30/06/08

Antonio Di Pietro


24 luglio al Sabor Tropical



Nell'anniversario della nascita di Simon Bolivar, il Sabor Tropical, da locale tipico venezuelano, dedica una bellissima e folkloristica festa all'ero sudamericano nato a Caracas. Musica, cucina tipica venezolano con pabellon criollo y todo lo demàs...al final si balla salsa, merengue y buenos joropos. Aconsejo a todos los venezolanos que participen porque va a ser el recuerdo de nuestra amada patria. Reserva tu mesa.

26/06/08

Il governo venezuelano nasconde qualcosa

Roma, 24 giugno 2008 - Le famiglie italiane coinvolte nella tragedia di Los Roques, già ampiamente provate dal dolore per la scomparsa dei propri cari, esprimono - tramite i propri avvocati - «il loro sdegno di fronte all'incomprensibile ed inaccettabile comportamento delle autorità venezuelane» e chiedono che il governo italiano compia tutti i passi ufficiali necessari «al fine di chiarire, al di là delle carenti e scarne giustificazioni tecniche fino ad oggi fornite sull'incidente, cosa sia realmente accaduto all'aereo Let 410 della Transaven il giorno 4 gennaio 2008», in cui rimasero coinvolti otto italiani.
I familiari, in una nota diffusa dai legali Giovanni Bonifacio e Fabio Bencivelli, chiedono anche «che vengano ammessi alle operazioni di ricerca del velivolo degli osservatori italiani, ciò nel rispetto delle reciproche potestà ma anche delle rassicurazioni del Presidente Chavez».
Il presidente del Venezuela, ricordano ancora i legali, aveva a suo tempo dichiarato l'ampia disponibilità ad una collaborazione tecnica alle ricerche e aveva esplicitamente invitato, come suoi ospiti, le famiglie degli scomparsi a visitare il Venezuela per verificare, di persona, lo stato delle ricerche del velivolo. Ma nemmeno l'intervento personale del Ministro Frattini - conclude la nota, comunicato dal ministero degli Esteri alle famiglie - ha sortito, ad oggi, alcun esito.

18/06/08

Esami relitto di Los Roques: non c'è da fidarsi!



La Voce d'Italia (simpatizzante di Chavez) sostiene che il relitto verrà esaminato in questi giorni. Io non mi fiderei dal momento che queste cose vanno come vogliono. I parenti delle vittime devono pretendere un controllo approfondito e la consegna dell'elenco dei nomi dei passeggeri...quello vero però!

Al via gli esami per accertare se il relitto individuato dalla autorita' venezuelane sia del Let-410 della Transaven precipitato il 4 gennaio scorso con otto italiani a bordo al largo dell'arcipelago di Los Roques. Lo hanno riferito alla Farnesina i funzionari governativi venezuelani incaricati di seguire la vicenda e "ai quali il ministero degli Esteri ha in questi mesi rappresentato le legittime richieste dei familiari di fare luce sul drammatico episodio". Secondo le indicazioni arrivate da Caracas, i risultati dell'indagine dovrebbero essere disponibili al piu' tardi entro la fine del mese.

17/06/08

Venezuela: ancora un giornalista ucciso

Guarda caso....era un giornalista di Radio Caracas Tv la televisione contraria a Chavez che il dittatore ha fatto chiudere.

CARACAS - Il giornalista radiotelevisivo venezuelano Javier Garcia è stato ucciso a coltellate nella sua abitazione a Caracas. Si tratta del secondo omicidio di un giornalista avvenuto nella capitale venezuelana nelle ultime due settimane. Il capo della polizia del distretto di Baruta, Wilfredo Boras, ha detto che Garcia (37 anni) - che lavorava per Radio Caracas Television e RCTV Internacional - è stato colpito oltre venti volte al petto e alle gambe con un coltello da cucina. A suo avviso, il movente del delitto potrebbe essere stata la rapina, anche se non vi è ancora certezza al riguardo. Il 2 giugno scorso sconosciuti avevano ucciso a colpi di pistola il vicedirettore del giornale Reporte Diario de la Economia de Caracas, Pierre Fould Gerges, che si trovava a una stazione di servizio nella parte est di Caracas

16/06/08

Perchè la Rai ce lo nasconde? Rai Uno....di tutto ...di meno



Come mai la RAI ci nasconde questo servizio? Come mai i comunisti, al governo fino a pochi mesi fa, non hanno permesso che si sapessero certe cose? E' questa la democrazia di sinistra? La stessa democrazia che Chavez impone in Venezuela. Ecco perchè è un amico di Bertinotti.
Siena - «Patria, socialismo o muerte. Venceremos!», strillano le gigantesche scritte sui palazzi di Caracas. Hugo Chávez s'atteggia a discendente diretto di Simón Bolívar: eroe della revolucíon anti-imperialista, uomo nuovo del sogno venezuelano, soldato col basco dalla parte dei diseredati. Ma è proprio così? La minaccia, documentario di Silvia Luzi e Luca Bellino molto applaudito alla rassegna «Hai visto mai?», prende il titolo da un preoccupato studio del Pentagono, stilato nel 2006. Vi si legge: «Chávez e la sua rivoluzione bolivariana sono la più grande minaccia dai tempi dell'Unione sovietica e del comunismo». Nondimeno Chávez, inquietante mix di populismo, castrismo e dispotismo, tira diritto. I venezuelani continuano a votarlo dal 1998, riservandogli ogni tanto un salutare dispiacere. Come è successo il 2 dicembre 2007 quando, per 300mila voti, il presidente s'è visto bocciare il referendum sulla riforma costituzionale che gli avrebbe affidato poteri assoluti, inclusa la possibilità di essere rieletto a vita, «per 7, 10, 20 anche 40 anni». Uno smacco inatteso, al quale Chávez, incassata la sconfitta, ha replicato con l'ennesima minaccia: «Per ora non ci siamo riusciti, per ora!».
La storia del documentario, girato con poco più di 5.000 euro, ha dell'incredibile. Ma ancora più incredibile è la sorte di cui è stato vittima sul fronte della Rai. Scelto da Gianni Riotta e David Sassoli per uno speciale del Tg1, sarebbe dovuto andare in onda proprio il 2 dicembre del 2007, il giorno del referendum. Tempismo perfetto, giornalismo sul pezzo. Invece, all'ultimo momento, mentre a Caracas si votava, il documentario su Chávez fu sostituito da Beppe Viola, sportivo sarà lei! I due autori aspettano ancora spiegazioni. Hanno chiamato e richiamato al telefono: nessuna risposta. E sì che Riotta aveva a disposizione uno scoop mica male. La minaccia si apre infatti con un'intervista in esclusiva, sull'aereo presidenziale, nella quale Chávez avverte: «Non farò la fine di Saddam Hussein. Lui non aveva carri armati e bombardieri, noi abbiamo i Sukhoi, gli aerei più moderni del mondo. Ascoltatemi: quando altrove finirà il petrolio, nel Venezuela ce ne sarà ancora molto. Per questo dobbiamo difenderci».
Rivela, dispiaciuta, Silvia Luzi: «Non so cosa sia successo. Appena rientrati da Caracas, nel settembre 2007, abbiamo mostrato un primo montaggio a Riotta. Piacque molto, ci chiese di tagliarlo a 70 minuti e di farlo doppiare per la messa in onda, prevista, appunto, per domenica 2 dicembre. Ma qualche giorno prima, vedendo il trailer, abbiamo capito che qualcosa non andava. Eppure la Rai l'aveva acquistato per un anno e tre passaggi. Il 30 novembre 2008 tornerà nostro».
Intanto giace in qualche cassetto. A esser pignoli, quando La minaccia entrò a marzo nella cinquina dei David di Donatello, Sassoli promise all'Ansa: «Rimedieremo appena spenti i riflettori sulle elezioni di primavera». Invece nisba. L'ha recuperato Luca Zingaretti per il suo festival del documentario, nella versione lunga di 86 minuti, aggiornata dagli autori alla luce del risultato referendario. Ma resta la domanda: perché il Tg1 l'ha «congelato»? «Non parlerei di censura, ma certo tutto suona strano», scandisce Bellino.
Ipotesi possibili. Un riguardo nei confronti di una grande azienda italiana, che stava per firmare col Venezuela un accordo per la raffinazione del petrolio dell'Orinoco? Un modo per evitare imbarazzi all'allora presidente della Camera, il compañero Fausto Bertinotti, instancabile supporter di Chávez? «Non sappiamo proprio cosa pensare», si arrendono i registi.
Eppure La minaccia è un esempio di ottimo giornalismo. L'intervista col caudillo venezuelano offre lo spunto per un'inchiesta ad ampio raggio. Così Luzi e Bellino mettono a confronto, senza ricorrere alla voce narrante, luci e ombre dell'era Chávez: la lotta a fame e analfabetismo e gli ospedali prossimi al collasso; il fervente sostegno dei ceti popolari («Il presidente è un uomo unto da Dio») e i timori della comunità italiana («viviamo in un'economia fittizia, abbiamo paura di finire come a Cuba»); lo sviluppo del lavoro cooperativo e la rivolta degli studenti universitari dopo la brutale chiusura della storica RadioCaracasTv. Ne discende che i miracoli promessi dall'onnipresente propaganda socialista impallidiscono nel ritratto di un Venezuela squassato dalla criminalità nelle favelas, dall'imposizione di regole assurde o di idee strampalate, come ribattezzare Caracas «La culla di Bolívar».
A proposito: sarà un caso che i due autori, arrestati per alcune ore, hanno corso il rischio di vedersi sequestrare il materiale girato?
Michele Anselmi

10/06/08

Padri violentati



Basta con la violenza sulle donne, basta con questi clandestini che stuprano, ma, allo stesso tempo, basta credere tutte le donne, perchè se molte sono vittime altre sono carnefici! Come quelle che accusano falsamente, perchè appoggiate dalla legge che non approfondisce questo tipo di simulazione di reato, il marito per far si che possa spogliarlo di ogni avere e che non si debba più avvicinare ai propri figli. Questo tipo di donna 'bastarda' non si è ancora estinta, anzi. Se vogliamo parlare di democrazia evitiamo che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B, o C, o D.
L'uomo viene violentato come padre e questo non si può più accettare. Non nel 2008. Basta, è ora che lo Stato si prenda le proprie responsabilità e non pensi soltanto a una parte della popolazione, ma a tutti.
Cosmo
Maschi violentati dalla società femmina Sono anni che si parla di libero giornalismo italiano, la libertà di parlare di argomenti che soltanto un decennio fa erano tabù, soprattutto nel nostro paese.Oggi possiamo affrontare temi come l’omosessualità e l’aborto. Fino a pochi anni fa le donne vittime di violenze sessuali tacevano e seppellivano nella loro anima questo orribile atto compiuto da esseri che alla fine la facevano franca. Una certa mentalità, che affondava le sue radici nell’ignoranza e nei luoghi comuni, inconsciamente attribuiva la colpa alla donna che da vittima diventava colpevole di tale violenza. Anche la stampa non sviscerava il vero problema e permetteva che questo pensiero si propagasse attraverso l’opinione pubblica. Chissà quante di queste violenze sono rimaste ignote per tutti noi e per i nostri genitori e nonni. La donna era costretta a tacere. Grazie a Dio questo stato di cose, anche se non del tutto annientato, sta cambiando. Sappiamo che purtroppo esistono persone, che non voglio definire, colpevoli di questi atti, oggi la stampa nazionale ne parla e punta il dito su di loro. Qualcuno potrebbe pensare che su milioni di donne nel mondo che hanno denunciato abusi sessuali potrebbe essercene magari una che sia stata quanto meno, se non colpevole, complice di tale violenza. Anche se fosse sarebbe comunque l’eccezione che non fa e assolutamente non deve fare testo. La donna va difesa e l’abusatore punito severamente, sempre in maniera esemplare. Finalmente abbiamo smesso di fare di tutta l’erba un fascio e noi uomini siamo i primi a condannare i colpevoli. Finalmente i giornalisti parlano apertamente di quanto accade .Una cosa simile accade ai padri separati. Mi spiego. Il giornalismo italiano, la stampa, la radio e la tv ha uno strano e inspiegabile bavaglio di fronte al tema della bigenitorialità. Malgrado esista una legge, nei tribunali non viene applicata. Una vera ingiustizia perpetrata all’uomo padre. E’ vero che esistono uomini che non ne vogliono sapere dei propri figli e che si sono comportati male con le loro ex donne, ma anche in questo caso si tratta di una minoranza che non dovrebbe far testo eppure la stampa, la radio e la tv tace. Siamo ancora in pieno tabù psicologico, la nostra società femminilizzata non prende in considerazione il sentimento paterno e nemmeno l’importanza che ha un padre nella crescita dei figli. Sappiamo tutti che quasi sempre,dopo la separazione, i figli vengono affidati alla madre e sono molte quelle donne che, approfittando del potere di fatto, allontanano i figli dal padre. Lo Stato rimane inerme. Nonostante sia stato ribadito più volte il danno che provocato ai figli cresciuti senza figura paterna. Si segnalano problemi psicologici e aumento della tossicodipendenza tra i figli di separati che non hanno contatti con il padre. I giovanissimi vittime di questo stato vivono in un mondo completamente femminile che apporta danni alla psicologia dei figli sia maschi che femmine. In questi bambini per anni viene sollecitata soltanto la parte femminile, mentre quella maschile, utile per un giusto equilibrio, rimane sepolta.Lo Stato si è sostituito al padre. Cos’accadrà se non cominciamo a pensarci ora? Si pensa come fare per deviare la rotta dell’asteroide che nel 2036 potrebbe distruggere la Terra; e cosa stiamo pensando di fare per riportare alla normalità il rapporto di pari genitorialità? Combattiamo l’estinzione di alcune specie animali; si lotta contro l’ignoranza, gli abusi di potere e il razzismo; tutte cause nobili e giustissime, ma, mi chiedo, per la specie ‘padre’ cosa pensiamo di fare?Come mai giornalisti, politici, avvocati e giudici, pur essendo padri, pur vivendo drammi come quelli vissuti da milioni di uomini non si muovono in tal senso?Abbiamo conquistato finalmente la parola ‘omosessualità, pronunciata persino dal papa e fino a ieri non era immaginabile che lo facesse, chi parlerà di ‘paternità’ da platee almeno nazionali? Il diritto del padre di allevare, crescere e seguire la vita dei propri figli consci del fatto che un padre ama come una madre?Questa è violenza contro il padre in quanto uomo, questa è violenza della società sempre più femminile. La politica si astiene per il momento. Per il momento.
Cosmo de La Fuente
(l'articolo è prelevabile citando autore)

09/06/08

Linda Caracas



Dici “Venezuela” e pensi subito alle magnifiche lagune coralline di sabbia bianca delle 50 isole di Los Roques. Oppure a quelle dell’Isla de Margarita, amate anche dai maniaci dello shopping per gli acquisti duty free: ed è forse la fretta di arrivare a destinazione che fa passare in secondo piano quelle di Caracas, punto di arrivo pressoché obbligato per i vacanzieri diretti ai Caraibi. Eppure il litorale caraqueño potrebbe essere il sogno di chi vuole fare il bagno in mare tutto l’anno, di surfisti e amanti della tintarella: perché dista meno di 20 km dalla città, è baciato da un clima sempre temperato e offre una vista mozzafiato sulle montagne vicine. Non solo. Le donne più belle del mondo sono di Caracas. Irene Sáez e Barbara Palacios Teyde, vincitrici del concorso di Miss Universo rispettivamente nel 1981 e nel 1986, come la Miss Mondo del 1984 Astrid Carolina Herrera Irrazábal, sono tutte caraqueñe doc. Bellezze mozzafiato e scollature generose si incontrano in ogni angolo della città. A dire il vero, le banche nazionali sono famose per concedere finanziamenti a chi si fa aiutare dalla chirurgia plastica. Per gli appassionati di architettura invece Caracas è una meta di nicchia, perché grazie a edifici modernissimi di 200 metri di altezza e più, la città è riuscita a far crescere, seppur in verticale, un centro urbano racchiuso in una valle e abbracciato da una catena montuosa con cime di oltre duemila metri. Il senso del progresso si respira nella capitale venezuelana anche nella vastità dei centri commerciali: il Sambil (www.sambilmall.com), sull’Avenida Libertador, accanto ai negozi e alle sale cinematografiche contiene anche un acquario. Un’atmosfera di modernismo che non riesce però a far dimenticare il vero spirito della città, in cui la cultura sudamericana si fonde con un’eleganza molto europea e si traduce in una vivacità unica e percepibile nei tanti locali notturni.
di Maria Spezia - Millionaire

Chavez coopererà con l'America



Forse scomparendo dallo scenario politico americano Bush, Chavez accetterà di intrattenere rapporti commerciali con l'America che, in quel caso, stranamente, non sarà più il nemico imperialista. Speriamo che qualcosa vada per il meglio.
Caracas, 8 giu. (Ap) - Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha affermato di voler cooperare con il capo di Stato americano che il prossimo gennaio succederà a George Bush.
Secondo il leader della "revolucion bolivariana", Caracas e Washington possono lavorare insieme soprattutto nel settore dell'energia, contro i cambiamenti climatici e la povertà nel mondo.
"Chiunque sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti - ha detto Chavez nel suo programma radio-televisivo del sabato sera - vorrei iniziare a lavorare con lui".
Sin dall'inizio, la presidenza Chavez si è caratterizzata per i rapporti tutt'altro che amichevoli con l'amministrazione statunitense. Anche ieri sera il leader latino-americano è tornato a polemizzare con Bush: "Negli ultimi mesi che gli rimangono al potere - ha detto - sarà molto più pericoloso".
Scrivi la tua opinione a

06/06/08

La democracia venezuela no existe




Roma, 3 giu. (Apcom) - Con un decreto legge che avrà effetto a partire dalla prossima settimane, il presidente venezuelano Hugo Chavez ha riformato i servizi segreti del suo paese ed ha rafforzato il suo potere di controllo sull'attività di intelligence.
Secondo la nuova legge, riferisce il New York Times, i due principali servizi di intelligence, il Disp e il Dim, saranno rimpiazzati da altre due agenzie, l'Ufficio Generale per l'Intelligence e l'Ufficio Generale per il Contro-spionaggio: entrambi saranno posti sotto stretto controllo di Chavez.
La nuova legge obbliga tutti i cittadini venezuelani a collaborare, su richiesta, con i funzionari delle due agenzie. Un rifiuto sarebbe suscettibile di una condanna a una pena detentiva da due a sei anni.
"Siamo davanti a una misura che rappresenta una minaccia per tutti noi", ha protestato Blanca Rosa Marmol de Leon, giudice locale. "Ho l'obbligo di ricordarlo, come cittadina e come giudice. Si tratta di un passo verso la creazione di una società di informatori".
Eccone una fresca da Caracas:
La revolución de Hugo Chávez, en secreto, está preparando un enorme madrugonazo contra el pueblo venezolano comparable al corralito financiero de Argentina y peor que el viernes negro.> > El madrugonazo que prepara la revolución de Hugo Chávez consistiría en nacionalizar la banca y controlar las cuentas bancarias cuyo monto supere los 20 mil bolívares fuerte. Si usted, amigo lector, posee una cuenta superior a los 20 mil bolívares fuertes y se aprueba este esquema de nacionalización de la banca usted para movilizar su dinero tendrá que pedirle permiso al ente parecido a CADIVI que designe el régimen para tales controles.> > El dinero que posee las personas en la banca por saldos superiores a los 20 mil bolívares fuertes práctica-mente será del Estado. Si usted necesita comprar un auto bajo este esquema de nacionalización de la banca tardaría meses en obtener permiso para sacar su dinero de la banca para tal fin. Este es el madru-gonazo que cocina el gobierno contra el pueblo, actualmente se discute si el saldo de las cuentas a controlar será de 20mil bolívares fuertes, hay sectores que quieren que el control sea en cuentas con 10 mil bolívares fuertes.> Dios nos agarre confesados, mientras nos distraemos en elecciones el gobierno cocina imponer su revolución comunista.

02/06/08

Grande Sharon



CINA: ''TERREMOTO? QUESTIONE DI KARMA'', SHARON STONE CHIEDE SCUSA

(ASCA-AFP) - Pechino, 29 mag - Prima aveva detto che il terremoto in Cina era una questione di karma dovuta alla repressione del popolo tibetano condotta da Pechino; ora, la star di Hollywood Sharon Stone, fa marcia indietro chiedendo pubblicamente scusa per le dichiarazioni rilasciate durante il Festival di Cannes la scorsa settimana.La nota attrice ha inoltre offerto il proprio supporto alla popolazione cinese vittima del devastante sisma che il 12 maggio scorso ha strappato la vita a quasi 70 mila persone in Sichuan. Le scuse e gli aiuti proposti dalla Stone non hanno convinto la casa di moda Christian Dior che ha deciso di ritirare l'immagine della diva americana dai prodotti del marchio Dior in Cina.''Le mie parole inopportune hanno infuriato e rattristato la popolazione cinese, mi scuso davvero tanto per questo'', ha detto l'attrice in un comunicato ufficiale inoltrato da Dior China.''Vorrei partecipare alle attivita' di soccorso e faro' il mio meglio per aiutare la popolazione cinese afflitta dal disastro'', ha spiegato.Le infelici dichiarazioni di Sharon Stone hanno fatto il giro del mondo in breve tempo e hanno provocato un'ondata di polemiche in tutta la Cina tanto che Pechino ha promesso di boicottare tutti i film dell'attrice.''Non mi piace il modo in cui la Cina sta minacciando i tibetani - aveva detto la star qualche giorno fa - poi vedo il terremoto e tutto quello che e' successo, e penso. E' questione di karma? Quando non ti comporti bene ti succede questo?''.Le reazioni velenose hanno costretto la Stone a scusarsi pubblicamente ma difficilmente la popolazione cinese, secondo un sondaggio del sito www.qq.com, potra' dimenticare la 'questione karma'. (Piu'Europa).red/mcc/ss

I cinesi non hanno nessuna compassione degli animali e spesso, troppo spesso, li uccidono senza pietà, anche quelli non destinati all'alimentazione. Basti vedere i video che circolano sull'argomento e di cui anche 'familia futura' ha parlato.

Vergogna! Comunque i recenti avvenimenti in Cina non hanno a che vedere con questo e non è giusto che bambini e persone indifese patiscano quanto è accaduto. Tutto nella speranza che anche loro abbiano un minimo di umanità nei confronti degli altri.