30/11/09

Massimo Scattarella: un cafone e nient'altro


Parla di donne ma tradisce una violenza innata. E' solo un cafone, il tipo peggiore. Di quelli che sanno risolvere tutto solo alzando le mani. Che imparasse a parlare piuttosto.

28/11/09

Tini Cansino e Cosmo insieme in trasmissione radio tv



Nessuno se l’aspettava : TINI’ CANSINO vuole condurre un suo programma ( tv e radio).



Le varie redazioni tv e radio sono avvisate !! Beata l’emittente tv o radio che artisticamente “sposerà” la più famosa e ambita TINI’ che è diventata una persona “nuova” e molto posata.



In lei rimangono alcune cose : bellezza nobile, ironia, battute pronte, eleganza, dolcezza, intrattenimento, spiritualità come l’ex fiamma COSMO; carismatico, camaleontico attore, conduttore, speaker radiofonico.



Nella sua futura trasmissione, la TINI’ nazionale vorrebbe proprio accanto a lei COSMO.

“L’asta radiotelevisiva” è aperta al miglior offerente .

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Kim Bikila

Any Ethnicity


ROME - ITALY

Mob.: +39 347 54 65 579

Web addres: http://ww.malcolmxcasting.com

http://www.myspace.com/malcolmxcasting

27/11/09

Chavez mostra il crocifisso ma parla di Maometto



Il presidente venezuelano, il dittatore Hugo Chavez Frias ha accolto il suo amico Ahmadinejad, sostenendo che Dio in Venezuela è lo stesso di quello iraniano, insomma dal crocifisso, che Hugo mostra sovente durante i suoi estenuanti discorsi in tv, ora è passato alla parola di Maometto. Ma può un capo di stato essere più ridicolo? Segue l'articolo de 'Il Velino' . Attenta Colombia!!

Caracas, 26 nov (Velino/Velino Latam) - Il presidente venezuelano Hugo Chavez e il suo collega iraniano Mahmoud Ahmadinejad, in visita a Caracas, hanno rafforzato ieri un legame definito “strategico” e rilanciato la loro sfida “all'imperialismo” statunitense e al suo “braccio armato” Israele. “Sono sicuro – ha detto Chavez - che il Dio iraniano è lo stesso di quello venezuelano. Cristo redentore, Maometto il gran profeta, illuminano il nostro cammino per sconfiggere le minacce dell'impero qui e lì. Contro di noi non potranno nulla: trionferà la pace”. “Nessuno può imporre la sua opinione al proprio popolo con le armi – ha aggiunto il capo di Stato iraniano –. Si tratta di una logica sconfitta e da questo momento dichiaro la sconfitta delle politiche militariste. I leader dell'America del Sud non permetteranno che si riapra l'era del colonialismo”. Il legame tra Teheran e Caracas non è affidato solo ai proclami dei due leader, ma diventa sempre più stretto ad ogni incontro: dalla visita di Chavez a Teheran nel 2006 i due Paesi hanno firmato quasi 300 accordi di cooperazione in tutti i settori. Ieri i capi di Stato ne hanno sottoscritti 12, dopo che per due giorni una delegazioni di imprenditori iraniani si era riunita con i propri omologhi venezuelani e con esponenti del governo del Paese latinoamericano.

Nessuno di questi riguarda lo sviluppo del progetto di produzione dell'energia atomica per fini pacifici, una questione che è rimasta fuori dal vertice e dalle dichiarazioni ufficiali. Sembra dunque essere caduto nel vuoto l'invito rivolto a Caracas dal Dipartimento di Stato americano a “enfatizzare le preoccupazioni della comunità internazionale” in relazione al nucleare e al rispetto dei diritti umani nel corso della visita di Ahmadinejad. Anzi le parole di Washingotn hanno provocato una dura risposta da parte del presidente iraniano, secondo cui la vera preoccupazione sono “gli arsenali nucleari e chimici”, così come le ripetute “minacce di invasione militare” degli Usa, come nel caso di Iraq e Afghanistan. “Gli Stati Uniti – ha aggiunto il leader mediorientale – violano i diritti umani, tortura, ha carceri come quello di Guantanamo”, dicendo che “centinaia di migliaia di persone” sono morte dopo l'invasione dell'Iraq e “60 mila” in Afghanistan. “Da quando hanno detto che avrebbero posto fine al terrorismo, il terrorismo si è moltiplicato per dieci” ha sottolineato.

