4/17/09

Chavez: fascista con la camicia rossa





Venezuela: Chávez all’attacco della democrazia!
intervista a Rubén Ortiz Córdova Procurador Metropolitano, l’equivalente del nostro Presidente del Consiglio Comunale, stretto collaboratore dell’alcalde Mayor, Antonio Ledesma,
venerdì 17 aprile 2009 di
Umberto Calabrese


“Una mattina mi son svegliato oh! Bella ciao oh! Bella ciao, oh! Bella ciao, ciao,ciao, ed ho trovato l’invassor oh! Bella ciao oh! oh! Bella ciao, Bella ciao ciao, ciao”. Questa strofa della più famosa canzone della nostra resistenza ai nazi-fascisti, mi viene in mente mentre sento il racconto di Rubén Ortiz Córdova Procurador Metropolitano, l’equivalente del nostro Presidente del Consiglio Comunale, stretto collaboratore dell’alcalde Mayor, Antonio Ledesma, nostro connazionale il padre era campano.


Perché mi viene in mente la nostra resistenza, perché è di resistenza ai soprusi, di difesa della democrazia, di difesa della legalità, che è la base del racconto di Rubén Ortiz Córdova, ma è stato il motivo conduttore dei miei incontri con i cittadini di Caracas: come Osvaldo, ex guerrigliero italiano compagno del “Che”, comunista non pentito, che riandrebbe alla sua veneranda eta, “ancora una volta nella giungla a combattere il nuovo fascismo, in camicia rossa, ma di fascismo stiamo parlando, lo scriva, lo faccia capire ai compagni in Italia, in Europa, qui si va verso un regime totalitario, che nulla ha da vedere con il socialismo”.


Certo i segnali di questi ultimi giorni, non sono per nulla tranquillizzanti, ne da convinto democratico, vedo o sento discorsi democratici. Creazione della Milizia Bolivariana, armata a discapito dell’esercito, privato di un ministro di alto grado e sostituito da un Tenente Colonnello. La condanna a trent’anni di prigione di tre commissari di polizia per fatti da loro non commessi, tant’è vero che la sentenza recita: “Che non potendo appurare chi dei tre ha sparato (nessuno dei tre era sui luoghi dello scontro) si condannano tutti”.
La centralizzazione degli aeroporti, delle strade, degli ospedali ovvero praticamente lo svuotamento delle funzioni dei Governatori delle regioni, i mal dicenti sostengono che siccome su 20 Regioni 5 le più importanti per densità abitativa ed attività economica sono andate all’opposizione, e questa è la risposta del Presidente Chávez. Cosi come non pensare che sia la risposta repressiva alla limpida vittoria dell’alcalde Mayor, Antonio Ledesma, il nostro connazionale che ha vinto le elezioni di novembre 08, la creazione del Distrito Capital o Metropolitano a nomina diretta del Presidente Chávez, l’occupazione del Palazzo dell’Alcadia Metropolitana, il blocco dei fondi e dal 15 aprile, ben 18 mila dipendenti dell’alcadia Mayol sono senza stipendio.


Come state reagendo ha questo “cammino verso la dittatura” come l’ha definita la Conferenza Episcopale del Venezuela?
“Antonio Ledesma come alcade Mayor di Caracas, crede nella legalità, che insieme al voto popolare è la base della democrazia, e quindi ad ogni atto non conforme alla nostra Carta Costituzionale, che ricordo ai lettori italiani, è stata fatta da Chávez, rispondiamo con una denuncia alla Magistratura, poi portiamo la denuncia all’Assemblea Nazionale”.
In Italia ed in Europa, di fronte ha queste eclatanti violazioni della Carta Costituzionale, i partiti, scenderebbero in piazza a protestare, qui mi sembra, che l’opposizione è svolta solo attraverso la Globovision e i giornali indipendenti come El Universal e Tal Cual, come mai?
“È una precisa scelta di Antonio Ledesma, di alta responsabilità democratica, andare in piazza sarebbe, accettare la provocazione e un popolo in piazza diventa facile bersaglio, di qualche provocatore, sarebbe imperdonabile ulteriori morti innocenti e giustificherebbe una repressione.
Noi , proseguiremo la strada della legalitá”.


