26/11/08

Herzbollah si congratula con il despota


EST - Venezuela, Hezbollah si congratula con Chávez per le elezioni

Caracas, 25 nov (Velino/Velino Latam) - Il gruppo sciita libanese Hezbollah si è congratulato con ilPartido socialista unido de Venezuela per il successo nelle elezioni regionali e municipali di domenica scorsa. "Riceviamo con grande soddisfazione la notizia della vittoria alle urne del partito di Chávez" ha affermato Nawaf Musawi, responsabile della politica estera di Hezbollah, in un messaggio inviato all'ambasciata venezuelana. Musawi ha sottolineato che la "vittoria riflette la grande fiducia del popolo venezuelano nella lotta di Chávez all'egemonia americana".
Il leader sciita ha ribadito l"amicizia" che lo lega con il popolo venezuelano e ha invitato gli alleati degli Stati Uniti ad "accettare la sconfitta". "Siamo al fianco dei nostri amici venezuelani, il cui popolo e il cui presidente sono stati accanto alla nostra gente durante l'aggressione israeliana e la resistenza libanese del 2006", ha dichiarato riferendosi al conflitto tra Israele e Libano avvenuto l'estate di quell'anno. Secondo Musawi, la vittoria dei sostenitori di Chávez è un "nuovo colpo per il presidente americano, George W. Bush, a cui non basta la sconfitta del suo partito alle elezioni nel suo paese, ma che adesso dovrà essere giudicato come criminale di guerra per gli assassini commessi contro il popolo iracheno e libanese".
"Insieme siamo destinati a ottenere nuove vittorie nella resistenza all'imperialismo e al sionismo", ha concluso il leader Hezbollah. Anche se mancano ancora i risultati definitivi delle elezioni municipali e regionali, l'esito delle urne sembra essere al riparo da sorprese dell'ultima ora. Il Psuv si è aggiudicato 17 dei 22 stati venezuelani in palio. L'opposizione si è comunque imposta in cinque regioni, tra le più popolose e di maggior peso economico, come la provincia di Caracas e lo stato di Zulia.

(red/anv) 25 nov 2008 17:54
Chavez: Herzbollah in salsa latina

Herzobollah in Venezuela grazie a Hugo Chavez, il presidente del Venezuela, che, proclamatosi difensore del popolo, in realtà sta portando il paese dalla rovina.
Pochi sanno come realmente si vive in Venezuela, il livello di povertà e l’insicurezza per le strade e nelle abitazioni per una delinquenza dilagante che minaccia la vita di milioni di persone.
Non ci sono soldi per medicine e per dare ai minori il necessario e tanto meno per aggiustare le strade disastrate. Basti pensare che dall’aeroporto di Maiquetia per arrivare a Caracas, un tragitto che normalmente si impegava una mezz’ora in auto, ora ci vogliono ben cinque ore a causa del crollo di un ponte che non è mai stato riparato. Sono oramai anni in queste condizioni. Non ci sono soldi per i Venezuelani benché il Venezuela sia uno dei maggiori esportatori di petrolio. Il motivo è semplice, il dittatore sta utilizzando i soldi e il petrolio non solo per armarsi fino ai denti ma anche per conquistarsi l’amicizia di paesi come l’Iran, Cuba, Brasile, ecc. ecc. in modo da creare un asse contro l’America. Tutto questo a danno di un paese ricco come il Venezuela. I votanti del 3 dicembre, data di elezioni in Venezuela, hanno paura del ‘capta huellas’ un sistema di controllo che rende il voto non anonimo. In Venezuela tutto è controllato da questo golpista che, addirittura, ha cambiato la costituzione e ha deciso di rimanere a vita se le prossime elezioni gli daranno ragione. Il rischio di brogli è elevatissimo.
L’unica via di uscita sarebbe Manuel Rosales, l’unico che ha deciso di restare come avversario di Chavez. Nel programma di Rosales i minori e un futuro sereno. Il suo slogan è, -un venezuelano per il Venezuela-
Il rischio è altissimo ora che, grazie a Chavez, che, contraddittoriamente, parla sempre con un crocifisso in mano, ha permesso che la jihad possa stabilirsi e diffondersi in tutta l’America latina. Pericolo imminente!

25/11/08

Isola dei famosi 2009


Sono pronto per l'edizione del 2009.
Guarda caso ha vinto Luxuria. Dal Parlamento ha avuto la pensione a vita (e che pensione!) da Simona la vincita dell'isola. Soldi a non finire.

23/11/08

Liceo Darwin: troppa politica e poca sicurezza


Non è possibile morire a scuola a 17 anni.
Quando sono stato in questo liceo, un opern day, mi sono spaventato. Il palazzo è fatiscente e sui muri, in bella mostra, anche delle bestemmie. Come può la preside non pensare di ripulire prima dell'open day quando, centinaia di genitori, visitano quella che potrebbe essere la scuola dei propri figli.
Invece di fare tanta politica perchè non esiste un controllo e un organi che si occupi delle scuole dove i nostri figli trascorrono tantissime ore della loro vita.
Vito Scafidi è morto...per colpa di chi?

21/11/08

Si quieres a Venezuela no votes por él



No cometas suicidio, no votes por Chavez, aunque haga trampas, que sepa que los Venezolanos no quieren vivir como viven los Cubanos. Botemos al déspota.
Quasi 17 milioni di venezuelani sono chiamati alle urne domenica per rinnovare le amministrazioni del paese, appuntamento particolarmente sentito dal presidente Hugo Chavez che vede nel test elettorale un esame per la sua "rivoluzione bolivariana". "In gioco c'è il futuro della rivoluzione, il futuro del socialismo, del Venezuela, del governo rivoluzionario e di Hugo Chavez", ha detto il presidente.
Dieci anni dopo l'elezione del presidente socialista, gli elettori dovranno scegliere 22 governatori, 328 sindaci e 233 membri dei consigli regionali, che resteranno in carica per quattro anni.
Infaticabile, Hugo Chavez ha partecipato alla campagna elettorale come un vero e proprio candidato del partito socialista, percorrendo il Paese in lungo e il largo. Nell'ultima settimana il capo dello Stato è stato onnipresente arrivando ad avere anche tre passaggi televisivi al giorno e eclissando i temi tradizionali del dibattito politico delle elezioni regionali, come la sicurezza o l'efficacia dei servizi pubblici. "Chavez ha tentato di evitare questi argomenti, perché il bilancio della gestione del governo in questi settori è deficitario", ha detto Luis Vicente Leon, dell'istituto di sondaggi Datanalisis. Il presidente ha preferito concentrare "l'attenzione su temi dove si sente più forte, come gli sventati tentativi di colpo di Stato e la rivoluzione bolivariana", ha spiegato Leon.
Ma Chavez ha anche inasprito i toni nei confronti dei suoi avversari, minacciando di rinchiudere in prigione gli oppositori e i dissidenti e di essere pronto a chiamare l'esercito nel caso in cui l'opposizione non dovesse accettare la sconfitta. "Chi tradisce Chavez è morto politicamente. Ma non tradisce me, tradisce il popolo venezuelano", ha affermato il capo dello Stato aggiungendo di cercare "un gruppo veramente solido di governatori, di sindaci e di consiglieri regionali. Un gruppo, un governo".
Dagli ultimi sondaggi emerge che la sua popolarità - intorno al 55% di giudizi favorevoli nel suo partito - si è abbassata dal 2007 in particolare a causa delle polemiche sul mancato rinnovo della concessione alla televisione d'opposizione Rctv, che ha contribuito alla sconfitta del referendum costituzionale organizzato dal governo nel dicembre 2007.
Chavez "sa di non essere più invincibile (...) e sa che la sua rivoluzione per avanzare ha bisogno di un solido consenso", ha spiegato ancora Leon. In questo senso, le elezioni regionali saranno un test molto importante per la rivoluzione socialista del XXI secolo di Chavez, che dovrebbe lasciare il potere nel 2013. Se il partito socialista dovesse stravincere le elezioni regionali si aprirebbe la strada a un nuovo referendum costituzionale con cui assicurare la rielezione illimitata del presidente.

18/11/08

Quanto ama un padre!


Come sa amare un padre.
(ANSA) - UDINE, 18 NOV - 'Riporto Eluana in Friuli, casa sua': lo dice Beppino Englaro in un'intervista pubblicata dal Messaggero Veneto di Udine. 'E' questa terra che mi ha dato la forza di andare avanti', aggiunge Beppino Englaro evidenziando che 'la Carnia e' il sogno alla fine dell'incubo ed Eluana riposera' accanto a suo nonno. Per cui non esistono altre intenzioni, ne' mi e' mai passato per la testa di trattare con altre Regioni fuori dalla mia terra'.

