2/8/09

Ha il ciclo, ha la tosse, ma vogliono spegnerla


Sicuri che sia la scelta migliore?

Berlusconi: Rispetto" per quella Costituzione sulla quale "ho giurato", ma che non si può considerare "un moloch" e anzi "può evolvere con i tempi" anche se serve "il consenso di tutti o quasi" visto che ci vogliono i due terzi del Parlamento. Silvio Berlusconi arriva in Veneto per inaugurare il passante di Mestre mentre risuona ancora forte la eco delle polemiche e delle conseguenze, politiche ma ancor più istituzionali, seguite alla decisione del governo di varare un decreto sul caso di Eluana Englaro nonostante il no del Colle.

E infatti la prima preoccupazione del premier è quella di rassicurare che da parte sua non c'era "nessuna intenzione di attaccare la Costituzione né il capo dello Stato". Tutt'al più era una disponibilità a "dare un chiarimento" su quel passaggio dell'articolo 77 in cui si parla della responsabilità del Governo sui casi di necessità e urgenza. Insomma, ha sottolineato, "non c'è stato nessun progetto di attacco a chicchessia" e se qualcuno ha capito il contrario è solo perché "la sinistra, che dimostra una stupefacente capacità di mistificazione" ha definito quelle parole "prima come un atto cinico che volesse usare il caso umano per qualche disegno politico, poi come un attacco al capo dello Stato e, il terzo giorno, come un attacco alla Costituzione".

Su un punto, però, Berlusconi non cambia idea di una virgola: la Carta è stata scritta guardando alla Russia è questa - dice - è una "realtà storica". "Mi sono trovato - spiega il presidente del Consiglio - a essere accusato di avere attaccato la Costituzione perchè ho detto che i costituenti avevano guardato alla Costituzione sovietica: è una realtà storica, i costituenti sapete chi erano".

Parole che fanno risuonare più forte l'allarme democratico nelle orecchie dell'opposizione. Per il leader Pd Walter Veltroni, obiettivo del premier era proprio quello di arrivare allo scontro con il Quirinale per cambiare la Costituzione. Il presidente del Consiglio "ha detto di voler cambiare la Carta - ha attaccato Veltroni - perchè nata sotto influsso di una dittatura, sì è positivo che sia stata scritta alla fine del fascismo, periodo nel quale il Parlamento non contava nulla, non c'erano più i partiti, nè la libertà di stampa, infatti è la Costituzione di un paese libero e democratico".

Ed è proprio in nome della difesa della Carta che il Pd è pronto a mobilitarsi. Martedì pomeriggio, infatti, a Roma si terrà una manifestazione in difesa della Costituzione e in segno di solidarietà con il capo. Appuntamento a dalle 18 a piazza Santissimi Apostoli a Roma, dove l'unico a prendere la parola sarà il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro.

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