25/03/08

La sindrome di Chavez colpisce Bertinotti



Da 'La Voce d'Italia' di Marco Marsili
Milano, 21 mar. – Due anni come terza carica dello stato, e le continue frequentazioni dei salotti romani, devono aver dato alla testa del leader della Sinistra arcobaleno. Riferisce un giornalista Rai, che l’ex segretario del Prc, in visita a Milano la settimana scorsa, lo avrebbe richiamato stizzito, ricordandogli che è “il presidente della Camera dei deputati”, e che, pertanto, gradisce essere chiamato con l’appellativo della carica che ricopre ("Mi chiami signor presidente: sono il presidente della Camera", avrebbe detto Bertinotti). Non ci sarebbe da sorprendersi per la richiesta, se non venisse da uno che ha passato una vita sotto il simbolo della falce e martello, e che, ancora in questi giorni, continua a parlare di “sfruttati e sfruttatori”, come se gli imprenditori siano ancora il “male assoluto”, il nemico da abbattere, in una visione marxista della società che esiste solo nella sua mente da sindacalista incallito. In fondo, anche Veltroni (un altro che è cresciuto a pane e Capitale) ha capito che l’imprenditore è un lavoratore come gli altri, e che come tale non può essere discriminato, pena la perenne sconfitta del Pd al Nord (non basta comunque un Calearo o un Colaninno a conquistare un elettorato da sempre giustamente, diffidente nei confronti della sinistra).Anche per Bertinotti è in corso una “mutazione genetica”. In fondo, il cashmere è meglio di falce e martello. Verrebbe da domandarsi se l’attuale presidente della Camera sia lo stesso della scissione dal Pds, con Cossutta e Garavini, dopo la svolta della Bolognina di Occhetto.E’ il Termidoro di Bertinotti, da “compagno lavoratore”, a “presidentissimo”, sulla scia dei più ben quotati lìder Castro e Chavez, ai quali il Nostro invidia evidentemente la trasformazione da rappresentanti del popolo a capi di Stato. Ad un frustrato Bertinotti non è rimasto altro che cercare di darsi un’aria da statista. All’amatriciana.
Marco Marsili
qualcuno risponde
Bertinotti, tu e i tuoi trilioni di dollari, le tue ciance a metà tra lo snob e il rivoluzionario ottocentesco, il tuo riguardo verso i mafiosi e i corrotti in Parlamento... sei il tipico comunista a cui hanno riempito le tasche di soldi per assicurarsi un finto avversario.(da Rocco Tattica - 25/03/2008)

21/03/08

Questa non è arte! Maledetti



anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete: Per parecchi giorni, l'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte sono stati spettatori impassibili dell' agonia del povero animale, fin quando finalmente è morto per inanizione, dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario. Ti sembra forte ??? Questo non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte ha deciso, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo è arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008. OSTACOLIAMOLO!!! Firmate qui: http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html, non bisogna pagare, né registrarsi, né niente di pericoloso, e vale la pena, per inviare una petizione e che questo uomo non sia apprezzato né chiamato 'artista' per un atto tanto crudele, per simile insensibilità e piacere per il dolore altrui. È molto facile, tarda 10 secondi ed è sicuro, se perdiamo il tempo rinviando sciocchezze in cui nessuno crede, possiamo allora dedicare un po' di quello tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo o di altri sadici e ripugnanti 'esseri umani': RINVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI, PER FAVORE. Pd: se metti il nome del 'artista' in Google escono le foto da questo povero animale, e ti usciranno sicuramente anche pagine web dove potrai contastarlo e vedere che è verità.

GRAZIE DELL'ATTENZIONE E FIRMATEMARKUSEMME LATIN JAY - MONTECARLO
COSMO DE LA FUENTE

20/03/08

Incidente Los Roques

Che tipo di incidente? Qualcosa si muove.
Quando alcuni parenti di una delle vittime si è avvicinato a D'Alema che usciva dal Parlamento chiedendogli informazioni, lui non l'ha nemmeno guardati in faccia e si è allontanato dicendo: 'poi vedrò' e non l'ha nemmeno salutati.
Complimenti D'Alema!

Chavez a Prodi: - cechiamo ancora le vittime di Los Roques - TUTTE BALLE


Roma, 19 mar. (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha telefonato oggi al presidente venezuelano Hugo Chavez per avere aggiornamenti sulle ricerche da parte delle autorita' venezuelane dei nostri otto connazionali scomparsi all'inizio del gennaio scorso a Los Roques in un incidente aereo, insieme a tre cittadini venezuelani e un cittadino svizzero. Prodi, spiega un comunicato della presidenza del Consiglio, ha in particolare auspicato una accelerazione delle operazioni di ricerca, il reperimento delle risorse necessarie e il disbrigo delle pratiche assicurative di risarcimento dei familiari. Relativamente a questi ultimi Prodi ha osservato come una loro visita in Venezuela potrebbe essere utile a rassicurali poiche' darebbe loro la possibilita' di constatare direttamente come stanno procedendo le ricerche. Chavez ha rassicurato che nonostante le difficolta' tecniche e logistiche determinate dagli alti fondali, le ricerche continuano e che e' prevista la mobilitazioni di ulteriori risorse al riguardo, indicando che il ritrovamento dell'aereo inabissato, dei passeggeri e dell'equipaggio costituisce per lui un obbligo morale. Chavez, riferisce infine il comunicato di Palazzo Chigi, ha infine indicato che attende in Venezuela i familiari delle vittime italiane perche' possano constatare direttamente come procedono le operazioni di recupero, assicurando che a tal fine verranno messi a disposizione tutti i mezzi necessari.

Tutte balle signori miei, in Venezuela a nessuno gliene può fregar di meno, la verità è che si nasconde qualcosa come spesso succede in questo paese, per opera del governo sicuramente. Chi sono i passeggeri di quell'aereo? Che lavoro svolgevano? Qual era la loro missione? Non erano tutti turisti. Che D'Alema e Bertinotti vadano a Caracas ad abbracciare quella specie di dittatore che ha chiuso giornali, tv e dove è sparita un sacco di gente, non significa che si stiano occupando di questa gravissima faccenda.


16/03/08

Uccidere i cuccioli di foca. Lo chiami sport?






Stefany Gullì (15 anni)

scrive:

"In Norvegia e in Canada c'è un nuovo tipo di sport:uccidere i cuccioli foca. Invece di giocare a Hockey.pattinare sul ghiaccio degli "uomini"(se così si possono chiamare) si divertono a seviziare poveri cuccioli indifesi.
Ora io dico:ma perchè non fare questo tipo di sport (seviziare degli esseri umani) alle persone che lo fanno ai cuccioli di foca? Perchè solo questo meritano questi b******i.Io sono contraria a tutti i tipi di "sport" che riguardano maltrattare animali che non si possono difendere dall'"uomo".(Caccia, lotte clandestine,circo, ecc..)"