16/11/08

Amico della Russia, nemico del mondo



- Il Venezuela vuole l'energia nucleare e sta già lavorando con la Russia. Lo ha annunciato il Presidente Hugo Chavez aggiungendo che squadre di tecnici venezuelane e russe hanno cominciato a collaborare in vista della imminente visita in Venezuela del Presidente russo Dmitry Medvedev.
Chavez ha specificato che il Venezuela userà l’energia nucleare per alimentare i settori sanitario ed elettrico. Caracas ha rafforzato i rapporti con la Russia da quando Chavez è al potere, acquistando più di 4 miliardi di dollari di armi dalla Russia dal 2005. L’arrivo di Medvedev, il 26 novembre, sarà la prima visita di un presidente russo in Venezuela.

In realtà, il buon Chavez, vuole armarsi fino ai denti, in modo da diventare un temico temibile.

Speriamo che il popolo venezuelano non si lasci sottomettere da questo pazzo scatenato.

13/11/08

Chavez Terrorista



DESENMASCARADO CHAVEZ COMO TERRORISTA QUE ENCABEZA UN REGIMEN LIGADO AL NARCOTRAFICO EN SESION DEL CONGRESO DE LOS E.E.U.U. Publicado por: Gustavo Coronel.
En el salón Nro. 2255 del edificio Sam Rayburn del Congreso de los E.E.U.U., el centro para la política de la seguridad, se instalo un Comité en la C.C. de Washington, para llevar a cabo, el pasado 30 de octubre de 2008, una sesión sobre Venezuela. Dicho Comité fue esencialmente estructurado por miembros del Congreso para discutir la actual situación política y económica venezolana. Los miembros del comité que participaron en este informe incluyeron a su Presidente Frank Gaffney, que proporcionó una descripción general; Nancy Menges, directora del Informe latinoamericano, que cubrió la conexión entre Venezuela, Rusia y China; el Consultor Douglas Farah, que habló sobre la conexión Venezolano-Iraní; el Geólogo venezolano Gustavo Coronel, que habló sobre el uso del petróleo venezolano como arma política; Martin Rodil, quien expuso sobre los recursos y las soluciones globales sobre el tráfico de droga a través de Venezuela; Ángel Rabasa, del Rand Corporation, que discutió la materia relacionada con la conexión de Venezuela y los terroristas e insurrectos; Bailey Normando, especialista en inteligencia nacional y el embajador Curtin Winsor, que proporcionó comentarios finales y algunas conclusiones para la acciónes futura. Los principales asuntos discutidos en la sesión pueden ser resumidos como sigue:
Conexión entre Chávez y la organización terrorista colombiana, FARC.
1. La conexión entre el régimen venezolano de Hugo Chávez y los terroristas colombianos de las FARC, están establecidas y bien documentadas, principalmente a través de los documentos encontrados en las computadoras portátiles del difunto terrorista Raúl Reyes. Las cartas que se encontraron en las computadoras portátiles de Raúl Reyes y de Raúl Márquez a Marulanda son suficientes pruebas de que el gobierno de Hugo Chávez asistía a las FARC con dinero y armas. El principal contacto entre el régimen de Chávez y las FARC era el anterior ministro del Interior y Justicia, Ramón Rodríguez Chacín. Esto también ha sido establecido en videos y otros documentos publicados y de hecho, precipito la salida del gabinete de Chávez de Rodríguez Chacín pocos días antes de que los E.E.U.U. lo nombrara como cómplice del terrorismo internacional. Rodriguez Chacin, incidentalmente, ahora es "Asesor" del Presidente boliviano Evo Morales. La conexión con los terroristas colombianos también ha sido manejada por el jefe venezolano de la inteligencia militar, Gral. Hugo Carvajal, y por la cabeza de la policía de Inteligencia venezolana, Gral. Henry Rangel, ambos nombrados por el gobierno de los E.E.U.U. como colaboradores de los terroristas. Estos tres hombres reciben órdenes directas de Hugo Chávez.
