2/12/08

Il padrone del mondo




Il frenetico attivismo del presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha preso di mira un altro settore produttivo del Paese sudamericano, e questa volta a farne le spese potrebbe non essere un colosso petrolifero, ma l´italiana Parmalat. Dopo gli espropri e le nazionalizzazioni effettuate nello scorso anno nei settori dell´energia e del petrolio, questa volta il liquido interessato ha il colore candido del latte e gli strali di Chavez vanno a coinvolgere gli interessi di multinazionali come l´azienda di Collecchio o la Nestlè, presenti in forze in Venezuela.
Il presidente venezuelano ha infatti minacciato l´espoprio degli impianti di lavorazione dei prodotti lattiero-caseari delle due società per difendere i produttori locali, marginalizzati o esclusi dalla produzione dal dominio dei due colossi esteri. Dalla tribuna del suo intervento-fiume settimanale, Chavez ha indicato Parmalat e Nestlè come le responsabili delle difficoltà di approvigionamento di latte da parte dei produttori locali, invitando il governo in carica a intervenire, secondo il dettato costituzionale, con l´esproprio degli impianti. "Queste società - ha detto Chavez - si impossessano del latte privandone stabilimenti statali e cooperative con pressioni e meccanismi economici".
Non sorprende la reazione negativa del titolo in Borsa. Il mercato punisce i titoli Parmalat con un ribasso superiore ai due punti percentuali a 2,4375 dopo un minimo di giornata a 2,4225. La società guidata da Enrico Bondi ha una presenza rilevante in America Latina e in Venezuela, da cui proviene circa il 5% del fatturato complessivo. Pesano però anche i realizzi dopo il balzo di venerdì quando il titolo aveva messo a segno un +5% in scia ai risultati preliminari.
Venerdì Parmalat ha infatti reso noto in via preliminare un margine operativo lordo per il 2007 di 367,1 milioni di euro, nonostante un rincaro della materia prima latte che secondo la stessa società sarebbe superiore ai 150 milioni di euro. Per Parmalat Spa invece il 2007 è previsto chiudersi con un utile netto compreso tra 545 e 550 milioni di euro. Il fatturato netto consolidato secondo i numeri preliminari presenterà un incremento rispetto all´esercizio precedente di circa il 9,1% senza considerare l´effetto cambio e del 6,3% includendo quest´ultimo.
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