15/03/08

UN GUERRILLERO DICE: CHAVEZ ES EL JEFE DE LAS FARC


Willy Del Nogal, Eduardo Semtei y Alex Del Nogal


Fausto Bertinotti





En el programa tv italiano LE IENE un periodista ha entrevistado a un guerrillero de las FARC que a cierto punto declara que “chavez es el cabecilla de los guerrilleros y que el sabe en donde están los secuestrados”.
Mas adelante el periodista entrevista a la mamà de Ingrid Betancourt que naturalmente ataca fuertemente a Uribe.
Creo que es sumamente importante esta entrevista y las declaraciones del guerrillero sobre chavez.



CLIQUEA AQUI'




(enviado por Barby)



NARCOBURGUESÍA CHAVISTAEL RETORNO DE ALEX, LA DEA Y OTRAS MALETAS
Como ya hemos informado en un artículo anterior, el millonario venezolano traficante de drogas y autos robados Marco Walter Alexander Del Nogal Márquez, más conocido como Alex Del Nogal —de quien nos ocupamos extensamente en nuestro informe titulado 'Un narco en la corte del rey Hugo-Alex el terrible'— ha sido dejado en libertad por el juzgado italiano de Sicilia que había dispuesto su detención al arribar, en septiembre último, al aeropuerto de Malpensa, en Milán. Aún se desconocen los fundamentos del magistrado actuante para disponer la libertad de Del Nogal, lo que ha generado la decepción y las iras del fiscal que estaba por solicitar una fuerte condena para el venezolano, quien además había ingresado a Italia con un pasaporte falso, tal cual es su costumbre cuando anda por el mundo. Más extraña resulta esa puesta en libertad cuando Del Nogal es requerido desde hace años por la justicia de Suiza, país del cual se fugó cuando estaba allí detenido por narcotráfico y le había sido concedida una libertad condicional, sin salida del país. Lo cierto es que Alex estaba por estas horas aguardando que se le permita su regreso a Venezuela, simplemente luego de que finalicen los trámites en la oficina italiana de Migraciones para 'arreglar' el tema de su pasaporte falso. Se especula que su liberación por parte de la justicia siciliana obedecería a ciertos factores, como presiones de la mafia local —con la que Alex está relacionado en el tráfico de drogas—, movida de influencias del gobierno venezolano ante el socialismo italiano en el gobierno, o ambas cosas a la vez. Algo de ello puede haber si tenemos en cuenta que en los días anteriores a su liberación estuvo de visita en Venezuela el presidente de la Cámara de Diputados de Italia, el comunista Fausto Bertinotti, quien además de sostener conversaciones con empinados miembros del gobierno, se entrevistó en forma privada con el presidente Hugo Chávez.


A la vez no sería ajeno a una intervención a favor de Del Nogal el embajador venezolano en Italia, Rafael Lacava, uno de los amigos de Alex que estuvo en la fastuosa fiesta de cumpleaños que éste organizó, en octubre de 2004, en la lujosa mansión de su madre ubicada en la exclusiva zona residencial de La Lagunita, en Caracas. Una fiesta en la que estuvieron presentes —publicamos las correspondientes fotografías en aquel artículo anterior citado— importantes personajes del chavismo como los alcaldes Juan Barreto y Freddy Bernal y el empresario naviero Wilmer Ruperti, entre otros.

Aquí aparecen los dos hermanos de Alex Del Nogal: Richard, también con prontuario de narcotraficante, y Willy, propietario de una cadena de restaurantes 'sushi' en Caracas, España y otros países. También el embajador en Italia, Rafael Lacava; su amigo y socio en varios negocios sucios Ramiro Helmeyer, vinculado además a la policía política, la DISIP, y su esposa, la actriz de telenovelas Maricarmen Regueiro; y el diputado Luis Tascón, a quien los ciudadanos venezolanos le deben la llamada 'Lista Tascón' —un verdadero símbolo de la alcahuetería— por la cual todos los que concurrieron a votar a partir del año 2005 a elecciones o referéndums quedaron registrados en fichas donde figura si votaron a favor o en contra del presidente Hugo Chávez. Ello generó las consabidas persecuciones políticas, laborales y pérdidas del empleo a quienes por supuesto osaron votar en contra del mandamás actualmente tan devaluado. De los otros que aparecen en las fotos, Juan Barreto y Wilmer Ruperti, ya nos hemos ocupado en el artículo anterior sobre Alex Del Nogal. Y para cerrar el segmento de las 'sociales', reproducimos otra fotografía que muestra la excelente relación de este narco-boliburgués de Alex con lo más granado de la robolución chavista. Aquí lo vemos con su hermano Willy rodeando a un ex presidente del Consejo Nacional Electoral (CNE), Eduardo Semtei, quien figura en una lista de la DEA, la oficina antidrogas estadounidense, entre los que poseen abultadas cuentas en dólares, como se verá más adelante. La foto fue obtenida durante una celebración de los chavistas y ellos llevan en sus solapas uno de los logos de la 'revolución bolivariana'.
Para culminar, sólo por ahora, con este nuevo informe sobre Alex y sus amigos, cabe señalar que no deja de resultar llamativo que los medios de prensa 'independientes' —que se han ocupado exhaustivamente, por ejemplo, del caso de la maleta de Guido Antonini Wilson y del día a día en torno a la actuación de los fiscales federales de Miami sobre los tres venezolanos y el uruguayo arrestados cuando presionaban al famoso maletero para que no revelara el origen y destino de los también famosos 800.000 dólares— no publiquen una sola palabra sobre Alex Del Nogal, ni respecto de su actuación anterior ni mucho menos sobre su extraña liberación en Italia y su estrecha relación con el gobierno de Hugo Chávez. Para la prensa venezolana —y repetimos que no obviamente la oficialista sino la que se considera independiente y hasta opositora al régimen chavista— Alex Del Nogal parece no existir. Algunas de nuestras fuentes indican que ello podría deberse a este motivo: todo el mundo en Caracas —así sea de la línea opositora al gobierno— tiene alguna relación de negocios con empresarios que a su vez están vinculados a Del Nogal. Ello incluye a los propietarios de medios de prensa independientes y a numerosos periodistas, quienes además suelen disfrutar de su concurrencia a la cadena de restaurantes de Willy Del Nogal, que por su parte practica el 'canje' publicitario al promocionar sus locales 'sushi' en todos los medios. Interesados motivos como para que Alex Del Nogal resulte un nombre prohibitivo para pronunciar en esa prensa y en un periodismo que en este caso deja de ser tan 'independiente'. De allí que el peso de la información sobre este personaje y otros temas que resultan demasiado candentes para los medios venezolanos deberá seguir siendo llevado desde el exterior y por páginas como la nuestra.De boliburgueses y cuentas vigiladas El 20 de abril de 2006 Domingo Alberto Rangel, en el diario 'Correo del Caroní', brindaba una interesante reflexión sobre qué es la boliburguesía. Reproducimos a continuación los conceptos más destacables: 'Ya el chavismo tiene su oligarquía propia. Ocho años de gobierno han creado en Venezuela lo que Juan Carlos Zapata llamó, con un neologismo afortunado, 'boliburguesía', que uno de los grandes diarios del mundo, 'O Globo' de Río de Janeiro, ha acogido y difundido con júbilo desbordante. 'Aquí el Estado puede convertir en las doce horas que necesita la luz de los cielos para alternar con las sombras, a un 'peladito cantinflinesco' en un personaje aristocrático. Desde hace cien años los sucesivos cabecillas de nuestra oligarquía han sido producidos por una incubadora milagrosa: la Tesorería Nacional. Hay en la burguesía venezolana, como las hay en la burguesía imperial de Estados Unidos, distintas modalidades y capacidades, pero todas ellas son hijas del Estado. 'Hoy es posible divisar ya, como esbozo, tres grupos oligárquicos cimentados por el presupuesto en los últimos ocho años. El primero gira en torno a Diosdado Cabello y Rafael Sarría, ambos militares retirados. Tiene ese grupo una galaxia de tres bancos coligados, varias plantas industriales y participación como accionista en empresas de servicios. Es posible que después del grupo Polar sea este el primer imperio financiero del país. 'Un segundo grupo se esboza en torno a otro militar retirado, Jesse Chacón. El hermano de Jesse, dueño o líder aparente de este grupo en ciernes, es un fenómeno de retardo vocacional. Como el personaje de Molière, que ya viejo vino a saber que hablaba en prosa, el caballero necesitó la llegada de su hermano al gobierno para descubrir su vocación por los negocios. En ocho años ha adquirido un banco, una fábrica de leche en polvo, de las más grandes de Sudamérica, y unos haras. 'Por último, se perfila un tercer grupo oligárquico en el chavismo, el que podría encarnar en Blanco La Cruz y Hernández Behrens, militares retirados ambos, gobernador de estado el uno, banquero hasta hace poco el otro, pero al parecer magnates en ascenso o en gestación. 'Tendríamos entonces tres grupos económicos entre los cuales reparte sus efectivos la naciente oligarquía bolivariana. No he hecho comparaciones, pero creo que ningún otro régimen desde 1900 creó tantos grupos en tan poco tiempo. Es un récord de velocidad que sería necesario remitir a Londres para su debido registro'.

Ya nos hemos ocupado en anteriores artículos de Diosdado Cabello, ex vicepresidente de Hugo Chávez cuando a éste lo derrocó por sólo dos días un golpe de Estado en 2002 y actual gobernador del estado Miranda, y de Jesse Chacón, ex ministro de Información y actual titular del Despacho de la Presidencia. Señalaremos que ambos también figuran en la antes citada lista de la DEA de políticos y militares chavistas que poseen abultadas cuentas en dólares —la más importante es la de Cabello— y que tienen contactos y negocios con numerosos personajes, entre ellos Alex Del Nogal. Otro de los personajes vinculados al gobierno de Chávez, a sus funcionarios más cercanos y también al ubicuo Alex, es Rafael Sarría, un hombre que venía del negocio de los seguros, ex militar compañero de Diosdado Cabello y amigo de éste y de Chávez desde antes de su llegada al poder. Sarría actualmente es testaferro de los nombrados, también figura en la citada lista de la DEA e incluso a comienzos del 2004 fue brevemente detenido, al arribar a Fort Lauderdale —el estado norteamericano de Florida parece ser el paraíso bancario de los chavistas que tanto despotrican contra el 'Imperio'— por el Control Federal de Bancos de Estados Unidos para que justificara las astronómicas cifras en dólares que tiene depositadas en bancos de ese estado. Ignoramos hasta el momento si logró justificarlas. Una interesante versión, aún sin confirmar, publicada el pasado 13 de enero en el semanario venezolano 'La Razón', dio cuenta de que los acusados en Miami por el caso de la maleta de los 800.000 dólares habrían señalado a Rafael Sarría y a su amigo Diosdado Cabello y cita una fuente venezolana en Miami que asegura que 'hablaron de lavado de dinero y múltiples cuentas bancarias de varios empresarios y dirigentes políticos conocidos como 'boliburgueses''. Otro miembro de esta bolibuguesía es el libanés Majed Khalil Mazjoub, quien tiene una empresa, también en Florida, encargada de los sistemas computarizados del Departamento de Inteligencia del ejército venezolano, y a quien se le otorgó el contrato para la instalación de radares y equipos de la torre de control del aeropuerto internacional de Maiquetía. A Mazjoub le fue rescindida la visa de entrada a Estados Unidos, y según el empresario la excusa que le dieron las autoridades norteamericanas fue 'razones de Estado'. Sin embargo, fuentes estadounidenses afirmaron que se estaba haciendo un 'cuidadoso seguimiento de los movimientos financieros y de las exportaciones a Venezuela de las empresas de Mazjoub'. El caso es que la administración de George Bush hace poco más de un año giró instrucciones a la Reserva Federal, la DEA y el FBI para que comiencen a vigilar y congelar cuentas bancarias y propiedades de importantes líderes empresariales y políticos de la 'revolución bolivariana', medida que tiene que ver con las fundadas sospechas, expresadas recientemente por altos funcionarios del Departamento de Estado, de que desde el gobierno de Chávez se protege al terrorismo y al narcotráfico. Y a continuación la lista que la DEA había elaborado en abril de 2004, un año antes de ser expulsada de Venezuela con la excusa de Hugo Chávez de que 'hacía espionaje', una excusa muy conveniente del presidente si se tiene en cuenta que veía venírsele encima el estricto control que esa oficina antidrogas estaba ejerciendo sobre él y su entorno más cercano. Esta lista, encabezada con el registro 'File 362.yf.872' y firmada por los funcionarios Karen Tandy, John Walters y Jack Smith, está conformada, entre otros, por los siguientes personajes (en orden decreciente según las sumas en dólares detectadas), quienes seguramente, tras casi cuatro años después de elaborada, habrán incrementado mucho más esos 'ingresos', que probablemente, aunque por supuesto los allí incluidos no han dicho 'esta boca es mía', a estas horas hayan sido congelados. Por su extensión —contiene 128 nombres— la reduciremos a los chavistas más notorios:
Diosdado Cabello 278.561.500
Danilo Díaz Granados 107.484.000
Alí Rodríguez Araque 79.231.500
Rafael Sarría 66.182.500
Carlos Eduardo Kauffman 43.762.000
Rafael Ramírez 39.765.500
José Vicente Rangel Vale 26.068.500
José Vicente Rangel Avalos 19.937.000
José Gregorio Vielma Mora 24.879.000
Freddy Bernal 22.891.000
Jorge Luis García Carneiro 22.685.500
Hugo de los Reyes Chávez 17.743.500
Majed Khalil Majzoub 13.975.500
Khaled Khalil Majzoub 7.281.500
Jesse Chacón 13.712.500
Edgar Hernández Behrens 13.243.500
Willianm Rafael Lara 11.373.000
Juan Alejandro Barreto 9.478.000
Adán Chávez Frías 8.175.500
Nicolás Maduro Moros 7.891.500
Marisabel Rodríguez de Chávez 7.263.000
Raúl Baduel 5.967.000
Jorge Rodríguez 5.793.500
Gustavo Reyes Rangel Briceño 5.284.000
Tarek William Saab Halabi 4.218.500
Clodosvaldo Russian 3.108.000
Johnny Yáñez Rangel 2.987.000
Eduardo Semtei 2.981.500
Luis Tascón Gutiérrez 1.757.000
Rodrigo Eduardo Cabezas 1.248.500
Calixto Antonio Ortega 317.000
Debemos señalar que mientras algunos de ellos figuran entre las vinculaciones de Alex Del Nogal publicadas en nuestro artículo sobre este personaje, aclararemos sobre otros nombres que pueden escapar al alcance del lector. Alí Rodríguez Araque es un ex guerrillero y ex presidente de PDVSA; Rafael Ramírez es el actual presidente de la petrolera estatal; José Vicente Rangel Vale es el ex vicepresidente que precedió a Jorge Rodríguez, a su vez actualmente removido; José Vicente Rangel Avalos es hijo del anterior; José Gregorio Vielma Mora es el titular del SENIAT, el organismo impositivo y aduanero; Hugo de los Reyes Chávez es el padre del presidente venezolano y gobernador del estado Barinas; Adán Chávez Frías es hermano de Hugo Chávez y ministro de Educación; Nicolás Maduro Moros es el canciller; Marisabel Rodríguez es la ex esposa de Hugo Chávez; Raúl Baduel es general retirado y ex ministro de Defensa, quien se habría pasado a la oposición; Gustavo Reyes Rangel Briceño, también general, es el actual ministro de Defensa; Clodosvaldo Russian es titular del organismo de Control del Estado, una especie (irónicamente) de Oficina Anticorrupción; Rodrigo Eduardo Cabezas es el recientemente removido ministro de Hacienda; y Calixto Antonio Ortega es diputado ante la Asamblea Nacional y quien motivara otro reciente artículo sobre sus andanzas de fin de año gastando varios miles de dólares en Las Vegas. El abogado argentino Horacio French, en un artículo que publicó el diario 'La Nueva Provincia' en agosto de 2006, cita al general colombiano Carlos Ospina Ovalle, quien explicó que 'la única forma de combatir con eficacia al narcotráfico no es precisamente militar, sino neutralizando los movimientos de dinero de las organizaciones, o sea el lavado de activos'. Sin embargo, agrega que la batalla es difícil porque en Colombia aparecieron los llamados 'baby cartel', pequeñas organizaciones dedicadas a lavar dinero, habiendo estimaciones de que existen más de 300 de esas 'empresas' casi indetectables. Las mismas, antes que en Colombia, trabajan mejor aún en Venezuela y Ecuador ya que en estos países no existe el asedio que ejerce la política antidrogas del presidente Alvaro Uribe Vélez. Seguramente por ello la DEA y los organismos que dependen del Departamento de Justicia de Estados Unidos se han lanzado a una decidida cacería de lavado de dinero y a la vigilancia de las cuentas bancarias de varios boliburgueses venezolanos, que bien podrían haber instalado también una cadena de esos 'baby cartel' en su país.

Maletazos En relación al caso Antonini, hubo revelaciones de los fiscales de Miami acerca de ciertos dichos de los acusados de presionar al maletero que en el fárrago de noticias que llenaron páginas de diarios y varios minutos de noticieros televisivos pasaron desapercibidas. Por ejemplo, en las grabaciones en poder de la Fiscalía uno de los acusados afirma que 'hubo más maletas volando hacia la Argentina' y que el envío de 'fondos adicionales' desde Venezuela fue mucho más amplio y comenzó bastante antes de que se descubrieran aquellos 800.000 dólares en el Aeroparque de la Ciudad de Buenos Aires, el pasado 4 de agosto. Solamente Guido Antonini Wilson había viajado seis veces a la Argentina entre marzo de 2006 y agosto de 2007. Todos sus pasos por Buenos Aires duraron unos pocos días y dos de ellos apenas unas pocas horas. Evidentemente el obeso empresario era un mensajero. Pero bien pudo haber otros de ellos y otras maletas. De hecho, ya señalamos en el artículo respectivo que Alex Del Nogal también había realizado varios viajes a la Argentina al menos entre 2005 y 2007. El caso es que Antonini Wilson realizó por su parte una llamativa jugada: contrató a la abogada Theresa van Vliet, quien se desempeñó como jefa del área de lucha contra el narcotráfico y consejera senior para litigios sobre corrupción y lavado de dinero del Departamento de Justicia durante la presidencia de Bill Clinton. ¿Por qué?. Es que el hombre bastante debe saber sobre los movimientos de dinero y su uso discrecional, en determinados casos, por parte de la boliburguesía venezolana y también del gobierno de Hugo Chávez. Por algo estuvo tantos años estrechamente ligado a dos de los acusados y detenidos en Miami, y también hoy ex amigos, como Carlos Kaufmann y Franklin Durán. De allí que haya preferido estar asesorado por una profesional como la doctora van Vliet, experta en esas cuestiones de transporte y lavado de dinero de muy dudoso origen.
Que las traídas a la Argentina no son las únicas maletas que vuelan desde Venezuela lo demuestra también lo ocurrido en diciembre último, cuando un avión Hércules de la Fuerza Aérea Venezolana fue agredido a pedradas por enfurecidos ciudadanos en el aeropuerto de la ciudad boliviana de Riberalta, ante la creencia de que traía armas enviadas por Hugo Chávez. Como se recordará, la aeronave se vio obligada a despegar rápidamente y luego descendió, casi sin combustible, en una ciudad brasileña. Pero en el apuro por levantar vuelo dejó en tierra, para su mala suerte, a un individuo que casi fue linchado por los pobladores y que tenía en su poder una maleta, ésta con 870.000 dólares. Se trata de Luis Michel Klein Ferrer, un capitán de la aviación adscripto a la Dirección de Inteligencia Militar (DIM), quien inicialmente declaró que ese dinero había sido girado por su gobierno como ayuda para unos emprendimientos en esa ciudad. Lo concreto, de acuerdo a nuestras fuentes, es que ese dinero provenía de una partida de 10 millones de dólares destinados a la formación de 'Círculos Bolivarianos' en el país del Altiplano. De hecho, el capitán Klein Ferrer llevaba un tiempo en Bolivia para encargarse del adoctrinamiento de esos círculos, a la vez que realizaba tareas de inteligencia en la embajada de su país. Pero aquí también tuvo mala suerte: el gobierno de Estados Unidos lo acusó penalmente de sembrar micrófonos en la delegación diplomática norteamericana en La Paz. Se pudo saber que actualmente Klein Ferrer se desempeña en la embajada venezolana en Ecuador, aunque por lo demostrado en Bolivia, este hombre, como oficial de inteligencia, se reveló como bastante inepto.
Otra particularidad observada en la cuestión de los boliburgueses detenidos en Miami radica en el abogado defensor contratado por el uruguayo Rodolfo Wanseele Paciello. Se trata de Orlando Do Campo, quien ya había intervenido en el equipo de abogados que participó en la defensa y las apelaciones del caso de cinco cubanos detenidos en Miami y acusados de terroristas por el gobierno norteamericano, actualmente condenados a varios años de reclusión. Es también el mismo abogado que intervino en la defensa del portorriqueño convertido al islamismo José Padilla, acusado por Estados Unidos de terrorismo, de estar vinculado a la organización Al Qaeda y de intentar colocar una 'bomba sucia' en una ciudad del país. Padilla acaba de ser condenado a 17 años de prisión, con lo cual, dados los 'éxitos' de su abogado en estas defensas anteriores, parecen inciertas las chances de Wanseele Paciello de salir bien parado del juicio que, según está previsto, se llevará a cabo en marzo próximo. Aclaramos que se denomina 'bomba sucia' al artefacto que es confeccionado con material radioactivo pero sin poderse completar —por no haberse accedido a contar con todo el material necesario— su utilización como bomba nuclear. De todas maneras, aunque no se obtenga una explosión atómica como las conocidas, una 'bomba sucia' puede generar el suficiente daño, ya que aunque no destruya el lugar de la detonación y sus alrededores, disemina la suficiente radiación como para contaminar su radio de acción quizás por cientos de años. Un temor que está latente en las sociedades de varios países de primer orden, frente a las amenazas constantes de terroristas de diversa ideología y al contrabando y tráfico de material radiactivo —incluso plutonio— que desarrollan distintas 'mafias' del planeta, en especial la rusa. Conclusión El diario 'El Tiempo', de Bogotá, publicó recientemente un informe sobre la aparición de un nuevo cartel colombiano de la droga con nexos en Venezuela. Está integrado por unos 1.200 hombres y liderado por los hermanos Víctor y Miguel Mejía Múnera, conocidos como 'los mellizos'. De acuerdo al diario bogotano, los Mejía Múnera, solicitados en extradición por Estados Unidos, actuaron como paramilitares al comienzo de la negociación de paz que esos grupos de extrema derecha adelantaron con el gobierno, al parecer para acogerse a una amnistía, pero luego rechazaron someterse a la justicia y se fugaron. 'Su estrategia consiste en arrasar a las otras bandas de narcotraficantes y quitarles territorio en las dos costas (Caribe y Pacífico), el departamento del norte de Santander (noreste) y los Llanos Orientales. Hoy tienen rutas desde Nariño, en la frontera con Ecuador, hasta La Guajira, en el norte y limitando con Venezuela', señaló en su informe El Tiempo. El reporte indicó que el nuevo cartel controla también la 'banda de los generales', 'una organización de narcotraficantes de Venezuela y de la que, según investigaciones, forman parte oficiales activos y retirados de ese país'. Debe tratarse, agregamos, de la que en Venezuela denominan 'la banda de los soles', precisamente por los soles que llevan en sus uniformes los oficiales con el grado de general. Agregó El Tiempo que 'en coordinación con ese y otros grupos delincuenciales, controlan las narcorrutas venezolanas vía Maracaibo, Caracas y Puerto La Cruz, que se extienden hasta Aruba y Curazao y de allí a Estados Unidos y Europa'. En otro orden, una fuente nos reveló que el juez que lleva la causa contra los cuatro detenidos en Miami que intentaron presionar a Antonini Wilson estaría considerando poner todos los activos de la petrolera estatal venezolana PDVSA en los Estados Unidos bajo control de la corte, basado en un estatuto contra el crimen organizado llamado Ley RICO (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations). Un arma que en su momento se utilizó efectivamente contra varios de los 'capos' de la mafia que asolaron el país del Norte. De ser aplicada esta medida, sin duda ocasionará, además de la ruptura de relaciones comerciales entre Venezuela y Estados Unidos, un verdadero colapso para la ya declinante economía venezolana. Para concluir este informe, lo haremos con un toque de humor que no viene mal en medio de tanta suciedad y de un aquelarre en el que se mezclan gobiernos sudamericanos, terroristas, narcotraficantes, empresarios y nuevos ricos, y que promete seguir regando con nuevos escándalos las lecturas de aquellos medios que se decidan realmente a informar, sin miedos y sin colocar por delante intereses que los hagan autocensurarse o mirar hacia otro lado. Nosotros, al menos, seguiremos informando.
Las cifras de las FARC:
774 rehenes secuestrados actualmente en la selva colombiana (cifra oficial)400 personas secuestradas en el 20076
772 personas secuestradas está última década