Non sono mancate poi parole pesanti nei confronti del governo di Israele, a pochi giorni dalla fine della visita in America Latina del presidente Shimon Peres, che aveva pronosticato una “prossima scomparsa” dei due leader. “Quello che ha detto lo prendiamo come una minaccia e agiremo di conseguenza” ha spiegato Chavez, per poi definire Israele “Il braccio assassino dell'impero yankee” e aggiungere, rivolgendosi al suo ospite: “Accusano te di essere un guerrafondaio, quando sono loro gli aggressori. In Colombia accade lo stesso: gli yankee stanno installando sette basi militari, ma sono io il guerrafondaio”. ”.

26/11/09

La sexy nonna sempre più calda


Treviso – Lei è un’ottantenne, lui ha metà dei suoi anni. È l’uomo dei suoi sogni: bello, brizzolato, elegante. Tutte qualità che le hanno fatto riscoprire emozioni forti, difficili da controllare.

Tanto che lei da alcuni mesi sta facendo di tutto pur di attirare la sua attenzione. Non risparmiandolo da avance esplicite e non poco pesanti.

L’uomo, residente a Treviso, come del resto la sua attempata ammiratrice, la quale abita a poca distanza da casa sua, questa mattina si è presentato in Questura (nella foto).

Ha esposto alla polizia la situazione, sostenendo di non poterne più.

L’anziana, infatti, da mesi continua a perseguitarlo: lettere, telefonate e messaggi. Tutto a sfondo sessuale.

Nonostante i ripetuti tentativi da parte del piacente quarantenne di farla smettere, lei non demorde. Sogna una romantica cena a lume di candela, con un finale immaginabile.

L’uomo si è recato dalla polizia per avere un consiglio: come comportarsi di fronte ad un atteggiamento di questo tipo?

Vista l’età dell’anziana non se la sente di denunciarla, anche se non esclude di farlo nel caso in cui le avance dovessero continuare.

Un caso di stalking al contrario che ha lasciato basiti gli stessi poliziotti che hanno avuto modo di parlare con la vittima della focosa ottantenne.

Matteo Ceron

Foto Balanza


25/11/09

Rita dalla Chiesa : una donna d'amare


E' sempre altissimo il gradimento per questa gran signora della televisione italiana. Intelligente, colta e bella, con i suoi modi gentili e discreti ha conquistato il pubblico italiano da omai molti anni. L'ho incontrata quattro o cinque volte, una prima volta a una manifestazione nel Veneto dove presentava una kermesse canora con Frizzi. Sempre garbata e gentile. Sa quel che dice e penso che siano in via di estinzione conduttrici di questo tipo.
Brava Rita. Sei grande.
Un bacio
Cosmo de La Fuente

20/11/09

Brenda

(ASCA) - Roma, 20 nov - La transessuale Brenda, coinvolta nel caso dei presunti ricatti ai danni dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, è stata trovata morta carbonizzata in via Due Ponti 180, nella cantina che la stessa aveva trasformato in un appartamento.
(La transessuale sarebbe rimasta vittima di un incendio che si è sviluppato nel seminterrato. In questo momento sono in corso gli accertamenti della Polizia scientifica sulle origini del rogo, la Procura ha disposto anche i rilievi medico-scientifici sul corpo della vittima.

18/11/09

Scomparire si può. Chance segunda informa


Mi hanno contattato ancora perchè all'email a cui rispondono, sono arrivati molti messaggi di lettori di 'FamiliaFutura'. Ci tengono a precisare che occuparsi di chi vuol lasciare legalmente l'Italia non avviene automaticamente dopo una mail. Prima di ogni cosa chi si rivolge a loro deve essere consapevole e sereno, insomma non una scappatoia per persone sconvolte, anche se, ovviamente, chi se ne vuol andare, è stufo/a.
Non sempre sarà così facile trovare lavoro. Inutile arrabbiarsi perchè si dimostra unicamente di non essere adatti allo spostamento.