Existe una Organización ilícita venezolana que implican armas, drogas y personas.
2. Dentro del régimen de Chávez existe una mafia financiera venezolana, compuesto por banqueros, burócratas del gobierno e "intermediarios" de los amigos y parientes de Chávez para controlar transacciones financieras fraudulentas; movimientos de droga y las reparticiones de contratos y negocios sucios del gobierno, para enriquecerse. También se podría decir que hay toda una Organización ilegal que funciona a través de Venezuela para suministrarle armas a las FARC. Por ejemplo, el hombre que maneja el negocio de alimentos para Adán, el hermano de Chávez, es Ricardo Fernandez Barruecos, ciudadano Colombiano-Venezolano, ahora operando desde Panamá. Esta operación es basada en la distribución de alimentos por las compañías poseídas por los amigos y familiares de Chávez que son vendidos con sobreprecios al propio gobierno. Se tiene conocimiento que Fernandez Barruecos también maneja una flota de barcos atuneros en Ecuador, involucrados en una operación del tráficos de droga. Parece haber una triangulación que va con el trafico armas que se envían a los terroristas colombianos, las drogas que se envían a Venezuela para ser distribuidas a Europa y a los E.E.U.U., lavando el dinero a través de sus sistemas financieros. Cada kilogramo de cocaína que pasa a través de Venezuela deja a los venezolanos implicados en la operación algunos $10.000. Los vuelos que llevaban la cocaína desde Venezuela al norte de los E.E.U.U. y al este de África vía a Europa, han aumentado de 21 vuelos en el 2002 a 220 en el 2007. Puesto que la cantidad de cocaína que pasa a través de Venezuela actualmente está en el orden de las 300 toneladas o más por año, la renta ilegal obtenida por los narcos traficantes venezolanos asciende a unos $3 mil millones por año. Las actividades ilegales de esta mafia también incluyen el secuestro de los ciudadanos venezolanos para el cobrar rescate notablemente a lo largo de la frontera Venezolano-Colombiana, en el estado de Tachira.
La conexión de Chávez-Irán.
3. La conexión Venezolano-Iraní incluye transacciones bancarias entre el banco iraní Saderat y su afiliado venezolano Banco Internacional de Desarrollo, BID, y bancos venezolanos como BANESCO y CARONI, diseñados para evitar la supervisión de E.E.U.U. BANESCO tiene en E.E.U.U. sucursales en la Florida que funcionan bajo las leyes norteamericanas, a pesar de esa asociación. La conexión también sirve para que terroristas que vienen de Irán a través de Venezuela, en donde se les proporcionan documentos venezolanos falsos, viajen a los E.E.U.U., vía México.
Organizaciones terrorista con financiamiento de Chavez.
4.Existe un cierto financiamiento para organizaciones del terrorismo internaciona como Hezbollah que operan libremente en Venezuela particularmente en la isla de Margarita. La rama libanesa de la organización Hezbollah ha expresado público gratitud a Hugo Chávez por su ayuda.
¿Lavado de dinero a través del sistema financiero de Petroleos de Venezuela PDVSA?
5. Nadie parece saber, a ciencia cierta, cuánto petróleo produce la compañía propiedad del gobierno venezolano o cuánto dinero es manejado por la compañía producto de las ventas de petróleo o de otras fuentes. Por lo tanto, existe la posibilidad, que algo del dinero en el sistema financiero de la compañía podría originarse de transacciones no petroleras. Dos de las fuentes potenciales que se sospechan son: el sistema de distribución del dinero de los alimentos que maneja y el efectivo producto del negocio de las droga.