13/03/08

Corriere della Sera : articolo indegno



Anche giornali autorevoli come 'Il Corriere della Sera' dice sciocchezze quando parla tanto per parlare.
ho scritto questo, grazie per la segnalazioneData, 13/03/2008 Egregio Direttore, Le scrivo a proposito dell'articolo apparso sul Corriere della Sera riguardo all'affido condiviso, in particolare le cito due passaggi che sono assolutamente fuori dalla realtà: - il primo è questo: "i giudici hanno risposto compatti e l'affidamento condiviso è diventata la norma anche nel nostro paese" se realmente i giudici avessero risposto in modo compatto alla legge sull'affido condiviso e l'avessero applicato sul serio i contenziosi che si registrano attualmente nelle cause di separazione sarebbero drasticamente diminuiti, invece nella realtà in molti casi l'affido condiviso non viene applicato e se viene applicato viene fatto solo di nome perchè di fatto le modalità restano esattamente quelle dell'affido esclusivo cambiando solo il nome. - il secondo passaggio invece dice : "Soprattutto i padri pensano che voglia dire una divisione degli spazi e dei tempi, un po' di giorni con l'uno e un po' di giorni con l'altro genitore -- dice Maurizio Millo, presidente del Tribunale dei minorenni di Bologna --. Ma questa divisione non è nell'interesse del minore" I papà vogliono solo fare i papà queste sono interpretazioni di chi non capisce quale sia realmente l'interesse dei minori, il loro vero interesse è solo quello di avere due genitori che gli diano un'educazione e di conseguenza una ricchezza culturale che un minore che cresce con un solo genitore non potrebbe mai avere. Non dimentichiamo inoltre che il moltiplicarsi di casi di "baby gang" nelle grandi città e il dilagare ovunque del "bullismo" sono fenomeni strettamente correlati con l'assenza del padre dalla famiglia, se guardiamo le famigliedi 20 anni fa (dove il numero di separazioni era ancora a un livello basso e i padri erano molto più presenti in famiglia) si noterà che non si verificavano tali fenomeni tra i giovani. Ci sono molti padri separati che vorrebbero interagire nella vita dei propri figli ma lo Stato Italiano glielo impedisce con leggi assurde, che danno delle frequenze ridicole e che continua a non far applicare la legge sull'affido condiviso che permetterebbe a utti quei papà che voglio fare il loro dovere di poterlo fare e obbligherebbe quelli che non vogliono fare il loro dovere a farlo. Ditemi come fa un padre in così poco tempo (1 giorno alla settimana e un week end alternato) a instaurare un rapporto continuativo con i propri figli (ci sono alcuni che ci riescono ma sono pochi purtroppo quelli che ce la fanno) questi padri hanno bisogno di aiuto e di strutture che gli consentano di esercitare la loro paternità, non hanno certo bisogno di essere emarginati e abbandonati a loro stessi! Non neghiamo quindi a tutti i figli di genitori separati la possibilità di avere due genitori, ne va della loro salute fisica e mentale non dimentichiamocelo!Sonia Conte- - - - - - - - - - - - - - - Firenze 13.03.2008 Cari amici, il Corriere ieri ha pubblicato un articolo IGNOBILE dove si dice che l'affido condiviso viene applicato SEMPRE. Pura follia. Leggete sotto. Dobbiamo STRONCARE subito questo tipo di informazione che cerca di rimetterci nell'ombra, non stiamo con le mani in mano, ho recuperato un po' di link e email per scrivere al Corriere e fare la nostra contro-informazione (che poi è la VERA informazione), qui sotto i riferimenti per scrivere: (scrivete a tutti, anche dal sito) - - - Paolo Mieli (direttore)paolo.mieli@rcs.itMereghetti Paolopmereghetti@rcs.itPalombelli Barbarabpalombelli@rcs.itSevergnini Beppeb.severgnini@rcs.itVergani Guido cormil@rcs.it Iozzia Giovannigiovanni.iozzia@rcs.itgenerico dal sitohttp://www.corriere.it/scrivi/bit.shtml- - -QUESTA LA MIA LETTERA GIA' INVIATA (stiamo scrivendo in molti)Firenze 13.03.2008 Gentile sig. xx,riguardo al Vostro articolo del 12 marzo "Affidamento condiviso, rivoluzione a metà"http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_12/affidamento_condiviso_focus_0f7d4692-f00d-11dc-a686-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopianocito: "i giudici hanno risposto compati e l'affidamento condiviso è diventata la norma anche nel nostro paese" E' profondamente falso, non ci sono dati seri-ufficiali, ma quelli inufficiali sono chiari: l'affido condiviso viene applicato seriamente 1-2 volte su 10 ad essere ottimisti!Inoltre (ma questa non è responsabilità vostra) leggo: "Soprattutto i padri pensano che voglia dire una divisione degli spazi e dei tempi, un po' di giorni con l'uno e un po' di giorni con l'altro genitore -- dice Maurizio Millo, presidente del Tribunale dei minorenni di Bologna --. Ma questa divisione non è nell'interesse del minore"Questo è anacronistico, è allucinante per i figli! Ma stiamo scherzando? Cito testo della nuova proposta di legge dello stato PDL 2231 (ce ne sono altre che miglioreranno la 54/06 evidentemente NON APPLICATA): "è risultata frequente nella giurisprudenza la tendenza di alcuni tribunali a stabilire l'affidamento condiviso con modalità pressoché identiche a quelle di un affidamento esclusivo. [...] risolvere la non circoscritta tendenza, emersa in giurisprudenza, a concedere l'affidamento condiviso svuotandolo al contempo dei suoi essenziali requisiti, come il diritto del minore a un rapporto <> e a ricevere <>, oltre che educazione e istruzione, da ciascuno di essi: condizioni che evidentemente non si realizzano se il figlio trascorre con uno di essi poco più di due fine-settimana al mese. Poiché tale limitazione è conseguenza diretta dell'attribuzione ai figli di un'unica appartenenza domiciliare, la nuova formulazione evidenzia la scelta a favore di due case, pur di continuare ad avere due genitori." Come PADRE privato di sua figlia e poi beffato da un affido condiviso "FALSO" (il solito giorno infrasettimanale + un pernottamento ogni 15 giorni, è TIPICO) sono esterrefatto che si dia questo tipo di INFORMAZIONE, per favore non ci relegate nuovamente nell'emarginazione come siamo stati per ANNI, non lo fate!Fabio www.youtube.com/padreseparatoChiamate e Chiedete del prof. Marino Maglietta 055 2466552 (anche con segreteria telefonica) presidente dell'ass. nazionale Crescere Insieme ed estensore in parlamento della legge 54/06 e della PDL2231 e vedrete che vi dirà cose ben diverse! (o se volete datemi un vostro riferimento e vi faro' contattare personalmente da qualche centinaio di padri arrabbiati che di condiviso non hanno proprio niente!)Non ci relegate nuovamente nell'ombra divulgando queste false notizie (messe in giro da giudici che non si vogliono aggiornare col mondo e dagli avvocati che fatturano 1.500.000 di euro/anno grazie ai divorzi), siamo stati figli anche noi e siamo padri dei nostri figli che hanno bisogno di noi per non crescere BULLI, DROGATI, SENZA LE STESSE OPPORTUNITA' DEGLI ALTRI BAMBINI CHE DI GENITORI NE HANNO DUE.

Gisele Bundchen.... che bella porca!



Gisele Bundchen, l'ex fidanzata di Leonardo Di Caprio, si fa una bella figura in un ristorante di New York. E' stata ripresa nella cantina del ristorante a fare sesso sfrenato con Tom Brady, il suo nuovo fidanzato. E' una delle testimonial dell'intimo Victoria's secret e Tom Brady sono stati ripresi dalla telecamera di sicurezza. Con tutte le possibilità che hanno devono proprio andare nella cantina di un ristorante? Ma non c'era un buon albergo nei dintorni per saziare i suoi bollenti spiriti?

11/03/08

Vittime di Los Roques: Guerrieri, Napoli, Fragione,Montanari



Non fatevi prendere in giro dal governo venezuelano e da chi volutamente sta nascondendo la verità. Fatevi dare i nomi di chi stava a bordo di quell'aereo, soprattutto gli altri, come mai la lista non è chiara? Attenzione perchè finirà tutto nel dimenticatoio e consiglierei a Bertinotti e D'Alema che, oltre ad abbracciare quel pazzo di Chavez, cercassero in qualche modo di portare aiuto alle famiglie delle vittime.
A los compaisanos Venezolanos, hay que dar ayuda a los familiares de las vìctimas del desastre aereo de Los Roques en donde perecieron italianos y màs. Si alguien sabe que es lo que se esconde pueden ponerse en contacto. Non es normal que los familiares queden sin saber que ha pasado. No es suficiente que digan -'el aviòn se cayò'- Esto sabe de estilo gobernativo venezolano. Hay que evidenciar pruebas o ayudar a esta gente
Cosmo

Pericolo Imminente

Peña Esclusa Avverte il Pericolo dal 1995

Caracas, Marzo 4 .- Le rivelazioni del direttore della Polizia Colombiana, il generale Oscar Naranjo, su gli stretti rapporti di Hugo Chavez con la guerriglia colombiana, sono state denunciati da Alejandro Peña Esclusa 13 anni fa.
In dichiarazioni pubblicate dal giornale Últimas Noticias, il 28 novembre 1995 (pagina 14), Peña Esclusa avverte che "Hugo Chavez è parte del Foro di Sao Paulo, una organizzazione creata e diretta da Fidel Castro, che comprende tutti i movimenti di narcotrafficanti Terroristi dell'America Latina, tra cui l'ELN e le FARC "…Da allora, il presidente di Fuerza Solidaria ha condotto una intensa attività che lo ha portato su tutto il territorio nazionale e di diversi paesi latino-americani dove ha fornito prove sul rapporto di Chavez con la guerriglia. -- Il 1 novembre 1998, Peña Esclusa, ha prodotto e distribuito 200 mila copie di un opuscolo intitolato "Il Piano del Foro di Sao Paulo per Conquistare Venezuela" , in cui ha denunciato come segue: "Una transnazionale del terrore, autodenominata il Forum di Sao Paulo, guidata da Fidel Castro e composta di criminali, trafficanti di droga e assassini, intende prendere d'assalto il Venezuela molto presto ... Anche prima del 4 febbraio 1992, Chavez è stato - e resta - uno strumento di Fidel Castro e dei guerriglieri latino-americani, che hanno intenzione di utilizzare il ferro, il petrolio, e l´alluminio venezuelani come la influenza geopolitica del nostro paese, per estendere la Rivoluzione cubana per tutta l'America Latina. " -- Nel mese di luglio del 2000, Peña Esclusa ha prodotto un opuscolo intitolato "Hugo Chavez: il candidato della guerriglia colombiana" esponendo I collegamenti di Chavez con le FARC. Il contenuto del libretto è ststo digitalizzato ed è disponibile nel seguente link:
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/LibrosFolletos/ChavezCandidatoDeLaGuerrilla.pdf -- Il 28 novembre del 2000, Peña Esclusa aveva avvertito che Chavez e le FARC orchestravano una guerra tra la Colombia e il Venezuela (Diario 2001, pagina 8 - El Nuevo País, pagina 5 - Reporte, pagina 11 - El Impulso, pagina D3 - El Carabobeño - Corpo D).-- Nel mese di settembre 2001, l'associazione civica Fuerza Solidaria aveva realizzato un video di 11 minuti intitolato "Come Evitare il Totalitarismo in Venezuela?" Che è una sintesi di tutte le accuse di Peña Esclusa. Il video è disponibile nel seguenti link: Piccola risoluzione (1,9 MB):
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Multimedia/ComoEvitarTotalitarismoLow.wmvAd alta risoluzione (47,3 Mb):
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Multimedia/ComoEvitarTotalitarismoHi.wmv-- Il 1 ° febbraio 2002, Peña Esclusa ha sottoposto una lettera chiedendo alla Procuratoria Generale una causa contro Chavez per tradimento contro la madrepatria, a causa delle sue relazioni con la guerriglia colombiana. Il testo completo della lettera è disponibile su:
http://www.fuerzasolidaria.org/WebFS/Escritos/JuicioChavez.html

09/03/08

Los Roques: l'aereo è stato sequestrato



A Caracas non sanno nulla circa l'aereo precipitato a Los Roques, le famiglie degli italiani scomparsi vogliono conoscere la verità per ricominciare ma, questa verità, non arriva perchè c'è qualcosa da nascondere. L'aereo è stato sicuramente sequestrato e bisognerebbe conoscere la lista di tutti i passeggeri a bordo, soprattutto di quelli non italiani per capirci qualcosa. In Venezuela spesso accadono queste cose.
Cosmo de La Fuente

Bigenitorialità


Il padre può essere un ottimo genitore, come mai, allora, nel 96% dei casi dopo una separazione l'uomo viene sempre penalizzato? Sapete quanti sono gli uomini che vivono la separazione dai propri figli a causa delle ripicche delle ex mogli? Circa 4 milioni.
Intervista completa a Giorgio Ceccarelli

07/03/08

Maschio impotente



Quando non è colpa del lavoro, dello stress e dei problemi di tutti i giorni, ci pensano le donne e forse le proprie moglie a renderti impotenti. Uomini d'Italia se per caso siete in un periodo in cui vi sentite un po' impotenti, potrete sempre rifarvi con un risarcimento. Sentite questa.
Ha chiesto un risarcimento danni di 200.000 euro alla moglie incolpandola di avergli procurato disturbi dell'erezione e diminuzione del desiderio. E' successo a Parma, durante una causa di separazione particolarmente accesa e litigiosa, nella quale un professionista della citta' emiliana ha presentato al giudice un certificato del medico legale che mette nero su bianco la sua temporanea 'defaillance' parlando di un danno biologico dal 16 al 18% di invalidita', per un periodo dai sei agli otto mesi. Una malattia che sarebbe dovuta allo stress a cui, secondo l'uomo, l'avrebbe sottoposto la moglie da cui si sta separando. L'istanza del professionista, assolutamente singolare, ha fatto scattare una guerra di perizie psichiatriche: sia l'uomo che la sua consorte si sono affidati a consulenti di parte. Ma ora il giudice, per dirimere la questione potrebbe nominare un suo perito: un urologo che scriva un parere definitivo sull'eventuale 'menomazione' sofferta dal professionista. Una relazione che dovrebbe sancire la fine sul braccio di ferro tra moglie e marito: e sul loro tormentato matrimonio. (AGI)
Pensate anche a quei poveri uomini sbattuti per la strada e lasciati senza figli per quella schifosissima abitudine di considerare il padre una nullità quanto si debbano sentire impotenti in tutti i sensi.

06/03/08

Vittime di Los Roques: Guerrieri, Napoli, Fragione,Montanari

Attenzione, qualcuno, forse troppi, tentano di insabbiare l'incidente che, probabilmente, incidente non è. Tipico atteggiamento 'venezuelano'.

Los Roques: strano incidente


Molto strano l'incidente a Los Roques. Gli eventi hanno le caratteristiche tipiche del fare governativo venezuelano quando si vuol cancellare qualcosa.
Chi c'era a bordo dell'aereo scomparso? Qualcuno si è interessato di scoprire cosa tenta di nascondere il Venezuela? Andrei a fondo e pretenderei, a questo punto, che vengano resi noti i nomi dei passeggeri di quel volo per capire quale sia il motivo che abbia spinto 'qualcuno' di molto, ma molto importante, ad eliminare quell'aereo o, quanto meno, farlo sparire.
Perchè questo mistero? Perchè mi è stato consigliato, persino a me, di non andare nel mio paese? Non è un film, purtroppo è realtà.
Cosmo de La Fuente
dicono: Sembrano esserci poche speranze di ritrovare a breve termine l'aereo scomparso tra Caracas a Los Roques, il 4 gennaio scorso. Debora Napoli, la sorella di una delle 8 vittime italiane scomparse nell'incidente non si da però per vinta. "Stiamo per costituirci in associazione, il prossimo venerdì 7 marzo, per poter intervenire direttamente in territorio Venezuelano". Le ipotesi paventate fino a questo momento sono state anche in direzione di un dirottamento da parte di gruppi eversivi presenti nei caraibi. Pasquale Ferrara, portavoce della Farnesina e presente nella delegazione tornata pochi giorni fa da Caracas dichiara che "il Generale Ribero, capo della protezione Civile Venezuelana, ha fatto un resoconto dettagliatissimo sugli eventi"… "Ci sono poche probabilità che dell'equipaggio si possa essere salvato qualcuno, le ricerche da parte delle autorità di Caracas sono state meticolose e continueranno di certo". A quanto pare è lo stesso presidente Chavez, a garantire al ministro degli esteri Massimo D'Alema un continuo impegno in direzione del ritrovamento dell'aereo e dei suoi passeggeri. Un protocollo di intesa tra la protezione civile italiana e quella venezuelana è un altro degli elementi che confermano la continua collaborazione tra i due stati.


04/03/08

Non saremo mai delle ombre nella vita dei nostri figli



L’idea di iniziare a scrivere un diario è nata su consiglio di una psicologa. Una psicologa dell’ASL, ma non per questo meno brava. Un padre separato difficilmente dispone delle risorse economiche per pagare un professionista privato. Il diario doveva essere su carta e quindi non pubblico. Il momento in cui ho iniziato a scriverlo, era veramente quello più infelice della mia vita; era il periodo in cui la mia ex moglie mi impediva inspiegabilmente di vedere la nostra bimba.Il consiglio datomi era quello di scrivere i miei sentimenti in modo tale che lei, un domani, potesse ricostruire i “vuoti”, le parti mancanti della sua infanzia ed adolescenza. E così sto cercando di fare…Da sempre appassionato “zappatore” del computer, ho pensato per comodità di fare un diario digitale, un “blog” e ho deciso di renderlo pubblico, anche se anonimo. Il blog è dedicato ovviamente alla mia piccola, colei che accende in me ogni giorno la curiosità di vedere come sarà il domani. E’ lei che inconsapevolmente mi dà la forza di accettare il decorso incerto o brutto delle cose, di quelle cose che non sempre vanno come la logica vorrebbe.E’ dedicato anche a tutti i genitori di oggi e di domani. Solo per ricordare una volta ancora, ma senza la presunzione di voler insegnare qualcosa a qualcuno, che i bambini sono così puri che non vi è ragione al mondo che ci giustifichi se tentiamo di inquinare la loro innocenza con la nostra cattiveria.Continuerò a lasciare pubbliche le mie emozioni, fin che potrò, per due motivi: i benevoli commenti e le parole di incoraggiamento servono molto e mi fanno tanto bene, soprattutto nei momenti di crisi e di sconforto. Vengono da persone sconosciute e, proprio per questo, sono da me molto apprezzati. Chi scrive, senz’altro lo fa perché lo sente, non perché ha un qualche obbligo nei miei confronti, questo è ovvio e non mi sento uno sfigato, anzi.Il secondo motivo è che io credo che la mia esperienza possa eventualmente servire a coloro i quali passeranno di qui, soprattutto a chi si sta per separare, per capire… per capire che queste sono cose che possono capitare a chiunque dopo la separazione (mai avrei pensato che sarebbe andata così), che comunque vada, davanti ai figli, in queste situazioni non ci sono vincitori, ma solo sconfitti, che si può e si deve voler bene ad un figlio anche se qualcuno ti sbarra la strada, che l’odio non porta da nessuna parte, che si separano i genitori ma non i figli, che se non provi il dolore della separazione da un figlio forse non ti rendi pienamente conto di quanto gli vuoi bene, che un figlio ha diritto di crescere sereno e che la sua serenità vale molto di più del nostro orgoglio, che se una coppia “scoppia” la convivenza forzata per amore dei figli non fa il loro bene, perché non li rende sereni, che delle volte bisogna scegliere il male minore, che il tempo è davvero galantuomo, me ne sto accorgendo giorno per giorno…e che….. chissà quante altre cose ancora dovrò imparare…
questo papà, che vuol restare anonimo, come nella maggior parte dei casi, ama i propri figli. Lo voglio chiamare Enzo, anche se conosco il suo nome. Bravo Enzo, essere padre è importante quanto essere madre. Non siamo ombre. Lo capiranno prima o poi i tribunali, gli avvocati e 'alcune' donne convinte di contare solo loro.
Cosmo de La Fuente

02/03/08

Venezuela comincia la guerra contro la Colombia


Chavez, come vi ho anticipato nei mesi scorsi, grazie a informazioni delicate che mi sono giunte dal Venezuela in modo non evidente, da oggi ha schierato i suoi carri armati al confine con la Colombia. Il socialista Chavez, tanto amato dalla sinistra italiana, comincia la sua guerra, come volevasi dimostrare. Bisogna fermare questo pazzo, sopratutto dovrebbero capirlo quelli che sventolano le bandiere della pace e poi abbracciano il despota venezuelano.

Cosmo

http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_02/chavez_tensione_colombia_1d74c742-e884-11dc-a743-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopiano