2010/01/31

Un celebre papà si racconta


Poniamo il caso mi chiami Mario Rossi.
Non mi chiamo Mario Rossi e al giusto momento il mio appoggio ad una corretta gestione delle separazioni fra coniugi meglio si comprenderà. Scrivo, tuttavia, e volentieri su richiesta di Cosmo, il quale da parecchio tempo mostra sensibilità verso l'ancora incredibile situazione concernente gli affidi dei figli dopo divisione fra mariti e mogli.
Accenno brevemente alla mia storia, una fra le tante, più felice di altre e più infelice di altre, ma non mi limito a raccontare dei fatti, che magari un giorno meglio conoscerete. Voglio specialmente urlare una richiesta disperata di giustizia, immediata.
Io ho una bambina, che mi vuole un mondo di bene e a cui voglio un mondo di bene. Io e sua mamma ci siamo separati un po' di tempo fa. Sono passato attraverso le frasi indisponenti del suo avvocato, che bene conosceva la forte tendenza dei giudici italiani ad affidare ad occhi chiusi i figli alle mamme, attraverso la necessità di reinventarmi una vita, attraverso l'impossibilità di vedere mia figlia secondo tutte le modalità previste dal magistrato e attraverso le continue minacce di fare intervenire le Forze dell'Ordine ogniqualvolta fossi in ritardo (di minuti, sia chiaro) nel riconsegnare la bambina alla madre. Sono passato attraverso tutto questo e altro ancora, e ho sofferto come un cane randagio, ma ho tenuto duro più che mai, anche nei momenti che definire difficili è poco. Sono stato sull'orlo del precipizio più d'una volta e mi sono sentito il cuore quasi fuori dal petto, ma mi ripetevo che ce l'avrei fatta. Vi dico, per la verità, che ho avuto qualche colpo di fortuna, ma io non credo alla fortuna, e ho avuto degli amici accanto, e ad essi credo. La fortuna te la devi andare a cercare, perché non bussa alla porta. Con gli amici devi solo essere te stesso; quelli che oltre a supportarti ti sopportano sono tuoi amici, gli altri sono i conoscenti del momento. Non crediate che la fortuna sia stata per me vincere all' enalotto, ma qualcosa come riuscire a mangiare.
Lasciamo ora da parte il personale. Mi rivolgo agli uomini e alle donne che leggono il blog. Qualsiasi sia il vostro ruolo sociale, ricordate, per il bene di tutti, e davvero dei bambini in primis, d'intervenire sempre e per come potete affinché il padre e la madre siano considerati alla pari davanti alla legge. Nello stesso momento in cui uno dei genitori sa di poter fare il bello e il brutto tempo perché agevolato dalla giustizia e ne approfitta, in quello stesso momento, proprio in quello, si compie il male del bambino o dei bambini che sono nati dal matrimonio (o comunque dall'unione di due persone). È inutile, poi, far finta di niente e far credere che il disagio venga provocato in pari misura dall'uomo e dalla donna. Così non è perché, come in molti altri campi di gestione della vita del cittadino, ci ritroviamo a dover fare i conti con la voglia dei più di voler credere alle favole. E non solo: Ci ritroviamo a dover fare i conti con la comodità per altri di agevolare la credenza delle favole, perché è da essa che si traggono i maggiori vantaggi sociali.
Caro Cosmo, il mio intervento penso resterà una goccia in un mare, ma forse anche una goccia è importante, se non a cambiare le cose a far riflettere di più.
Lettori del blog sappiate infine che io, Cosmo e pochi altri, siamo la voce di tantissimi che, purtroppo, non hanno più voce... Riflettete.
Grazie ....
speriamo che tante gocce possano diventare un mare.

2010/01/29

Quandi Cristi sulla croce


Gesù è tornato, sotto mille, milioni, di volti diversi, nei panni dei padri italiani, di quelli che vivono l''ngiustizia sociale delle separazioni dai propri figli. Tribunali che decidono senza nessun rimorso di mettere sulla strada padri di famiglia che, per sostenere ex mogli, magari traditrici e crudeli, vivono in auto e si alimentano alla Caritas. Come può un paese civile come l'Italia permettere tutto questo? Come mai un padre, come Adelmo, di Lucca, è ridotto sul lastrico a causa di un matrimonio finito e, come se non bastasse, oltre a pagare, gli viene ostacolata la visita ai propri figli. Che tipo di donne sono queste? Che schifo di esseri appoggiate dalla legge? Se ci sono uomini indegni e bastardi nei confronti delle donne, cosa vogliamo dire, adesso, di queste femminie avvelenate? Io credo che esista sempre un equilibrio naturale che, prima o poi, si deve raggiungere, e queste persone pagheranno duramente. Intanto la nostra classe politica, di sinistra e di destra, dovrebbe vergognarsi.
CdF

2010/01/27

Chavez: la fine di un dittatore, despota, tiranno.



