12/05/09

Ceaucescu come Chavez come Hittler


Una sorpresina può arrivare in qualsiasi momento». Così Hugo Chavez ha minacciato di chiudere le emittenti televisive private che «incitano all’odio» e «cospirano contro il governo». Nel suo programma settimanale, «Alò», il presidente venezuelano ha promesso battaglia contro i media che «diffondono messaggi di odio, calpestano la verità e incitano alla guerra». Chavez ha puntato il dito in particolare contro il direttore della tv di opposizione «Globovision», Alberto federico Ravell, che ha definito «un pazzo senza pistola». «I media - ha tuonato Chavez - cambino abitudine o si preparino a subire le sanzioni previste dalla legge».Due giorni fa la Commissione interamericana dei diritti dell’uomo (organo con funzioni giurisdizionali creato dall’Organizzazione degli Stati americani) ha denunciato il «deterioramento della democrazia» nel Paese latinoamericano e ieri il presidente ha ordinato l’esproprio di circa 10 mila ettari di terreni da vari proprietari dello stato di Barinas, nel sud-ovest del paese. «Non c’è terra privata» in Venezuela, ha spiegato Chavez aggiungendo che «ci può essere gente che occupa la terra, ci possono essere produttori a patto che producano, ma se l’occupano senza produrre, perdono il diritto di occuparla e allora la legge dev’essere implacabile». Chavez, che finora espropriato circa 2,5 milioni di ettari di terre ai privati, ha concluso ricordando che «quando i latifondisti si lamentano e ci accusano di rubare le terre, mi suona come se un ladro si lamentasse che gli rubano la refurtiva».


Enrique è alla guida della vecchia jeep che ci porta verso Punto Fijo, cittadina nel nord ovest venezuelano, non lontana dalla laguna di Maracaibo, la zona petrolifera del nostro paese. Il mio amico guida nervosamente, si dice felice di rivedermi e durante il tragitto mi racconta come la sua famiglia e tutti i suoi parenti stiano vivendo l’attuale situazione venezuelana. Il padre di Enrique è di origini italiane mentre la madre è originaria di Maracaibo. Una vita fatta di piccoli sacrifici e voglia di raggiungere un posto al sole, una piccola azienda per la surgelazione di gamberi e frutti di mare che erano poi distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda familiare che funzionava abbastanza bene e che improvvisamente ha conosciuto la crisi più nera. Il governo non permette che si prendano delle iniziative commerciali o quant’altro, qualsiasi piccolo imprenditore è costretto a stare con le mani legate e quindi a chiudere. Gli operai della “Mariscos Centilli” sono rimasti tutti senza lavoro, ognuno di loro ha una famiglia e dei figli, ma a nessuno importa che siano rimasti disoccupati, tanto meno al jefe che invece non fa altro che parlare di socialismo. Enrique guida e parla mentre le ruote del fuoristrada finiscono continuamente nelle numerose buche del manto stradale, sono quasi voragini, all’interno dell’abitacolo i sussulti sono talmente forti che, per non sbattere la testa da qualche parte, si è costretti a viaggiare tenendosi da qualsiasi appiglio disponibile. Sono contento, finalmente respiro di nuovo l’aria del mio paese e sento di nuovo i profumi dei fiori e delle spezie che arrivano alle narici mentre passiamo dai piccoli centri abitati, dove le donne, nell’impossibilità di acquistare carni pregiate e formaggi costosi, friggono i platanos e scaldano i fagioli neri speziati al cumino. Quasi leggendomi nel pensiero Enrique interrompe le mie riflessioni e mi dice: ‘questa gente non soffre per la mancanza di cibo, sono anni che vivono in questa situazione, la cosa peggiore, per loro, è la mancanza di libertà che cominciano ad avvertire, inizialmente avevano creduto alla rivoluzione sociale ma ora si rendono conto che la qualità è peggiorata moltissimo e che non esiste più sicurezza nemmeno di vivere”. Ricordo Enrique da adolescente, sempre allegro e ricco di iniziative, amante della musica e del ballo, sentire ora le sue parole mi intristiscono. In serata arriviamo a casa sua e incontro tutta la famiglia, i ricordi di quando eravamo ragazzi a Caracas, prima del trasferimento a Punto Fijo, ritornano tutti per regalarci qualche ora di serenità. Quando il padre di Enrico parla di Chavez abbassa la voce, come se temesse che anche in casa sua qualcuno lo possa spiare. Sorrido meravigliato per questo e lui, vecchio saggio, mi guarda dritto negli occhi e con la determinazione tipica del meridione italiano, con un linguaggio misto tra spagnolo e napoletano mi dice: “non sorridere, io questi comunisti li ucciderei tutti”. Vengo a conoscenza di fatti che da soli potrebbero riempire le pagine di un libro di suspence e dei thriller più scioccanti, storie di spionaggio e cose che in Venezuela non mi sarei mai aspettato che potessero accadere. Di fronte alla mia riluttanza e incredulità mi mettono sotto al naso la nuova costituzione bolivariana, fresca fresca, progettata dall’attuale governo che, mascherato da socialismo, in realtà nasconde un’anima comunista della peggiore specie. Le prime due leggi che mi vengono agli occhi si occupano del tradimento di pensiero, sono previsti, cioè, fino a sei anni di carcere per chi fa della propaganda contro il governo. Alla faccia della democrazia! Alla faccia di chi ha osato definire la trasformazione del Venezuela un risultato della democrazia più grande dell’America latina. Bugie! Solo bugie. Cosa significa la costituzione bolivariana? Bolivar è morto da tantissimi anni e non sapeva nemmeno cosa fosse la rivoluzione industriale. Improvvisamente pare che Simon e Chavez siano un connubio indissolubile, tanto che le parole di uno vengono confuse con quelle dell’altro e parlare di uno o dell’altro sia la stessa identica cosa. Simon Bolivar diventa incredibilmente un sostenitore di Carlo Marx, mentre Chavez è in realtà il ritorno in carne del libertador. Simon chiedeva, però, la vita e la libertà per la gente, viveva in povertà, mentre il presidente venezuelano vieta il libero pensiero e vive negli sfarzi come un nababboe che spenda milioni e milioni di dollari per pubblicizzare la sua corrente comunista. Un paese libero e sincero come il Venezuela diventa bersaglio di meschini sotterfugi per cancellare la memoria, la storia e la libertà d’espressione. Vengono censurati i libri di storia, le parole in tv, i giornali e non esiste alcuna possibilità di opposizione. I venezuelani all’estero, grazie anche a Internet, denunciano questo stato di cose e non possono rimanere impassibili di fronte alle false affermazioni per cui in Venezuela tutto starebbe andando per il meglio. Sia benedetto l’arrivo di Internet che diventa in questo momento l’unica possibilità d’espressione. Questa rivoluzione non è la nostra, questo è soltanto l’anticamera del comunismo cubano. In Italia si è liberi, non si viene perseguiti legalmente perché non approvi quello che fa il governo, non si va in galera perché dici quel che pensi o sei contrario al governo. Cosmo de La Fuente(articolo prelevabile citando fonte e autore)
04:20 P.M APROX: recibo mensajes por BB de mis amigos de PERLA , de quienes estare eternamente agradecida, notificandonos que internamente pasaron una comunicacion al personal, en donde se les ordenaba presentarse en las empresas a TOMARLAS a partir de las 6:00 am del dia viernes.Inmediatamente le comunico a los dueños, quienes habia recibido una comunicacion igual y le comunico a mis compañeros de trabajo que empiecen a hacer respaldo de todos los documentos y que recojam sus efectos personales. Despues la idea era sacar las computadoras y mandar a salir los barcos, pero la toma no fue a las 6:00 am....a las 5:00 p.m ya teniamos el estacionamiento lleno de empleados de PERLA y PDVSA que tenian la orden de quedarse en vigilia, supongo que para intimidar y para verificar que no nos llevaramos los activos de la empresa. 05:30 pm: la mayoria del personal se retiro,incluyendo a los dueños, a quienes les aconsejaron no quedarse. Nos quedamos los gerentes de Mtto,Operaciones y yo por C-SSA, ademas de todo el personal de flota y algunos otros empleados que quisieon quedarse como apoyo 06:00 pm: Llega el juez con dos asistentes, tres "expertos" de PDVSA y tres de "PERLA", dos abogados de PDVSA y un fotografo y nos indican que van a accesar a las instalaciones a hacer una inspeccion de los activos. Una vez adentro nos dividimos en grupos porque querian las caracteristicas de las embarcaciones, inventario de los activos (en papel y en fisico) y tomarle fotos a todo lo que se encontraban a su paso, incuyendo hasta los trofeos que nuestros juegos internos, muebles con libros, carteleras,papeleras y escritorios.Debo indicar que en ningun momento fueron groseros y para mi sorpresa los mas agradables y que incluso me explicaron y respondieron a todas mis preguntas fueron los abogados y el juez.Lo que si no puedo pasar por alto fue que los "expertos" eran unos payasos que se ponian a hablar entre ellos y decian puras estupideces como YO FUI EL PRIMER EMPLEADO DE PETROREGIONAL(PERLA), o yo les dije a los de PDVSA yo no voy a entrar con un contratico a mi me pagas bien o si no no entro etc etc etc.....y resulta que me miraban como una desconocida y hasta el 30 de marzo fuimos base logistica de PERLA y les veia la cara a veces hasta dos o tres veces a la semana......y el payaso mayor fue el de PDVSA quien despues de estudiar toda a carrera juntos se hizo el que no me conocia y me bajaba la cara...y cuando le dije que lo conocia me dijo AAHHH SII TU CARA ME ES CONOCIDA!!!. 11:30 p.m: culmina la inspeccion , se firma el acta con los jueces y ellos indican que se van a retirar pero a cambiarse de ropa porque la orden es permancer en vigilia en el estacionamiento y que a las 12:00 llegaria el nuevo " JEFE DE OPERACIONES" a tomar posesion del muelle.En seguida el Gte. de Mtto y yo nos fuimos a casa de los dueños a reunirnos con ellos y notificarles como habia sido la inspeccion y las intrucciones que nos habian dado. El Gerente de Mtto, personal de descanso que se apersono, personal de guardia y el gte tecnico esperaron a los nuevo "jefes"La reunion con los dueños fue tensa, porque se imaginaran como se sentian todos al ver que el esfuerzo de 52 años y de varias generaciones fue ROBADA por este gobierno de mierda, ademas que tdavia era muy temprano para decirnos a los empleados que se va a hacer cuando ellos mismos ni saben lo que les haran a ellos. la reunion termino como a las 2:00 am y de alli me retire a mi casa a intentar dormir, pero como comprenderan no fue nada facil. DIA VIERNES: 07:00 am el estacionamiento lleno de gente roja, toldos , conetas para escuchar la cadena, una bandera de venezuela en la reja y adentro aprox. diez personas que nos indicaban que ahora eramos PDVSA y que por los momentos las operaciones estaban suspendidas hasta que su comandante chavez les indicara que se iba a hacer. Nos indicaron que el personal iba a ser aborvido por PDVSA y que todos iban a estar amparados por el contrato coletivo petrolero. de donde carajo sacaran plata para eso no se. 8:00 am: nos reunen a los gerentes de los departamentos y nos solicitan la lista de todos los empleados incuyendo nombre, cedula y cargo de cada uno porque ellos deben verificar los "antecedentes de cada uno" para verificar si pueden sero no absorvidos por PDVSA TRANSCURSO DE LA MAÑANA: MIirandonos las caras sin hacer abosutamente nada porque ellos esperaban la cadena de su presidente. de vez en cuando nos preguntaban cosas de las oficinas ahh y al jefe de compras que le notificara a los proveedores que a partir de ese momento las facturas iban a nombre de PDVSA. MEDIO DIA: Inician un acto en donde invitaron a participar y obligaron a otros tantos a pararse en el frente a cambiar la bandera de la empresa y cantar el himno para izar una bandera de venezuela en uno de los barcos.Lo que mas me indigno, me asqueo, me dio impotencia etc fue ver a la cuerda de mamarrachos de los del sindicato y a varios empleados chavistas de la empresa dar un discurso en donde decian que al fin la empresa era de PDVSA, que al fin se habian librado del maltrato de los dueños y culminaron la mamarrachada con un PATRIA, SOCIALISMO O MUERTE.esos mismos en la mañana cuando entre al muelle me gritaban...se te acabo la burguesia!!! y eso que yo tambien soy empleada igual que ellos, asi que s eimaginaran porque a los dueños es aconsejaron que ni se acercaran.Hable con un amigo que era gerente de operaciones de Tricomar que es una empresa del mismo ramo y a el ya los dueños los sacaron con la guardia nacional porque ellos no tenian nada que hacer alli y si se resistian los llevarina al reten porque esa era la orden. 02:00 PM: seguiamos sin hcer nada y se podran imaginar cuantas veces me habia encerrado en el baño a llorar de la impotencia, ademas que tomaban fotos de toooooddoo pa cambiar los logos, tomaban fotos a los empleados y vi cuando a unas compañeras las obligaron a tomarse una foto con el puño arriba. y hacian entrevistas filmadas a la gente preguntandoles que sentian de sentirse " LIBERADOS" a mi me tomaron una foto en la computadora y en eso entraron a la oficina a entrevistar a un maquinista...yo sali correindo y dije que me estaba orinando...por si acaso se les ocurria entrevistarme. 04:00 PM: ya estabamos desesperados por irnos, para salir de ese ambiente tan hostil y para ir a hacer cosas mas productivas en vez de estarnos viendo la caras, asi que decidi ir a hablr con el NUEVO JEFE.cuando le digo que hasta que hora tenemos que quedarnos porque no estabamos haciendo nada, me empezo a interrogar acerca de las operaciones y cuando le di todas las respuestas me dijo AHHH SII SABBEIISS...y me dijo MIRA Y YA COMPRASTEIS EL REGALO DEL DIA DE LAS MADRES???..cuando le dije que si me dijo aha y que vais a hacer entonces??? pa qu te quereis ir? LE DIJE QUE QUERIA IR A DORMIR PORQUE NO LO HABIAMOS HECHO Y ME IJO QUE ELLOS TAMBIEN ESTAVAN AMANECIDOS......LUEGO DE TENERME ALLI COMO CINCO MINUTOS ME DIJO...HOY ES DIA DE JUBILO!!! DILE A TODOS QUE SE VAYAN A CELEBRAR QUE SON LIBRES!!!! QUE HARE? en el futuro inmediato ire el lunes a ver si me dejan entrar porque supongo que sere declarada golpista mesma o quizas esperaran que les de un entrenamiento primero..que se yo. tampoco se que diran los dueños al respecto..que pasa con aquellos que no sean o seamos aborvidos por los estupidos ladrones y nuevos "dueños" mientras tanto hacer las gestiones para buscar nuevos horizontes, ya que lamentablemente aqui la cosa esta cada vez peor.como todos saben en alguna oprtnidad pense irme a canada y hay varias cosas que tengo adelantadas en cuanto a registro de docuemntos. como les dije cuando inicie el correo muchas gracias por su apoyo, el ver tanto odio y la gente llenandose la getota diciendo que estan recuperando los activos " QUE NUNCA FUERON DE ELLOS" es muy arrecho, y las llamads de aliento de los amigos nos dan fuerza pa seguir adelante. un beso inmenso y un abrazo apretado para todos. LOS QUIERO MUUCHHOOO