17/11/09

Chavez fomenta la guerra


Chavez, oltre che ignorante come una capra andina, è un ipocrita. Finge di stare dalla parte del popolo ma in realtà pensa solo alla sua guerra personale. Sta fomentando la guerra contro la Colombia ma dice di esserne la vittima. Attenzione, la guerra è in arrivo.
Crede di essere la reincarnazione di Simon Bolivar. Non conosce la storia. E' pericoloso.
CUIDADO LA GUERRA ESTA' EMPEZANDO
Il parere di Guillermo CASANOVA

¿Cómo puede llamársele “el verdadero libertador de América” sin una guerra librada contra el “opresor” (o alguien mas)?El que a estas alturas no crea en que estamos frente a una persona perturbada, pues es porque también lo está, o porque su poca inteligencia se niega a ver lo que es obvio, o porque es una persona con tendencias criminales (o simplemente un criminal) y le gusta la actitud criminal del presidente.Si antes pensamos que el acercamiento hacia Cuba era “una posibilidad” y mientras pensábamos esto, miles de cubanos llegaban todos los días sin que lo quisiéramos ver, ahora decimos que “es posible” que Chávez quiera enfrentarse contra los Estados Unidos mientras cada día los ataca con palabras o con actos como el de la DEA, las multas a las petroleras, el financiamiento a Evo Morales. Ayer soltó que no necesitamos para nada al mercado americano, otra señal de que está dispuesto a romper con este país. Chávez quiere sangre, es más, la necesita. Un prócer sin sangre no es nada. No hay misterio en eso de comprar a todo el mundo que pueda fuera de Venezuela; quiere lograr que la opinión pública internacional lo considere como mártir en un eventual conflicto. El problema es que los Estados Unidos no nos van a atacar. Y la frustración de Chávez al ver que el grandote no le para va a ser agredir a los más chiquitos para ver si el grandote se arrecha. Y los chiquitos somos nosotros, la oposición venezolana.Chávez está preparando a toda su gente para un eventual conflicto armado. El supuesto enemigo es el imperialismo, pero todos los días relaciona a una parte de la oposición con la CIA. Una simple asociación de ideas y resulta que la oposición, para el chavismo, es el imperialismo, y debe ser aniquilada.

I bambini nel mondo muoiono di fame



Al via a Roma il vertice della Fao. Il Papa: "La fame è il segno più crudele della povertà. Ban Ki-Moon: "Solo oggi moriranno di fame oltre 17 mila bambini". Napolitano: "Dai Paesi ricchi più impegno contro la povertà".
"La Terra può dare nutrimento a tutti" ha detto il Papa. Basta organizzarsi. Speriamo che il Vativano cominci a darne il buon esempio. Forza Ratzinger...si dia da fare anche lei...e non solo con le parole.

15/11/09

Colombia bugiarda...Uribe immorale. Pensieri di Chavez


Immorale e bugiardo. Una nota ufficiale del governo venezuelano di Hugo Chávez apostrofa l’esecutivo colombiano e il suo presidente Alvaro Uribe e rilancia il duro contenzioso tra i due paesi andini. Caracas contesta il comunicato con cui Bogotà annunciava, ieri, la decisione di sollevare dinanzi al Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite e all’Osa (Organizzazione degli Stati americani) gli ultimi attacchi verbali di Hugo Chávez: quelli in cui il leader bolivariano invitava le Forze armate a “prepararsi alla guerra” che sarebbe potuta discendere dal contestato accordo militare che la Colombia ha siglato con gli Stati Uniti. Nella nota ufficiale della presidenza venezuelana si critica “l’ipocrisia” della “oligarchia colombiana” ricordando che l’unico “atto di guerra registrato nella storia recente” del Sud America è stato con cui “l’esercito colombiano, con l’appoggio statunitense, ha bombardato e invaso li territorio del territorio vicino dell’Ecuador”. Il riferimento è ai fatti dello scorso 1 marzo 2008, quando Bogotà attacco le basi delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia) in Ecuador, provocando la rottura delle relazioni diplomatiche con Quito.