Centros organizados de la corrupción dentro del régimen de Chávez.
6. La corrupción generalizada dentro del sistema del gobierno de Chávez, está organizada alrededor de tres ramas principales: La rama financiera, manejando las transacciones financieras vergonzosas que implican las significativas comisiones conducida por BANESCO y otros bancos amigos; la rama comercial, conducida por las compañías que distribuyen alimentos cuyos propietarios son miembros de la familia Chávez y ciertos amigos, como Diosdado Cabello, actual gobernador del estado Miranda y la rama de los medios de comunicacion social, conducida por el ex vice presidente José Vicente Rangel y los grupos Capriles, Omar Camero y Esteban Pineda.
Chávez ha promovido un ejército latinoamericano de extremistas.
7. El dinero de los venezolanos manejado por Chávez producto de la renta petrolera, ha sido factor dominantes en la creación de un "Ejército Latinoamericano de Irregulares", que estan activos promoviendo malestar y extremismo a civiles en sus países: "Los Piqueteros" y "Madres de la Plaza de Mayo" capitaneadas por Hebe Bonafani de Argentina y "los de las casas alba" en Perú, los "Centros bolivarianos" en varios países y los "Centros Comunales" en Venezuela, son solo un ejemplo. Estos grupos están estrechando lazos y conformando una red con los extremistas islámicos y antisemíticos activos en otras partes del mundo
Algunas de las conclusiones principales pueden ser resumidas como sigue:
1. Hay abundante evidencias que señalan al régimen de Hugo Chávez como una amenaza para la seguridad nacional de los E.E.U.U..
2. El sistema financiero venezolano está comenzando a incorporar esquemas de lavado de dinero para cubrir el déficit fiscal legal y los requerimientos financieros de Chávez.
3. Petróleos de Venezuela, PDVSA, es cada vez menos confiable como surtidor del petróleo para los E.E.U.U. y está pidiendo prestadas grandes sumas de dinero a China, Japón y otros países (hasta $10 mil millones en los meses pasados), ofreciendo pagar a esos países con las entregas futuras de petróleo que pudieran no ser entregadas nunca. 4. Las finanzas de Chávez son muy frágiles. Las reservas monetarias internacionales netas de Venezuela son mucho más pequeñas que las demandadas por Chávez, probablemente negativas, cuando fueren comparadas a las deudas y comisiones existentes.
5. Los E.E.U.U. debe señalar al gobierno de Chávez como terrorista y recortar las importaciones venezolanas de petróleo. En este momento tal acción no produciría un incremento en los precios del petróleo y se podría manejar sin problemas por el uso temporal de los E.E.U.U. de las Reserva Estratégicas de petróleo con que cuenta la nación.
6. Al gunos Bancos del sistema bancario venezolano deben ser puestos en la lista de las instituciones de actividades bancarias que violan las leyes y regulaciones de actividades bancarias de los E.E.U.U. 7. La conexión de la droga de Venezuela-México está llegando a ser cada vez más importante y merece una cierta acción urgente por los E.E.U.U.
2. Notas. * Participé en el panel y discutí la situación general de la industria de petróleo venezolana y el uso del petróleo por Hugo Chávez como arma política. Soy completamente responsable de lo que dije, que fue registrado en vídeo. También estoy de acuerdo con la mayoría de todo que dicho durante la sesión pero no necesariamente todo.
3. Algunos de los nombres que mencionó aquí fueron conseguidos en conversaciones informales del grupo durante la reunión, no durante las presentaciones formales.
Publicado por Gustavo Coronel en 5:43/.-

11/11/08

Chavez es muerte


Il Venezuela nelle mani di un uomo che non è un dittatore come qualcuno vorrebbe dipingerlo, ma porterà il suo Paese alla rovina. Ecco perchè.
La storia politica dell’America Latina è stata spesso caratterizzata da violenze, corruzione, giunte militari, instabilità economica, iperinflazioni ed interferenze da parte degli Stati Uniti. Chiunque si affacci sulla scena politica sudamericana ha quindi un largo numero di leve su cui giocare per ottenere il supporto popolare.All’inizio fu
Perez, presidente venezuelano fino al 1993, che Chavez tentò di abbattere con un colpo di stato militare nel 1992: un presidente corrotto (subì un impeachment nel 1993 e dovette ritirarsi dalla politica), che sfruttò gli alti prezzi del petrolio, dovuti alla crisi petrolifera degli anni ’70, per finanziare politiche di espansione della spesa pubblica, che si rivelarono miopi e insostenibili col crollo dei prezzi del petrolio, che ne aveva consentito il finanziamento negli anni precedenti.
NON E’ (ANCORA) UN DITTATORE - Chavez non è un autocrate: non ha il controllo totale della società venezuelana, e tutto sommato neanche del
proprio partito. Il referendum costituzionale di Dicembre 2007, perso per un soffio, ha interrotto, o perlomeno rallentato, i suoi piani di aumentare il potere dello stato, comprimere l’autonomia della Banca Centrale (per finanziare la spesa pubblica con l’inflazione), e diventare presidente a vita. Dopo il tentativo di controllare il principale sindacato d’opposizione, e il fallimento del referendum costituzionale, è chiaro che Chavez non ha la forza di comportarsi come un autocrate. Sono però da guardare con preoccupazione i suoi tentativi di ampliare i poteri dei servizi segreti, introducendo perquisizioni senza mandato, l’uso di testimonianze anonime e di prove segretate nei processi, l’obbligo di supportare i servizi segreti da parte dei giudici e dell’intera popolazione, e figure di reato vaghe, quindi pericolose, in quanto interpretabili in maniera strumentale.
L’ECONOMIA E LA POLITICA ESTERA - La politica economica di Chavez è problematica, tra spese sociali impazzite, in cui piani populisti hanno in genere la meglio su considerazioni di sostenibilità economica; e politiche monetarie espansive, con un’economia che mostra segni di
iperinflazione. Il dato è però tenuto basso dai controlli dei prezzi (un tetto a questi ultimi è una politica economica che può ridurre l’inflazione, ma al prezzo di creare carenza di beni, portando al fallimento produttori e distributori per eccessiva riduzione dei margini di guadagno). In teoria, poi, il Venezuela è un paese ricco di petrolio: in pratica però le sovvenzioni al consumo (la benzina costa pochi centesimi al litro) e la nazionalizzazione dell’industria petrolifera (che tiene lontani gli investimenti esteri) comprimono l’offerta ed espandono la domanda, riducendo i benefici netti derivabili dagli elevati prezzi dell’oro nero. In politica estera si fanno notare gli aiuti ai narco-terroristi delle FARC in Colombia, che hanno provocato un incidente diplomatico alcuni mesi fa, quando pare siano state scoperte prove degli aiuti di Chavez a questi gruppi: passare in pochi mesi dal considerare le FARC delle forze di resistenza, al chieder loro di liberare 700 civili in ostaggio prova un certo imbarazzo.
TRA DEMOCRAZIA E DITTATURA - Complessivamente, non ci sono molte prove di miglioramenti sociali, e quelli che ci sono stati sono l’effetto di politiche economiche insostenibili (deficit e inflazione) e dell’alto prezzo del petrolio: in pratica, il migliore alleato di Chavez sembra essere il governatore della Federal Reserve, Bernanke, principale responsabile degli alti prezzi delle materie prime. C’è una certa ciclicità nella politica venezuelana: periodi di alti prezzi del petrolio consentono politiche sociali demagogiche e pace sociale, mentre periodi di bassi prezzi producono instabilità e rivoluzioni, come il tentato colpo di stato del 1992. Finchè il Venezuela non sarà in grado di approfittare delle sue ricchezze naturali per porre le basi di un’economia solida, continuerà ad essere un paese perennemente al confine tra democrazia e dittatura. Il Venezuela dovrà sperare quindi in un radicale cambiamento della propria classe dirigente e della propria cultura: è improbabile che ciò possa avvenire in tempi rapidi, anche se forse qualcosa si muove. Di sicuro, la società venezuelana sta mostrando una notevole capacità di resistere ai tentativi di Chavez di espandere il proprio potere: da questa resistenza dipenderanno la libertà e la prosperità future dei venezuelani.

di Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
QUE SE VAYA DE NUESTRO PAIS, ESTA DESTRUYENDOLO. NO VOTES NUNCA MAS A CHAVEZ, ESTA LOCO.

10/11/08

Muore la dea del Pata Pata


Grande Miriam, indimenticabile dea del Pata Pata, che ballavamo a Higuerote da bambini, non ti dimenticheremo mai.

09/11/08

I venezuelani liquideranno Chavez


Santiago del Cile: Walesa ''la gente liquiderà Chavez''

L'ex presidente polacco, Lech Walesa, ha assicurato che "verrà il momento" in cui i venezuelani "liquideranno" il presidente Hugo Chavez, da lui accusato di essere "un demagogo, populista che ha idee cattive". In dichiarazioni pubblicate dal quotidiano cileno La Tercera, Walesa, che ha annunciato di recente la sospensione di un suo viaggio a Caracas "per motivi di sicurezza", ha detto senza mezzi termini: "Verrà il momento in cui la gente lo liquiderà. Lo dico proprio a lui, guardandolo negli occhi".
09/11/2008 03:56


Speriamo che questo avvenga molto presto, bisogna liberare il Venezuela dal dittatore!

