lunghissimi dialoghi spesso pacati, a volte accesi e momenti di grande sconforto. Lei che affermava che comunque il “nostro matrimonio non era in discussione” .
Poi dopo alcuni mesi una sua crisi profonda durata per circa 1 mese nella quale “non sentiva piu' la casa come la sua” e non c'era piu' dialogo; poi e' sembrata tornare lentamente a risorgere anche grazie ai colloqui con uno psicologo.
E' riemersa un po' di progettualita' personale e una convivenza civile durante la quale abbiamo continuato a parlare tanto. Ma tutto si e' fermato li', lei in una camera ed io in un'altra e nei messi successivi mi sono tante volte arrabbiato e cio' ha solo peggiorato la situazione portandoci inevitabilmente alla separazione : l'esperienza piu' atroce che io abbia mai vissuto. Io la amavo ancora . Tra i rimorsi quello che se ci fossimo fatti aiutare da psicologici di coppia forse avremmo avuto maggiori possibilita' di evitare la separazione. In fondo ci siamo lasciati nel massimo rispetto e stima con tanto dolore per quello che era successo ma nell'impotenza di fare di piu'. Quando se ne e' andata di casa credevo di morire e come si sa nell'esperienza comune, vivere nei ricordi di lei in una casa vuota e' una delle cose piu' angoscianti che possono capitare ad una persona. Certo c'e il lavoro , gli amici i famigliari ma comunque e' un tuo problema esistenziale con cui devi convivere e cercare di superare. Dalla separazione sono trascorsi solo 15 giorni ed immagino che occorrera' molto tempo ancora per elaborare questo fallimento di vita. Seguo comunque il consiglio di Giuliano “resistere, resistere, resistere” e se non basta vedro' di farmi aiutare da qualcuno ; questa volta avro' piu' umilta' cercando di non fare tutto da solo .
Francesco

1 commenti Anonimo
Ho rotto la mia storia dopo 5 anni da poco piùdi un mese. Rivedo molte analogie in quello che scrivi. Facevamo meno l'amore perchè lei si stava laureando...l'ho aiutata, poi ha trovato lavoro e si è come resa "indipendente" da me...come se di me non avesse più bisogno.
Anche io entro in una casa vissuta con lei e vorrei cambiare tutto. Mi dice che il nostro è stato un grande amore e che ha messo in conto di perderlo perchè ora vede il sentimento nel passato.
Dovrò ricominciare da capo e non mi sento in grado...spero di farcela!In bocca al lupo

