21/05/09

Donne, sesso e modernità



Una volta una donna nuda lasciava un segno. Quando ero bambino scoprivo con emozione i cartelloni pubblicitari dove, non da molto, si cominciavano a vedere i seni e le chiappe nude di bellissime donne. Il massimo della sfacciataggine era Amanda Lear, che, nell'ambiguità di essere donna/maschio, parlava di sesso senza freni e lo stesso faceva Loredana Berté. Oggi il corpo femminile è talmente consumato che quasi nessuno ci fa più caso. Ma è stata veramente una conquista?
CdF
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di Enrico Franceschini

E’ scoppiata una guerra tra femministe. O perlomeno una guerra tra donne. Combattuta in primo luogo su internet, la nuova frontiera di qualsiasi discussione globale. Ho letto una pagina sull’argomento sul quotidiano Guardian di Londra e ve la riferisco. Il mese scorso, Slate, il più famoso giornale online americano, ha lanciato un nuovo sito dedicato alle donne, Double X, il cui obiettivo primario, secondo i promotori dell’iniziativa, è definire che cosa vuol dire essere una “donna liberata” nel mondo di oggi. Ebbene, una delle prime battaglie intraprese da Double X è stato un attacco contro un altro sito dedicato alle donne, Jezebel, considerato il più vivace, il più seguito, il più anticonformista sito d’ispirazione femminista degli Usa. Ma è un femminismo particolare, quello di Jezebel. Le sue attiviste sono perlopiù giovani, single, metropolitane e predicano il diritto alla promiscuità sessuale, al bere alcolici senza freni perlomeno nel week-end, a interessarsi di fashion e celebrità, e insomma a godersi la vita senza farsi troppi problemi. Double X ha attaccato questa filosofia a spada tratta, giudicandola dannosa per le donne. Ha preso lo spunto da una blogger di Jezebel, che ha raccontato di non aver denunciato alla polizia una “date rape”, ovvero un rapporto sessuale impostole da un uomo con cui era uscita di sua spontanea volontà, a cui è stata costretta perchè aveva bevuto troppo. E perchè non lo ha denunciato? “Perchè avevo cose più importanti da fare, come continuare a bere”. Le femministe di Double X hanno preso questo episodio come esempio di una mentalità che secondo loro non ha nulla a che fare con il femminismo, bensì riflette soltanto un individualismo privo di qualsiasi comprensione dei problemi della donna nella società odierna. Le responsabili di Jezebel hanno reagito con furia, dicendo: “Come vi permettete di decidere chi è femminista e chi no”. Ben presto la polemica ha coinvolto siti, giornali e gruppi organizzati. La scrittrice Naomi Wolf si è schierata con Double X, osservando che ”essere sicure di sè e avere un rapporto senza complessi con il sesso è una buona cosa, ma un tatuaggio osè e un profilattico in tasca non bastano a fare la rivoluzione sessuale”. Femministe più giovani, tuttavia, si sono schierate con Jezebel. “Mi pare una manovra per sputtanare donne che fanno sesso consensuale tutte le volte che vogliono, con chi vogliono”, ha affermato Jess McCabe, direttrice di F Word, un sito femminista britannico. “Il problema è che femminismo è diventato una parola con cui molte donne non vogliono più associarsi”, commenta Ellie Levenson, autrice di un imminente libro intitolato “The naughtie girl’s guide to feminism” (La guida al femminismo della ragazza birichina), “ma se chiedi a quelle stesse donne se sono favorevoli all’uguaglianza trai sessi e al pari trattamento delle donne, rispondono senz’altro di sì”. Chissà cosa ne pensano le donne italiane…