Venezuela como Cuba


DECIMOS 'NO' A CHAVEZ

08/11/08

Io decido tutto! Ti stavolgo la costituzione


Los otros son todos escuàlidos, yo soy el mejor. Me aléo con Iran, me aléo con los Rusos y con los de la Colombia (esos que cuentan) también. Yo soy el rey, yo soy Simòn, yo soy Dios en la Tierra. No tendràs otro Dios que Chavez! A los que traicionen Dios le castigarà y espero que le ponga eléctrodos en los testìculos y a las mujeres palos en aquel lugar. Yo soy el mejor, por eso Dios me ayuda. Yo soy Simò, Yo soy como Jesùs. Ah bueno...no sabìan? Jesùs ya regresò...se llama Hugo Chavez.

07/11/08

Coronel Milza, il portavoce di Chavez, parla a Obama



"Dalla patria di Simon Bolivar siamo convinti che e' arrivato il momento di stabilire nuove relazioni tra i nostri Paesi e con la nostra regione, sulla base del rispetto della sovranita', dell'uguaglianza e della reale collaborazione". E' quanto afferma il presidente venezuelano Hugo Chavez nel suo messaggio di congratulazioni per lo "storico" trionfo di Barack Omana nelle presidenziali Usa.Nel comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Caracas, Chavez conferma la volonta' del suo governo a "costruire, sulla base del rispetto assoluto della sovranita', una agenda bilaterale costruttiva per il benessere dei popoli venezuelano e statunitense". Oltre alle accuse spesso lanciate da Chavez al presidente americano George Bush, le relazioni tra Venezuela e Usa attendono al momento la nomina di nuovi ambasciatori, dopo che Chavez ha espulso il capo della legazione Usa a Caracas, Patrick Duddy, e ha ordinato il rientro dell'ambasciatore a Washington, Bernardo Alvarez, in un atto di solidarieta' nei confronti della Bolivia che aveva attuato misure simili.

Bello, alto, abbronzato e...nudo



Fino a un paio di giorni fa l'America, per la sinistra, era il diavolo, ora, improvvisamente è l'eden dei sinistroidi italiani che proprio non hanno capito un tubo. Il partito democratico americano nulla ha a che vedere con quello italiano, grazie a Dio. Quello italiano che viene rappresentato da un volto stanco e disfatto come quello di Veltroni e da pochi azzeccagarbugli che non sanno fare altro che gridare allo scandalo, dal momento che non possono attaccare il governo perchè, una per una, sta mantenendo tutte le promesse. La sinistra spera in amicizie anche con Chavez, che sappiamo essere anche molto amico dei terroristi 'tutti'. Inquietante questa sinistra... no?
Bello, alto e abbronzato...e allora?
Ma fatevi furbi e pensate agli sprechi che avete alimentato sempre. L'Italia degli sprechi.

03/11/08

Mio figlio mi odia, perchè?


Sono una mamma di un figlio maschio...Io e suo padre da molti anni siamo separati in casa ma abbiamo senpre cercato di restare insieme, pur con mille difficoltà (non abbiamo altri partner fuori, almeno, io no) perché no posso tolerare l'idea di levare un amore così grande a mio figlio...non posso farlo. Mio figlio è l'amore della mia vita ma io ho cercato sempre di renderlo indipendente, spingendoo fuori, spingendolo a crearsi una sua vita ed essendo sempre a disposizione per coccole, giochi e quant'altro volesse o di cui avesse bisogno.Da circa due anni (dall'inizio del liceo) mio figlio è cambiato..sembro io la sua vittima e non riesco a capire perché. Abbiamo sempre avuto un rapporto di piena confidenza anche perché il padre non è ua persona che si perda molto a parlare con lui, counque non gli è mancato il suo amore, credo. Da tempo hoi cercato di delegare al padre regole ecc.perhé mi pare giusto che si identifichi più che può con un personaggio maschile, anche se per ogni cosa, anche per quelle intime abbiamo sempre avuto la massima confidenza. Ora quasi sempre non riesco più a parlargli. Mi risponde a parolacce. Non parliamo poi se chiedo della scuola o di altre cose...diventa subito aggressivo eppure dopo mille domande non so cosa pensare, io ci sono sempre, per qualsiasi cosa. Cerco di non reagire a parole insulti ed attacchi, mettendo in chiaro senza gridare che non tollero questi atteggiamenti...ma è dura..è dura..ora capisco mia madre ma non c'è più per chiederle consiglio.

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