SUCCEDE ANCHE AGLI UOMINI

Certo che succede anche agli uomini, succede a tutti coloro che amano! Ho 38 anni e premetto di non riuscire ad innamorarmi facilmente, questo perchè per innamorarmi devono codificarsi alcuni elementi caratteriali, della personalità e mentali (non necessariamente fisici) che mi fanno perdere la testa e non facilmente riscontrabili. E purtroppo non conosco mezze misure, non riesco a scendere a compromessi con i miei sentimenti, o amo o non amo e quindi posso solo provare attrazione fisica, la quale da sola non serve a nulla se manca un trasporto interiore. Fatta questa premessa, posso affermare con assoluta certezza di essermi innamorato solo tre volte nella mia vita, pur avendo avuto un numero maggiore di relazioni. E tutte e tre le volte sono stato lasciato. Sarà un caso? Non credo, sono convinto che se si ama troppo si ama male, se si crea una forma di dipendenza troppo forte non si è più sè stessi, ci si annulla per l'altro e si vive nel terrore di essere mollati, la forza di uno inevitabilmente fa leva sulla debolezza dell'altro. La parola d'ordine è equilibrio. Ho compreso che nella vita si deve imparare ad essere pilastri e non muri poggiati ad un pilastro, per cui se crolla quest'ultimo roviniamo miseramente anche noi. Però la ragione non basta, la comprensione di tutto ciò aiuta ma non è sufficiente a vincere l'emozione e l'impulso della sofferenza scaturenti da ciò che percepiamo come un'emarginazione, l'interruzione di un ruolo che ci faceva stare bene e rendeva la nostra vita la cosa più bella da vivere in compagnia della nostra amata donna. Il terzo innamoramento è terminato il 18 agosto, con una telefonata in cui mi disse che eravamo troppo diversi e che non potevamo stare insieme. Non riuscivo a farmene una ragione, speravo che ci avrebbe ripensato e che sarebbe stato solo un momento, anche perchè nei tanti frangenti in cui non era irascibile (faceva parte del suo carattere anche se nell'ultimo periodo si era acutizzata tale irascibilità), fino a due giorni prima di lasciarmi era dolcissima e sembrava innamorata. Sono stato male, ho pensato che mai avrei trovato un'altra ragazza come lei, una donna in grado di "prendere" tanto il mio cuore e con cui avevo immaginato i progetti di vita più belli. Sono sparito, non ho cercato di contattarla anche se morivo dalla voglia di farlo, mi dicevo: si farà risentire lei! E così è stato. Ieri mi ha contattato, abbiamo parlato del più e del meno e poi, inevitabilmente, il discorso è scivolato su di noi. Io le ho detto che ero sinceramente convinto che eravamo fatti l'uno per l'altro e lei mi ha detto che era convinta dell'esatto contrario, ribadendo, a mente fredda, di non essere innamorata ma di stimarmi tanto. Ma la cosa che mi ha fatto stare più male era la sua tranquillità, io stavo malissimo e lei era serena, mi raccontava cosa stesse facendo in questo periodo e anzi mi consigliava di non lasciarmi sfuggire eventuali occasioni femminili. Da questo dialogo ho compreso, con tutta la crudezza e il cinismo possibile, che era davvero finita. E ho anche compreso come per diciotto giorni non sono stato malissimo solo perchè covavo dentro di me la speranza che tornasse sui propri passi. Adesso che questo velo è caduto senza pietà, sto davvero male, non riesco a fermene una ragione e il pensiero ossessivo delle sue parole e di tutti i momenti belli tarscorsi insieme martella la mia mente, soprattutto quando mi trovo solo nel mio letto, avvolto dal buio della mia stanza. Tutto ciò lo scrivo nel pieno delle mie sensazioni e non sul ricordo delle stesse, e sentirmi dire "era giusto che finisse se non andavate d'accordo" oppure "nulla avviene per caso e da ciò puoi trarre importanti insegnamenti per il futuro" in questo momento serve a ben poco. Però posso affermare una cosa con sicurezza: le vicende passate costituiscono un'importante finestra sul futuro e all'inizio di questa mia testimonianza ho scritto di essere stato innamorato per tre volte nella mia vita e di essere stato lasciato tutte e tre le volte. Bene, anche le volte precedenti mi sono trovato, come adesso, in un tunnel buio da cui non intravedevo la luce, e speravo che anche per me l'uscita della galleria fosse vicina, confidavo ardentemente che quella luce potesse tornare presto ad illuminare la mia vita. E così è stato. Adesso, anche se porto dentro un dolore indicibile, riesco ad essere un pò sereno perchè so che passerà, so che il tunnel ha uno sbocco e che presto lo raggiungerò. Ed è con questa fiducia, nel momento del mio massimo dolore, che invito tutti ad averne, a vivere la forte sofferenza come una situazione temporanea che dovrà per forza finire, per farci poi ripensare a quei momenti con una tenerezza e un distacco ora inimmaginabili ma certamente tra non molto traducibili in realtà. In fondo la fede è anche questo. Un grosso in bocca al lupo a tutti e anche a me stesso! Carlo

AIUTATEMI VI PREGO
Carissimi sto soffrendo la seconda volta come un cane. dopo un matrimonio che è durato 12 anni fino il 1996. la seconda Relazione inizio il 1997 (lei oggi 34 io 42) soprattutto confittuale e durata 9 anni. adesso lei ha chiuso ilrapporto. mi ha detto ben chiaro. che a chiuso mentalmente da tempo. non sentepiu per me. poi nel momento che un amico , mi ha confermato di avere visto leicon un uomo, si scatto in me una pressione incredibile, che mi ha portato indepressione. il problema e che non accetto che lei ha chiuso, tento di tutto di riconquistarla. quanto per ore non si fa sentire. piango e cado in sofferenza. non mi sento di fare nulla. nel momento che gli telefono, ho telefona lei. incomincio a vivere, faccio i servizi di casa e altro.quanto vado a casa di lei. non mi regala neanche un squardo. gli fa fastidio che sono li. quarda con la mia presenza l´orologio. per non dirmi vai a casa. ed esco con dolore e lacrime. mi fa male. aiutatemi non so come come uscirne. e una vera e propia dipendenza. cordiali saluti Salvo (Germania)

2 commenti

Caro Salvo,
grazie per la tua testimonianza.
Abbi fiducia nel tempo, secondo la mia esperienza è sempre la migliore medicina. Ma ricorda che è fondamentale lo spirito con cui affronti le siuazioni. Sii positivo, anche se ti sembra che tutto sia perduto, che non abbia più senso la tua vita, che tu da solo non abbia un senso... non è vero, tu sei una persona unica e speciale. Oggi le cose vanno così, ma domani la vita ti sorriderà di nuovo. Ma se tu vuoi che la vita ti sorrida, sorridile tu per primo e ringrazia te stesso per tutte le cose belle che hai, per tutto il bene che fai per te e che hai fatto nel tempo. Guarda intorno a te quante cose belle ci sono, e quante altre puoi costruire tu. Ama tutto e tutti, perchè solo dall'amore può nascere altro amore. Non sappiamo se con questa donna tornerà l'amore, ma se così non fosse è solo perchè c'è qualcos'altro di buono che ti aspetta. Oggi ancora non sai cosa sia, ma un giorno riuscirai a vedere, e allora tutto sarà chiaro e darai un senso a questa sofferenza di oggi. Crea oggi qualcosa di buono e di bello.
Ti abbraccio, f.

Carissimo Salvo,
conosco molto bene il tipo di dolore che stai provando;é un travaglio mostruoso che devasta la personalità intera. Secondo me, non ci sono soluzioni
o ricette a buon mercato;sino a quando tu sarai innamorato di questa ragazza e non potrai ristabilire il rapporto,sarai costretto a soffrire le pene della privazione.
Io cercherei di risolvere il caso con un ragionamento razionale e filosofico:Chi è L'uomo? chi è la donna? ,perchè la solitudine?, c'è un futuro? perchè esiste il bisogno di un altro essere per poter vivere meglio? esiste Dio ? esiste il destino?. Secondo mè la causa di questa sofferenza è dovuta al fatto, che tu hai esperimentato il Paradiso in Terra ,avendo avuto un'esperianza amorosa con questa ragazza.(una donna per un uomo, é sempre immagine sublime e quasi oserei dire, Dio stesso.)
Caro Salvo , penso che il dolore che stai provando sia peggio del morire; resisti a questo attacco della natura ,a questo vomito di percezione,io intanto cerco di piangere con te...
Ne Usciremo vittoriosi ,perchè chi Ama lo dimostra solamente nella privazione e nell'oscurità
un abbraccio forte da Luca

POTEVO FARE DI PIU'?
Federico Età: 44 Gentile Dr.Cavaliere, credo che la mia sia una lettera come tante ma in certi momenti si ha bisogno che qualcuno ascolti le tue sofferenze. La mia e' una storia comune , finita male ma ricca di amore, sincerita' e disperazione. Avevo sposato Elena 10 anni fa (aveva 31 anni) dopo 10 anni di fidanzamento.Una ragazza piena di vita, un volto splendido un po' grassottella figlia unica, generosa ed esplosiva nei mostrare i sentimenti verso il prossimo, . Da tempo pero' era tormentata dalla ricerca di un lavoro come ragioniera che "le consentisse dimostrare le sue capacita'. Io decisamente piu' freddo, laureato e realizzato nel lavoro. Tra di noi un bel rapporto, un sincero dialogo quotidiano che si e' mantenuto anche nel matrimonio dove pero' sempre piu' Elena riversava una crescente angoscia nei confronti di insoddisfazioni professionali ripetute (ma debbo dire senza che lei avesse particolari colpe e dopo che aveva profuso un impegno intenso). Da parte mia in piu' riconosco che, anche se a fin di bene, le facevo notare che mangiava male , doveva fare un po' di sport e calare qualche Kg avrebbe rischiato di ammalarsi in futuro. Ci provava ma era dificile . Poi la vita non ti aiuta: non siamo riusciti ad avere figli , i genitori di lei buoni e generosi apparivano pero' dipendenti dalla figlia nelle quotidiane scelte della vita e questo la angosciava. Aveva una passione per i cani e quello che aveva si e' paralizzato e per 7 anni lei lo ho gestito in casa quasi come un figlio .Nel 2005 Elena comincia ad essere diversa , non mi desidera piu', appare piu' assente anche in casa. Cento volte ci parliamo per capire cosa stia succedendo ma Lei rimane sempre vaga. Anche a domande dirette ribadisce che il nostro matrimonio non era in discussione ma non aveva desideri sessuali. Cerco di capirla, da poco ha deciso (ed io non l'ho contrastata per non causarle dei sensi di colpa )di non proseguire i tentativi medici per avere figli e stava concludendo l'ennesima esperienza di lavoro negativa. Poi comincia ad essere afflitta da una insonnia feroce in parte controllata con ansiolitici. Andiamo al mare nell'estate del2006 e a vederla in "superficie" sembra la solita Elena: affettuosa egenerosa . Al mare pero' la svolta ; durante una discussione ammette che "probabilmente" ha perso nei miei confronti i sentimenti di un tempo: "forse e' finita, le storie nascono e finiscono". Rimango allibito anche se a posteriori era una logica evoluzione degli eventi. Elena si trasforma completamente esce di casa con nuove amiche 3-4 sere la settimana, in casa e' assente. Non parla quasi piu', e' un muro di gomma. La assecondo anche se in alcune occasioni nelle quali litighiamo arriviamo prossimi alla separazione legale. Poi lentamente nel corso del 2006 Elena sembra un po' tornare a quella di un tempo, esce molto poco con le amiche , segue la casa cerca un nuovo lavoro ma ormai dorme in una camera separata.Per 2 volte ha colloqui con uno psicologo , un po' la aiutano, me ne parla ed insieme sembriamo di nuovo uniti per cercare una soluzione a tutto cio'. Io pero' sempre piu' spesso alterno estrema comprensione a crisi di rabbia che la turbano profondamente. In una di queste occasioni lei di nuovo pensa alla separazione, "non puo' fare piu' di cosi" , mi "vuole tanto bene, sono la persona piu' importante dela sua vita ma non si sente piu'una moglie e non vuole ferirmi ancora".Andiamo da un legale e fra pochi giorni firmeremo la separazione. Le ho chiesto ancora ma cosa e' successo Elena perche' siamo arrivati a questo? Lei mi ha risposto : "vedi e' diffile spiegarlo, tu rimani la persona migliore e piu' importante che ho conosciuto, ma lentamente senza rendermi conto sono arrivata ad essere arida e cinica. Forse e' stato un meccanismo di difesa ma ora dopo tanto tempo che lotto contro questo mio atteggiamento debbo vivere da sola , non ho voglia di rendere i conti piu' a nessuno, mi spiace ma non voglio farti altro male.Il mio amore per Lei rimane comunque immutato anche per le gioie passate che mi ha dato. Il mio dolore e' atroce ma forse il suo e' anche piu' grande. Guardo le foto di Elena, un volto dolce , una persona sensibile e generosa che non ho capito e che ho contribuito probabilmente a ferire. Mi rimangono anche tanti rimorsi e domande : Potevo fare di piu? Se fossimo andati da un consulente matrimoniale ? Non sono stato abbastanza paziente ? Se non avesi avuto quelle crisi di rabbia forse altro tempo ci avrebbe aiutato ? So che non potra' fornirmi risposte certe ma un suo pensiero su cio' che ci e' capitato mi conforterebbe molto. Grazie ancora.

Le rispondo con un brano tratto dall'"Amore liquido" di Baumann: "Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta.Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai.E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro.Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia.L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile."

NON SO' COSA FARE
Jack Età: 35 Gentilissimo Dottore Le scrivo per la situazione che sto vivendo, sono circa 8 mesi che mi sonoinnamorato di una persona che non è mia moglie. Dopo attente riflessioni mi sono reso conto di tante cose, sposati da 9 anni ho messo sempre a tacere il mio modo di essere di fare per l'equilibrio della famiglia e nel frattempo divento papà ma quello che provo e che sento è un grandissimo affetto per mia moglie che non mi fa mancare niente da un punto di vista familiare. Ma siamo totalmente diversi nel modo di pensare, agire e nelle nostre priorità e da qui divergenze continue che non esplodono in liti ma di una serie di silenzi e compromessi che più passa il tempo è più non riesco a soportare e portare avanti e quindi esce fuori il mio vero modo di essere da lì ad essere definito "diverso e ostile". Più volte mi è stato detto da parte di mia moglie "se sei così non dovevi sposarti" . Il punto ora che con i figli di cui sono pazzo non so come affrontare questa mia relazione, nel senso continuare o troncare o interrompere il mio matrimonio oppure continuare questa relazione che mi sentire senza inibizioni, sereno di essere me stesso.Ma allo stesso tempo non causare un trauma e/o dolori ai miei figli..non so cosa fare

NASCONDO LE MIE ESIGENZE E NECESSITA'

Vlasco73 Età: 34 Salve, sono un "ragazzo" di 34 anni, da circa un mese uscito da una relazione di due mesi con una ragazza, in cui ho nascosto le mie esigenze e le mie necessità pensando solo a soddisfare le sue; mi sono buttato a capofitto in questa relazione dopo aver passato un anno in solitudine ed aver terminato una precedente relazione altrettanto disastrosa basata sugli stessi preconcetti. Il modo in cui sto vivendo la fine di questa relazione (la sofferenza, il dolore, il non riuscire a smettere di telefonarle e mandarle messaggi, ossessionandola) mi ha spinto a rivolgermi ad un psichiatra, cugino di mio padre, che dopo un incontro mi ha consigliato di rivolgermi ad un'associazione o comunità che tratta le dipendenze comportamentali. Da premettere che all'età di 3 anni mi accadde un fatto che penso abbia segnato la mia vita e in parte giustifichi il mio comportamento. Ho vissuto la mia infanzia ad Aosta, all'età di 3 anni mio padre mi portò in Sicilia da mia nonna e mi lascio là con lei per una settimana: io non accettai il fatto e passai tutto il tempo a piangere fino a quando una brutta febbre costrinse mio padre a ritornare e riportarmi ad Aosta con lui. Da quando ho cominciato ad avere ragazze non ho fatto altro che avere un attaccamento morboso ed ossessivo a loro, chiedendo di continuo attenzioni e abbracci.La prima relazione è durata 7 anni ma è stata alquanto disastrosa perché ha annullato la mia personalità: ho dedicato tutto il tempo alla mia compagna trascurando me e i miei studi. Dopo 6 anni passati in solitudine ho intrapreso un'altra relazione aBruxelles, facendo lo stesso errore: anche questa volta dopo un anno di sofferenza lei ha deciso di interrompere la relazione; io ho continuato a stare a Bruxelles con la speranza di poterla riconquistare, ma inutilmente. All'inizio di giugno ho incontrato l'ultima ragazza di cui parlavo prima; anche qui lo stesso errore, ho dedicato tutto me stesso a lei annientando le mie esigenze e la mia personalità.Le sarei grato se potesse darmi qualche consiglio riguardo a chi rivolgermi e cosa fare per uscire da questa situazione che mi ha provocato e mi provoca un grande malessere e dolore. Attualmente risiedo a Bruxelles e vorrei contattare la DASA (Dépendantsaffectives et sexuels Anonymes) ma vorrei chiederle dei consigli circa laterapia da seguire e a chi potermi rivolgere.La ringrazioVlady

Il collega psichiatra le ha già fornito un ottima indicazione. Contatti la DASA ed in quella sede avrà maggiori chiarimenti sul percorso terapeutico da seguire. Saluti Dott. Cavaliere.

POTEVO FARE DI PIU'?

Federico Età: 44 Gentile Dr.Cavaliere, credo che la mia sia una lettera come tante ma in certi momenti si ha bisogno che qualcuno ascolti le tue sofferenze. La mia e' una storia comune , finita male ma ricca di amore, sincerita' e disperazione. Avevo sposato Elena 10 anni fa (aveva 31 anni) dopo 10 anni di fidanzamento.Una ragazza piena di vita, un volto splendido un po' grassottella figlia unica, generosa ed esplosiva nei mostrare i sentimenti verso il prossimo, . Da tempo pero' era tormentata dalla ricerca di un lavoro come ragioniera che "le consentisse dimostrare le sue capacita'. Io decisamente piu' freddo, laureato e realizzato nel lavoro. Tra di noi un bel rapporto, un sincero dialogo quotidiano che si e' mantenuto anche nel matrimonio dove pero' sempre piu' Elena riversava una crescente angoscia nei confronti di insoddisfazioni professionali ripetute (ma debbo dire senza che lei avesse particolari colpe e dopo che aveva profuso un impegno intenso). Da parte mia in piu' riconosco che, anche se a fin di bene, le facevo notare che mangiava male , doveva fare un po' di sport e calare qualche Kg avrebbe rischiato di ammalarsi in futuro. Ci provava ma era dificile . Poi la vita non ti aiuta: non siamo riusciti ad avere figli , i genitori di lei buoni e generosi apparivano pero' dipendenti dalla figlia nelle quotidiane scelte della vita e questo la angosciava. Aveva una passione per i cani e quello che aveva si e' paralizzato e per 7 anni lei lo ho gestito in casa quasi come un figlio .Nel 2005 Elena comincia ad essere diversa , non mi desidera piu', appare piu' assente anche in casa. Cento volte ci parliamo per capire cosa stia succedendo ma Lei rimane sempre vaga. Anche a domande dirette ribadisce che il nostro matrimonio non era in discussione ma non aveva desideri sessuali. Cerco di capirla, da poco ha deciso (ed io non l'ho contrastata per non causarle dei sensi di colpa )di non proseguire i tentativi medici per avere figli e stava concludendo l'ennesima esperienza di lavoro negativa. Poi comincia ad essere afflitta da una insonnia feroce in parte controllata con ansiolitici. Andiamo al mare nell'estate del2006 e a vederla in "superficie" sembra la solita Elena: affettuosa egenerosa . Al mare pero' la svolta ; durante una discussione ammette che "probabilmente" ha perso nei miei confronti i sentimenti di un tempo: "forse e' finita, le storie nascono e finiscono". Rimango allibito anche se a posteriori era una logica evoluzione degli eventi. Elena si trasforma completamente esce di casa con nuove amiche 3-4 sere la settimana, in casa e' assente. Non parla quasi piu', e' un muro di gomma. La assecondo anche se in alcune occasioni nelle quali litighiamo arriviamo prossimi alla separazione legale. Poi lentamente nel corso del 2006 Elena sembra un po' tornare a quella di un tempo, esce molto poco con le amiche , segue la casa cerca un nuovo lavoro ma ormai dorme in una camera separata.Per 2 volte ha colloqui con uno psicologo , un po' la aiutano, me ne parla ed insieme sembriamo di nuovo uniti per cercare una soluzione a tutto cio'. Io pero' sempre piu' spesso alterno estrema comprensione a crisi di rabbia che la turbano profondamente. In una di queste occasioni lei di nuovo pensa alla separazione, "non puo' fare piu' di cosi" , mi "vuole tanto bene, sono la persona piu' importante dela sua vita ma non si sente piu'una moglie e non vuole ferirmi ancora".Andiamo da un legale e fra pochi giorni firmeremo la separazione. Le ho chiesto ancora ma cosa e' successo Elena perche' siamo arrivati a questo? Lei mi ha risposto : "vedi e' diffile spiegarlo, tu rimani la persona migliore e piu' importante che ho conosciuto, ma lentamente senza rendermi conto sono arrivata ad essere arida e cinica. Forse e' stato un meccanismo di difesa ma ora dopo tanto tempo che lotto contro questo mio atteggiamento debbo vivere da sola , non ho voglia di rendere i conti piu' a nessuno, mi spiace ma non voglio farti altro male.Il mio amore per Lei rimane comunque immutato anche per le gioie passate che mi ha dato. Il mio dolore e' atroce ma forse il suo e' anche piu' grande. Guardo le foto di Elena, un volto dolce , una persona sensibile e generosa che non ho capito e che ho contribuito probabilmente a ferire. Mi rimangono anche tanti rimorsi e domande : Potevo fare di piu? Se fossimo andati da un consulente matrimoniale ? Non sono stato abbastanza paziente ? Se non avesi avuto quelle crisi di rabbia forse altro tempo ci avrebbe aiutato ? So che non potra' fornirmi risposte certe ma un suo pensiero su cio' che ci e' capitato mi conforterebbe molto. Grazie ancora.

Le rispondo con un brano tratto dall'"Amore liquido" di Baumann: "Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta.Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai.E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro.Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia.L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile." Dott. Roberto Cavaliere

COMMENTO

E' strano sentire tanta voglia di capire, di comprendere, di imparare dai propri sbagli da parte di un uomo... Scusami, ma purtroppo non ho molta stima degli uomini nella relazioni interpersonali con le donne... E' bello sentire che c'è ancora qualche uomo che ci tiene a dare e avere delle spiegazioni, a capire... per mio conto sono come sempre qui da sola a tirare le fila di 10 anni di vita e di relazione, non ho avuto una spiegazione, il mio ex 'uomo' come non ha fatto niente per stare con me, non ha fatto niente per non stare con me, ma questa è una storia già raccontata.
Dal tuo racconto, ovviamente sintesi impossibile di una così lunga relazione, ci sono alcune cose non chiare per chi legge sul vostro rapporto. Posso solo esprimere ciò che sembra dalle tue parole, ma ci tengo a chiarire che nessuno, io per prima, può certo capire cosa possa esserci in anni di relazione e amore; ma certo una visione esterna e estranea può sempre servire, altrimenti non saremo qui...
A me sembra che questa donna non sia riuscita a risolvere se stessa nella relazione con te, anzi per lei la relazione è stata strumento perché la sua situazione personale si affossasse sempre più, e questo forse le ha causato del risentimento (probabilmente immotivato) verso di te...
Credo che la vostra relazione si sia trasformata piano piano, perlomeno per lei, in strumento di dolore e non di piacere e benessere. Sinceramente, penso che tu non avresti potuto fare niente più di quello che hai fatto e che stai facendo, come ad esempio quello di metterti in discussione e ammettere i tuoi limiti, è sintomatico di un rispetto verso te stesso e verso il tuo matrimonio.
Le relazioni funzionano quando c'è un percorso personale parallelo e uno insieme. L'altra persona non può essere la soluzione e lo strumento per risolversi e realizzarsi personalmente, anzi, molte volte questo è elemento di conflitto e rancore.
Per me è stato così, ho cercato di allontanare P. dalla dipendenza dalla marijuana, da quelle tre o quattro occasioni l'anno di tirare cocaina, ho cercato di responsabilizzarlo verso di me, verso di se, ho tentato, pur di non lasciarlo, di portarlo in terapia di coppia (ma lui si è ovviamente rifiutato), ho cercato di aiutarlo per alleviare la frustrazione della sua non realizzazione lavorativa (ed anch'io sono sempre stata personalmente una persona motivata, con successi personali, e tanti obbiettivi raggiunti), ecc. ecc. ecc... e ti assicuro che non ha funzionato, anzi è stato elemento, prima di gratitudine, poi di scontro, di allontanamento, di fastidio, di chiusura, di silenzi e isolamento nei miei confronti... Credo che abbia influito anche un sentimento di competizione nei miei confronti, purtroppo...
Ma non ci dobbiamo sentire in colpa, è stato fatto tutto per l'immenso amore che provavamo, nel mio caso, per una persona che non lo ha meritato, soprattutto negli ultimi anni.
Anch'io sono passata dalla depressione, alla rabbia... mi vergogno a dirlo ma ho anche alzato le mani, e mi sono fatta male, presa dall'enorme disperazione nel vedere questa storia sgretolarsi nelle mie mani... Adesso, malgrado l'enorme sofferenza, sono felice finalmente di essere riuscita lasciare una persona così sbagliata per me.
Certo, nel vostro caso l'apice probabilmente è stato raggiunto quando avete dovuto affrontare il problema di non poter avere figli, ma da ciò che scrivi sembra, che è stato solo l'apice di una sua protratta insoddisfazione di se, proiettata, come succede, anche nel rapporto con la persona che ami. Sinceramente penso, che con il segno di poi, forse è stato meglio così.
Adesso se ci fosse stato un figlio sarebbe stato ancora più doloroso e straziante.
In bocca la lupo! Un saluto. Fri

QUANTO L'HO AMATA E QUANTO L'AMO

Gentile Dr. Cavaliere, mi sono imbattuto in questo sito casualmente, cercando una risposta a tutti i miei perchè.Mi presento mi chiamo Antonino ho 46 anni, un matrimonio fallito alle spalle ed una storia D'amore bellissima ma per lei finita, io ancora non riesco a crederci. Ho letto alcune e-mail di lettori, e cosi ho deciso di scrivere anch'io.mi sono sposato all'età di 25 ed ho 3 figli che amo più della mia vita, mi sono sposato per amore con mia moglie ci siamo conosciuti che avevamo 17anni. Il nostro matrimonio è andato presto in crisi convivendo ci siamo accorti che qualcosa non andava, purtroppo il mio lavoro mi portava a lunghi periodi fuori casa, lei lo sapeva quando ci siamo sposati ma evidentemente l'impatto con la realtà per lei è stato diverso dall' immaginazione. Dopo anni di crisi 4anni fa, mentre ero ancora sposato ho conosciuto in chat una donna anche lei sposata ed un matrimonio in crisi. Lei è una mia conterranea ma vive al nord,all' inizio è stata amicizia ma poi pian piano l' amicizia si è trasformata in amore. il nostro amore e stato per un certo periodo telefonico, ci sentivamo sempre e ci mandavamo sms continunamente, ma forse per questo molto forte eravamo in perfetta sintonia, ci capivamo anche dai nostri silenzi, una cosa unica, mi dava forza e vitalità.Poi ci siamo visti e questo ha rafforzato ancora di più il mio amore, era è lo è tuttora il centro del mio universo. Io passavo da lei quando rientravo dalle mie trasferte e per vederla di più riusci anche a viaggiare di più, a casa ilmio rapporto con mia moglie si deteriorava sempre più per me esisteva soloAngela, mi ero allontanato anche dal letto coniugale perchè sapevo che a lei dava fastidio che io dormissi con mia moglie. Purtroppo a causa della mia condizione di uomo sposato non riuscivo a darle di più per il momento, ma le avevo detto che mi sarei separato perchè amavo lei e solo lei. A giugno dell'anno scorso intanto lei si separa dal marito e logicamente si aspetta che anche io faccia la stessa cosa, ma al momento la mia realtà familiare me lo impediva. Nel mese di Agosto mi chiede di passare una settimana da lei ma io purtroppo non potevo mi sarei tirato la zappa sui piedi nei confronti di mia moglie. che già sapeva della miarelazione con lei. Lei a causa di questo mio comportamento si sente messa daparte ma non è cosi lei è sempre la donna che amo, solo che la mia situazionedel momento non mi permetteva di fare certe cose ma lei questo non lo capiva.Comincia a mandare sms a mia moglie ma la cosa non mi dava fastidio perchèormai il mio matrimonio era completamente finito. Poi per un certo periodo lanostra relazione sembrava in ripresa, ad Ottobre la Società per la quale lavoromi propone un trasferimento verso un altra sede, da premettere che potevoscegliere di rimanere a lavorare nella mia città, ma io scelgo il trasferimentoper potermi avvicinare un pochino a lei e per rompere ancora di più con miamoglie, e questo a lei l' avevo detto, ma lei non si fidava più eppure ho fatto tante cose per lei, horischiato di perdere il lavoro, ho affrontato suo marito, ho provato a cercarelavoro da lei, mi sono trasferito allontanantomi dai miei figli ma lei non micredeva pensava che io la usassi per i miei comodi. durante le feste natalizielei mi chiede di passarle da lei ma io purtroppo non potevo ancora, cosi lei sistanca. La svolta avviene a febbraio di quest'anno parlo ancora una volta conmia moglie per separarmi e parto in trasferta nel frattempo lei dice di volermilasciare non mi crede più però dice che mi ama ancora. Intanto io ho un graveproblema in famiglia, nonostante questo continuo con la separarazione da miamoglie, l'ho fatto perchè mi sono reso conto che lei era il mio mondo e l'amavotanto ma mi dice che ormai era troppo tardi anche se mi amava ancora non micredeva più, io cerco di farle capire che non l'ho mai presa in giro ma leiniente sembrava che i quattro anni insieme non fossero mai esistiti. come consequenza cado in depressione la tempestavo di telefonate e adesso mi rendo conto che era un grave errore. Nonostante tutto non mi arrendo le chiedo un altra possibilità ci vediamo diverse volte, lei mi fa conoscere sua figlia alla quale mi affeziono, faccio tutto quello che un uomo può fare per dimostrare amore. Durante la depressionepensavo di farla veramente finita, non rendevo più nel lavoro ed eroabbandonato a me stesso, mi rialzo anche perchè lei mi aveva detto che miavrebbe dato un altra opportunità ed io ci credevo ancora, parto per l' Egittoe ci lasciamo che lei avrebbe riflettuto sulla nostra situazione. Al miorientro ero ottimista non potevo pensare che una storia così bella finissemiseramente. avevo sbagliato in passato, ma la punizione mi sembrava dura avevoriflettuto sui mie sbagli e mi ero reso conto che non l' avevo mai presa ingiro l'amavo è l'amo veramente avevo rivoluzionato il mio modo di essere e la mia vita per lei non poteva averdimenticato questo. Vado da lei senza avvisarla, volevo ferle una sorpresa, ma lei non l'ha prende bene mi dice che da 15 giorni aveva iniziato un altra storia con un altro e che ormai era tardi, il mondo mi crolla di nuovo addosso,Avevo creduto veramente che mi avrebbe dato una possibiltà l' amavo e l'amo.Perchè mi aveva fatto conoscere sua figlia e portato a casa sua in questoperiodo se aveva intenzione di lasciarmi definitivamente? E adesso mi ritrovocon una separazione in corso( ma di questo non mi pento era inevitabile prima opoi), lontano ai miei figli che amo immensamente e che mi mancano tanto, solo,e con tanto amore nel cuore ma anche tanta amarezza. Vorrei riuscire adimenticare, lei mi dice di riprendere la mia vita, ma quale vita se la miavita era lei! Non so nemmeno perchè ho scritto, penso che l'ho fatto come sfogo perchè non ho nessuno con cui parlare e per lasciare la mia esperianza per altre persone che come me soffrono.Ora misto buttando nel lavoro, quello grazie a Dio va bene, ma mi sento vuoto dentromi sento lo stomaco come se avessi un cane che me lo morde continuamente e non so per quanto tempo durerà perchè lei mi manca, mi manca il nostro amore l'essere con lei un ttutt'uno perchè eravamo cosi. Avevamo fatto tanti progetti, e non riesco a darmi pace.Ho tanto amore dentro e non sono riuscito a dimostrarlo e questo mi fa star male. Adesso spero che almeno lei possa essere felice perchè anche lei ha sofferto e so quanto mi ha amato e spero che io possa riprendere la mia vita, anche se so che sarà molto difficile l' amo tanto non avevo mai amatocosì, mi ero totalmente aperto a lei e mi sono ritrovato molto vulnerabile,cosa che non mi era mai successo, ma ero sicuro di noi. Non mi pento di quello che ho fatto perchè non ho fatto niente di male ho soltanto amato e lottato per amore. e di questo non bisogna mai vergorgnarsi. Io spero sempre che lei si renda conto di quanto l'ho amata e quanto l'amo e spero che questo mio dolore si calmi e lasci il posto ad un bellissimo ricordo o ad una realtà più bella. A questa mio sfogo vorrei aggiungere un altra crudeltà del destino. Ho cercatodi dimenticarla scrivendomi ad un agenzia matrimoniale on-line e ricevo ilprofilo di una donna totalmente conpatibile con me, ebbene quella donna eralei, me lo ha confermato per telefono, pensate come mi sento.