3/1/10

Se hai il pisello piccolo è tutta colpa dell'inquinamento.


Ci mancava anche questa! Il genere machile è proprio sfortunato. L'inquinamento sarebbe colpevole anche delle micro dimensioni del pene e della tendenza a rimpocciolirsi. Che si stia, via via, trasformando in una vagina? Il mondo sarà femmina?
Intanto la notizia fornita da yahoo-
Ma la lunghezza del pene 'a riposo' si è ridotta da 9,7 centimetri a 8,9 centimetri. Il 10% in meno negli ultimi 60 anni e un ulteriore 1% in meno rispetto al 2001, come dimostrano le indagini più accreditate. Riduzioni importanti, considerata la lentezza con cui gli organismi viventi si modificano, da imputare soprattutto all'inquinamento, come spiegano gli esperti che aprono oggi, ad Abano Terme, il XXV convegno sulla Medicina della riproduzione in corso fino a domani.

Le cattive notizie, sul fronte delle 'misure', non finiscono qui. Aumentano, infatti, anche di casi di 'micropene' (sotto ai 5 centimetri 'a riposo'), che oggi riguardano il 3,5% dei diciottenni coinvolti nello studio, a fronte di una media dello 0,6%. Misurazioni fatte su 2.123 diciottenni veneti dall’equipe del Centro regionale di crioconservazione dei gameti maschili dell'università degli Studi di Padova, diretto da Carlo Foresta. Sotto accusa l'inquinamento ambientale e i suoi effetti "anti-androgenici", legati in particolare a diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e materiali tossici liberati dai detergenti. L'inquinamento, spiega Foresta, "danneggia lo sviluppo e la funzione dell’apparato sessuale maschile già nel periodo embrionale".

Le dimensioni del pene, continua l'esperto, "sono androgeno-dipendenti e la crescita dell'organo si verifica nei primi quattro mesi di vita embrionale, entro i primi quattro anni di vita e durante lo sviluppo adolescenziale". E la riduzione di androgeni è legata anche allo sviluppo di tumori e all’aumento della sterilità. "In Italia il tumore ai testicoli è la neoplasia più frequente fra gli uomini fra i 15 e i 39 anni e l’incidenza, in questa fascia di età, è di 10,2 ogni 100.000 uomini", precisa Andrea Lenzi, docente di endocrinologia e direttore del dipartimento di fisiopatologia medica all’università di Roma La Sapienza.


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