11/21/08

Si quieres a Venezuela no votes por él



No cometas suicidio, no votes por Chavez, aunque haga trampas, que sepa que los Venezolanos no quieren vivir como viven los Cubanos. Botemos al déspota.
Quasi 17 milioni di venezuelani sono chiamati alle urne domenica per rinnovare le amministrazioni del paese, appuntamento particolarmente sentito dal presidente Hugo Chavez che vede nel test elettorale un esame per la sua "rivoluzione bolivariana". "In gioco c'è il futuro della rivoluzione, il futuro del socialismo, del Venezuela, del governo rivoluzionario e di Hugo Chavez", ha detto il presidente.
Dieci anni dopo l'elezione del presidente socialista, gli elettori dovranno scegliere 22 governatori, 328 sindaci e 233 membri dei consigli regionali, che resteranno in carica per quattro anni.
Infaticabile, Hugo Chavez ha partecipato alla campagna elettorale come un vero e proprio candidato del partito socialista, percorrendo il Paese in lungo e il largo. Nell'ultima settimana il capo dello Stato è stato onnipresente arrivando ad avere anche tre passaggi televisivi al giorno e eclissando i temi tradizionali del dibattito politico delle elezioni regionali, come la sicurezza o l'efficacia dei servizi pubblici. "Chavez ha tentato di evitare questi argomenti, perché il bilancio della gestione del governo in questi settori è deficitario", ha detto Luis Vicente Leon, dell'istituto di sondaggi Datanalisis. Il presidente ha preferito concentrare "l'attenzione su temi dove si sente più forte, come gli sventati tentativi di colpo di Stato e la rivoluzione bolivariana", ha spiegato Leon.
Ma Chavez ha anche inasprito i toni nei confronti dei suoi avversari, minacciando di rinchiudere in prigione gli oppositori e i dissidenti e di essere pronto a chiamare l'esercito nel caso in cui l'opposizione non dovesse accettare la sconfitta. "Chi tradisce Chavez è morto politicamente. Ma non tradisce me, tradisce il popolo venezuelano", ha affermato il capo dello Stato aggiungendo di cercare "un gruppo veramente solido di governatori, di sindaci e di consiglieri regionali. Un gruppo, un governo".
Dagli ultimi sondaggi emerge che la sua popolarità - intorno al 55% di giudizi favorevoli nel suo partito - si è abbassata dal 2007 in particolare a causa delle polemiche sul mancato rinnovo della concessione alla televisione d'opposizione Rctv, che ha contribuito alla sconfitta del referendum costituzionale organizzato dal governo nel dicembre 2007.
Chavez "sa di non essere più invincibile (...) e sa che la sua rivoluzione per avanzare ha bisogno di un solido consenso", ha spiegato ancora Leon. In questo senso, le elezioni regionali saranno un test molto importante per la rivoluzione socialista del XXI secolo di Chavez, che dovrebbe lasciare il potere nel 2013. Se il partito socialista dovesse stravincere le elezioni regionali si aprirebbe la strada a un nuovo referendum costituzionale con cui assicurare la rielezione illimitata del presidente.

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