12/7/09

Tormentos (seconda parte)



2.
E’ giusto quello che sto facendo? Sarà la decisione migliore per la mia vita? Lasciarla andare o fare di tutto per trattenerla? Com’è difficile vivere e com’è semplice essere codardi e lasciarsi vivere. Come diventa pesante andare a lavorare, fare le cose che fai tutti i giorni e sapere che tornando a casa qualcosa è cambiato. Riuscirò ancora a vivere? Prima di incontrare lei vivevo lo stesso no? Si, ma è passato tanto tempo.
Sicuramente è da un po’ che non mi ama come prima e poi chi lo sa se mi ha mai amato.
Così pensava Diego, a occhi chiusi, sdraiato nel suo letto, adagiandosi un po’ mentre un sentimento di disfatta si impadroniva della sua mente, del suo cuore, della sua anima. Non poteva lasciarsi andare in questo modo e voleva superare il momento, ma non ci riusciva; sentiva che stava sprofondando in quel brutto sentimento che si chiama ‘depressione’.
Allo trillare del campanello Diego spalancò gli occhi e in cuor suo cominciò a sperare che fosse Emanuela.
La distanza dalla camera da letto alla porta di ingresso sembrò infinita. Tremava. Non si sentiva così dagli anni del liceo. Cosa era scattato in lui? Si fece coraggio e aprì la porta di colpo. Era proprio Emanuela, lo guardò senza parlare. Trascorse almeno un minuto finchè Diego si decise a far entrare Emanuela. L’aria era cupa e non prometteva nulla di buono. La sua ragazza non aveva l’aria di chi vuol ristabilire un rapporto, anzi, appariva sicura di sé e scostante. Lei non arrivò nemmeno a metà di corridoio della casa, quella casa che fino a qualche giorno prima era anche stata la sua casa. Si girò a guardarlo e gli disse: - sono venuta a prendere alcune cose che mi appartengono-
Cosmo de La Fuente (depositato)


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