Condivido ed apprezzo la vostra scelta di tutela della vita umana, ma come portate avanti le normali attività del Consiglio Comunale della Giunta?
“Essendo, la sede dell’alcalde occupata da ex lavoratori stagionali della passata amministrazione, vicine al partito di Chavez é tollerata dalle autorità, sia di polizia sia governative. Noi ci riuniamo presso le alcalde municipali di Baruta, di Chacao ecc (equivalenti ai nostri municipi o circoscrizioni)…, cosi tuteliamo la sopravvivenza dell’Istituzione. La tutela della democrazia passa, come lei sa bene, attraverso il rispetto delle Istituzioni, siamo consci, che la magistratura e soprattutto l’Assemblea Nazionale (solo tre deputati sono all’opposizione, essendo usciti dal partito chavista, in quanto l’opposizione credendo di invalidare le elezioni, non si è presentata alle stesse), rispondono ciecamente al Presidente Chávez, ma solo attraverso la legalità, possiamo sostenere la nostra democrazia”.
Certo la scelta di non presentarvi alle elezioni nazionali è stata una sorta di “Aventino”, in Italia nel 1924, dopo l’uccisione di Giacomo Matteotti, ad opera di fascisti, l’opposizione usci dal Parlamento e salí per l’appunto sul colle Aventino, per protesta, spianando di fatto la strada a Mussolini per la dittatura, non avete pensato, che era un facilitare le cose al Presidente?
“Perché non ci avete avvertito di questa storia?
No, noi pensavamo si annullassero l’elezioni.
Eppure oltre un milione di italiani sono cittadini venezuelani, lo stesso alcalde Mayor è di origine italiana, nessuno ci ha ricordato, questo precedente storico”.
Come fate a pagare gli stipendi dei dipendenti comunali, le vostre stesse diarie?
“Questo è il problema di queste ore da oggi, 15 aprile, sa qui gli stipendi vendono erogati in due rate quindicinali, siamo tutti senza stipendio, siamo 18 mila i dipendenti a vario titolo del Comune di Caracas, è un problema sociale molto grande. Cosa daranno da mangiare ai loro figli, come pagheranno i servizi le utenze, non lo sappiamo!
Domani andremo con Antonio Ledesma, a portare l’ennesima denuncia.
È un problema, che si somma alla decisione odierna del Presidente Chávez, di togliere il contributo economico, ai trasporti pubblici di Caracas!
Cosi finché l’azienda comunale di trasporto avrà soldi, farà come abbiamo fatto noi, poi finiranno e non potranno più erogare servizi e stipendi.
Cosi vive il popolo di una delle nazioni produttrici di petrolio, se elegge liberamente un Sindaco voluto dai cittadini, mentre milioni di euro vanno a sostegno di Cuba, della Cina e dell’Iran, ma questa è politica estera, che non mi compete, mentre vorrei svolgere il mio mandato, vorrei che l’alcalde Mayor svolgesse il suo mandato essendo stato eletto dal popolo di Caracas, vorrei che venisse rispettata la Carta Costituzionale, cosi fortemente voluta dal Presidente Chávez”.
Già, a Caracas, possono scegliere e votare i propri rappresentanti, al contrario di noi qui in Italia, che abbiamo le liste bloccate, ma i venezuelani, se sbagliano è votano l’uomo dell’opposizione, si trovano senza stipendi, senza servizi e con leggi che istituiscono nuove Istituzioni a nomina diretta presidenziale, cosi tanto per ribadire che la legalità è un optional, che fare? non tacere, ed informare, lo scrivo da tempo ed i lettori di Agorà Magazine lo sanno bene, votare non è equivalente ad essere in un paese democratico, la democrazia impone legalità, rispetto delle Istituzioni, dei diritti e doveri comuni a tutta l’umanitá., ad ogni parallelo del pianeta terra, solo se si può scegliere i propri rappresentanti, il proprio futuro si è liberi e si è democratici se si tutelano i diritti di tutti, soprattutto di chi non la pensa come te…
Nello spirito dello spazio libero e democratico che è Agorà Magazine, saremo ben lieti di ospitare personalità ed interventi di esponenti del Partito Bolivariano.






Chavez non è altro che un fascistone travestito da socialista. Non basta indossare un basco rosso e una camicia rossa per essere dalla parte del popolo, soprattutto quando si toglie ogni libertà di pensiero, di parola.