La nota prosegue poi attaccando l’intesa Usa-Colombia, oggetto di una polemica che anima da mesi il dibattito regionale, accordo che “ufficializza l’occupazione militare” di Washington in Colombia, col fine di “proiettare il dominio strategico” degli Usa sul Sudamerica. Caracas torna quindi ad accusare la Colombia di non aver affrontato il tema in seno agli organismi regionali preposti, ribadendo al tempo stesso la disponibilità a portare l’argomento in seno al Consiglio sudamericano della Difesa (organo dell’Unione delle nazioni sudamericane) “o in qualsiasi altro scenario multilaterale.

(da IL VELINO)

12/11/09

Ecco il perchè all'uomo giovane piace la donna matura




Inchiesta e articolo di Cosmo de La Fuente
Dopo aver intervistato un campione di 1.000 maschi, dai 25 ai 60 anni è emerso questo.
L’uomo è capace d’amore e di passione, riesce a trovare la sua stabile serenità soltanto tra le braccia di giunoniche donne mature. Il dualismo vittoriano inglese ci ha insegnato che non siamo univoci nel nostro modo di essere. L’ambiguità maschile non è solo quella della bisessualità, che negli ultimi tempi è di moda dopo il caso Marrazzo, e nemmeno quella dell’omosessualità latente. Non ci si può basare unicamente sulle ossimere considerazioni di ‘bello brutto’ e di ‘buono cattivo’, c’è molto di più. L’uomo ha bisogno del più debole e del più forte. Il maschio che nella vita è potente, che lavora e che magari dirige un’azienda o una realtà di altissimo livello, ha bisogno, nei momenti di intimità, di sentirsi trattato da essere più debole e non dover sempre ostentare la sicurezza e la forza abbinate, da sempre, all’uomo. Un ruolo esclusivo della privacy. La donna giovane e bella, magari viziata e pretenziosa resta solo un oggetto da ostentare. Presto, qualsiasi uomo abbia optato per essa, si troverà a desiderare, magari, l’anzianotta vicina di casa, cicciottella e capace di tenerezze ‘diverse’.
Ricorrere all’amore dei transgender rende possibile questa posizione ma è indubbiamente pericolosa, per ovvi motivi e, inoltre, non tutti fantasticano atti sessuali con donne munite di membro invece tutti, sotto sotto, desiderano la donna matura in carne. La sicurezza, l’affetto materno, il saper coccolare, l’esperienza, la comprensione, sono solo alcune caratteristica della donna, volgarmente detta ‘tardona’, che in realtà è la femmina desiderata più di ogni altro tipo. Desiderio sessuale e
Lo scenario che si prospetta è quello che sempre più uomini sceglieranno femmine mature dal fisico possente. Donne senza pretese di comando o di sottomissione del partner.
Non si parla più di maschilismo e di femminismo ma di una naturale inclinazione umana.
(articolo prelevabile citando fonte e autore)

11/11/09

Lezioni di trucco con il grande Diego Dalla Palma


Non si parla mai abbastanza di quei personaggi intelligenti, intraprendenti e pionieri nei vari campi artistici e professionali che ci offre la nostra società. Il grande Diego Dalla Palma è uno di questi che dà lustro all'Italia, conosciuto in tutto il mondo. Ho avuto modo di incontrarlo anni fa e di apprezzare la sua alta professionalità. Ho sentito parlare di lui in Venezuela, in Australia, in America. La sua classe, il suo estro e la sua fantasia non sono cosa da poco.
Lezioni di trucco


http://voilablog.intercosmoonline.com /

10/11/09

Ivan Simonovis prigioniero politico

Sres.
Presidente Hans - Pert Pöttering y demás miembros del Parlamento Europeo
Rue Wiertz 60Wiertzstraat 60B-1047. Bruxelles


Mi nombre es Iván Simonovis, venezolano de 49 años de edad y de profesión Investigador Criminal.

Durante 23 años ininterrumpidos trabajé en la Policía de investigación Criminal de Venezuela y, por mis meritos, en el año 2000 fui escogido para ocupar el cargo de Secretario de Seguridad Ciudadana del Distrito Capital durante los fatídicos hechos del 11 de Abril de 2002.