Occorre stoppare il despota Hugo Chavez. La chiusura della più antica televisione venezuelano è il segnale di come stia male la democrazia e la libertà di pensiero nel paese.
Enrique è alla guida della vecchia jeep che ci porta verso Punto Fijo, cittadina nel nord ovest venezuelano, non lontana dalla laguna di Maracaibo, la zona petrolifera del nostro paese. Il mio amico guida nervosamente, si dice felice di rivedermi e durante il tragitto mi racconta come la sua famiglia e tutti i suoi parenti stiano vivendo l’attuale situazione venezuelana. Il padre di Enrique è di origini italiane mentre la madre è originaria di Maracaibo. Una vita fatta di piccoli sacrifici e voglia di raggiungere un posto al sole, una piccola azienda per la surgelazione di gamberi e frutti di mare che erano poi distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda familiare che funzionava abbastanza bene e che improvvisamente ha conosciuto la crisi più nera. Il governo non permette che si prendano delle iniziative commerciali o quant’altro, qualsiasi piccolo imprenditore è costretto a stare con le mani legate e quindi a chiudere. Gli operai della “Mariscos Centilli” sono rimasti tutti senza lavoro, ognuno di loro ha una famiglia e dei figli, ma a nessuno importa che siano rimasti disoccupati, tanto meno al jefe che invece non fa altro che parlare di socialismo. Enrique guida e parla mentre le ruote del fuoristrada finiscono continuamente nelle numerose buche del manto stradale, sono quasi voragini, all’interno dell’abitacolo i sussulti sono talmente forti che, per non sbattere la testa da qualche parte, si è costretti a viaggiare tenendosi da qualsiasi appiglio disponibile. Sono contento, finalmente respiro di nuovo l’aria del mio paese e sento di nuovo i profumi dei fiori e delle spezie che arrivano alle narici mentre passiamo dai piccoli centri abitati, dove le donne, nell’impossibilità di acquistare carni pregiate e formaggi costosi, friggono i platanos e scaldano i fagioli neri speziati al cumino. Quasi leggendomi nel pensiero Enrique interrompe le mie riflessioni e mi dice: ‘questa gente non soffre per la mancanza di cibo, sono anni che vivono in questa situazione, la cosa peggiore, per loro, è la mancanza di libertà che cominciano ad avvertire, inizialmente avevano creduto alla rivoluzione sociale ma ora si rendono conto che la qualità è peggiorata moltissimo e che non esiste più sicurezza nemmeno di vivere”. Ricordo Enrique da adolescente, sempre allegro e ricco di iniziative, amante della musica e del ballo, sentire ora le sue parole mi intristiscono. In serata arriviamo a casa sua e incontro tutta la famiglia, i ricordi di quando eravamo ragazzi a Caracas, prima del trasferimento a Punto Fijo, ritornano tutti per regalarci qualche ora di serenità. Quando il padre di Enrico parla di Chavez abbassa la voce, come se temesse che anche in casa sua qualcuno lo possa spiare. Sorrido meravigliato per questo e lui, vecchio saggio, mi guarda dritto negli occhi e con la determinazione tipica del meridione italiano, con un linguaggio misto tra spagnolo e napoletano mi dice: “non sorridere, io questi comunisti li ucciderei tutti”. Vengo a conoscenza di fatti che da soli potrebbero riempire le pagine di un libro di suspence e dei thriller più scioccanti, storie di spionaggio e cose che in Venezuela non mi sarei mai aspettato che potessero accadere. Di fronte alla mia riluttanza e incredulità mi mettono sotto al naso la nuova costituzione bolivariana, fresca fresca, progettata dall’attuale governo che, mascherato da socialismo, in realtà nasconde un’anima comunista della peggiore specie. Le prime due leggi che mi vengono agli occhi si occupano del tradimento di pensiero, sono previsti, cioè, fino a sei anni di carcere per chi fa della propaganda contro il governo. Alla faccia della democrazia! Alla faccia di chi ha osato definire la trasformazione del Venezuela un risultato della democrazia più grande dell’America latina. Bugie! Solo bugie. Cosa significa la costituzione bolivariana? Bolivar è morto da tantissimi anni e non sapeva nemmeno cosa fosse la rivoluzione industriale. Improvvisamente pare che Simon e Chavez siano un connubio indissolubile, tanto che le parole di uno vengono confuse con quelle dell’altro e parlare di uno o dell’altro sia la stessa identica cosa. Simon Bolivar diventa incredibilmente un sostenitore di Carlo Marx, mentre Chavez è in realtà il ritorno in carne del libertador. Simon chiedeva, però, la vita e la libertà per la gente, viveva in povertà, mentre il presidente venezuelano vieta il libero pensiero e vive negli sfarzi come un nababboe che spenda milioni e milioni di dollari per pubblicizzare la sua corrente comunista. Un paese libero e sincero come il Venezuela diventa bersaglio di meschini sotterfugi per cancellare la memoria, la storia e la libertà d’espressione. Vengono censurati i libri di storia, le parole in tv, i giornali e non esiste alcuna possibilità di opposizione. I venezuelani all’estero, grazie anche a Internet, denunciano questo stato di cose e non possono rimanere impassibili di fronte alle false affermazioni per cui in Venezuela tutto starebbe andando per il meglio. Sia benedetto l’arrivo di Internet che diventa in questo momento l’unica possibilità d’espressione. Questa rivoluzione non è la nostra, questo è soltanto l’anticamera del comunismo cubano. In Italia si è liberi, non si viene perseguiti legalmente perché non approvi quello che fa il governo, non si va in galera perché dici quel che pensi o sei contrario al governo.

Articolo di Cosmo de La Fuente



Due giorni fa il Venezuela è stato teatro di una serie di manifestazioni a favore e contro il Governo, svoltesi in diverse città del Paese e con particolare intensità a Caracas, dove si sono verificati gli incidenti più gravi, con la morte di un giovane quindicenne che stava partecipando a una manifestazione filo-governativa.
Sotto accusa, in particolare, la scelta del Presidente Chavez di oscurare ben sei reti televisive tra cui “Radio Caracas Television International” (Rctvi), emittente ritenuta contraria alla linea politica del Governo. Le tv in questione, considerate responsabili della violazione della legge sulle telecomunicazioni per le emittenti nazionali, nei giorni precedenti la chiusura non avevano garantito la trasmissione dei messaggi presidenziali, ponendosi così in aperto contrasto con Chavez (la legge dice che devono trasmettere per legge le "cadenas" cioè i discorsi del presidente).
"Voglioni zittirci, ma non ci riusciranno perché la gente ci conosce da anni, e vuole sentirci", ha detto alla stampa Miguel Angel Rodriguez, uno dei volti più noti dell'emittente Rctvi reagendo a caldo al provvedimento. I canali via cavo sospesi, oltre a Rctvi, sono Ritmo Son, Momentum, America TV, American Network e TV Chile. Ma Rctvi è la più importante e influente. È stata fondata tre anni fa, dopo che il suo predecessore, la Rctv, si era vista ritirare l'autorizzazione per trasmettere in chiaro, a causa del suo appoggio al fallito golpe anti-chavista del 2002.
Il segretario dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) Insulza ha offerto la propria mediazione per risolvere lo scontro tra il governo venezuelano e le sei reti televisive coinvolte, dichiarandosi disponibile a collaborare per favorire il dialogo tra le parti, invitando altresì il Presidente Chavez ad accogliere una delegazione della Commissione interamericana per i diritti umani, che ha fortemente criticato la decisione di reprimere parte del sistema televisivo nazionale.
Nel frattempo, uno degli uomini più vicini al Presidente, il Vicepresidente e Ministro della Difesa, Ramon Carrizalez, ha rassegnato le dimissioni ufficialmente “per motivi personali”, ma c’è già chi collega tale decisione alla crisi del Governo di Chavez (anche la moglie di Carrizàlez, il ministro dell'Ambiente Yubirì Ortega, si è dimessa dall'incarico governativo). Carrizàlez, ex colonnello dell'esercito, era stato nominato vice di Chàvez nel 2008, dopo il fallito tentativo di riforma costituzionale proposta dal leader bolivariano. Il suo arrivo alla vicepresidenza era stato visto da molti analisti come una virata conservatrice del governo venezuelano.
Tra mille contraddizioni, Chavez si prepara ad affrontare le elezioni legislative di settembre in un clima di crescente malcontento popolare. Malcontento alimentato da una politica interna di controllo dei mezzi di comunicazione fortemente discutibile e che non si concilia con la politica estera presuntamente “solidaristica” sbandierata dal governo venezuelano, come la scelta di cancellare il credito nei confronti di Haiti (che ammonterebbe a circa 295 milioni di dollari), a seguito della tremenda sciagura che ha colpito di recente il Paese caraibico.
Le proteste sono scoppiate dopo la mezzanotte di ieri in vari quartieri di Caracas, dopo che gli operatori di tv via cavo hanno sospeso il segnale di Rctvi. "Pensano che se chiudono i microfoni e nessuno ne parla, l'inflazione e l'insicurezza spariranno per magia", ha commentato ironicamente un manifestante citato dalla stampa locale. Da mesi, i venezuelani stanno soffrendo con il razionamento di acqua ed energia elettrica.

Vete Chevez, ya el pueblo venezolano no te quiere, vete y deja en paz la tierra de Simon Bolivar, que nada tiene que ver contigo. Dictador, déspota.

2010/01/26

In Venezuela si combatte per la libertà. Venezuelani del mondo uniamoci.


Il Venezuela sta combattendo per la libertà d'espressione.
Questo dittatore, tanto amato dalla sinistra italiana, ha oscurato tutte le tv d'opposizione e i giornali che non stavano in linea con lui. La gente sta male, muore di fame. Non è più possibile continuare di questo passo. Occorre ritornare alla libertà di espressione, di parola, di pensiero.
Este loco està destruyendo nuestra Patria y nosotros no podemos aceptar que esta situacion siga adelante. Unòmonos para volver a ser libres, para que nuestra bella Venezuela vuelva a ser el lugar en donde crecimos y en donde nuestros padres nos han criado.
VETE CHAVEZ
CdF

Brunetta e Zaia : sfruttamento minorile?


Questi due ministri pare facciano a gara a mostrare, non i muscoli, ma la loro energia e voglia di lavorare innata. Da bambini, dicono, hanno cominciato a lavorare sodo, addirittura a sei anni. Brunetta, poi, dice e ridice di essere stato un bambino lavoratore al mercato. Se questo fosse vero saremmo di fronte a un vero e proprio sfruttamento minorile e i genitori che si fossero comportati in questo modo avrebbero rischiato molto. Chissà come mai i 'servizi sociali' non si sono occupati di questi due casi limite. Ma stiamo scherzando? Ma smettetela. I bamboccioni, poi, saranno i vostri figli. Voi potete tranquillamente mandarli fuori casa,magari acquistandone una per loro e fornendogli pure il personale di servizio. La gente normale come noi ha poche soddisfazione e i propri figli sono il bene più prezioso. Felice di averli in casa.
Invece di queste idiozie occupatevi un po' di quei genitori separati squattrinati, soprattutto di quell'esercito di padri rimasti senza soldi a causa di sentenze ingiuste e campate in aria. Lo sapete che tra i fruitori delle mense della Caritas c'è un'altissima percentuale di papà?
Vergognatevi!
CdF

2010/01/22

Elena di Cioccio de Le Iene è solo una cafona

Leggi articolo sottostante

Beckham è stato vittima di molestie sessuali





E' giusto condannare la iena che ha usato violenza sul calciatore. Per un uomo non ci sarebe nessuna tolleranza.


Sarebbe giusto che un maschio, anche se conduttore o artista televisivo, toccasse una donna celebre o non celebre contro la sua volontà? Sicuramente avrebbe zero tolleranza e tutte le donne che si occupano di violenza sulle donne griderebbero, giustamente, allo scandalo.


Chi ha dato il potere a questa Di Cioccio o Di Ciccio di toccare Beckham e di dichiarare al mondo che lui avrebbe il pene piccolo? Non è possibile accettare questo ed è più che necessario che questa 'iena' venga denunciata e paghi per quello che ha fatto. E' anche ora che si finisca con questa campagna ridicolizzante verso il maschio. Se la conduttrice da strapazzo non verrà punita saranno tutte autorizzate a compiere gesti simili e a questo punto bisognerebbe rimettere in discussione anche il fatto che a un uomo venga concesso di palpare intimamente le donne che incontra per poi dichiarare se, per esempio, hanno una bella vagina oppure no.



Guarda la foto e l'articolo più in basso
cosmo de la fuente
A proposito della cafona che ha palpato Beckham
Spero sia condannata e che il Giudice non conceda nemmeno gli arresti domiciliari. Per gli uomini, in questi casi c'è la tolleranza zero no? Sentirei la Carfagna a proposito dell'episodio.Si parla tanto di violenza sessuale poi fanno le furbe solo perchè sono donne. Fossi stato in Beckham una sberla non gliela levava nessuno a quella cafona.
Tex.

2010/01/21

Haiti: aiutiamo questo paese, basta un sms




Port-au-Prince - (Adnkronos/Ign) - Miracolo tra le macerie: 14enne viva a 9 giorni dal sisma. Appello di Frattini: ''Non fermate le ricerche''. Onu: ''Il bilancio esatto delle vittime del sisma potrebbe restare sconosciuto. Secondo le ultime stime comunque le vittime dovrebbero essere tra le 100 e le 150mila, i feriti sono approssimativamente 200mila e gli sfollati circa un milione.

MANDA UN SMS ADESSO

2 euro alla Croce Rossa Italiana da WIND e 3 al 48540

2 euro ad Agire.it da TIM e VODAFONE o chiamando da rete fissa TELECOM ITALIA 48541

2010/01/20

Iena tocca il pacco a Beckham. Sarà denunciata per molestie sessuali.


Hanno voluto la parità. La iena (donna) che ha toccato il pacco di Beckham sarà denunciata per molestie sessuali. Mi pare giusto. Cosa sarebbe accaduto se una iena (maschio) avesse toccato la passerina di Valeria Marini?

Il doppio, l'altra faccia del nostro "io"



Il doppio è l'altra faccia del nostro 'io'. Il riflesso allo specchio, la nostra ombra o più semplicemente quello che sentiamo. Da quanto è nato l'uomo è sempre stato affascinato e terrorizzato dal proprio (io) che, come ha insegnato Freud, affonda le sue radici in parte nel subconscio. Quando l'altro viene fuori vuol dire che siamo entrati nella zona che sarebbe dovuta restare sconosciuta. Quando ci comportiamo in maniera diversa dal solito, quando siamo i primi a meravigliarci di parole dette o azioni commesse, significa che siamo in presenza del nostro essere più nascosto.
La nostra unica consolazione diventa la religione e non ci accorgiamo che proprio da essa derivano molti malesseri dell'umanità. Sicuramente esiste un mondo oltre la morte, una forza suprema, un architetto del mondo, ma questo non significa che dobbiamo prendere per buone le teorie di presti e religiosi vari che danno per certa una condizione che non possono conoscere dal momento che sono esseri viventi come noi. Se uno si alza al mattino come, mangia, va in bagno, soffre, ride come me, non può sapere nulla come nulla so io. Possiamo sentire, avanzare delle ipotesi, possiamo dire 'IO CREDO', ma non possiamo imporre una realtà che non conosciamo.
Il nostro 'doppione' vuole crederci, la nostra mente sa, invece, che siamo in un campo sconosciuto.
Chissà se l'altro mondo è popolaro dai nostri 'io' subconsci, se le nostre anime o ciò che definiamo con questo termine sia la dimensione oltre la morte. Nella concezione omerica l'uomo ha una duplice presenza sulla terra, una nella sua apparizione percepibile, l'altra nella sua immagine invisibile, che si libera solo nella morte. Questa è la psiche.
Cosmo de La Fuente

San Valentino a Torino, festa degli innamorati

2010/01/16

Maschio a letto senza viagra


Se il viagra non funziona, ragazzi state tranquilli: da Israele l’innovazione per i problemi erettili. Il Rambam Medical Centre di Haifa ha infatti sperimentato un trattamento a base di onde che dovrebbe essere il degno avversario della famosa pillola blu. Il processo consiste nel bombardare i genitali – cinque le aree specifiche prese di mira - con ultrasuoni che stimolano la crescita di nuovi vasi sanguinei nell'area bombardata, migliorandone l’irrorazione e riducendo per tanto i problemi di erezione.

Le onde quindi metterebbero in moto un processo di crescita sanguigna, che altro non è che la causa fisica dei problemi sessuali maschili. Questo sarebbe possibile proprio grazie alla scoperta che le onde attivano il Vascular Endothelial Growth Factor, ovvero il fattore di crescita endoteliale – che permette la formazione di nuovi vasi sanguigni.

L’esperimento è stato fatto su un numero abbastanza basso di volontari già fruitori regolari di Viagra, ma ha avuto comunque successo in 15 casi su 20. Lo studio e' stato condotto su 20 uomini appunto di 56 anni di età media con problemi d'erezione da almeno tre anni. “Si inviano onde sonore attraverso la pelle, in maniera del tutto innocua ed indolore”. Questa è la cosa più importante aldilà degli effettivi risultati: la tecnica è senza dubbio meno invasiva rispetto agli effetti che sul lungo periodo può presentare l'assunzione prolungata di un qualsiasi tipo di farmaco. Infatti i 15 che hanno subito effetti benefici, “ sono stati in grado di continuare la propria vita sessuale senza fare più ricorso ai farmaci, e nessuno di loro ha subito effetti collaterali.”
Non dimentichiamo, però, che anche il mio risotto al cocco, con il misterioso ingrediente, sta riscuotendo un grosso successo perchè porta a risultati eccezionali.

http://www.technotizie.it/news/73529/altro-la-cucina-venezuelana-e-internazionale-di-cosmo-de-la-fuente-diventa-un-marchio

2010/01/15

L'Africa nel cuore e nella mente.



Ai cari fratelli del grande continente africano, delle molteplici etnie che provengono da questa meravigliosa terra.
Sempre vicini, sempre con voi.
Neri sfruttati e poi derisi con carabine ad aria compressa. Non mi pare logico, sapendo che è gente che lavora, gente con dignità e coraggio, che spesso manca a certi personaggi cafoneschi che vivono in certi paeselli italiani. Il razzismo c'è..eccome!

2010/01/14

mamma Elena rivuole la sua bambina


Ciao Cosmo, ti racconto un la mia storia..
Ho conosciuto mio marito 14 anni fa in una chat,da li abbiamo iniziato la nostra storia,dopo 4 anni ci siamo sposati perchè sono rimasta incinta e sono iniziati i primi problemi:casa sempre piena dei suoi amici che giocavano a carte fino al mattino e..in più,da me, si mangiava e si beveva senza problemi. Alla nascita della bambina,dove ho rischiato la vita, mi sono occupata di lei in tutto e per tutto scoprendo un anno dopo di avere un artrite reumatoide ma ugualmente la portavo a scuola a 20 km da casa, l’accompagnavo alle attività sportive,insomma facendo quello che qualsiasi madre farebbe per un figlio.
Il mio unico svago era chattare e conoscere gente, con mio marito non c’era dialogo e sia io che la bambina non siamo mai uscite con lui. Come se tutto questo non bastasse mi ha allontanata da tutti i miei cari, ed io stupidamente ho accettato per amor suo, ma lui non si privava di nulla; frequentava night,usciva con gli amici ed io zitta. Un anno fa mi ha fatto vendere la casa che avevamo acquistato insieme per poi prenderne un'altra insieme ai suoi genitori e al fratello, quando gli ho chiesto di intestarla ad entrambi mi ha risposto "non ti fidi di tuo marito?" Nel mese di luglio ha chiesto la separazione dicendo che non sopportava più vedermi sempre in chat e accusandomi di trascurare mia figlia. Inizialmente è stata una separazione consensuale e io avrei dovuto abbandonare la sua casa portando con me la bimba altrove. Però quando ha messo giù le condizioni ho dovuto rifiutare, mi voleva dare 250 euro al mese e dovevo lasciare casa entro sei mesi, una cosa assurda. Ho deciso di consultare un legale e da quel momento sono iniziati i guai perché a lui non andava bene che io mi fossi ribellata e dopo di quello ha deciso di volere la bambina. Premetto che lui ha un'altra ,una storia che ho scoperto. Lui continua a contestarmi di essere disoccupata, di essere invalida, di non essere in grado di occuparmi della bimba e io mi domando: - fino ad ora chi si è presa cura di lei?- E’ possibile che si ricordi solo ora che io non sto bene?Poi una sera, dopo l'ennesimo litigio,lui mi ha urlato in faccia che quella era casa sua. Non ha mai dato un euro per la bimba, ho deciso di andare da mia madre,ho preparato le valigie e tra urla,in presenza dei suoi genitori e dei miei son andata via avvertendolo che sarei passata dalla questura.
lui mi ha denunciata,senza curarsi della bimba, ha chiesto la separazione per colpa e l'affidamento esclusivo della figlia in modo crearle il trauma di un abbandono del tetto familiare, ma il trauma di perdere la mamma non c'è? Mia figlia la notte è agitata. Una sera parlando con lei sono riuscita a farle buttare fuori quello che le faceva male ,mi ha detto :"mamma ho un peso nello stomaco" .Ho cercato di confortarla e di farle capire che non permetterò mai a nessuno di portarla via da me, ho lottato per averla e lotterò per non perderla. Ho paura, c ma son anche convinta che la legge esiste e che nessun giudice tolga una figlia alla madre che si è sempre occupata di lei annullandosi completamente.
Grazie .. mi è servito anche da sfogo.
Elena (nome di fantasia)

