18/10/10

Alessio Burtone, l'assassino di Maricica, è pericoloso. Mettetelo in gabbia!



















Caso Maricica: vogliamo Alessio libero! Ma dopo vent’anni di carcere, ovvio.

Gli amici del pugile della metropolitana vogliono Alessio libero, la proposta è che si..libero, ma dopo vent’anni di carcere. Non è possibile che questo delinquente, bullo, spaccone, tamarro e volgarissimo picchiatore torni libero. Alessio è l’Ivan italiano, anzi, peggio.
Caro Alessio non hai fatto i conti con il fatto che hai distrutto una famiglia e che non sei tu il padrone del mondo, come credi..con i tuoi pugni e il tuo modo di fare da teppista. I tuoi amici e quelli che osano difenderti sono solo degli squallidi ignoranti, idioti e vorrei vedere se avessi sfasciato la testa a loro o a un loro congiunto se avessero chiesto la libertà per te. Vai a scontare la tua pena e ringrazia Dio che sei vivo, perché meriteresti anche tu di essere morto. Hai tolto la vita a una persona per bene, credevi di essere migliore tu con il tuo razzismo, proprio come quei cafonacci che credono di essere migliori degli stranieri, dei negri, degli animali. Una scrofa è sempre migliore di gentaglia come voi.
Tu, lurido fetente, hai paura di andare in galera? Non avevi paura prima di togliere la vita a qualcuno e tutte le volte che hai pestato la gente? A tutti gli amici di questo bullo: fatevi un esame di coscienza.


di Roberto Napoletano
ROMA (16 ottobre) - Alessio Burtone, bulletto del Tuscolano con il vizio di menare, ha tolto la vita a Maricica Hahaianu, un’infermiera romena di 32 anni, per un diverbio sul posto in fila alla biglietteria della stazione Anagnina. Un diretto al volto, da pugile professionista, e un bambino di tre anni ha perso la sua mamma per sempre. Una violenza cieca che «macchia» Roma e non appartiene a questa città. Fa orrore, mortifica l’anima della capitale, ne turba la vita civile. Questa violenza cieca esige tolleranza zero, pene esemplari.

Il bulletto del Tuscolano deve stare in galera perché si è rivelato un soggetto pericoloso, è grave che non sia avvenuto dal primo momento ed è più grave che non avvenga ancora. Mai Burtone avrebbe dovuto avere gli arresti domiciliari perché, in casi come questi, non sono ammessi improvvidi slanci di generosità, a imporcelo è la coscienza prima ancora della legge. La regola base è che non si può lasciare in libertà chi è capace di una violenza così feroce e gratuita al punto di arrivare a uccidere una persona per motivi futilissimi.

Tolleranza zero, pene esemplari. Anche per un’altra ragione. Perché siano di monito per chiunque viene abitualmente alle mani, per chi (troppi, e troppo spesso) si abitua a fare sfoggio della propria forza fisica e la usa, disinvoltamente, per fare del male agli altri. Sono questi comportamenti gravissimi e l’eccesso di tolleranza nei loro confronti, a generare un clima diffuso di incertezza e preoccupazione che è, poi, all’origine della paura delle persone perbene. Una spirale perversa che va stroncata sul nascere.

Non si può morire, a Roma, stesi a terra da un diretto al volto alla stazione Anagnina, per un diverbio su un posto in fila alla biglietteria. Di pomeriggio, dopo una giornata di lavoro
Messaggio per il segretario ai beni culturali Francesco Maria Giro
Secondo il segretario ai Beni Culturali, Francesco Maria Giro, l’omicidio di una persona per bene non è motivo di mettere in galera il responsabile di tale gesto. Caro Giro del PDL, se questo è un comune pensiero politico del tuo partito siamo messi bene. Un assassino è sempre un assassino e va punito perché altri eventuali assassini che credono di avere il mondo ai loro piedi, perché bulli di periferia, devono sapere che se domani escono e tirano un cazzotto a una vecchietta poi andranno in galera. Se fosse stata tua moglie ad aver ricevuto un colpo mortale per futili motivi avresti pensato lo stesso? Che vergogna che nel PDL ci sia qualcuno che la pensa in questo modo.
Burtone è un assassino, ha tolto la vita a una donna per bene, lavoratrice, infermiera, ha rovinato la vita di alcune persone e va punito severamente e in modo esemplare, questo ci aspettiamo dalla giustizia italiana.
Proteggiamo le nostre donne da elementi come questo!