6/5/09

Chavez, come una casalinga isterica urla: 'aiuto vogliono uccidermi'


In realtà è solo una messa in scena, un modo come un altro per colpire l'opinione pubblica e rendere la sua immagine più idolatrata da parte dell'opinione pubblica della gente più ignorante. Chavez è un furbacchione. Ecco l'articolo de Il Velino.
Roma, 3 giu (Velino/Velino Latam) - Dopo aver sospeso, a sorpresa, la maratona di quattro giorni del suo programma televisivo Aló Presidente per non meglio precisati “problemi tecnici” e dopo più di tre giorni di silenzio totale, il leader venezuelano Hugo Chavez è tornato a parlare ieri sera in diretta televisiva e radiofonica per denunciare un complotto contro di lui. L'assenza dai mezzi di comunicazione e la decisione di non partecipare alla cerimonia di insedimanto del presidente del Salvador Mauricio Funes, avevano scatenato una serie di voci incontrollate sulle sue condizioni di salute, tutte smentite dal governo. La notizia del possibile attentato era stata anticipata dal capo di Stato del Nicaragua Daniel Ortega nel corso della visita nel Salvador: “L'assenza di Chavez è dovuta strettamente a ragioni di sicurezza. Non voglio discreditare il lavoro dell'intelligence salvadoregna, ma quante tragedie abbiamo già visto?”. La notizia è stata poi confermata dal ministro degli Esteri venezuelano Nicolas Maduro, che ha parlato di “un alto rischio” per il capo di Stato, spiegando: “Grazie a fonti dell'intelligence su gruppi internazionali di estrema destra, si è potuto percepire che il rischio era alto e si presa la corretta decisione di sospendere la visita del presidente Chavez e riprogrammarla per un'altra occasione”. Secondo quanto dichiarato da Maduro dietro il tentativo di uccidere il “caudillo” venezuelano ci sarebbero Alejandro Peña Esclusa, leader storico dell'opposizione a Cavez e il cubano-venezuelano Luis Posada Carriles, anticastrista di ferro e responsabile di un attentato contro un aereo cubano nel 1976 costato la vita a oltre 70 persone.
Lo stesso Chavez in serata ha spiegato: “Siamo stati vicini all'essere colpiti da un attentato nel corso del viaggio verso El Salvador”, aggiungendo che “era stato pianificato di abbattere con dei razzi l'areo di Cubana de Aviacion sul quale avrei viaggiato”. A causa di problemi tecnici dell'aereo presidenziale infatti Chavez sarebbe dovuto patire a bordo di un velivolo messo a disposizione dal governo cubano. Come già aveva segnalato Maduro, anche il capo di Stato ha accusato Posada Carriles, chiedendo a Obama di “rispettare la legge” e di “inviare il presunto attentatore in Venezuela “perché possa stare dove merita un assassino e un genocida: in prigione”. Il governo venezuelano aveva richiesto già nel 2005 l'estradizione di Posada Carriles per processarlo con l'accusa di omicidio e alto tradimento della Patria. Il “caudillo” ha poi sostenuto che dietro l'attentato ci sarebbe la mano della Cia: “Non sto accusando Obama perché, come ha detto anche Fidel, credo che abbia buone intenzioni, ma dietro questo piano c'è la Cia, ci sono i suoi assassini e i suoi paramilitari”. “Bisogna fermare questa macchina che ha ucciso tanti presidenti” ha aggiunto Chavez, secondo il quale “alcuni golpisti venezuelani” sarebbero arrivati a El Salvador “da due settimane”.
Solo a Bertinotti poteva piacere quest'individuo da sbarco.

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