8/6/09

Stato di merda

Camminare vicino al mare sentendo il sole che ti scalda la pelle, il profumo dei miei frutti e una musica lontana nella pace di non essere niente, di non essere nessuno, di non dover violentare se stesso per non disturbare nessuno, lo sguardo acceso e scuro di un bambino venezuelano, la semplicità dell’amore…questo mi manca, questo non ho più. Voglia di tornare al mio paese, di non lasciare quello in cui vivo, di sentire, di piangere e di sorridere. Non sopporto più sentir parlare di soldi, di prezzi, di cose vane e stupide. Perché mi sono arenato, a un certo punto della mia vita, in un rapporto insensato, un rapporto che non ha portato a sentirsi sereni, perché non ho sfasciato tutto prima? Lo so il perché! Colpa di uno stato, di una legge, che fino a qualche anno fa, forse anche adesso, non considerava il padre e pensava soltanto alla donna come essere debole e, in realtà, era carnefice. Non volevo cadere in questa rete di ingiustizia, sapendo l’amore e la paternità grandissima che mi legava a mia figlia, ma ora che mia figlia è grande e nessuna legge, nessuna donna potrà togliermi, chi mi ridarà gli anni vissuti in silenzio, soffrendo, macerando tristezza e insofferenza, violenze psicologiche e momenti di grande vuoto miscelati a rinunce, a nevrosi….chi restituirà i migliori anni della mia vita? A chi chiederò il conto? Maledetto stato che non ha pensato mai al padre, maledetti luoghi comuni cha hanno permesso che tanti figli vivessero senza padri… maledette quel tipo di donne che hanno solo pensato a sé e non hanno considerato mai che stavano togliendo una figura importante ai loro piccoli. Sono solo delle megere.

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