30/01/08

I venezuelani scappano dal regime di Chavez



Scappano dal Venezuela per avere ancora la possibilità di vivere e di sognare.
Los venezolanos se escpan de Venezuela y la culpa es de Chavez

Da La Stampa

La fuga dal governo Chavez ricorda da vicino l'esodo cubano iniziata nel 1959. La comunità venezuelana è cresciuta del 94 per cento in sei anni
La cittadina di Weston, in Florida, è ormai conosciuta come Westonzuela. Weston è solo un esempio di ciò che sta accadendo nello stato, scelto dalla crescente comunità degli esuli venezuelani, in fuga dal governo Chavez, come nuova residenza. Secondo i dati raccolti nell'ultimo censimento, gli immigrati venezuelani negli Stati Uniti sono aumentati del 94 per cento da quando Chavez è salito al potere a Caracas. Se infatti la comunità venezuelana nel 2000 - un anno dopo l'insediamento di Chavez - contava poco più di 91 membri, nel 2006 i venezuelani presenti nel paese erano quasi 178 mila. La maggior parte degli esuli, spesso proveniente dalla classe medio-alta della società, ha scelto come destinazione proprio il sud della Florida, dove quella venezuelana è diventata una delle più grandi comunità latine. "Le ragioni principale che hanno alimentato questa fuga sono state la paura per un cambiamento nello stile di vita, la paura di perdere le proprietà private e soprattutto di perdere i diritti costituzionali e le libertà individuali" spiega Manuel Corao, direttore di numerosi giornali venezuelani editi nel sud della Florida. Non è la prima volta che la Florida vive un fenomeno simile. Quello che sta succedendo ricorda molto da vicini l'esodo dei cittadini cubani iniziato nel 1959 - e mai realmente terminato - dopo la rivoluzione che determinò la caduta di Fulgencio Batista e l'ascesa di Fidel Castro. Oggi la comunità cubana in Florida è una delle più influenti dello Stato.

24/01/08

Per non dimenticare l'olocausto - La giornata della memoria: 27 gennaio


Affinchè la vergogna nazista e ...degli uomini, non venga mai dimenticata

Gay Force



IL SEGRETO del presidente venezuelano Hugo Chavez? Masticare coca tutti i giorni. Lo ha rivelato lui stesso nei giorni scorsi, quasi per inciso, durante un discorso di quattro ore all'Assemblea Nazionale. Nessuno se n'era accorto, al momento, perché attento soprattutto alle dichiarazioni sulle Farc, i gruppi guerriglieri colombiani che ad avviso del presidente dovrebbero essere considerati "eserciti" e non "organizzazioni terroristiche". Ma poi qualcuno è andato a ripescare il video del discorso e lo ha passato alla stampa americana, che si è scatenata. «Mastico coca tutti i giorni, e guardate come sto», ha esclamato Chavez mostrando i bicipiti (dev'essere un vizio, lo ha fatto anche con Naomi Campbell sua presunta amante). E ha aggiunto: «Il presidente boliviano Evo Morales mi ha mandato pasta di coca... ve la consiglio». Ora, spiegano gli esperti che masticare foglie di coca non è un reato in Bolivia e Perù, dove gli indigeni lo fanno da secoli per vincere la fatica e combattere la fame. Ma la pasta di coca è già un prodotto semiraffinato, che sta a metà strada tra le foglie e la cocaina, dà assuefazione e può anche essere fumato. Il suo consumo è illegale sia in Bolivia sia in Venezuela.«È un altro segno che Chavez ha completamente perso il senso del limite - dice Anibal Romero, analista politico dell'Università di Caracas - è fuori controllo». «Ammette di consumare una sostanza proibita - spiega al "Miami Herlad" Hernan Maldonado, analista boliviano che vive in Florida - e in piùè di fatto un'accusa a Morales di essere un narcotrafficante». Anche se si trattasse di foglie di coca, e non di pasta, molti commentatori insistono sul fatto che il comportamento del presidente sarebbe comunque illegale: «Il Venezuela ha firmato la Convenzione di Vienna del 1961- precisa Mildred Camero, esperta antidroga - e nella lista anche le foglie di coca sono vietate». Naturalmente Chavez ha molti nemici, che non perdono occasione di metterlo in cattiva luce. Lui non ha mai fatto mistero del voler "desatanizzare" la coca, restituendole il ruolo che ha avuto tradizionalmente nella medicina e nella cucina sudamericana. Il suo "show", bicipiti compresi, era una risposta provocatoria all'accusa mossagli dagli Stati Uniti di non fare nulla contro i narcotrafficanti che esportano cocaina negli Usa e in Europa, e di favorire le Farc che con i proventi della coltivazione di coca acquistano armi. e fa discutere anche la sua storia con Naomi Campbell, speculare a quella tra Sarkozy e Carla Bruni: la stampa amica del presidente ci ha fatto sapere che per la modella lui «non è un gorilla ma un toro», che hanno passato notti di torrida passione a Parigi, che le nozze sono imminenti. Ma questo successo è stato ieri messo in forte dubbio dal principale giornale colombiano, El Tiempo di Bogotà, in cui l'autorevole commentatore Roberto Posada Garcia-Pena, che si firma "D'Artagnan", ha rivelato che Chavez è in realtà omosessuale. Una voce emersa tempo fa in Spagna, dibattuta su diversi siti Internet, e che Chavez ha già smentito una volta dicendo di essere «sufficientemente macho». D'Artagnan però insiste, assicura che non si tratta delle solite chiacchiere da parrucchiere o delle accuse di politici avversari; e cita anche il nome di un presunto amante di Chavez, Diosdado Cabello, attuale governatore dello Stato di Miranda. Curiosamente, proprio ieri Stefano Gabbana, intervistato da Radio Monte Carlo all'Alfonso Signorini Show, ha liquidato come «poco credibile» la relazione tra Chavez e la Campbell. «Conosco bene Naomi - ha detto lo stilista - e non mi sembrano l'uno il genere dell'altra, hanno gusti diversi». Ma può darsi che si riferisse ai gusti gastronomici. In ogni caso, Chavez resta un personaggio controverso. Ma se non altro, da ieri, abbiamo capito "di che pasta è fatto". Claudio Paglieri

22/01/08

Cocainomane e bugiardo



Ne avevamo già parlato,grazie alla coca il mattacchione presidente venezuelano riesce a resistere dodici e più ore consecutive in diretta in tv. Ecco perchè è così amico di Morlaes e della Naomi Campbell, altra cocainomane d'eccezione. Un bel gruppetto se aggiungiamo anche Maradona che, visto di persona, negli spogliatoi non disdegnava farsi delle belle corsie.
Pensate solo in quali mani è il futuro del Venezuela... Poveri noi.
Da IL GIORNALE:
«Mastico coca tutti i giorni, me la manda Morales». Con Hugo Chavez, l’aspirante caudillo rosso del Venezuela, ormai non è più lecito stupirsi di nulla. Ancora non si è spenta l’eco della sua presunta e ricambiata passione per Naomi Campbell, ferocemente smontata dai giornali colombiani («ma se è gay!») e dallo stilista Stefano Gabbana («mi sembra poco credibile - ha commentato - conosco bene Naomi e non mi sembrano l’uno il genere dell’altra, hanno gusti diversi»). Ma la droga è un’altra faccenda. Proprio il giorno dopo che il responsabile statunitense della lotta al traffico di stupefacenti, John Walters, lo denunciava come il colpevole del progressivo trasformarsi del Venezuela nella base del narcotraffico verso l’Europa e non solo, lui conferma di farne uso personale e tira in ballo un capo di Stato straniero.Il Morales citato da Chavez non è un volgare spacciatore. È Evo Morales, il presidente della Bolivia che con il collega di Caracas ha in comune l’anelito rivoluzionario antiamericano. Chavez lo ha “smascherato” come narcotrafficante durante uno dei suoi abituali discorsi-fiume, trasmesso in diretta dalla televisione. Il passaggio sulla droga è finito inesorabilmente su YouTube. «Mastico coca tutti i giorni, la mattina»; poi, mostrando i suoi bicipiti, l’aggiunta: «Guardate come sto... ». Il presidente venezuelano ha raccontato che, come Fidel Castro gli invia «frequentemente» i «gelati Coppelia e molte altre cose», il presidente boliviano gli manda «pasta di coca». E per non lasciare dubbi sui suoi gusti, ha aggiunto: «Ve la raccomando!».Un’uscita per lo meno sopra le righe, che anzi fa propendere per una progressiva perdita di controllo da parte di Hugo Chavez. Se infatti è noto che gli indigeni boliviani che vivono ad alte quote sulle Ande masticano tradizionalmente (e legalmente) le foglie della coca per non sentire la fame e come stimolante, la pasta di coca è un prodotto in parte raffinato che dà assuefazione. Una sostanza, oltre tutto, illegale in Venezuela. E certamente Morales non sarà molto contento della pubblicità fattagli dal collega.

19/01/08

Rai: prostituzione in antenna



Lo dice anche Berlusconi, in Rai tutte raccomandate e, addirittura, fornirebbe l'elenco delle amanti 'rai'.
Chissà se Silvio ha anche letto l'articolo di circa un anno fa che ho pubblicato su 'La Voce di Fiore'
con un fitto elenco dei raccomandati in Rai, ma non soltanto donne... occhio!
Se avete voglia di leggere ecco un link molto importante
La prossima settimana il pezzo su 'Le ragazze calde del Nord Italia'.
A presto
Cosmo

18/01/08

Le ragazze del Nord Italia


A seguito dell'inchiesta condotta da Media Contact Italia, con la collaborazione di Cosmo de La Fuente, è in arrivo il nuovo e stuzzicante articolo di Cosmo. Le sorprese non mancheranno, le ragazze, questa volta sono piemontesi, lombarde, emiliane e venete. Sorprese a non finire!!!
Non perderlo!

17/01/08

Nuovo scandalo alla Corte del Parlamento...

Non solo Chantall… ricordate il trans che ha dichiarato di amare un ministro del governo italiano? Oggi parla anche ‘Diego’, bel sudamericano ‘escort’ che da accompagnatore di donne 'sole' è diventato amante di molti politici italiani. A suo dire pare che i nostri ‘comandanti’ preferiscano di gran lunga il macho. Guadagna molto di più con loro che non con le donne.
Non c’è proprio più religione.
Cosmo: Diego dove vivi?
Diego: A Roma, ovviamente, solo in questa città riesco a lavorare come si deve, la gente sa che puà fidarsi di me e la mia clientela è fatta per lo più di personaggi in vista della politica italiana.
Cosmo: Non farai nomi sicuramente ma possiamo almeno dire se si tratta di politici ‘grossi’ o solo pesci piccoli?
Diego: grossi e piccoli, ovviamente. Chiaro che quelli più importanti pagano anche meglio e di solito cercano di fare in fretta, hanno sempre, come dire, paura di essere beccati e si comportano come se avessero ‘la neve in tasca’.
Cosmo: di quale neve parli?
Diego: solo una metafora, intendevo proprio la neve che può sciogliersi in tasca, nient’altro.
Cosmo: pensavo a festini ‘particolari’ con sniffate e tutto il resto.
Diego: beh, quello è un altro discorso, oggi parliamo di sesso no?
Cosmo: si certo, ma dimmi hanno anche richieste particolari?
Diego: si, spesso chiedono che insieme a me ci siano anche altri miei colleghi escort e, a volte, per giustificarsi con sé stessi chiedono anche la partecipazione di donne o trans. Sai com’è, il gusto ‘gay’ in molti è ancora vissuto come una colpa.
Cosmo: è mai possibile che ci siano tanti politici e vip dediti all’amore ‘libero’ che poi si battano affinché non passino leggi di tutela per le coppie omosessuali e altre del genere?
Diego: non m’intendo molto di leggi e di politica ma Chantall, il trans di cui hai già parlato, rimane spesso esterrefatta nel constatare che proprio alcuni, accaniti ostacolatori dei diritti omosessuali, si dilettino poi con noi e facciano sesso passivo anale.
Cosmo: non scendiamo nei particolari. Che età hanno questi politici?
Diego: te l’ho detto, la scelta è eterogenea, di tutte le correnti politiche e di tutte le età.
La gamma è eterogenea, di tutte le correnti politiche e di tutte le età.
Cosmo: ok...ok... grazie, ciao.
Cosmo de La Fuente
www.cosmodelafuente.com

16/01/08

Nella vita ci vuole culo


Non è che non c'entra niente questo sedere, quello, come tutti sapete è sempre importante. Intanto ringrazio chi ha offerto questa foto dal momento che non avrei mai potuto trovare diversamente un culo maschile appoggiato su vetro. Grazie! Chiunque tu sia.
Quando nel 1982 cominciai a girare l'Italia come cantante, battendo tutte le piazze e le feste dei più sperduti paesi italiani ero in compagnia di Eros Ramazzotti, non era nessuno allora. Entrambi appartenenti allo stesso agente, Fabi, papà del super raccomandato cantante Fabi (anche nipote di Renzo Arbore).
Poi, ovviamente le strade si sono divise.
Tutti sapevano quali fossero state le scelte di Eros e quando la sua ex moglie lo minacciò di rivelare qualcosa, nell'ambiente tutti dicemmo: - cos'ha da rivelare che già non sappiamo? - Insomma il segreto era proprio un segreto di pulcinella eppure qualcuno non sa, il pubblico non sa. Secondo voi, vediamo se azzeccate, a cosa si riferiva Michelle quando voleva far tacere Eros che tuonova per come lei allevava la figlia?
Ognuno dica la sua, tanto la maggior parte dovrebbe sapere...eccome!
Buon culo a tutti.

15/01/08

Il casting del dio Costanzo



Maurizio Costanzo lancia un casting e i raccomandati d'Italia si mobilitano
Quante balle si raccontano in nome del ‘sesso’.
Come diciottenni che vogliono dimostrare di essere ‘machi’ così i presidenti del mondo si mostrano al pubblico in compagnia di questa o quella modella. Naomi è l’ultima di una serie, anche lei, non sopportando l’idea di essere seconda a Carla Bruni, ha deciso di accettare la proposta di Chavez. Tutto al tavolino sicuramente, Hugo ha bisogno di positività di fronte alla gente, soprattutto dopo i pettegolezzi che lo definivano ‘frocio’ in Venezuela, la venere nera, invece, aveva bisogno di visibilità dopo che la Bruni l’aveva messa in ombra.
Se siamo messi così c’è poco da stare allegri. Dopo le uscite di Berlusconi, latin lover degli anni ottanta (Sabrina Salerno, Fabrizia Carminati, Paola Perego, ecc. ecc.) ci siamo gustati le avventure di Gianfranco Fini. Ritorna il ‘machismo’ di una volta, basta di personaggi politici che si fanno beccare insieme ai trans o di rampolli di casa Agnelli che si divertono con orribili travestiti, è ora di tornare al maschio vero, quello che ‘ non chiede mai’, quello a cui le donne gliela sbattono in faccia senza pensarci due volte. Un tipo Emilio Fede, nonnetto rifatto e abbronzato che sfoggia sempre qualche nuova ragazza in cerca di successo. Siamo sempre allo stesso punto, le ragazzine che vogliono emergere e che ci stanno con i vecchietti della tv.
Finiti i tempi di Maurizio Costanzo, che oggi chiede, dalle pagine de ‘Il Giornale’ che qualcuno inventi qualche nuovo programma, tralasciando ipocritamente il fatto che sono accetti solo i raccomandati (anche da lui o da sua moglie Maria De Filippi), finiti i tempi delle ‘checche’ infiltrate nella tv italiana, abbiamo Berlusconi che parla di raccomandazioni Rai e che, forse ingenuamente, non sa quello che succede in Mediaset.
‘Los machos italianos’ tornano alla carica. Ne vedremo delle belle, eravamo rimasti al fatto che quelli della ‘lega nord’ ce l’avevano duro, oggi ce l’hanno durissimo tutti.
Chissà come si trova in questo ambiente di ritrovati maschioni, di tori chavisti e montoni finiani, come nel più crudo dei filmini hard possiamo divertirci a immaginare quello che accade nelle toilettes del Parlamento italiano, negli alberghetti di Roma dove i vari politici si pernottano in compagnia di ragazze squillo o massaggiatrici come ‘Chantall’. Questa volta lo spettacolo ce lo offrono i vips italiani, soprattutto i politici, quelli che malgrado abbiano stipendi da capogiri da noi pagati, continuano imperterriti ad aumentarselo mentre in zone degradate dell’Italia ci sia gente che vive miseramente. Non possiamo tralasciare una ‘menzione’ anche al Papa che si è lamentato delle zone degradate di Roma… da qualche pulpito arriva la predica. Il Vaticano da solo potrebbe risollevare le sorti non solo di Roma, ma è meglio parlare degli altri no?
Cosmo de La Fuente

14/01/08

Chavez ha i mesi contati


Mi spiace per Berinotti che ha fatto visita a Chavez, a Caracas, e non ha minimamente calcolato che il caudillo venezuelano è ai minimi storici di gradimento tra la gente, nonostante stia lavorando sulla sua immagine (vedi le boiate raccontate in merito a Naomi).
Il progetto della Gran Colombia, iniziato da Simon Bolivar, sicuramente era una bellissima idea centinaia di anni fa, oggi credo sia impossibile relegare e far indietreggiare i paesi che stanno lottando per uscire dalla lista di quelli del terzo mondo (o in via di sviluppo, se vogliamo addolcire la pillola). Il caro Chavez, amico del presidente iraniano (tutt'altro che pacifico), che si arma fino ai denti dando in cambio il petrolio che non gli appartiene, ha i giorni contati.
Da IL TEMPO
Meno ovvio il no secco di Ecuador, Guatemala e soprattutto Argentina, mentre si prepara il no del Brasile e di altri importanti stati sudamericani a cominciare dal Cile e dal Perù. Dopo la liberazione controversa di due ostaggi della guerriglia colombiana, non diminuisce l'isolamento internazionale ( sul tema) del Presidente venezuelano e lo scetticismo interno al paese. Si indebolisce il progetto di creare una grande potenza radical comunistica bolivariana. L'autoritarismo venezuelano non assomiglia alla usuale immagine delle dittature. Nelle prime pagine dei due più importanti quotidiani della nazione ( El Universal ed El Nacional) le critiche a Chavez non erano ieri per niente camuffate. L'ambasciatore della Colombia manifestò su El Nacional il dispiacere per l'iniziativa venezuelana destinata a bloccare il lento miglioramento dei rapporti tra i due governi, mentre sull'Universal una intera pagina di giudizi negativi espressi da intellettuali, giuristi, costituzionalisti non lasciava dubbi sull'opinione popolare negativa dell'iniziativa del Presidente. Chavez non ha mezze parole e la Chiesa ha sentito il dovere morale di distinguersi. Il cardinale Jorge Urosa Sabino ha solennemente risposto alle accuse di ingerenza che da diversi mesi sono piovute dal Palazzo presidenziale sugli ecclesiastici: «Io ed il signor Nunzio Apostolico abbiamo sempre trattato con molto rispetto , conformemente a quanto richiesto dall'alta investitura che viene ostentata, e quindi meritiamo il rispetto di tutte le autorità». Un cardinale «speciale» l'eminente teologo Urosa, per lunghi anni diretto collaboratore del cardinale Ratzinger che, divenuto papa, lo volle arcivescovo al posto di un ecclesiastico del quale ancora oggi si parla come di un non tanto nascosto sostenitore di Chavez. Grande comunicatore Chavez risponde fondando Il Partito Socialista Unito del Venezuela ( povero nome abusato quello del benaltrimenti nobile socialismo!) e lasciando correre i pettegolezzi su una sua presunta relazione con la ex modella Naomi Campbell. In fin dei conti sesso e maschilismo sono di casa anche ai Caraibi. Il momento scelto dal Presidente Bertinotti per la sua visita ufficiale a Caracas è certamente impegnativo.
http://www.iltempo.it/interni_esteri/2008/01/14/826415-chavez_resta_solo_america_perde_anche_chiesa_caracas.shtml

12/01/08

l' INPS fa il miracolo: i ciechi guidano l'auto



Aldo mi scrive e si lamenta: "colto da infarto molto pesante, con una coronaria che non esiste più, non posso fare alcun tipo di sforzo, quando ho fatto domanda d'invalidità civile per avere un sostentamento, dal momento che non potendo lavorare devo pur vivere insieme alla mia famiglia, l'Inps ha fatto di tutto per non concedermelo e, in più di un'occasione, i dipendenti dell'ente mi hanno trattato malissimo, parlo della sede di Collegno in provincia di Torino. Come mai, allora, al sud vi sono finti invalidi che prendono assegni che non toccherebbero mentre chi come me, realmete bisognoso, non gli viene concesso nulla? Come mai non sono così ligi al dovere con tutti'? Sarà che si tengono le pensioni per i propri parent e amici?"
Caro Aldo, l'Italia pare che vada così, raccomandazioni per lavorare e non ne parliamo poi per entrare in politica o nel mondo dello spettacolo. Rivoltante veramente! Non molto tempo fa ho pubblicato l'elenco dei raccomandati di ferro di Rai e Mediaset (non solo Rai come sostiene Silvio).
Quello che dovrebbe disturbare molto di più è quando si parla di raccomandazioni e porcherie varie per pensioni e cose del genere.
Sappiamo che a Napoli hanno spesso beccato paraplegici che correvano sulle proprie gambe, ciechi che guidavano auto e sordomuti che facevano gli speaker delle radio libere. Inutile dire che questi personaggi non hanno alcun problema di questo tipo ma sono stati sicuramente appoggiati ma medici legali che in certi casi sono ligi al loro dovere (come dici tu), in altri chiudono un occhio o entrambi. Un vero schifo! So di chi parli e a quale medico legale ti riferisci, è una signora medico del sud, molto attenta con gli estranei, ma siamo sicuri che non abbia mai favorito qualcuno e che lei stessa non abbia mai usufruito di qualche raccomandazione per entrare a lavorare all'Inps di Collegno (Torino)? Mah! Dovremmo indagare un tantino per vederci chiaro.
Che ci vuoi fare Aldo, proviamo a parlarne. Tutti quelli che vogliono dire la propria possono farlo scrivendo a questo blog, alla fine manderò, se volete, una sonora protesta all'Inps e al presidente della Repubblica.
So di gente in Sicilia e di altri in Calabria, anche in altre regioni del nord, che usufruisce di assegni di maternità come braccianti e contadini e in realtà non ha mai preso una zappa in mano. Quanti ce ne sono di questi in Italia? Come mai chi ha veramente bisogno viene escluso completamente?
Scrivetemi.
Cosmo

08/01/08

Autista o passeggero?



(Media Contact- Torino)

Autista o passeggero?
La vita è davvero un viaggio, lo dicono tutti.
A volte siamo gli autisti , a volte i passeggeri di auto che corrono veloci. Non sempre viaggi da solo, qualche volta sei in compagnia di un compagno. Insieme ci si guarda intorno e magari si fanno dei progetti comuni; di lavoro, di amicizia, di un viaggio. Succede spesso, però, che ad una sosta il passeggero scenda o debba scendere tu perché l’auto non era la tua. Il tuo compagno di viaggio si è distratto, ti scarica e inizia a progettare con qualcun altro. Non è così tremenda la cosa, davvero, sarà anche giusta.
Quando questo è successo a me, ed è capitato moltissime volte, sono rimasto con un certo amaro in bocca. Inizialmente ci si arrabbia e subito dopo ci si dice: - cosa ci vuoi fare,la vita va così, non sarai mica l’ultimo a soffrire per una perdita no? Poverino lui, aveva un vero amico, l’ha abbandonato –
L’affetto rimane ma si cerca consolazione, si progettano viaggi meravigliosi e magari si rientra in patria, per ripensare a sorrisi antichi e ai sapori del passato.
Ma il viaggio riprende e ti guardi intorno, è bello stare da soli ma dopo un po’ senti il desiderio di incrociare altri occhi e altri sorrisi. Carichi qualcuno o ti fai caricare. Discuti, parli, progetti e di nuovo ci si separa.
La vita è strana, si nasce per trovarsi e lasciarsi, continuamente.
Questi pensieri li facciamo anche da piccoli, ma li pensiamo in maniera piccola piccola. Quando lo scuolabus percorreva l’autostrada per portarmi a scuola, a Caracas, pensavo e progettavo come conquistare Roberta seduta al primo banco e fare amicizia con tutti. Mi sono sempre sentito un sognatore incompreso e non so perché sono rimasto bambino. La gente non ci crederà ma le mie priorità sono un po’ diverse da quelle dei miei conoscenti ed amici. Non sono a caccia di ricchezze, per questo motivo non sono stato capace di farli i soldi. Da una parte ho perso lauti guadagni derivati da lavori, dall’altra ho guadagnato l’ingenuità e la semplicità. Chi non è mai stato veramente ricco o almeno benestante non matura mai. Ci si accontenta delle piccole cose e continui a sognare a occhi aperti.
Con questo non voglio dire che non ho lavorato, anzi! Dico che non ho guadagnato. L’altro giorno mia moglie mi ha detto che il mestiere più stupido è quello dell’artista, io le ho risposto che ci sono molti artisti ricchi… si ma non io! Certo non sono Ramazzotti e nemmeno Cohelo lo so bene, ma sognare non costa nulla. Tu che mi stai leggendo e non so nemmeno quale sia il tuo nome, per me è una bella soddisfazione. Pazienza se sono stato fregato mille volte, dentro io mi sento sereno chissà se tutte le persone che mi hanno fregato lo sono altrettanto.
Leggendo i commenti a un mio post su un forum dei padri separati qualcuno, non so per quale motivo,ce l’aveva con me. Diceva di provare una certa avversione per me perché ho raccolto le storie degli altri e ne ho fatto un libro arricchendomi. Che sciocca mentalità. Innanzitutto ho capito che il mio libro non l’ha letto, dal momento che non ho raccontato storie di nessuno soltanto quella intitolata ‘Madre contro Padre’. Secondo non mi sono arricchito affatto, non mi arricchisco mai io. Mio zio Gaspare dice che sono come lui, che mi vuol bene perché sono sfortunato come lui, sostiene che siamo nati per stare nella m…a. Che tristezza e che paura! Ma chi se importa in fondo, quando penso alla mia possibile povertà, mi vedo per le strade di Caracas. Mi basta poco nella mia città. Nessuno si cura del fatto che non vado in giro con abiti firmati e poi ci si alimenta con poco. Lo so che la situazione economica non è bella e che dobbiamo fingere una felicità che in realtà non c’è altrimenti ‘ el jefe’ si arrabbia, ma in cuor nostro siamo liberi. In fondo non ci costa nulla non parlar male di lui, abbiamo sempre la possibilità di farci una birretta e trovarci nel cortile di qualche amico per ballare un po’ di merengue.
Il viaggio continua e se durante il viaggio a bordo sale un bambino, tuo figlio, sai che ci starà per un bel po’, anche lui conoscerà i passeggeri che caricherai e tutto il resto. Sarà ancora più duro quando dovrai separarti da tuo figlio, certo, ma almeno lo avrai visto crescere. O no? Beh certo che quello dipende dalla tua situazione e dal tuo matrimonio. Non ci sono molte scelte, o rimani sposato o se per disgrazia ti separi da tua moglie devi sperare che lei sia una persona sensibile e intelligente e che non decida di non farti vedere più i tuoi figli.
A quel punto il viaggio diventa disastrato. Depressione, povertà e senso di frustrazione. Si spera che non succeda anche se questo tipo di viaggio tocca a milioni di persone solo in Italia, figuriamoci nel mondo intero.
Il viaggio della vita spesso non è confortevole e c’è chi viaggia in Ferrari e auto lussuose e chi viaggia in utilitarie scomode. Ma il tragitto è lo stesso, anche la meta è la stessa.
Mia madre mi dice sempre che Dio una cosa l’ha fatta giusta, la morte. Uguale per tutti, si finisce tutti nello stessa terra o nel medesimo loculo e anche se l’esterno delle tombe di chi è stato ricco è più lussuoso, all’interno il processo di decomposizione è il medesimo. Ma non parliamo di morte, tanto ci pensa da sola ad arrivare. Parliamo della vita, del sole e dell’amore, ricchezze umane che tutti possono godere. In fondo siamo ricchi se stiamo bene e pensare a tutti quei bambini che invece muoiono di fame è veramente triste. Pensare a quei genitori che vedono spegnersi tra le braccia un figlio perché non hanno nulla da dargli da mangiare è crudele. A quel punto odi tutto ciò che è moderno, il progresso, il consumismo e le signore che spendono anche mille euro per una borsetta. Lo so che non possiamo farci niente, oppure no? Magari qualcosa si può fare. Mia figlia dodicenne per Natale ha chiesto un jeans che costava 109 Euro, ho pensato che a Natale la cosa era fattibile, poi mi sono sentito un verme e ho voluto spiegarle che un bambino dodicenne dell’Africa povera con quella cifra potrebbe andare a scuola per un anno.
Ma come facciamo a cambiare stile di vita se intorno i tuoi figli vedono sono compagni e amici che vanno in giro con jeans e zaini griffati. Ripenso al Venezuela e a quando sono arrivato in Italia, non mi rendevo ancora conto e me ne andavo in giro vestito come un venezuelano. Gli altri mi guardavano in maniera molto strana. Lo capii soltanto più tardi.
Io e Giovanni, anche lui proveniente dal Venezuela e figlio d’italiani.
Dai cortili di Caracas, ancora adolescenti ci ritrovammo a Torino. Dal caldo tropicale ai fumetti del mattino e ai brividi di freddo. Era tutto così diverso, la rete elettrica dei filobus sembrava una ragnatela alla quale non ero abituato. A Caracas vedevo sempre il cielo azzurro e le piogge veloci, a Torino, invece il cielo era sempre nuvoloso. La mia scuola era all’aperto e invece nella città piemontese era in un fabbricato antico con i termosifoni caldissimi. Mi sembrava di impazzire. Feci amicizia con molti giovani come me e mi rassegnai subito.
Man mano che passavano gli anni mi abituavo sempre di più all’Italia e cominciavo a rendermi conto della mentalità della gente che era molto diversa da quella nostra. Notavo con meraviglia che si dicevano cose pazzesche a seconda del colore politico. Una mattina, in classe si venne a conoscenza della morte di Aldo Moro, io rimasi molto male, non mi interessava a quale partito appartenesse, ma il suo omicidio mi impressionò molto. La cosa però che mi sconcertò di più fu quello che mi disse la mia compagna di banco: - Che te ne frega? A me non importa niente, cosa ha fatto lui per l’Italia? – Credo che odiai quella ragazza di cui non mi ricordo nemmeno il nome. In quegli anni esisteva anche un razzismo verso i meridionali, era la metà degli anni settanta e i miei compagni ancora raccontavano di situazioni dove i meridionali venivano penalizzati e insultati.
Per fortuna non succede più, anche se l’altro giorno mia figlia mi ha raccontato di un litigio in classe tra due compagni. A un certo punto uno ha detto all’altro: - Vai aff…. Tu e i tuoi genitori meridionali di me….- La cosa mi ha fatto pensare perché sicuramente quel ragazzino di dodici anni aveva sentito parlare in casa in quel modo. Non pensate anche voi? Cosa vogliamo concludere se ci facciamo ancora la guerra tra di noi e poi mettiamo alla finestra la bandiera con scritto ‘Pace’. Bisognerebbe avere la cultura della pace prima tra di noi, veramente.
Mia figlia Stefany è intelligente e sveglia stringe facilmente amicizia e non fa preferenze. Confesso di invidiare questo suo modo di essere. A scuola mi hanno detto che è diventata il leader della classe, un po’ come se fosse la sorella maggiore di tutti. Mi fa impressione vederla cresciuta e quando la dottoressa della farmacia vicino casa mi ha detto che per il Tav la valle sarà veramente a richio ho cominciato a riflettere. Non si tratta più di una scelta politica. Certamente no. Negli novanta si è deciso e il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso inizialmente sembrava contraria e poi, quando ormai era in carica, ha detto che quest’opera era indispensabile. D’altra parte non si poteva fare altrimenti a questo punto arrivati. Non resta che scappare via, ma dove si va? Esiste un posto sicuro da inquinamento in un paese industrializzato? Ecco che mi ritorna la voglia di andare in Venezuela, ma non a Caracas che è piena di gas di scarico delle auto sconquassate, bisognerebbe andare a vivere a Los Roques per esempio. In quelle isole coralline sicuramente non ci sarà smog e prima che venga sommersa dal mare per via dello scioglimento dei ghiacciai del Polo passeranno molti anni. Ma a cosa serve fuggire e poi tutti i miei amici che lascio qui? I bambini bellissimi con cui ho a che fare? Quelli a cui insegno a ballare e poi c’è anche Alisia la figlia di Pino, una bimbetta che voglio tanto bene. Vedi sono sempre il solito coglione. Una volta per una cosa e una volta per un’altra a sacrificarmi sono sempre io.
Vorrei tornare a Caracas per un po’, anche solo un paio di mesi ma mia figlia non vuole rimanere senza di me. Mi dispiace per lei e rinuncio ad andarci quest’anno, magari il prossimo.
Una vita, un viaggio che non sempre procede come vorrei, ma che vale la pena. Spesso mi incanto ad ascoltare le persone anziane quando raccontano vicende del passato, mi vedo in quello che dicono. La loro voce rauca e sottile mi sembra bellissima e mi tornano in mente alcuni racconti di mio papà. Il mio povero padre che è morto a 68 anni e non è riuscito a diventare un vecchio saggio. Quante volte vorrei parlargli e a volte lo faccio e mi sembra di avvertire la sua presenza. Con mia mamma e mia sorella spesso parliamo di lui, ha avuto un ruolo fondamentale nella nostra vita e sicuramente non si può dimenticare.
Ma questo è un altro capitolo ne parlerò più avanti, ora vado a letto.
Cosmo de La Fuente
cosmo_delafuente@yahoo.it