4/25/09

La moglie è lesbica e lui finisce nelle grane



Aveva scoperto che la moglie era lesbica e per questo aveva chiesto al Tribunale della Rota Romana di dichiarare nullo il matrimonio. La donna per tutta risposta lo ha denunciato per violazione della privacy e lo ha portato davanti al giudice, che ieri mattina però lo ha assolto con formula piena.
Protagonista della vicenda una coppia comasca che nel 2003, dopo due anni di matrimonio e la nascita di una figlia, aveva presentato un’istanza di separazione in Tribunale a Como. All’origine della decisione ci sarebbe stata la scoperta del marito, un 40enne residente in città, che la moglie aveva una relazione con un’altra donna e che, almeno secondo quando riferito dall’uomo, era sempre stata omosessuale.
A riprova di questa sua scoperta, l’uomo aveva letto di nascosto alcune lettere e mail della moglie che, a suo dire, attestavano senza dubbio l’omosessualità della donna.
Materiale che lui stesso aveva consegnato a un noto psichiatra milanese, chiedendogli di effettuare una relazione da inviare poi al Tribunale della Rota Romana per chiedere la dichiarazione di nullità del matrimonio.
A questo punto, però, la donna era passata al contrattacco, denunciando il marito per violazione della privacy e sottrazione di corrispondenza. Reati contestati anche allo psichiatra al quale l’uomo si era rivolto, accusato inoltre anche di ricettazione delle mail della donna.
Il 40enne comasco, difeso dal noto avvocato lariano Enzo Pacia, ha sempre respinto l’accusa. Ieri mattina, una sentenza della terza sezione monocratica penale di Milano ha dato ragione al marito tradito, assolto con formula piena. Stesso risultato per lo psichiatra milanese al quale erano stati contestati gli stessi reati. Per entrambi, almeno secondo il giudice del capoluogo, non c’è stata alcuna violazione della privacy.
Una sentenza senza precedenti, destinata probabilmente a fare giurisprudenza nell’ambito della controversa disciplina sulla privacy.
Naturalmente, è bene precisarlo, la sentenza di ieri è solo il primo dei tre possibili gradi di giudizio. È probabile infatti che la donna non si arrenda e presenti ricorso contro la sentenza, proseguendo così nell’iter giudiziario.
Nulla di fatto nel frattempo sul fronte del Tribunale della Rota Romana. La denuncia della moglie nei confronti del marito ha infatti bloccato temporaneamente il procedimento per la richiesta di ottenere la dichiarazione di nullità dai giudici del tribunale ecclesiastico.
L’assoluzione dell’uomo potrebbe riaprire però anche questo capitolo che tocca direttamente gli aspetti sacramentali e spirituali dell’unione della coppia, che si era giurata amore eterno scegliendo il rito religioso.

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