3/28/10

Il sogno


Il desiderio manifesto del sogno trasformato in realtà altro non è che la concreta realizzazione di un evento classificato oggettivamente arduo nella propria realizzazione.
Il sogno è tutto ciò che nell'immaginario comune appare inafferabile, astratto, ai margini della realtà.
La volontà, la caparbietà, l'ostinazione rendono il sogno probabile e verosimile, ma se questo fosse realmente vero, starebbe a significare che il sogno di per sè non esiste. Piuttosto, esisterebbe la mancata ostinazione nella realizzazione di un progetto.
In accordo con la fisica anche il buio non esiste, esiste invece l'assenza di luce.
Cosi come non esiste il freddo, poichè esiste l'assenza di calore.
Possiamo esaminare luce e calore, ma è impossibile studiare il buio ed il freddo perchè non esistono.
Da cui, se ne deduce che anche il sogno non esiste.
Esiste la forza di volontà che possiamo misurare con la realizzazione dei nostri obiettivi.
Esiste la caparbietà che possiamo misurare con la costanza riposta nei nostri intenti.
Esiste l'ostinazione, che possiamo misurare con gli ostacoli superati.
Ma il sogno, inteso come desiderio astratto non esiste.
Capisco sia di difficile comprensione questa mia teoria, ma credo valga la pena riflettere qualche istante.
Per meglio comprendere il significato di un concetto si dovrebbe poterlo valutare
da angolazioni diverse:
Lo scopo delle favole sottoposte ai bambini, non sono altro che la comprensione semplice dei meccanismi scaturiti nel processo di realizzazione dei propri desideri.
In tenera età la codificazione mentale è senz'altro più semplice. Tutto è possibile
e nulla è escluso. La maturità generata dall'esperienza, spesso per eccesso di autodifesa,
sopprime la spontaneità tipicamente infantile rendendola sterile.
I dettami sociali, ai quali siamo di sovente legati, incatenano la nostra capacità di
discernimento. Tutto diventa difficile, anche scegliere.
Anche perchè spesso, realizzare il proprio desiderio non aderisce perfettamente
ai canoni morali, di giustizia o etica oggettivamente considerati.
Un atto di coerenza verso noi stessi sarebbe quello di non preoccuparsi troppo della considerazione soggettiva del nostro operato, anzi prendere coscienza dei limiti che
tali canoni istituzionali hanno è solo a nostro vantaggio. Infatti spesso, giustizia,
moralità diffusa ed etica sono in evidente disaccordo fra loro se non contrapposti o
addirittura in conflitto.
Nessun sogno potrà trovare la propria realizzazione se non attraverso una scelta epica,
così come nessuna scelta potrà trovare realizzazione senza consapevolezza.
La scelta, non è una semplice manifestazione espressiva, ma una vera e propria forma
di libertà espressa.
Anna Maria
Bellissimo intervento di Anna Maria che non si firma con il cognome perchè, dice: ' un granello di sabbia nel deserto non può rivelarsi, ecco perchè non mi firmo'.
Che la giustizia, la moralità e l'etica siano spesso in contrapposizione è evidente ma spesso tutto resta mimetizzato. Sono d'accordo. Illuminaci ancora.
Cosmo

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