Mi función era la coordinación y supervisión de las políticas de seguridad pública de la ciudad de Caracas, Venezuela.


Me encuentro encarcelado Dirección General Sectorial de los Servicios de Inteligencia y Prevención del Ministerio del Interior y Justicia (DISIP), en Caracas, Venezuela, desde el 22 de Noviembre del 2004, condenado a 30 años de presidio, es decir a una condena de muerte, después de un juicio de 3 años (el juicio mas largo de la historia venezolana) además de 4 años y 6 meses de encarcelamiento, por el delito de complicidad correspectiva en relación con la muerte de 2 de los 19 fallecidos en Caracas el 11 de abril de 2002.


Permanezco, en efecto, en una celda de 4 metros cuadrados en el sótano de la sede de la policía política en Caracas, sin ventilación ni luz natural. Solo tengo acceso a la luz del sol, 2 horas cada 2 fines de semana. En total 48 horas, [2 días] al año de luz natural. El lugar donde me encuentro no es una cárcel, es la sede de la policía política de Venezuela y estas instalaciones no están diseñadas para albergar durante tanto tiempo a una persona privada de libertad. En consecuencia y dadas estas condiciones ha habido un franco deterioro de mis condiciones físicas y mentales que han ameritado recibir atención médica, en algunos casos hasta operaciones quirúrgicas cuando la he necesitado. Hay además una severa restricción de mi derecho a recibir visitas de familiares, amigos, representantes de ONG nacionales e internacionacionales, periodistas violando así artículos de la Convención Americana de DDHH de San José, Costa Rica.


Se me siguió un juicio sin sentido y completamente insustancial por la muerte de 2 de las 19 personas lamentablemente fallecidas aquel 11 de abril, que se desarrollo durante 225 audiencias. Tal juicio fue radicado en un tribunal a 100 kilómetros de Caracas, que es el lugar donde he permanecido detenido, lo que ha implicado viajar esposado más de 39.000 kilómetros.


Durante el juicio, fue escuchada la declaración de 198 testigos de los hechos y 48 expertos; se evaluaron mas de 250 experticias técnico-científicas; se analizaron más de 5.700 fotografías y videos. Ninguna de esas pruebas demuestra mi culpabilidad en cuanto a los hechos que se me imputaron.
En ese mismo periodo de tiempo, fueron identificadas 67 personas, todas afectas al Gobierno de Hugo Chávez, disparando con armas largas y cortas contra manifestantes opositores desarmados. Todas estas personas fueron absueltas o perdonadas por el Presidente de la República mediante una Ley de Amnistía dictada por la Asamblea Nacional a petición de aquel, en Diciembre de 2007.
El día 3 de Abril fui condenado a 30 años de presidio sin ningún tipo de atenuante o beneficio, procesal por el delito de “complicidad correspectiva” sin autores materiales, insisto una pena de muerte.


Esta abominable sentencia no es ni siquiera comparable a la reciente sentencia dictada al ex-Presidente Peruano Alberto Fujimori, condenado a 25 años de cárcel por su autoría intelectual, desde la Presidencia de la Republica, en asesinatos con alevosía, secuestro agravado y lesiones graves en hechos ocurridos en los años 199 1 y 1992 en el Perú.
Señores: mi casa ha sido atacada con bombas molotov; mi familia, incluyendo a mis hijos menores de edad, ha sido amenazada en su integridad física de manera pública por grupos radicales armados, afectos al gobierno nacional; mi esposa, quien además actúa como mi abogado y al igual que mis hijos, posee ciudadanía española, ha sido sometida al escarnio público, ha sido amenazada en canales de televisión y emisoras de radio oficiales y ha sido atacada en su honra de persona y de mujer de manera sistemática por grupos de personas afectas al gobierno que eran trasladados hasta la parte externa de la sede del tribunal para proferir insultos y amenazas durante su salida y entrada de las audiencias.




Hemos acudido a todas las instancias judiciales y agotado todos los recursos que la ley venezolana establece, para lograr que se realice un juicio justo y apegado al respeto a los derechos humanos, todo lo cual ha sido infructuoso.

Esta carta posiblemente ocasione consecuencias negativas para mi y mi familia, pero ante mi creciente estado de indefensión y ante la sistemática violación de mis derechos humanos, acudo respetuosamente a ustedes para solicitarles que, en consecución de la resolución recientemente aprobada por el Parlamento Europeo referida a la situación de persecución política en Venezuela, agoten todos los mecanismos posibles para que una comisión de ese Parlamento visite nuestro país y pueda constatar la situación de uso de la justicia para la persecución política.


El caso que les he narrado no es el único. En Venezuela existen más de 40 presos políticos, victimas del castigo a la disidencia política.


Les estaré siempre agradecido de cualquier gestión que pudiera hacer ese Parlamento para ayudar a la protección de los derechos humanos y evitar que casos como este sigan ocurriendo en Venezuela. Mi esposa y abogada está a su absoluta disposición para sostener esta conversación personalmente con quien se le indique. Para ampliar los miles de detalles, vejaciones y agresiones que esta nota no incluye. Para llevar todos los documentos que sustentan cada una de mis palabras. Para hacer la diligencia que fuere para obtener del Parlamento Europeo la ayuda que solicito en medida desesperada.



Atentamente
Iván Simonovis
Prisionero Político


Simboli religiosi


In più di un'occasione ho parlato di preti, di chiesa e di ipocrisia. In questo caso, però, credo che il crocifisso non sia soltanto un simbolo della nostra religione, fa parte della nostra cultura, della nostra infanzia. Non vedo perchè si debba eliminare dalla nostra vita perchè stabilito da altri in casa nostra. Noi non potremmo mai fare altrettanto in casa di altri. Questa non è libertà. Somiglia molto a quelle mogli che in casa pretendono che tutto sia dalla loro parte. Motivo per cui si sfasciano i matrimoni. Se vogliamo convivere con uomini e donne provenienti da altri paesi, è giusto accettare le loro usanze ma è altrettanto giusto non stravolgere le usanze del paese ospitante, soprattutto non pretenderlo.

09/11/09

Il mondo celebra la caduta del Muro



Un altro errore compiuto in nome del comunismo!

Il Muro di Berlino (in tedesco: Berliner Mauer), il cui nome ufficiale era Barriera di protezione antifascista[1] (in tedesco: antifaschistischer Schutzwall), era una barriera in cemento alta circa tre metri che separava Berlino Est, capitale della Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est), da Berlino Ovest, exclave della Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) circondata dal territorio della Repubblica Democratica Tedesca. È considerato il simbolo della Cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.

VIVA LA LIBERTA'

04/11/09

Oltre la vita... è possibile



Un salto oltre la vita
Quando fui vicino al cancello era diventato buio, non mi curai molto di quella donna che stava seduta e mi dava le spalle. Sentivo il grande desiderio di entrare e non potevo non provarci. Mi guardai intorno e mi resi conto che non c’era nessuno, solo quella donna che non si curava affatto di me e che cominciava a farmi pensare. - Provaci, è l’unica occasione che hai per vederlo- pensai, e con decisione provai a spingere quel cancello. A questo punto lei si voltò e mi guardò. Restai di sasso perché i suoi occhi erano bianchi, senza pupilla, il volto illuminato dalla luce che arrivava da uno dei due lampioni. Dopo qualche minuto con voce chiara e decisa mi disse: “ Tu non puoi entrare”. Mi resi conto che mi seguiva con lo sguardo, malgrado sembrasse cieca. Volevo a tutti i costi entrare. Mi ricordai che in quel posto c’ero già stato qualche anno fa, era giorno e il cielo azzurrissimo. Si c’ero stato e forse più di una volta. Ricordai tutto, e mi tornarono in mente altre tre donne che mi avevano aiutato per far si che io visitassi quel luogo dove ero riuscito a vedere mio padre, morto da qualche mese. Pensavo e mi disperavo, volevo vederlo di nuovo ma quella donna aveva una forza incredibile, e, dandomi di nuovo le spalle, continuava a dire che io non potevo entrare. Mi appoggiai al cancello e sentii il profumo del dopobarba che usava mio padre, quello che sentivo ogni mattino quando ci sedevamo a prendere il caffè. “papà…papà…dove sei?” Alzai lo sguardo ed era proprio vicino a me. Con un gesto mi avvisò di non parlare e con la mano destra mi carezzò il volto. Mi sentii meglio e capii che aveva voluto rasserenarmi, come sempre faceva quando era vivo. Quando mi svegliai sapevo che non era stato un sogno, nemmeno questa volta. Mi alzai subito per raccontarlo a mia mamma, ma, incredibilmente, vidi che sul mio comodino c’era il dopobarba di mio padre, che era rimasto chiuso in un cassetto da anni. Chiesi a mia mamma e a mia sorella se erano state loro a metterlo sul mio comodino, ma giurarono di no e sapevo che era così, dal momento che quel dopobarba lo avevo conservato io in un cassetto con altri ricordi. Qualcuno mi disse che sicuramente l’avevo preso io in un momento di sonnambulismo. Io so, invece, che ho incontrato mio padre per la terza volta, e che, pur trovandosi in un’altra dimensione, mio padre continua a prendersi cura di noi. Grazie papà.
Cosmo de La Fuente

POLITICA

L'auto che Chavez ha regalato a Evo Morales è stata rubata
-Vai a farti fottere! - Urla D'Alema a Ballarò
Chavez e il Venezuela: manca tutto
Chavez ha paura della Colombia
Chavez parla di Maometto
Silvio Berlusconi va avanti

03/11/09

Fellatio in cambio di un bel voto all'esame


Si è dimesso dal suo incarico il professore Elio Rossitto, il docente universitario di Economia della facoltà di Scienze politiche di Catania, indagato dalla Procura etnea dopo essere stato denunciato da una studentessa che lo accusa di aver chiesto ‘favori sessuali’ in cambio di un ‘aiuto’ agli esami. Lo ha fatto con una lettera inviata al rettore con la quale ha chiesto di essere messo in pensione con decorrenza immediata e motivando la propria decisione con “l’intendimento di non coinvolgere la istituzione universitaria in una vicenda lesiva dell’immagine dell’istituzione stessa”. Questa iniziativa blocca la pratica di sospensione cautelativa dall’incarico che sarebbe stata discussa proprio oggi dal Senato accademico dell’Università di Catania. Sulla vicenda il prof. Rossitto è stato interrogato ieri per tre ore dai procuratori aggiunti Marisa Scavo e Michelangelo Patané e dal sostituto Lina Trovato. Secondo il legale del docente, l’avvocato Angelo Pennisi, “il professore è stato vittima di un tranello organizzato” e il suo “é stato un momento di debolezza umana senza risvolti penali”.

Senza andare troppo lontano, Maria F. studentessa universitaria di una facoltà milanese dichiara: " mi è stata chiesta una fellatioi in cambio di un bel voto all'esame di ..."

01/11/09

Emilio Fede : stop parlare di Marrazzo



Emilio Fede non parla più di Marrazzo. L?ha annunciato qualche giorno fa. E' spontaneo pensare che non lo faccia perchè anche lui ha molti scheletri nell'armadio e quindi questo modo di fare non gli è congeniale. Invece di Briatore, dopo lo scandalo che tutti conosciamo, non ne ha parlato più. Caro Fede, vorresti essermi amico?
CdF

Le italiane sono troppo musone



Ieri ho osservato, non per la prima volta, una tavolata di amici, giovani, al Sabor Tropical (ristorante sudamericano). Premesso che in questo locale la prerogativa è il divertimento accompagnato dalla buona musica, ho potuto osservare che le ragazze sudamericane erano pronte al sorriso, a divertirsi, a socializzare con tutti nonostante, come chiunque, abbiano il oro problemi...certamente. Allegre, dall'atteggiamento spensierato, giocose e sempre pronte alla battuta simpatica. Le italiane avevano delle facce, invece, sempre incazzate. Musi lunghi, sbadigli, toni di rimprovero verso i mariti o i fidanzati, insommma...tutta un'altra roba.
Sarà facile qui, per certe stupide, dire che si tratta di ragazze facili o peggio, ma la realtà non è quella. Chissà se è per questo che sempre più italiane restano zitelle?
Cosmo de La Fuente