26/11/08

Herzbollah si congratula con il despota


EST - Venezuela, Hezbollah si congratula con Chávez per le elezioni

Caracas, 25 nov (Velino/Velino Latam) - Il gruppo sciita libanese Hezbollah si è congratulato con ilPartido socialista unido de Venezuela per il successo nelle elezioni regionali e municipali di domenica scorsa. "Riceviamo con grande soddisfazione la notizia della vittoria alle urne del partito di Chávez" ha affermato Nawaf Musawi, responsabile della politica estera di Hezbollah, in un messaggio inviato all'ambasciata venezuelana. Musawi ha sottolineato che la "vittoria riflette la grande fiducia del popolo venezuelano nella lotta di Chávez all'egemonia americana".
Il leader sciita ha ribadito l"amicizia" che lo lega con il popolo venezuelano e ha invitato gli alleati degli Stati Uniti ad "accettare la sconfitta". "Siamo al fianco dei nostri amici venezuelani, il cui popolo e il cui presidente sono stati accanto alla nostra gente durante l'aggressione israeliana e la resistenza libanese del 2006", ha dichiarato riferendosi al conflitto tra Israele e Libano avvenuto l'estate di quell'anno. Secondo Musawi, la vittoria dei sostenitori di Chávez è un "nuovo colpo per il presidente americano, George W. Bush, a cui non basta la sconfitta del suo partito alle elezioni nel suo paese, ma che adesso dovrà essere giudicato come criminale di guerra per gli assassini commessi contro il popolo iracheno e libanese".
"Insieme siamo destinati a ottenere nuove vittorie nella resistenza all'imperialismo e al sionismo", ha concluso il leader Hezbollah. Anche se mancano ancora i risultati definitivi delle elezioni municipali e regionali, l'esito delle urne sembra essere al riparo da sorprese dell'ultima ora. Il Psuv si è aggiudicato 17 dei 22 stati venezuelani in palio. L'opposizione si è comunque imposta in cinque regioni, tra le più popolose e di maggior peso economico, come la provincia di Caracas e lo stato di Zulia.

(red/anv) 25 nov 2008 17:54
Chavez: Herzbollah in salsa latina

Herzobollah in Venezuela grazie a Hugo Chavez, il presidente del Venezuela, che, proclamatosi difensore del popolo, in realtà sta portando il paese dalla rovina.
Pochi sanno come realmente si vive in Venezuela, il livello di povertà e l’insicurezza per le strade e nelle abitazioni per una delinquenza dilagante che minaccia la vita di milioni di persone.
Non ci sono soldi per medicine e per dare ai minori il necessario e tanto meno per aggiustare le strade disastrate. Basti pensare che dall’aeroporto di Maiquetia per arrivare a Caracas, un tragitto che normalmente si impegava una mezz’ora in auto, ora ci vogliono ben cinque ore a causa del crollo di un ponte che non è mai stato riparato. Sono oramai anni in queste condizioni. Non ci sono soldi per i Venezuelani benché il Venezuela sia uno dei maggiori esportatori di petrolio. Il motivo è semplice, il dittatore sta utilizzando i soldi e il petrolio non solo per armarsi fino ai denti ma anche per conquistarsi l’amicizia di paesi come l’Iran, Cuba, Brasile, ecc. ecc. in modo da creare un asse contro l’America. Tutto questo a danno di un paese ricco come il Venezuela. I votanti del 3 dicembre, data di elezioni in Venezuela, hanno paura del ‘capta huellas’ un sistema di controllo che rende il voto non anonimo. In Venezuela tutto è controllato da questo golpista che, addirittura, ha cambiato la costituzione e ha deciso di rimanere a vita se le prossime elezioni gli daranno ragione. Il rischio di brogli è elevatissimo.
L’unica via di uscita sarebbe Manuel Rosales, l’unico che ha deciso di restare come avversario di Chavez. Nel programma di Rosales i minori e un futuro sereno. Il suo slogan è, -un venezuelano per il Venezuela-
Il rischio è altissimo ora che, grazie a Chavez, che, contraddittoriamente, parla sempre con un crocifisso in mano, ha permesso che la jihad possa stabilirsi e diffondersi in tutta l’America latina. Pericolo imminente!