2010/01/13

Haiti, da paradiso a inferno


Vicini ai nostri fratelli di Haiti colpiti da un terremoto devastante.
ASCA-AFP) - Port-au-Prince, 13 gen - Gli Stati Uniti, la Francia, il Canada e tutti i paesi dell'America Latina si stanno preparando ad inviare aiuti ad Haiti, dopo il devastante terremoto che ieri ha colpito il paese caraibico.

Da quanto e' stato riferito dalla Casa Bianca, il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato che ''il suo governo'', cosi' come il Dipartimento di Stato, l'Usaid ed il Southern Usa Command ''e' pronto ad assistere la popolazione di Haiti''. A Miami, la guardia costiera ha ''mobilitato imbarcazioni ed aerei per fornire assistenza umanitaria'', mentre l'Usaid inviera' una squadra di soccorso di almeno 72 persone con 6 cani da salvataggio.

A Parigi, il ministro degli Esteri Bernard Kouchner ha reso noto che la Francia ''esprime la sua piena solidarieta''' ad Haiti, aggiungendo che l'Unita' di Crisi francese si e' messa in moto ''per mobilitare ed inviare immediatamente soccorsi d'urgenza a Port-au-Prince''.

Il ministro degli Esteri canadese, Lawrence Cannon, ha detto che i funzionari del suo paese ''sono in contatto con i loro partner umanitari presenti nella regione per individuare le esigenze umanitarie necessarie dopo questa tragedia''.

L'Australia ha offerto di rispondere a ''tutte le richieste di assistenza umanitaria'' e sta cercando ''con urgenza'' di entrare in contatto con due cittadini australiani che dovrebbero trovarsi ancora ad Haiti.

A Bogota', l'ufficio del presidente ha detto che la Colombia e' ''pronta a rispondere alle richieste di aiuto delle autorita' haitiane'', aggiungendo che il ministero della Difesa e i servizi di gestione delle emergenze si stanno coordinando per inviare degli aiuti il piu' presto possibile.




2010/01/12

Il festival dell'ipocrisia


Ho preso in prestito questa espressione di Silvio perchè rende bene l'idea. Siamo circondati da ipocrisia e da falsità e ognuno di noi crede di detenere in mano la verità. Mentre ci lamentiamo della falsità degli altri non ci rendiamo conto che spesso lo siamo anche noi. Abbiamo vicino l'amico sincero, che è più di un fratello ma improvvisamente non lo consideriamo tale e lo mettiamo da parte per poi restare veramente senza nessuno inseguendo il fantasma di un passato che non ci darà nulla ma ci porterà alla fine. La falsità di chi ci circonda è qualcosa di inconcepibile. Quando la propria donna diventa complice, si, ma degli altri, non possiamo più pensare di continuare sopportarlo, bisogna assolutamente cambiare vita.
Non si vive solo di facciate. Non si vive così.

2010/01/08

Il subdolo esercito degli obbedienti è il cancro della nostra società




Che sfacelo tentare di essere, di mostrarsi, di apparire. Illudersi e ingannare gli altri nei panni di quello che non si è per poi restare a bocca asciutta. Aver sprecato momenti di vita e parole, fiumi di parole. Si è vittime di tutti oppure, in modi diversi, siamo tutti pedine dello stesso gioco? Sarebbe facile rispondere sostenendo che siamo marionette, tutti. Non credo che sia così però. La pedina viene mossa da altri che pedine non possono essere, così come i fili delle marionette sono gestiti da persone diverse. Siamo formati da due classi umane dunque: quella dirigente e quella obbediente. Qualche sporadico componente della classe degli obbedienti ci prova a ribellarsi, forse si spezza un filo della marionetta, ma subito dopo viene ricucito e nulla cambia. Essere un dirigente o un obbediente non ha a che fare con un ceto sociale o un livello economico. Ci sono dirigenti che arrivano dai più squallidi quartieri di una città, che non hanno cultura e non sono nemmeno delle persone prestanti; parallelamente ci sono obbedienti che sono anche ottimi professionisti e sono persone stimate nella società. Non ci sono regole di questo tipo e quindi questa situazione non è catalogabile e gestibile. Nasciamo in un modo o in un altro. Se incappiamo nell’incontro giusto possiamo vivere soddisfatti, se il ruolo non ci piace diventiamo dei ribelli. Il ribelle è come l’angelo rinnegato da Dio. S’immedesima nella vita del modello che vuole imitare e finge di essere qualcun altro. Non finge solo per ingannare chi gli sta incontro, lo fa anche per imbrogliare se stesso. Quando si guarda allo specchio si sente realizzato, ma questa è solo una situazione precaria, momentanea, effimera. Come riconoscere il falso dirigente? Parrebbe difficilissimo ma c’è un sistema che ritengo infallibile. Il falso dirigente, l’ipocrita, quello che è sottoposto al vero comandante che, a sua volta, viene da lui descritto come un obbediente, non regge il tuo sguardo. Se l’hai riconosciuto non vuole sentirti parlare e si illude che tu stia dicendo sciocchezze, ma, non dubitare, nel suo animo c’è una guerra; sta attraversando un terremoto interiore, ma lui è abituato a fingere, quindi non fa una piega. Spesso il falso dirigente diventa contemplativo e si affida nelle mani del falso obbediente, perché è ovvio e inevitabile che un falso dirigente non possa accompagnarsi con un vero obbediente. Se sono in coppia sono invertiti: un falso obbediente sta insieme a un falso dirigente. Quale sarà l’arma del falso dirigente? Non considerare chi ha centrato il problema. Chi si rende conto di queste situazioni vive male, secondo me. La vita diventa un inferno e l’impossibilità di agire per sanare l’insanabile porta essi a una pesante depressione che deve essere annientata se si vuol continuare a vivere. Qui nasce la terza categoria che non è né migliore né peggiore delle altre quattro (falso-vero dirigente e falso-vero obbediente), quella dell’indipendente psicologico. In questa ultima categoria, però, si può essere tranquilli o insofferenti. C’è chi vive la situazione in maniera rilassata e osservatrice, c’è chi, invece, tenta di salvare gli altri per un innato istinto. Questi ultimi vivono malissimo perché, come si è detto, nella classe dei ‘falsi’ e dei ‘veri’ nulla si può cambiare. L’unico vantaggio degli indipendenti è che, con sforzi notevoli, ha la possibilità di passare da uno stato all’altro e quindi è possibile che un guerriero indipendenti si trasformi, per istinto di sopravvivenza, in riflessivo e viva serenamente il resto della sua vita. Il bruciante rammarico di vedere un parente, un amico, una persona rosolarsi nel ruolo di sottoposto nella finzione di essere un dirigente viene col tempo spento dall’acqua della riflessione interiore. Chissà se Pirandello, nella sua letteratura delle maschere, avesse fatto riferimento a questo, così come la letteratura internazionale del ‘doppio’, quella del Dr. Jekill e Mr. Hyde per intenderci.
articolo di Cosmo de La Fuente (prelevabile citando autore e fonte)

2010/01/04

Disastro di Los Roques


A distanza di due anni dalla scomparsa i parenti degli otto italiani che erano a bordo di quel volo maledetto, ancora non sanno nulla. Sospettano che sia stato controllato solo un tratto di mare e non quello giusto.
Ancora una volta: - cosa nasconde il governo venezuelano?-
Occorre fornire la lista passeggeri (quella vera) per capirci qualcosa.