10/18/08

Preti e Chiesa col vizietto


Alcuni pezzi sono di Gay.it


«Ho vissuto per quasi otto mesi nella canonica ospite del sacerdote conosciuto in precedenza in una sauna gay di Verona. Sono stato pagato dal parroco con uno stipendio mensile di alcune centinaia di euro per fare sesso con lui e per trovare altri giovani disposti a fare sesso con lui, qui a Genova, in tutto il Nord Italia e anche all'estero, alle Canarie nel corso di numerosi viaggi organizzati da lui con quel preciso scopo. Ho diverse ore di filmati a provare quanto dico e anche numerosi sms spediti al mio cellulare dal sacerdote». Questa la circostanziata denuncia di un brasiliano (pubblicata da Il Secolo XIX) a sua volta denunciato da un sacerdote di Genova per furto. Il parroco nega ogni addebito, e saranno gli inquirenti a decidere. Quello di oggi, è solo l'ultimo di innumerevoli casi che attesterebbero, il condizionale sembrerebbe d'obbligo, un uso non ortodosso delle canoniche.


Il caso più celebre è quello di don Tommaso Stenico, pizzicato dalle telecamere nascoste La7, in Vaticano a proporre ad un giovane contattato via chat un rapporto sadomaso. Ma lo scandalo gay in canonica è servito tra le pieghe della cronaca, soprattutto sui giornali cittadini che trattano la scottante materia con eufemismi, ed ha pure illustri precedenti storici...

Nel 1960 Don Martino Z., rettore della chiesa di S. Maria del Lino (e per anni censore dell’istituto Orfani) di Brescia denunciò il tentativo di estorsione di due baldi giovani. Nel corso dell'inchiesta, secondo gli atti del processo, emerse una realtà ben diversa: il curato aveva "compiuto gli atti di favoreggiamento per servire la propria libidine", aveva concesso ad un giovane una stanza per prostituirsi e si "intratteneva con i due per soddisfare... voglie carnali contro natura, organizzando una vera e propria orgia a tre." Il pubblico ministero decise di non procedere...

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