CdF
Il mio cuore è sotterrato a Cuba

Il mio cuore è sotterrato a Cuba
…Nunca podré morir mi corazón no lo tengo aquí.. Cuando salí de Cuba dejé entrerrado mi corazón….
…Non riuscirò mai a morire, sono senza cuore.. Quando scappai da Cuba lasciai il mio cuore sotterrato…
Queste sono le frasi iniziali della straziante canzone “Cuando salí de Cuba” che negli anni settanta echeggiava per le strade di Caracas. Cantava la grandissima Celia Cruz, denominata ‘reina de la salsa’. Un pezzo che toccava il cuore di tutti i latino americani, specialmente quello dei cubani costretti a scappare dalla loro isla grande.Ero bambino quando, passeggiando con i miei genitori, dai cafetines mi giungeva la voce roca di Celia , malgrado la mia tenera età, dalle parole di questo brano avvertivo un grande dolore.Mi affascinava pensare ad una persona immortale perché priva del cuore. Queste parole oggi hanno assunto il giusto significato e riescono a toccarmi. I venezuelani degli anni 2000 sono costretti a fuggire dal proprio paese che sta andando alla deriva, emigrano alla ricerca di ricchezza o perchè implicitamente accusati di aver pensato , parlato e dissentito dall’attuale amministrazione chavista. Carlos Fernández, ex presidente della ‘fedecámara’, una sorta di federazione dei commercianti e imprenditori, ne è un esempio. Nel 2002 ha organizzato una protesta contro il governo e un fermo delle attività lavorative. Il suo ardire gli ha procurato un’accusa di “tradimento alla patria” è stato quindi arrestato e poi rimesso in libertà per un vizio di forma nel processo. Dopo aver rischiato più volte la vita e,a seguito della riapertura del suo caso, ha deciso di scappare dal Venezuela per andare a vivere a Miami, da dove racconta la sua incredibile storia: - “ Mi hanno allertato sul fatto che infiltrati cubani sarebbero stati in procinto di sequestrarmi di nuovo. I piedi del governo di Chavez sono a Caracas ma la testa è a La Havana. Il presidente del Venezuela è guidato da Castro, mentre il vero ideatore della revoluzione bolivariana, considerata la palese ignoranza di Hugo, è suo fratello Alan Chavez. Dietro questa devastante ‘ revolución’ si cela una dittatura comunista della peggiore specie. Il presidente è così incompetente che nemmeno si accorge del male che sta facendo. Anche l’economista Ramón Rangel ritiene che Chavez rappresenti il colpo di grazia che sta portando il paese sull’orlo del precipizio. Il suo modo di gestire il Venezuela si ispira al comunismo degli anni quaranta, un periodo completamente diverso dall’attuale. La società venezuelana di questi anni è molto più complessa rispetto ad allora, ‘el jefe golpista’ è solo un rozzo militare che non ha mai avuto contatti con la società civile, quella che oggi tenta di combatterlo e lo porta a circondarsi, in maniera crescente, di militari di basso grado: capitani e tenenti. I ministeri venezuelani sono tutti in mano ai militari.. La mia protesta non è servita a liberare il Venezuela, è stata utile,però, a smascherare il dittatore, costretto a lasciare i panni del democratico per mostrarsi in tutta la sua autorità. Ha organizzato il mio arresto, mi ha fatto sequestrare all’uscita da un ristorante. Quattro uomini incappucciati mi hanno preso di forza, senza nemmeno pronunciare una parola per evitare che riconoscessi il loro accento cubano, certamente appartenenti ai servizi segreti cubani. Abbandonato in carcere non mi è stato concesso telefonare né al mio avvocato né alla mia famiglia e quando sono uscito ho avvertito su di me incombente il pericolo per la mia incolumità.L’economia venezuelana peggiora di giorno in giorno, manca ormai anche la forza di reagire. Questa stupida amministrazione non ragiona. L’A.L.C.A., l’area di libero commercio tra le Americhe, è diventata una realtà. La globalizzazione è una realtà. Non si arriverà da nessuna parte se non si tiene conto di questo. Ogni paese potrebbe specializzarsi in qualcosa , il Venezuela potrebbe dedicarsi al turismo e all’esportazione dei minerali. Pensiamo alla Spagna, malgrado anni fa fosse considerata una nazione arretrata, è riuscita, grazie ad alcuni governi che hanno aiutato e incrementato l’imprenditoria, ad arrivare al benessere attuale di cui gode l’intera società. Il governo venezuelano, invece, pensa a varare strane leggi che servono solo al proprio tornaconto. La legge antiterroristica, ad esempio, è utile a soffocare ogni forma di protesta; quella sulla patria potestà è efficace contro quei genitori contrari al governo Chavez , i quali, intimoriti dalla possibilità che il governo, con la scusa di una mancata educazione, si porti via i loro figli, stanno zitti e accettano le farneticazioni di una stolta amministrazione. Le stesse leggi sono vigenti anche a Cuba. Castro, infatti, è il prescrivente della ricetta rivoluzionaria”.Le dichiarazioni di Carlos Fernández non mi hanno shockato più di tanto perché, dopo alcuni anni, ho capito cosa significhi essere nelle mani di un pericoloso ed estremista bellicista. Mi pongo, tuttavia, alcune domande alle quali non so dare risposta.Di quali deformazioni mentali soffre chi elogia un’amministrazione di questo tipo se, in altre occasioni, si è definita persona moderata?Se la sinistra estrinseca simpatia per questo progetto distruttivo e assolutistico, mi chiedo su quali principi si basi la presunta superiorità morale di cui si proclama l’icona? Se invece lo fa per scopi elettorali, in nome dei quali arriva persino ad elogiare la tirannide ai danni di un popolo, la bassezza morale appare evidente e si dovrebbe convenire tutti sulla necessità di prendere le dovute distanze da gente di questo tipo.
Cosmo de La Fuente
cosmo@cosmodelafuente.com

No comments: