10/8/10

Gay Vatican City : l'ipocrisia non ha limiti! I preti con il reggicalze



I preti con il reggicalze non sono uno scherzo ci sono veramente. Leggete questi due articoli
A Parigi un prete colto da malore. All'ospedale scoprono che indossa un reggicalze. E in Liguria...

Quando al pronto soccorso gli hanno sbottonato la tonaca per soccorrerlo meglio, medici e infermieri sono rimasti basiti. Sotto l’abito talare, il sacerdote indossava un paio di reggicalze rosso porpora. E’ successo a Parigi, dove un sacerdote, colpito da infarto è stato immediatamente soccorso da un’ambulanza e portato nel più vicino ospedale per le cure. Nessuno si era accorto di nulla, fin quando i medici di guardia non lo hanno liberato dell’abito sacerdotale ed è apparso quel rosso tra le gambe. Imbarazzo e ilarità tra i presenti, prima che il religioso fosse trasferito nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale. Anche gli addetti all’ambulanza dicono di non aver notato nulla, avendo sbottonato la tonaca solo fino al ventre. Certo che è strano e parecchio che un prete vada in giro con un paio di reggicalze. Anche se ci troviamo nella peccaminosa Parigi.

Venendo alla nostra bella Italia, in un paese ligure, ad Albenga, si discute molto su un’altra questione non di poco conto. Pare che lì, per molti, ci sia la diocesi tra le più caritatevoli, quella che accoglie tutti, ma proprio tutti i talari, nel nome della redenzione e della cristiana carità, ma che per alcuni finisce per perdere la propria identità territoriale. Per non parlare poi della crisi delle vocazioni. A far discutere sono alcuni casi rimasti epici. Si ricorda ancora di quel prete, che nulla gli vietava di officiare le funzioni religiose, ma che aveva smesso di farlo per pudore, che chiese e ottenne di essere seppellito con la stola sugli abiti da donna. Uno tra i tanti che si sentiva stretto nel corpo di uomo e che nelle vesti da prete, a detta dei suoi parrocchiani, nulla da eccepire.

Se ne raccontano e se ne sanno tante in quel lembo ligure. Alcune storie poco edificanti; altre di umana comprensione. Troppi preti gay, scrisse su un blog un anonimo sacerdote che finì per essere querelato. Del prete diventato donna, in Curia non ne fecero un caso. In pochi sapevano e don Carlo non alimentò alcuno scandalo, non sfidò la legge canonica continuando a dare i sacramenti e finì la sua vita terrena di prete transessuale nella comunità di don Ciotti. Per tutti fu un esempio di coerenza e di onestà.

Sulla vicenda di don Carlo, avvenuta negli anni Ottanta, intervenne, quasi a togliere dall’imbarazzo molti, l’allora cardinale venezuelano José Castillo Lara, presidente della commissione pontificia per l’interpretazione del diritto canonico:

“Vero che il sacramento dell’ordinazione sacerdotale, ricevuto una volta, rimane in perpetuo. - spiegò l’alto presule -Ma riguarda sempre e comunque un uomo. E se un uomo diventa un altro essere, una donna oppure un cavallo, o un albero… No. Neanche se diventasse un angelo. Gli angeli non possono essere sacerdoti“.

Ma don Carlo resta un esempio tra altri di diversa storia. Come quel prete, parroco a Giustenice e Salea che si portò a vivere in canonica una maestra elementare e, quando lui non ci fu più, l’insegnante si rifiutò di lasciare libera la canonica. Si dice che a reggere le diocesi liguri ci siano stati e ci sono ancora vescovi comprensivi e di ottima levatura religiosa. E ci si chiede anche del perché in quel lembo di patria finiscano a raccontarsi storie di altri tempi miste a quelle di oggi.

Fonte/Gaynews24 - Il Secolo XIX


Non che ci sia qualcosa di sbagliato, ma che la smettano di fare gli ipocriti, cominciando dal Papa, che tanto si scandalizza e poi protegge i preti pedofili. Vergogna! La Chiesa e il Vaticano sono il cattivo esempio per l'Umanità. Un vero porcile.

No comments: