2/21/08

Diritto del padre: pensateci bene prima di votare




Sono tutti bravi a promettere ma a nessuna forza politica, credetemi, NESSUNA, gliene frega un tubo e sapete perchè? La maggior parte di questi politici uomini è super impegnato e non possono nemmeno concepire un padre che si occupa dei figli, il resto sono politici donne e quindi 'chi se ne frega'. Pensateci bene prima di votare e, se è il caso, insieme al problema napoletano della 'monnezza' mettiamoci anche questo, e piuttosto che non si voti. Aspetto ancora di avere risposte vere da Bondi (Forza Italia) che ho incontrato di persona tempo fa, IDV Italia dei Valori e un paio di altri partiti e di altri schieramenti. Per ora, ragazzi miei, solo fregnacce acchiappavoti e nient'altro.
Cosmo de La Fuente

Da 'Il Giornale'

La tecnica è quasi sempre uguale. Denunciare prima della separazione il marito per percosse e minacce, anche se non sono vere. Scrivere qualche sms alle amichette con finte richieste di aiuto. Mettersi d'accordo con loro per le testimonianze in tribunale. Addirittura quelle più determinate arrivano ai casi di autolesionismo per provare le violenze subite in casa. Poi basta un avvocato senza tanti scrupoli e desideroso di riempirsi il portafoglio e il gioco è fatto. I giudici non vanno tanto per il sottile e nella maggioranza dei casi danno ragione alle donne. Salvo poi ricredersi ma dopo anni e lunghe battaglie a colpi di carte bollate. Il marito e padre, quindi, viene sbattuto via da casa, anche se è di sua proprietà, e viene costretto a versare gli alimenti che oggi partono da un minimo di 400 euro al mese anche se lei lavora e guadagna più di lui. Spesso cornuti, quasi sempre mazziati. Sono molte le storie denunciate ieri al convegno dove Alessio Saso (ospite il consigliere comunale Giuseppe Murolo) ha presentato un disegno di legge regionale a sostegno dei padri separati. L’incontro è stato moderato dal caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana. In Liguria la maggiore parte sono quarantenni, benestanti, con una dignitosa professione, un figlio e il mutuo della casa da pagare. Il numero delle separazioni sono in aumento, mentre il numero dei divorzi ha subìto una leggera flessione.«La mia storia - dice Mauro Rossello dell'associazione savonese - è una delle poche andate a lieto fine. Con mia moglie ci siamo separati consensualmente e abbiamo ottenuto l'affidamento congiunto. La nostra bimba ha capito. Tuttavia a Savona i giudici non applicano per niente l'affidamento condiviso. È una situazione che non va bene. Così come per la maggiore parte dei nostri associati. Un caso per tutti. Lui architetto di Finale Ligure. Lei avvocato di 41 anni. Lui torna a casa e trova una ditta di trasloco. La moglie senza dargli spiegazioni gli dice vattene via. Lui non reagisce. Scopre poi una serie di tradimenti. E si vede arrivare, poco prima della richiesta di separazione, una denuncia per percosse. Adesso lui è costretto a pagare gli alimenti e non può vedere il figlio. Assurdo e tutto con il beneplacito dei giudici».

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