2008/12/30

L'ambasciatore del Venezuela a Roma difende Chavez


Caro ambasciatore,
è esemplare che lei difenda il suo presidente, che, sicuramente, le ha concesso di espletare i suoi servigi senza temere ritorsioni, come invece temono tutti quelli che non la pensano come Chavez e che sono costretti dai suoi scagnozzi a emigrare onde evitare ripercussioni, talvolta anche gravi.
Provi a chiedere a tutti i venezuelani colti e liberali che vivono a Miami e che hanno, come unica colpa, di non accettare il dispotismo da lui trattato. Un presidente che si sta armando con la complicità iraniana e che promette qualcosa di grosso. Mi scusi, ma lei non credo sia sopra le parti. Lasci parlare i venezuelani che non vogliono, assolutamente, ridursi come Castro ha ridotto i cubani.
Cosmo de La Fuente
Chavez il tiranno, ecco le novità dal Venezuela

La marcia del sale dei venezuelani e le voci, sempre più insistenti, che parlano di malcontento persino tra i militari. Risvolti pericolosi all’orizzonte.

Proprio come Gandhi con la sua pacifica protesta, il quale, nel 1930, per dimostrare allo stato inglese che il regime non avrebbe fermato il desiderio di rivalsa del popolo, giunse, dopo 24 giorni di cammino, al mar arabico, per ottenere il sale attraverso l’evaporazione dell’acqua di mare ,in maniera illegale perché ottenuta liberamente senza il pagamento della tassa, che non si oppose poi all’arresto e alle torture, così sta marciando il popolo del Venezuela.
La vera rivoluzione è quella che la gente sta combattendo contro il regime di Chavez, non quella che il dittatore vuol mostrare al mondo come se fosse la ‘revolución’ del popolo, la rivoluzione bolivariana. La protesta è per le strade di Caracas, l’ultima, circa 300.000 persone, non è stata nemmeno citata in tv, non esiste più RCTV, mentre quella finta organizzata e pagata dal governo, di poche migliaia di individui venduti per 25 dollari a testa, è stata ampiamente descritta nei tg del governo.
Una marea di persone per far capire a chi, troppo distratto da notizie fuorvianti, che il guerrafondaio e despota, oltre ad aver cancellato la possibilità d’espressione di chi non condivide il suo pensiero, sta portando il paese alla deriva. Tra qualche anno, se glielo si lascerà fare, ridurrà il paese in uno stato di estrema ignoranza, situazione ideale per poter rimanere al comando fino alla morte. Il metodo ricorda un po’ quello di Saddam Hussein, ma, senza andare troppo lontano, quello del suo maestro Fidel Castro.
Mi spaventa che ci sia ancora chi continua a difendere questo pazzo, gente che si dichiara del popolo e non si rende conto del male che sta facendo proprio alla povera gente, la quale, oltre ad essere privata di qualsiasi benessere economico, gli viene ora negata la libertà di parola e di pensiero.
Resta una guerra del sale, pacifica, atta a dimostrare che il fuoco della libertà non potrà mai essere spento dalla follia di un governo militare. Occorre aiutare il Venezuela a liberarsi, ancora una volta, da chi, possedendo il petrolio di tutti, sta stravolgendo la vita di una nazione. E’ importante adesso dare il giusto valore alle cose, non si tratta di credo politico, non esiste più comunismo, fascismo o altro, adesso si parla di democrazia assente, di libertà di parola negata.
Le elezioni venezuelane sono state alquanto sospette se si pensa a quanta gente sta contestando questo governo, il 62% che tanto vantano è stato ottenuto aumentando la popolazione votante a proprio piacimento:musulmani invitati, cubani ospiti e partecipazioni speciali, oltre ai naturali brogli abituali e tipici del Venezuela.
In realtà non c’è stata nessuna sorveglianza e i tanto pubblicizzati inviati si sono lasciati convincere a stare alla larga, senza contare che la gente votante era cosciente dell’esistenza di un ‘capta impronte’ che non rendeva anonima la scelta, e c’è da crederci perchè in Venezuela ci sono le proprie impronte anche sulla carta d’identità. Questo è il Paese di Chavez e si spera che qualcosa o qualcuno possa cambiare questa situazione che rischia di implodere e di danneggiarci in maniera irreversibile.
Secondo me bisogna andarci cauti ad esaltare Hugo Chavez Frias, è facile fare la figura da ignoranti o dimostrare di essere in malafede e, in entrambi casi, apparire inaffidabili. Ora che il mondo sta per liberarsi di Fidel Castro ci rimarrà, chissà per quanti anni ancora, il suo discepolo migliore, l’imperatore del Venezuela Hugo Chavez.
Ancora una considerazione
Il Venezuela, un po’ come succede in Italia, per alcuni anni ha avuto due facce. Dopo 44 anni dalla caduta di Marcos Perez Jimenez, il dittatore contestato da tutte le classi sociali, il 23 di gennaio di quest’anno, nell’anniversario, hanno marciato le due facce del Venezuela. Un gruppo dell’opposizione, contro la dittatura chavista e a favore della democrazia e l’altro che stava con il governo.
La Chiesa, che si è sentita profanata dagli attacchi di Hugo Chavez, ha visto le due marce come una lotta tra fratelli. Causa della guerra tra Caino e Abele è stato il despota.
Questo accadeva a gennaio, oggi il popolo di dimostranti, di pacifici ma decisi venezuelani che si opongono alla dittatura di Chavez è aumentato considerevolmente, tanto da far impallidire, come detto, la finta marcia a favore del governo. Il rifiuto a Chavez, visto in percentuali, è cresciuto del 75%, ogni giorno che trascorre si esaurisce di più l’ossigeno che alimenta il tiranni e le pentole, i coperchi, gli arnesi che in venezuelani usano per far rumore e rendere pubblico il loro malessere, stanno assordando tutti. C’è chi dice che questo è l’inizio della fine della rivoluzione chavista, ma altri, compreso me, pensano che il tono usato da questo mostro è una scorciatoia verso una dittatura della peggiore specie. L’aveva detto anche il ministro della Difesa, amico del rais, José Vicente Ranger: “la lotta sarà cruenta e non ci lasceremo togliere il governo”.
Difficile pensare al Venezuela come un paese che potrà tornare a godere di una democrazia senza spargimento di sangue e senza dolore per la gente. In questi giorni qualcosa sta maturando, la preoccupazione è tangibile e il malcontento non si può certo contenere in un barattolo sotto vuoto, la gente venezuelana è paziente, non agisce subito, ma, quando arriva al limite della sopportazione, in altre occasioni ha dimostrato di non lasciarsi intimorire da niente. Spero con il cuore che si tratti ancora di ‘marce del sale’ allo stile di Gandhi, ma temo che le voci che si sentono in Venezuela, si basino su decisioni diverse che ancora non ci è dato conoscere completamente.
Non parlo da ricco italo venezuelano come qualcuno, afflitto dalle solite fette di salame e dalla tipica invidia di chi non ha argomenti, ha detto. Non sono ricco e, sinceramente, non mi interessa esserlo, amo il paese dove sono nato e cresciuto, amo la razza con la quale ho convissuto e, se permettete, mi fa male osservare il cambiamento del carattere dei venezuelani. Malgrado la povertà di molti, il sorriso era sempre presente, oggi, la mancanza di libertà e il terrore del futuro, hanno cancellato anche quello. Chavez non c’entra niente con Simon Bolivar, mi spiace per lui. La rivoluzione è quella che porta alla libertà non all’oppressione.
Viva Venezuela mi patria querida, quien la libertó mi hermano fue Simón Bolivar
COSMO DE LA FUENTE
LEGGI
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=312

2008/12/28

I figli so piezz'e core



Peccato che si tratti di Di Pietro, il cultore delle mani pulite. Il figlio raccomandato, già carabiniere e ora assessore, operatore dell'inciucio e dell'aumm aumm... Per un consigliere proviinciale di Campobasso, con un padre di tale stampo, ha raccomandato Mauro Mautone (provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise), raccomandato amici e compgagnia bella con appoggio ad appalti.
Meglio stendere un velo pietoso caro Di Pietro e, speriamo, che l'Italia non venga mai rappresentata da te.

Un aiuto a 'La Voce di Fiore'

Uno spazio libero di pensiero, nè a destra, nè a sinistra, dove ognuno può parlare apertamente, sta per chiudere.
Un aiuto da parte di chi ancora crede che la libertà d'espressione sia importante.
http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=46186271539&h=6Tcyk&u=un0ns

2008/12/19

Sinistra munnezza



La sinistra munnezza italiana finalmente viene a galla. Speriamo che l'abbraccio mortale da parte di Di Pietro possa, finalmente, portarli tutti molto lontano da dove, oggi più che mai, occorrono scelte per far si che l'Italia ce la faccia. Speriamo...tutti a casa, anche Di Pietro. Proprio in questo momento non abbiamo bisogno di prime donne. Non bastavano Cicciolina, Luxuria e Di Pietro, ora nel calderone, forse, ci sarà anche Alba Parietti. Che spettacolo degradante.
E se adesso toccasse a Roma? La domanda nessuno la fa a voce alta. Ma la paura è dipinta sulle facce dei politici che sfilano sulle tv locali. Con Napoli, l'accerchiamento è completo. Dopo la Liguria, la Toscana, l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, il timore che una nuova inchiesta presto punti diritto al quartier generale del Pd cresce di ora in ora, alimentato dal coinvolgimento del parlamentare Lusetti (insieme al collega di An Bocchino) nell’indagine sul «Global service» partenopeo, dalla vicinanza di Lusetti a Rutelli (i nomi dell’ex vicepresidente del consiglio e dell’ex ministro Fioroni compaiono nelle carte giudiziarie), e dalle mille voci che dicono che anche nella Capitale il lungo quindicennio del centrosinistra alla guida del Campidoglio potrebbe entrare a breve nel mirino della magistratura. Napoli come anticamera di Roma. Napoli come paradigma del degrado amministrativo del centrosinistra, che qui è esploso fragorosamente con il disastro della monnezza, ma anche altrove, come s’è visto, funzionava (o non funzionava) allo stesso modo. «In un certo senso la questione giudiziaria non è la cosa più importante - spiega Andrea Geremicca, a lungo vicesindaco ed assessore nella prima stagione delle giunte di sinistra, e oggi a capo della Fondazione «Mezzogiorno Europa» - non perché non sia grave l’arresto di alcuni assessori o il suicidio, prima dell’arresto, di uno di loro. Ma in termini politici, tutto era già avvenuto prima. La crisi dei partiti. Le guerre tra gruppi e correnti, ai quali i leader nazionali hanno lasciato mano libera, all’interno del Pd neonato. E poi il distacco assoluto della politica dalle istituzioni, l’assenza di discussione, la mancanza di mobilitazione dell’opinione pubblica, la degenerazione del leaderismo, l’asfissia del ricambio della classe dirigente». Dicono che in questi giorni i membri della nomenclatura napoletana vivano un po’ come quelli sovietici negli anni dello stalinismo: quando sentivano bussare alla porta al mattino, non potevano sapere se a suonare il campanello fosse il lattaio o le guardie venute per arrestarli. Molto più di Genova, Pescara, Potenza o Reggio Calabria, Napoli è da sempre, per definizione, un caso nazionale. La rivoluzione dei sindaci, in fondo, era partita da qui. La caduta del vecchio sistema qui era stata più fragorosa che altrove, con l’improvvisa cancellazione dei «signori della miseria» che per decenni avevano prosperato sulla disperazione del Sud. Oggi resta ben poco del Rinascimento napoletano che aveva fatto risplendere la città, con Piazza Plebiscito liberata finalmente dal traffico e dalle auto in terza fila, nei giorni lontani del G7 del ‘94. La crisi nel rapporto tra istituzioni sorde e società civile indifferente, rassegnata, l’ha denunciata con forza il cardinale Sepe, forse l’unica autorità riconosciuta e anche il solo che dal pulpito e nelle strade cerca di ricostruire una rete di valori. Il magistrato-intellettuale Raffaele Cantone, a lungo impegnato contro il clan dei casalesi, la sua personale e reale Gomorra, che lo costringe a vivere sotto scorta, non vorrebbe parlare. Chiarisce che non può esprimersi sulla portata di inchieste a cui non ha preso parte. Ma aggiunge: «La caduta di credibilità della classe dirigente si era già consumata del tutto sulla questione della monnezza. Quando le istituzioni locali, a qualsiasi livello, hanno dimostrato di non essere in grado di porre rimedio a un problema così grave e per così lungo tempo, gettando la cittadinanza nel degrado e mettendone a rischio la salute, si sono giocate insieme prestigio e fiducia». Né vale il tentativo di Bassolino (e oggi del sindaco Iervolino) di resistere e tentare di recuperare, sull’onda della drastica ripulitura militare ordinata da Berlusconi. «Bassolino può pure aspettare, illudersi che l’indifferenza di una società civile presa politicamente a martellate possa consentirglielo, ma sbaglia a non riconoscere che il suo ciclo s’è chiuso - accusa Biagio De Giovanni, filosofo di fama mondiale, coscienza critica della sinistra napoletana, titolare della cattedra Jean Monnet di storia dell’integrazione europea all’Istituto Orientale - l’idea che l’attesa sia obbligata, per consentire la nascita di una classe dirigente alternativa all’interno del centrosinistra, non sta in piedi.L’alternativa non è nata perché negli ultimi anni qui c’è stato un regime. Un potere asfissiante in cui, a cominciare dall’interno della sinistra, ogni voce dissonante, ogni critica, ogni obiezione veniva tacitata, con le buone o con le cattive». Consulenze a pioggia. Professori di quelli che scrivono editoriali sui quotidiani assoldati nei think-thank pubblici con stipendi di decine di migliaia di euro. Molte chiacchiere, molti annunci, molte incompiute, quasi nessuna realizzazione. E se oggi la Iervolino è riuscita a mettere insieme contro di sé, tutti insieme, la Curia, l’Unione Industriali, buona parte degli intellettuali e l’insieme dei giornali locali, non dipende solo dalle avversità degli ultimi tempi. Ma dall’assoluta inefficienza di un’amministrazione paralizzata dai veti interni e dal braccio di ferro tra «cacicchi» e potentati locali. «Il problema non è la moralità dei singoli, alla cui buona fede posso perfino credere, fino a prova contraria. Piuttosto, le amministrazioni immobili - scandisce il presidente dell’Unione industriali Gianni Lettieri - hanno i fondi e non riescono a spenderli. Quando lo fanno, è senza progetti significativi. Prenda il termovalorizzatore, di cui ancora adesso si discute senza realizzarlo. Per il Comune sarebbe un affare, gli consentirebbe di far cassa. Noi abbiamo offerto tutto l’appoggio, anche finanziario, per costruirlo, ma si continua a rinviare. E lo stesso vale per la riqualificazione di Bagnoli o per i quattro milioni e mezzo di metri quadri di proprietà del Comune lasciati in abbandono, o per il Piano regolatore, fermo da quindici anni. Nessuno riflette o si interroga su come vorremmo che fosse Napoli tra dieci anni. E neppure sul giorno per giorno».C’è però una ragione che, al di là degli sviluppi giudiziari che potrebbero avere il sopravvento, spinge all’arroccamento Bassolino e Iervolino. Se si dimettessero, aprendo la strada a elezioni anticipate, in Campania finirebbe come in Abruzzo, centrodestra al governo, Pd in rovina, fuga in avanti di Di Pietro. «Si lo so, dicono che le elezioni non risolverebbero nulla e non porterebbero personale politico migliore dell’attuale - ragiona Geremicca -. Ma a parte il fatto che noi siamo sempre i migliori e sosteniamo la democrazia quando siamo al governo, pronti a cambiare idea se si profila un ricambio, chi ci dice che tra due anni gli elettori non ci daranno uno schiaffone anche più sonoro di quel che ci aspettiamo? E soprattutto - conclude - chi può assicurare che in questa situazione, in cui è evidente che s’è rotto il rapporto tra governanti e governati, Bassolino e Iervolino ce la faranno a resistere per altri due anni?».

2008/12/18

Niccolò Ghedini chiude la bocca a Di Pietro



Finalmente qualcuno che, parlando un perfetto italiano, riesce a chiudere la bocca a Di Pietro. Lo scenario accondiscendente di Annozero e Santoro non sono riusciti a proteggere l'immagine cafonesca e stanca di Di Pietro. Sempre le solite cose e oggi più che mai sta sinistra scassata e senza alcuna cognizione dovrebbe solo tacere. Com'è lontano quel bel socialismo sano e pulito. Oggi non c'è nessuna alternativa. L'Italia ce la farà, grazie a Berlusconi.
Niccolò Ghedini (Padova, 22 dicembre 1959) è un politico italiano. Laureato in giurisprudenza, avvocato penalista, ha cominciato a fare politica nelle file dei giovani del Partito Liberale Italiano, per poi approdare in Forza Italia.
Dal
2001 al 2006 è membro della Camera dei Deputati, mentre dal 2005 ricopre l'incarico di coordinatore regionale di Forza Italia in Veneto.
È avvocato di
Silvio Berlusconi.
Estratto da "
http://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Ghedini"

Simona Ventura soffre del complesso di superiorità



Saranno le numerose operazioni di ricostruzione volto e sollevamento tette, ma la Ventura diventa ogni anno più antipatica e piena di sè. Il complesso di superiorità di cui soffre pare che l'abbia completamente stravolta nel suo modo di fare.
Simo... ma chi pensi di essere?
L'avete vista ai provini di X-factor? Ma che cavolo ne capisce lei di cantanti?
Bah....

2008/12/15

Non odiare mai la tua mamma


Ciao piccola,
volevo dirti che ti voglio bene e che sei la mia bambina per sempre, nonostante tutti i problemi che ci sono.
E’ importante, però, che tu ti renda conto che non devi odiare, perché l’odio non fa bene a chi lo prova, ci possono essere momenti di rabbia, momenti di frustrazione, ma non bisogna arrivare mai ad odiare nessuno.
Lo so che ci vogliamo bene, che stiamo bene insieme e che ci capiamo al volo. So che dentro di te c’è tanta confusione e scompiglio per tutti i problemi che sta vivendo la nostra famiglia. Non devi mai odiare nessuno e tanto meno puoi odiare i tuoi genitori. Non odiare tua madre, nonostante i giorni di rabbia e di parole grosse, nonostante lei si impunti come ti impunti tu. E’ tua mamma e non fa bene nemmeno a te odiare tua madre. I problemi tra me e lei non devono coinvolgerti in maniera troppo personale. Io sono il tuo papà e lei è la tua mamma. Con tutti i nostri difetti. Fai un esercizio: cerca di scoprire i lati positivi di tutto, anche delle persone, vedrai che ti sembrerà meno brutto.
Tante persone vivono momenti tristi e difficili, la vita non è una passeggiata leggera, ma vale la pensa viverla perché riserva sempre qualcosa di bello.
Non ti avvilire, non stancare la tua mente. A volte ci viene proibito qualcosa da qualcuno, ma non bisogna pensare che lo si faccia sempre perché quella persona ce l’ha con noi. Mamma ha anche i suoi problemi, difficili anche per lei. In fondo ti vuol bene, ma non sa come dimostrarlo, almeno, non riesce a manifestarlo. Se qualche volta ti ha parlato di me in maniera spiacevole, sicuramente non aveva intenzione di ferirti profondamente e, poi, facendo così ha dimostrato di vivere un disagio, una debolezza. Tu non hai nessuna colpa, tu non hai chiesto che io e lei ci incontrassimo, non devi rispondere di niente. Pensaci come ai tuoi genitori.
E’ sempre la tua mamma. Sei parte di me come sei parte di lei.
Ci sono casi in cui i figli detestano i genitori, lo so, se ne sentono di queste storie in questi giorni. Ci sono anche casi di padri o madri, addirittura, che uccidono i propri figli. Sono persone deboli, che oramai non ragionano più e l’amore è vero che non è ragionato ma, secondo me, è anche coadiuvato, in un certo modo, dalla mente. Quelle persone hanno perso il senno, dillo come vuoi, ma è una cosa simile. Piccola, non odiare tua madre. Se lei odiasse me o qualcun altro, non farci caso, tu non odiarla, anzi, amala.
Un bacio dal tuo papà.

2008/12/05

Papà...perchè mi hai lasciato? (continua)



Per un anno intero non vidi mio figlio, lei aveva deciso per tutti. Lei...aveva deciso, non solo della mia vita, aveva deciso anche della vita del bambino. Riuscii, tramite alcuni amici, a raggiungerli a ben 380 km dalla mia città. Era stato un anno orribile per me. Fui anche colto da un malore perchè proprio ero ridotto male psicologicamente e non riuscivo nemmeno a rendere sul lavoro. Non mi interessava più niente e, pensate un po', qualcuno mi diceva anche che ero fortunato a non dover passare l'assegno a mia moglie, dal momento che si era nascosta. Avrei voluto pagare anche con tutto il mio stipendio e vivere sulle panchine della città pur di non separarmi da mio figlio.
Quando mi vide i suoi occhi erano intimiditi dal troppo tempo trascorso senza vederci e quasi aveva timore a pronunciare la parola : - papà -
Io gli dissi: - amore, sono papà, sono qui-
Lui mi si arrampicò improvvisamente addosso e si strinse al mio collo mentre all'orecchio mi sussurrava : - perchè mi hai lasciato? -
Prima di riuscire a rispondergli piansi con lui. Il mio stanco e malato cuore di padre non ne poteva più. Ma non era finita così. Un anno senza vederlo e poi accadde che 'lei' si sposò con un altro e decise che sarebbe andata a vivere insieme a lui a Buenos Aires.
Non avrei potuto sopportare quello e così decisi per il peggio.
Leo per Cosmo de La Fuente

2008/12/04

La vicenda di Leo padre


Mi aveva stretto la mano un attimo prima, poi, vidi il mio bambino allontanarsi in quell'auto. Al volante c'era il nuovo fidanzato della sua mamma, la mia ex. Il mio cuore andava in frantumi, perchè sapevo che da quel giorno la mia vita sarebbe cambiata, in peggio purtroppo.

Quella notte piansi come un bambino e mi sentii vicino a Luca, mi addormentai con il suo maialino di peluche tra le braccia e sperai di morire.

Il giorno dopo, però, mi svegliai, il dolore c'era, ma, intanto, era cresciuta la voglia di non lasciarmi andare e di lottare per poter stare con mio figlio. In fondo ero stato un padre affettuoso e attento, perchè la vita mi stava riservando questo? Me lo chiesi mille volte quella mattina mentre ero in ufficio e così, improvvisamente decisi di contattare qualcuno che mi avrebbe aiutato, eri tu Cosmo... grazie a te se oggi ho trovato la forza di raccontarmi e di far sapere a tutti la mia lunga vicenda e, seguendo il tuo consiglio, ti passerò i miei scritti che, dopo tua revisione potrai pubblicare su questo blog e, se ti va, farne un libro. Lo sai fare bene tu.

Aiutami ancora Cosmo, aiutami a restare quello che sono, perchè è di questo tipo di papà che ha bisogno mio figlio, ancora oggi, per sempre. Perchè con te riesco a parlare? Non mi mollare, ho bisogno di te adesso.

Leo G.
Per Cosmo de La Fuente

La Cosmobestia


Il mondo ci vuole bestie

2008/12/01

Papi


Oggi Flora (va per i 7 anni) mentre era in collo a me e vicino a sonia ed alla nonna, si è stretta forte a me e ha detto a voce alta: "il babbo è mio!" ... per un papà normale non ci sarebbe niente di strano.per me è una vittoria perchè due anni fa chiamava babbo un altro. questo mi da gioia, ma anche grande stima del lavoro fatto, è come se l'avessi avuta due volte, la prima quando è nata, la seconda quando me la sono conquistata una soddisfazione che vale tutto quello che ho passato
fabio barzagli

2008/11/26

Herzbollah si congratula con il despota


EST - Venezuela, Hezbollah si congratula con Chávez per le elezioni

Caracas, 25 nov (Velino/Velino Latam) - Il gruppo sciita libanese Hezbollah si è congratulato con ilPartido socialista unido de Venezuela per il successo nelle elezioni regionali e municipali di domenica scorsa. "Riceviamo con grande soddisfazione la notizia della vittoria alle urne del partito di Chávez" ha affermato Nawaf Musawi, responsabile della politica estera di Hezbollah, in un messaggio inviato all'ambasciata venezuelana. Musawi ha sottolineato che la "vittoria riflette la grande fiducia del popolo venezuelano nella lotta di Chávez all'egemonia americana".
Il leader sciita ha ribadito l"amicizia" che lo lega con il popolo venezuelano e ha invitato gli alleati degli Stati Uniti ad "accettare la sconfitta". "Siamo al fianco dei nostri amici venezuelani, il cui popolo e il cui presidente sono stati accanto alla nostra gente durante l'aggressione israeliana e la resistenza libanese del 2006", ha dichiarato riferendosi al conflitto tra Israele e Libano avvenuto l'estate di quell'anno. Secondo Musawi, la vittoria dei sostenitori di Chávez è un "nuovo colpo per il presidente americano, George W. Bush, a cui non basta la sconfitta del suo partito alle elezioni nel suo paese, ma che adesso dovrà essere giudicato come criminale di guerra per gli assassini commessi contro il popolo iracheno e libanese".
"Insieme siamo destinati a ottenere nuove vittorie nella resistenza all'imperialismo e al sionismo", ha concluso il leader Hezbollah. Anche se mancano ancora i risultati definitivi delle elezioni municipali e regionali, l'esito delle urne sembra essere al riparo da sorprese dell'ultima ora. Il Psuv si è aggiudicato 17 dei 22 stati venezuelani in palio. L'opposizione si è comunque imposta in cinque regioni, tra le più popolose e di maggior peso economico, come la provincia di Caracas e lo stato di Zulia.

(red/anv) 25 nov 2008 17:54
Chavez: Herzbollah in salsa latina

Herzobollah in Venezuela grazie a Hugo Chavez, il presidente del Venezuela, che, proclamatosi difensore del popolo, in realtà sta portando il paese dalla rovina.
Pochi sanno come realmente si vive in Venezuela, il livello di povertà e l’insicurezza per le strade e nelle abitazioni per una delinquenza dilagante che minaccia la vita di milioni di persone.
Non ci sono soldi per medicine e per dare ai minori il necessario e tanto meno per aggiustare le strade disastrate. Basti pensare che dall’aeroporto di Maiquetia per arrivare a Caracas, un tragitto che normalmente si impegava una mezz’ora in auto, ora ci vogliono ben cinque ore a causa del crollo di un ponte che non è mai stato riparato. Sono oramai anni in queste condizioni. Non ci sono soldi per i Venezuelani benché il Venezuela sia uno dei maggiori esportatori di petrolio. Il motivo è semplice, il dittatore sta utilizzando i soldi e il petrolio non solo per armarsi fino ai denti ma anche per conquistarsi l’amicizia di paesi come l’Iran, Cuba, Brasile, ecc. ecc. in modo da creare un asse contro l’America. Tutto questo a danno di un paese ricco come il Venezuela. I votanti del 3 dicembre, data di elezioni in Venezuela, hanno paura del ‘capta huellas’ un sistema di controllo che rende il voto non anonimo. In Venezuela tutto è controllato da questo golpista che, addirittura, ha cambiato la costituzione e ha deciso di rimanere a vita se le prossime elezioni gli daranno ragione. Il rischio di brogli è elevatissimo.
L’unica via di uscita sarebbe Manuel Rosales, l’unico che ha deciso di restare come avversario di Chavez. Nel programma di Rosales i minori e un futuro sereno. Il suo slogan è, -un venezuelano per il Venezuela-
Il rischio è altissimo ora che, grazie a Chavez, che, contraddittoriamente, parla sempre con un crocifisso in mano, ha permesso che la jihad possa stabilirsi e diffondersi in tutta l’America latina. Pericolo imminente!

2008/11/25

Isola dei famosi 2009


Sono pronto per l'edizione del 2009.
Guarda caso ha vinto Luxuria. Dal Parlamento ha avuto la pensione a vita (e che pensione!) da Simona la vincita dell'isola. Soldi a non finire.

2008/11/23

Liceo Darwin: troppa politica e poca sicurezza


Non è possibile morire a scuola a 17 anni.
Quando sono stato in questo liceo, un opern day, mi sono spaventato. Il palazzo è fatiscente e sui muri, in bella mostra, anche delle bestemmie. Come può la preside non pensare di ripulire prima dell'open day quando, centinaia di genitori, visitano quella che potrebbe essere la scuola dei propri figli.
Invece di fare tanta politica perchè non esiste un controllo e un organi che si occupi delle scuole dove i nostri figli trascorrono tantissime ore della loro vita.
Vito Scafidi è morto...per colpa di chi?

2008/11/21

Si quieres a Venezuela no votes por él



No cometas suicidio, no votes por Chavez, aunque haga trampas, que sepa que los Venezolanos no quieren vivir como viven los Cubanos. Botemos al déspota.
Quasi 17 milioni di venezuelani sono chiamati alle urne domenica per rinnovare le amministrazioni del paese, appuntamento particolarmente sentito dal presidente Hugo Chavez che vede nel test elettorale un esame per la sua "rivoluzione bolivariana". "In gioco c'è il futuro della rivoluzione, il futuro del socialismo, del Venezuela, del governo rivoluzionario e di Hugo Chavez", ha detto il presidente.
Dieci anni dopo l'elezione del presidente socialista, gli elettori dovranno scegliere 22 governatori, 328 sindaci e 233 membri dei consigli regionali, che resteranno in carica per quattro anni.
Infaticabile, Hugo Chavez ha partecipato alla campagna elettorale come un vero e proprio candidato del partito socialista, percorrendo il Paese in lungo e il largo. Nell'ultima settimana il capo dello Stato è stato onnipresente arrivando ad avere anche tre passaggi televisivi al giorno e eclissando i temi tradizionali del dibattito politico delle elezioni regionali, come la sicurezza o l'efficacia dei servizi pubblici. "Chavez ha tentato di evitare questi argomenti, perché il bilancio della gestione del governo in questi settori è deficitario", ha detto Luis Vicente Leon, dell'istituto di sondaggi Datanalisis. Il presidente ha preferito concentrare "l'attenzione su temi dove si sente più forte, come gli sventati tentativi di colpo di Stato e la rivoluzione bolivariana", ha spiegato Leon.
Ma Chavez ha anche inasprito i toni nei confronti dei suoi avversari, minacciando di rinchiudere in prigione gli oppositori e i dissidenti e di essere pronto a chiamare l'esercito nel caso in cui l'opposizione non dovesse accettare la sconfitta. "Chi tradisce Chavez è morto politicamente. Ma non tradisce me, tradisce il popolo venezuelano", ha affermato il capo dello Stato aggiungendo di cercare "un gruppo veramente solido di governatori, di sindaci e di consiglieri regionali. Un gruppo, un governo".
Dagli ultimi sondaggi emerge che la sua popolarità - intorno al 55% di giudizi favorevoli nel suo partito - si è abbassata dal 2007 in particolare a causa delle polemiche sul mancato rinnovo della concessione alla televisione d'opposizione Rctv, che ha contribuito alla sconfitta del referendum costituzionale organizzato dal governo nel dicembre 2007.
Chavez "sa di non essere più invincibile (...) e sa che la sua rivoluzione per avanzare ha bisogno di un solido consenso", ha spiegato ancora Leon. In questo senso, le elezioni regionali saranno un test molto importante per la rivoluzione socialista del XXI secolo di Chavez, che dovrebbe lasciare il potere nel 2013. Se il partito socialista dovesse stravincere le elezioni regionali si aprirebbe la strada a un nuovo referendum costituzionale con cui assicurare la rielezione illimitata del presidente.

2008/11/18

Quanto ama un padre!


Come sa amare un padre.
(ANSA) - UDINE, 18 NOV - 'Riporto Eluana in Friuli, casa sua': lo dice Beppino Englaro in un'intervista pubblicata dal Messaggero Veneto di Udine. 'E' questa terra che mi ha dato la forza di andare avanti', aggiunge Beppino Englaro evidenziando che 'la Carnia e' il sogno alla fine dell'incubo ed Eluana riposera' accanto a suo nonno. Per cui non esistono altre intenzioni, ne' mi e' mai passato per la testa di trattare con altre Regioni fuori dalla mia terra'.

2008/11/16

Amico della Russia, nemico del mondo



- Il Venezuela vuole l'energia nucleare e sta già lavorando con la Russia. Lo ha annunciato il Presidente Hugo Chavez aggiungendo che squadre di tecnici venezuelane e russe hanno cominciato a collaborare in vista della imminente visita in Venezuela del Presidente russo Dmitry Medvedev.
Chavez ha specificato che il Venezuela userà l’energia nucleare per alimentare i settori sanitario ed elettrico. Caracas ha rafforzato i rapporti con la Russia da quando Chavez è al potere, acquistando più di 4 miliardi di dollari di armi dalla Russia dal 2005. L’arrivo di Medvedev, il 26 novembre, sarà la prima visita di un presidente russo in Venezuela.

In realtà, il buon Chavez, vuole armarsi fino ai denti, in modo da diventare un temico temibile.

Speriamo che il popolo venezuelano non si lasci sottomettere da questo pazzo scatenato.

2008/11/13

Chavez Terrorista



DESENMASCARADO CHAVEZ COMO TERRORISTA QUE ENCABEZA UN REGIMEN LIGADO AL NARCOTRAFICO EN SESION DEL CONGRESO DE LOS E.E.U.U. Publicado por: Gustavo Coronel.
En el salón Nro. 2255 del edificio Sam Rayburn del Congreso de los E.E.U.U., el centro para la política de la seguridad, se instalo un Comité en la C.C. de Washington, para llevar a cabo, el pasado 30 de octubre de 2008, una sesión sobre Venezuela. Dicho Comité fue esencialmente estructurado por miembros del Congreso para discutir la actual situación política y económica venezolana. Los miembros del comité que participaron en este informe incluyeron a su Presidente Frank Gaffney, que proporcionó una descripción general; Nancy Menges, directora del Informe latinoamericano, que cubrió la conexión entre Venezuela, Rusia y China; el Consultor Douglas Farah, que habló sobre la conexión Venezolano-Iraní; el Geólogo venezolano Gustavo Coronel, que habló sobre el uso del petróleo venezolano como arma política; Martin Rodil, quien expuso sobre los recursos y las soluciones globales sobre el tráfico de droga a través de Venezuela; Ángel Rabasa, del Rand Corporation, que discutió la materia relacionada con la conexión de Venezuela y los terroristas e insurrectos; Bailey Normando, especialista en inteligencia nacional y el embajador Curtin Winsor, que proporcionó comentarios finales y algunas conclusiones para la acciónes futura. Los principales asuntos discutidos en la sesión pueden ser resumidos como sigue:
Conexión entre Chávez y la organización terrorista colombiana, FARC.
1. La conexión entre el régimen venezolano de Hugo Chávez y los terroristas colombianos de las FARC, están establecidas y bien documentadas, principalmente a través de los documentos encontrados en las computadoras portátiles del difunto terrorista Raúl Reyes. Las cartas que se encontraron en las computadoras portátiles de Raúl Reyes y de Raúl Márquez a Marulanda son suficientes pruebas de que el gobierno de Hugo Chávez asistía a las FARC con dinero y armas. El principal contacto entre el régimen de Chávez y las FARC era el anterior ministro del Interior y Justicia, Ramón Rodríguez Chacín. Esto también ha sido establecido en videos y otros documentos publicados y de hecho, precipito la salida del gabinete de Chávez de Rodríguez Chacín pocos días antes de que los E.E.U.U. lo nombrara como cómplice del terrorismo internacional. Rodriguez Chacin, incidentalmente, ahora es "Asesor" del Presidente boliviano Evo Morales. La conexión con los terroristas colombianos también ha sido manejada por el jefe venezolano de la inteligencia militar, Gral. Hugo Carvajal, y por la cabeza de la policía de Inteligencia venezolana, Gral. Henry Rangel, ambos nombrados por el gobierno de los E.E.U.U. como colaboradores de los terroristas. Estos tres hombres reciben órdenes directas de Hugo Chávez.
Existe una Organización ilícita venezolana que implican armas, drogas y personas.
2. Dentro del régimen de Chávez existe una mafia financiera venezolana, compuesto por banqueros, burócratas del gobierno e "intermediarios" de los amigos y parientes de Chávez para controlar transacciones financieras fraudulentas; movimientos de droga y las reparticiones de contratos y negocios sucios del gobierno, para enriquecerse. También se podría decir que hay toda una Organización ilegal que funciona a través de Venezuela para suministrarle armas a las FARC. Por ejemplo, el hombre que maneja el negocio de alimentos para Adán, el hermano de Chávez, es Ricardo Fernandez Barruecos, ciudadano Colombiano-Venezolano, ahora operando desde Panamá. Esta operación es basada en la distribución de alimentos por las compañías poseídas por los amigos y familiares de Chávez que son vendidos con sobreprecios al propio gobierno. Se tiene conocimiento que Fernandez Barruecos también maneja una flota de barcos atuneros en Ecuador, involucrados en una operación del tráficos de droga. Parece haber una triangulación que va con el trafico armas que se envían a los terroristas colombianos, las drogas que se envían a Venezuela para ser distribuidas a Europa y a los E.E.U.U., lavando el dinero a través de sus sistemas financieros. Cada kilogramo de cocaína que pasa a través de Venezuela deja a los venezolanos implicados en la operación algunos $10.000. Los vuelos que llevaban la cocaína desde Venezuela al norte de los E.E.U.U. y al este de África vía a Europa, han aumentado de 21 vuelos en el 2002 a 220 en el 2007. Puesto que la cantidad de cocaína que pasa a través de Venezuela actualmente está en el orden de las 300 toneladas o más por año, la renta ilegal obtenida por los narcos traficantes venezolanos asciende a unos $3 mil millones por año. Las actividades ilegales de esta mafia también incluyen el secuestro de los ciudadanos venezolanos para el cobrar rescate notablemente a lo largo de la frontera Venezolano-Colombiana, en el estado de Tachira.
La conexión de Chávez-Irán.
3. La conexión Venezolano-Iraní incluye transacciones bancarias entre el banco iraní Saderat y su afiliado venezolano Banco Internacional de Desarrollo, BID, y bancos venezolanos como BANESCO y CARONI, diseñados para evitar la supervisión de E.E.U.U. BANESCO tiene en E.E.U.U. sucursales en la Florida que funcionan bajo las leyes norteamericanas, a pesar de esa asociación. La conexión también sirve para que terroristas que vienen de Irán a través de Venezuela, en donde se les proporcionan documentos venezolanos falsos, viajen a los E.E.U.U., vía México.
Organizaciones terrorista con financiamiento de Chavez.
4.Existe un cierto financiamiento para organizaciones del terrorismo internaciona como Hezbollah que operan libremente en Venezuela particularmente en la isla de Margarita. La rama libanesa de la organización Hezbollah ha expresado público gratitud a Hugo Chávez por su ayuda.
¿Lavado de dinero a través del sistema financiero de Petroleos de Venezuela PDVSA?
5. Nadie parece saber, a ciencia cierta, cuánto petróleo produce la compañía propiedad del gobierno venezolano o cuánto dinero es manejado por la compañía producto de las ventas de petróleo o de otras fuentes. Por lo tanto, existe la posibilidad, que algo del dinero en el sistema financiero de la compañía podría originarse de transacciones no petroleras. Dos de las fuentes potenciales que se sospechan son: el sistema de distribución del dinero de los alimentos que maneja y el efectivo producto del negocio de las droga.
Centros organizados de la corrupción dentro del régimen de Chávez.
6. La corrupción generalizada dentro del sistema del gobierno de Chávez, está organizada alrededor de tres ramas principales: La rama financiera, manejando las transacciones financieras vergonzosas que implican las significativas comisiones conducida por BANESCO y otros bancos amigos; la rama comercial, conducida por las compañías que distribuyen alimentos cuyos propietarios son miembros de la familia Chávez y ciertos amigos, como Diosdado Cabello, actual gobernador del estado Miranda y la rama de los medios de comunicacion social, conducida por el ex vice presidente José Vicente Rangel y los grupos Capriles, Omar Camero y Esteban Pineda.
Chávez ha promovido un ejército latinoamericano de extremistas.
7. El dinero de los venezolanos manejado por Chávez producto de la renta petrolera, ha sido factor dominantes en la creación de un "Ejército Latinoamericano de Irregulares", que estan activos promoviendo malestar y extremismo a civiles en sus países: "Los Piqueteros" y "Madres de la Plaza de Mayo" capitaneadas por Hebe Bonafani de Argentina y "los de las casas alba" en Perú, los "Centros bolivarianos" en varios países y los "Centros Comunales" en Venezuela, son solo un ejemplo. Estos grupos están estrechando lazos y conformando una red con los extremistas islámicos y antisemíticos activos en otras partes del mundo
Algunas de las conclusiones principales pueden ser resumidas como sigue:
1. Hay abundante evidencias que señalan al régimen de Hugo Chávez como una amenaza para la seguridad nacional de los E.E.U.U..
2. El sistema financiero venezolano está comenzando a incorporar esquemas de lavado de dinero para cubrir el déficit fiscal legal y los requerimientos financieros de Chávez.
3. Petróleos de Venezuela, PDVSA, es cada vez menos confiable como surtidor del petróleo para los E.E.U.U. y está pidiendo prestadas grandes sumas de dinero a China, Japón y otros países (hasta $10 mil millones en los meses pasados), ofreciendo pagar a esos países con las entregas futuras de petróleo que pudieran no ser entregadas nunca. 4. Las finanzas de Chávez son muy frágiles. Las reservas monetarias internacionales netas de Venezuela son mucho más pequeñas que las demandadas por Chávez, probablemente negativas, cuando fueren comparadas a las deudas y comisiones existentes.
5. Los E.E.U.U. debe señalar al gobierno de Chávez como terrorista y recortar las importaciones venezolanas de petróleo. En este momento tal acción no produciría un incremento en los precios del petróleo y se podría manejar sin problemas por el uso temporal de los E.E.U.U. de las Reserva Estratégicas de petróleo con que cuenta la nación.
6. Al gunos Bancos del sistema bancario venezolano deben ser puestos en la lista de las instituciones de actividades bancarias que violan las leyes y regulaciones de actividades bancarias de los E.E.U.U. 7. La conexión de la droga de Venezuela-México está llegando a ser cada vez más importante y merece una cierta acción urgente por los E.E.U.U.
2. Notas. * Participé en el panel y discutí la situación general de la industria de petróleo venezolana y el uso del petróleo por Hugo Chávez como arma política. Soy completamente responsable de lo que dije, que fue registrado en vídeo. También estoy de acuerdo con la mayoría de todo que dicho durante la sesión pero no necesariamente todo.
3. Algunos de los nombres que mencionó aquí fueron conseguidos en conversaciones informales del grupo durante la reunión, no durante las presentaciones formales.
Publicado por Gustavo Coronel en 5:43/.-

2008/11/11

Chavez es muerte


Il Venezuela nelle mani di un uomo che non è un dittatore come qualcuno vorrebbe dipingerlo, ma porterà il suo Paese alla rovina. Ecco perchè.
La storia politica dell’America Latina è stata spesso caratterizzata da violenze, corruzione, giunte militari, instabilità economica, iperinflazioni ed interferenze da parte degli Stati Uniti. Chiunque si affacci sulla scena politica sudamericana ha quindi un largo numero di leve su cui giocare per ottenere il supporto popolare.All’inizio fu
Perez, presidente venezuelano fino al 1993, che Chavez tentò di abbattere con un colpo di stato militare nel 1992: un presidente corrotto (subì un impeachment nel 1993 e dovette ritirarsi dalla politica), che sfruttò gli alti prezzi del petrolio, dovuti alla crisi petrolifera degli anni ’70, per finanziare politiche di espansione della spesa pubblica, che si rivelarono miopi e insostenibili col crollo dei prezzi del petrolio, che ne aveva consentito il finanziamento negli anni precedenti.
NON E’ (ANCORA) UN DITTATORE - Chavez non è un autocrate: non ha il controllo totale della società venezuelana, e tutto sommato neanche del
proprio partito. Il referendum costituzionale di Dicembre 2007, perso per un soffio, ha interrotto, o perlomeno rallentato, i suoi piani di aumentare il potere dello stato, comprimere l’autonomia della Banca Centrale (per finanziare la spesa pubblica con l’inflazione), e diventare presidente a vita. Dopo il tentativo di controllare il principale sindacato d’opposizione, e il fallimento del referendum costituzionale, è chiaro che Chavez non ha la forza di comportarsi come un autocrate. Sono però da guardare con preoccupazione i suoi tentativi di ampliare i poteri dei servizi segreti, introducendo perquisizioni senza mandato, l’uso di testimonianze anonime e di prove segretate nei processi, l’obbligo di supportare i servizi segreti da parte dei giudici e dell’intera popolazione, e figure di reato vaghe, quindi pericolose, in quanto interpretabili in maniera strumentale.
L’ECONOMIA E LA POLITICA ESTERA - La politica economica di Chavez è problematica, tra spese sociali impazzite, in cui piani populisti hanno in genere la meglio su considerazioni di sostenibilità economica; e politiche monetarie espansive, con un’economia che mostra segni di
iperinflazione. Il dato è però tenuto basso dai controlli dei prezzi (un tetto a questi ultimi è una politica economica che può ridurre l’inflazione, ma al prezzo di creare carenza di beni, portando al fallimento produttori e distributori per eccessiva riduzione dei margini di guadagno). In teoria, poi, il Venezuela è un paese ricco di petrolio: in pratica però le sovvenzioni al consumo (la benzina costa pochi centesimi al litro) e la nazionalizzazione dell’industria petrolifera (che tiene lontani gli investimenti esteri) comprimono l’offerta ed espandono la domanda, riducendo i benefici netti derivabili dagli elevati prezzi dell’oro nero. In politica estera si fanno notare gli aiuti ai narco-terroristi delle FARC in Colombia, che hanno provocato un incidente diplomatico alcuni mesi fa, quando pare siano state scoperte prove degli aiuti di Chavez a questi gruppi: passare in pochi mesi dal considerare le FARC delle forze di resistenza, al chieder loro di liberare 700 civili in ostaggio prova un certo imbarazzo.
TRA DEMOCRAZIA E DITTATURA - Complessivamente, non ci sono molte prove di miglioramenti sociali, e quelli che ci sono stati sono l’effetto di politiche economiche insostenibili (deficit e inflazione) e dell’alto prezzo del petrolio: in pratica, il migliore alleato di Chavez sembra essere il governatore della Federal Reserve, Bernanke, principale responsabile degli alti prezzi delle materie prime. C’è una certa ciclicità nella politica venezuelana: periodi di alti prezzi del petrolio consentono politiche sociali demagogiche e pace sociale, mentre periodi di bassi prezzi producono instabilità e rivoluzioni, come il tentato colpo di stato del 1992. Finchè il Venezuela non sarà in grado di approfittare delle sue ricchezze naturali per porre le basi di un’economia solida, continuerà ad essere un paese perennemente al confine tra democrazia e dittatura. Il Venezuela dovrà sperare quindi in un radicale cambiamento della propria classe dirigente e della propria cultura: è improbabile che ciò possa avvenire in tempi rapidi, anche se forse qualcosa si muove. Di sicuro, la società venezuelana sta mostrando una notevole capacità di resistere ai tentativi di Chavez di espandere il proprio potere: da questa resistenza dipenderanno la libertà e la prosperità future dei venezuelani.

di Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
QUE SE VAYA DE NUESTRO PAIS, ESTA DESTRUYENDOLO. NO VOTES NUNCA MAS A CHAVEZ, ESTA LOCO.

2008/11/10

Muore la dea del Pata Pata


Grande Miriam, indimenticabile dea del Pata Pata, che ballavamo a Higuerote da bambini, non ti dimenticheremo mai.

2008/11/09

I venezuelani liquideranno Chavez


Santiago del Cile: Walesa ''la gente liquiderà Chavez''

L'ex presidente polacco, Lech Walesa, ha assicurato che "verrà il momento" in cui i venezuelani "liquideranno" il presidente Hugo Chavez, da lui accusato di essere "un demagogo, populista che ha idee cattive". In dichiarazioni pubblicate dal quotidiano cileno La Tercera, Walesa, che ha annunciato di recente la sospensione di un suo viaggio a Caracas "per motivi di sicurezza", ha detto senza mezzi termini: "Verrà il momento in cui la gente lo liquiderà. Lo dico proprio a lui, guardandolo negli occhi".
09/11/2008 03:56


Speriamo che questo avvenga molto presto, bisogna liberare il Venezuela dal dittatore!

Venezuela como Cuba


DECIMOS 'NO' A CHAVEZ

2008/11/08

Io decido tutto! Ti stavolgo la costituzione


Los otros son todos escuàlidos, yo soy el mejor. Me aléo con Iran, me aléo con los Rusos y con los de la Colombia (esos que cuentan) también. Yo soy el rey, yo soy Simòn, yo soy Dios en la Tierra. No tendràs otro Dios que Chavez! A los que traicionen Dios le castigarà y espero que le ponga eléctrodos en los testìculos y a las mujeres palos en aquel lugar. Yo soy el mejor, por eso Dios me ayuda. Yo soy Simò, Yo soy como Jesùs. Ah bueno...no sabìan? Jesùs ya regresò...se llama Hugo Chavez.

2008/11/07

Coronel Milza, il portavoce di Chavez, parla a Obama



"Dalla patria di Simon Bolivar siamo convinti che e' arrivato il momento di stabilire nuove relazioni tra i nostri Paesi e con la nostra regione, sulla base del rispetto della sovranita', dell'uguaglianza e della reale collaborazione". E' quanto afferma il presidente venezuelano Hugo Chavez nel suo messaggio di congratulazioni per lo "storico" trionfo di Barack Omana nelle presidenziali Usa.Nel comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Caracas, Chavez conferma la volonta' del suo governo a "costruire, sulla base del rispetto assoluto della sovranita', una agenda bilaterale costruttiva per il benessere dei popoli venezuelano e statunitense". Oltre alle accuse spesso lanciate da Chavez al presidente americano George Bush, le relazioni tra Venezuela e Usa attendono al momento la nomina di nuovi ambasciatori, dopo che Chavez ha espulso il capo della legazione Usa a Caracas, Patrick Duddy, e ha ordinato il rientro dell'ambasciatore a Washington, Bernardo Alvarez, in un atto di solidarieta' nei confronti della Bolivia che aveva attuato misure simili.

Bello, alto, abbronzato e...nudo



Fino a un paio di giorni fa l'America, per la sinistra, era il diavolo, ora, improvvisamente è l'eden dei sinistroidi italiani che proprio non hanno capito un tubo. Il partito democratico americano nulla ha a che vedere con quello italiano, grazie a Dio. Quello italiano che viene rappresentato da un volto stanco e disfatto come quello di Veltroni e da pochi azzeccagarbugli che non sanno fare altro che gridare allo scandalo, dal momento che non possono attaccare il governo perchè, una per una, sta mantenendo tutte le promesse. La sinistra spera in amicizie anche con Chavez, che sappiamo essere anche molto amico dei terroristi 'tutti'. Inquietante questa sinistra... no?
Bello, alto e abbronzato...e allora?
Ma fatevi furbi e pensate agli sprechi che avete alimentato sempre. L'Italia degli sprechi.

2008/11/03

Mio figlio mi odia, perchè?


Sono una mamma di un figlio maschio...Io e suo padre da molti anni siamo separati in casa ma abbiamo senpre cercato di restare insieme, pur con mille difficoltà (non abbiamo altri partner fuori, almeno, io no) perché no posso tolerare l'idea di levare un amore così grande a mio figlio...non posso farlo. Mio figlio è l'amore della mia vita ma io ho cercato sempre di renderlo indipendente, spingendoo fuori, spingendolo a crearsi una sua vita ed essendo sempre a disposizione per coccole, giochi e quant'altro volesse o di cui avesse bisogno.Da circa due anni (dall'inizio del liceo) mio figlio è cambiato..sembro io la sua vittima e non riesco a capire perché. Abbiamo sempre avuto un rapporto di piena confidenza anche perché il padre non è ua persona che si perda molto a parlare con lui, counque non gli è mancato il suo amore, credo. Da tempo hoi cercato di delegare al padre regole ecc.perhé mi pare giusto che si identifichi più che può con un personaggio maschile, anche se per ogni cosa, anche per quelle intime abbiamo sempre avuto la massima confidenza. Ora quasi sempre non riesco più a parlargli. Mi risponde a parolacce. Non parliamo poi se chiedo della scuola o di altre cose...diventa subito aggressivo eppure dopo mille domande non so cosa pensare, io ci sono sempre, per qualsiasi cosa. Cerco di non reagire a parole insulti ed attacchi, mettendo in chiaro senza gridare che non tollero questi atteggiamenti...ma è dura..è dura..ora capisco mia madre ma non c'è più per chiederle consiglio.

La vostra opinione?

2008/10/28

VIAGRA : ecco le ultime novità


Non serve più il farmaco, secondo quanto appreso da numerosi siti internet, basta questo risotto. Del Sabor Tropical, in esclusiva, quello vero è realizzato da Cosmo de La Fuente.
Poteri afrodisiaci fuori dal comune!
Cerca in google

2008/10/24

Chavez aiuta il suo amico Ahmadinejad


WASHINGTON/MOSCA (Reuters) - Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad aziende in Cina, Russia e Venezuela per la vendita sospetta di armi o tecnologia sensibile a Iran, Corea del Nord e Siria, secondo un documento del Dipartimento di Stato.
Le sanzioni sono state imposte alle organizzazioni che hanno inviato beni o tecnologie ritenute in grado di aiutare l'Iran, la Corea del Nord o la Siria a sviluppare armi di distruzione di massa o sistemi missilistici, secondo quanto è scritto.
"Una decisione è stata presa che 13 stranieri hanno ingaggiato attività che garantiscono l'imposizione di misure in base alla sezione tre dell'Atto di non proliferazione di Iran, Corea del Nord e Siria".
Il documento, in vigore dal 23 ottobre, è stato pubblicato dal registro federale Usa.
Dura la reazione di Mosca. "Queste nuove sanzioni sono state introdotte senza alcun fondamento legale internazionale", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa Interfax.
"Ne terremo conto nelle nostre relazioni con gli Stati Uniti".


Iran fa sapere anche che nel paese non esistono omosessuali perchè il loro capo terrorista li ha fatti fuori tutti.

Come mai allora è amico di Chavez che, invece, ha un fidanzato nel letto?

VERGOGNA

BOTEN A ESE LOCO DE CHAVEZ

2008/10/19

Adriana Volpe: infrange la bigenitorialità. Stupida con classe!



Non sono mamma, ma secondo me, nei primi tre anni di vita di un bambino è fondamentale la mamma.
Questo ha detto a Unomattina della domenica la 'spreparata' Adriana Volpe. Rispondendo al professor Zecchi e a Tiberio Timperi.
Non ha capito la signora Volpe che da studi importanti è stabilito che sono indispensabili entrambi i genitori nei primi anni di vita di un bambino. La figura paterna è indispensabile, altrimenti si diventa come lei!
Pensa a gonfiarti le labbra che fai meglio! Oppure aziona il cervello prima di mettere in moto la lingua.

2008/10/18

VETE CHAVEZ: DEJANOS EN PAZ


EL quiere la guerra...nosotros no!
Lui vuole la guerra...noi no!

Preti e Chiesa col vizietto


Alcuni pezzi sono di Gay.it


«Ho vissuto per quasi otto mesi nella canonica ospite del sacerdote conosciuto in precedenza in una sauna gay di Verona. Sono stato pagato dal parroco con uno stipendio mensile di alcune centinaia di euro per fare sesso con lui e per trovare altri giovani disposti a fare sesso con lui, qui a Genova, in tutto il Nord Italia e anche all'estero, alle Canarie nel corso di numerosi viaggi organizzati da lui con quel preciso scopo. Ho diverse ore di filmati a provare quanto dico e anche numerosi sms spediti al mio cellulare dal sacerdote». Questa la circostanziata denuncia di un brasiliano (pubblicata da Il Secolo XIX) a sua volta denunciato da un sacerdote di Genova per furto. Il parroco nega ogni addebito, e saranno gli inquirenti a decidere. Quello di oggi, è solo l'ultimo di innumerevoli casi che attesterebbero, il condizionale sembrerebbe d'obbligo, un uso non ortodosso delle canoniche.


Il caso più celebre è quello di don Tommaso Stenico, pizzicato dalle telecamere nascoste La7, in Vaticano a proporre ad un giovane contattato via chat un rapporto sadomaso. Ma lo scandalo gay in canonica è servito tra le pieghe della cronaca, soprattutto sui giornali cittadini che trattano la scottante materia con eufemismi, ed ha pure illustri precedenti storici...

Nel 1960 Don Martino Z., rettore della chiesa di S. Maria del Lino (e per anni censore dell’istituto Orfani) di Brescia denunciò il tentativo di estorsione di due baldi giovani. Nel corso dell'inchiesta, secondo gli atti del processo, emerse una realtà ben diversa: il curato aveva "compiuto gli atti di favoreggiamento per servire la propria libidine", aveva concesso ad un giovane una stanza per prostituirsi e si "intratteneva con i due per soddisfare... voglie carnali contro natura, organizzando una vera e propria orgia a tre." Il pubblico ministero decise di non procedere...

CLICCA QUI

2008/10/16

Raffaella Zardo : finchè c'è Fede.....

(immagine di gossip.it -Gossip news)
Fonte: LA VOCE
Pignorato il cachet televisivo di Raffaella ZardoConfiscati i compensi della conduttrice di Sipario
Monza - Raffaella Zardo è comparsa questa mattina al Tribunale di Monza, dove il giudice Carmen Crosetto ha emesso un decreto di pignoramento nei confronti della trentacinquenne conduttrice televisiva. La Zardo fu, nel 1996 prima artefice e poi vittima dell'inchiesta di Biella su sesso e televisione, il primo scandalo Vallettopoli. La showgirl accusò Gigi Sabani e Valerio Merola (al quale era stata legata sentimentalmente), di ricattare le ragazze che volevano lavorare in televisione, costringendole a rapporti sessuali. La Zardo venne accusata a sua volta di aver "indotto alla prostituzione" tre giovani vallette di Merola (da lì in poi soprannominato Merolone), e trascorse 11 giorni agli arresti domiciliari, per venire prosciolta dopo due anni di indagini.All’epoca la Zardo, ex di Fabio Testi, dopo aver firmato tre verbali sui presunti ricatti sessuali di Sabani e Merola, era piombata a Biella, con l'allora onorevole Vittorio Sgarbi, per ritrattare le accuse contro i due amici. Fallito l'obiettivo, aveva denunciato il pm Alessandro Chionna e il suo maresciallo Nicola Santimone per abuso d'ufficio, che, a suo dire, non avrebbero verbalizzato le sue dichiarazioni. Raffaella rese testimonianza alla Procura di Milano contro Chionna, rettificando molti particolari, e ammorbidendo la sua denuncia contro il pm, ma confermando la ritrattazione delle accuse contro Merola e Sabani, morto l'anno scorso per un infarto. Un mezzo dietrofront legato forse al timore di ritrovarsi indagata per calunnia, che non le ha comunque evitato la condanna, al termine di un lungo iter giudiziario.Proprio il maresciallo Santimone ha ottenuto questa mattina, a titolo risarcitorio, il pignoramento dei compensi che la show girl di Crespano del Grappa percepisce da Rti, la società di Berlusconi che produce i programmi di Rete4 per la quale la Zardo lavora dal 2006, da quando è diventata meteorina, nonché pupilla di Emilio Fede, che due anni fa le ha affidato la conduzione di Sipario su Rete4. Dopo il ciclone giudiziario - che costò a Gigi Sabani l’esilio dalla tv per un lungo periodo - la Zardo era stata relegata ai margini del mondo dello spettacolo, limitandosi alla conduzione del talk show "Così fan tutti" in una piccola tv del Nord-Est, e occupandosi per cinque anni delle public relation del Billionaire di Flavio Briatore (nella foto all’inaugurazione della scorsa stagione). Proprio al Billionaire, dove la protagonista della prima Vallettopoli ha passato il testimone alla sua erede Elisabetta Gregoraci, la Zardo ha conosciuto il direttore del Tg4, che l’ha riportata in televisione. Dove, finchè non avrà risarcito il maresciallo Santimone, dovrà lavorare gratis per Berlusconi.

Ellis Mais


Ma vuoi mettere? Raffaella Zardo è l'amichetta di Fede...quindi...apriti sesamo!

2008/10/15

Piatto afrodisiaco per Sarkozy e Carla Bruni


VIAGRA e CIALIS



L'articolo a seguire ha scatenato i produttori del Cialis, che hanno inserito la mia frase ovunque!
Il sesso diventa amore grazie al Cialis e al ViagraIl Viagra, la pillola dell’amore (sessuale), che fa ringiovanire il maschio dando più forza e vigore al pene, possiede anche un’anima. Inciderebbe persino nell’affetto e nell’amore, quello romantico, rendendo gli uomini dolci e propensi alle coccole, ai baci e ai preliminari.Ce lo dice la rivista scientifica Journal of Phisiology, notizia ripresa poi da quotidiani inglesi di tutto rispetto. Gli americani assicurano che la pillola blu accresce l’attitudine al romanticismo. Saranno milioni le donne insoddisfatte, non solo fisicamente, del proprio partner che ricorreranno all’uso del Viagra ma, attenzione ragazze, non fate come quella signora che ha esagerato e ha spedito il marito in ospedale.La sostanza importante si chiama ossitocina, anche chiamata ‘ormone dell’amore’, finalmente il sentimento conosce una cura farmacologica e si spera, così, che diminuiranno nel mondo le separazioni. Quest’ormone viene normalmente rilasciato nel cervello durante l’orgasmo, anche nella donna alle quali funge anche da alimentatore in gravidanza e durante l’allattamento.Altri prodottti come il Cialis e il Levita hanno lo stesso romantico effetto.Non ci saranno più donne che si lamentano dei propri mariti e partners i quali, dopo il rapporto sessuale, si girano dall’altra parte senza nemmeno degnarsi di dare qualche bacino ‘conclusivo’ alla propria compagna. Da oggi l’amore sarà più importante del sesso. Speriamo che non rimangano deluse, però, le signore che invece preferiscono di gran lunga il sesso al sentimento. Da un’inchiesta condotta in America, infatti, non sarebbero poche le donne in carriera che vivono il sesso unicamente come valvola di sfogo e non come un momento di romanticismo d’altri tempi. Io continuo a dire, comunque, che a tavola si può far molto, alcuni piatti particolarmente afrodisiaci e stuzzicanti possono fare miracoli se subito dopo si ha l’occasione di andare a letto. Una serata all’insegna della cucina ‘particolare’, ottima musica da camera, un incenso, della biancheria intima particolarmente piccante e il gioco è fatto. Trigliceridi permettendo si rischia anche di meno rispetto all’assunzione di farmaci vari. Voi cosa ne pensate?Cosmo de La Fuente

2008/10/10

- CAZZO - è la parola più usata dagli italiani


Che strano...avrei detto che la parola più usata fosse 'mamma' o 'pizza', invece è proprio la parolaccia 'cazzo'.
A Galliera: presso la sala comunale Ing.ri Nico e Mario Pavan si è tenuta la conferenza gratuita ( e offerta con amore, come specificato dallo stesso autore) di Giorgio Cerquetti, dal titolo. “FARE L’AMORE ED ESSERE AMORE”Il relatore, spirito libero e maestro spirituale come lui stesso si definisce, ha intrattenuto per circa 3 ore una sala gremita di gente e non sono mancati momenti di sana ilarità, anche se su argomenti un po’ “particolari”.Il maestro spiega che la parola più usata dagli italiani è “cazzo”, ma sempre nel senso spregiativo: non vali un cazzo, non abbiamo fatto un cazzo, sei proprio un cazzone….mentre x le cose belle si dice: è una figata!! e dopo un’intera giornata che utilizzi questo termine x cose negative, non dobbiamo stupirci se uno dei problemi dei nostri tempi sono l’impotenza e l’eiaculazione precoce!
Curiosità:
in spagnolo, invece, è spregiativo dire 'coño', che è -figa- in italiano. Diremo in spagnolo, per esempio : -qué coño dices- (che cazzo dici). Come mai? Boh!!
Dopo questi discorsi del 'cazzo' ci diamo appuntamento alla prossima.
Ciao

2008/10/07

Ristorante SUDAMERICANO


E' il Venezuela a fare da campione, non più Cuba e nemmeno i brasiliani o i messicani, ma la vera cucina venezuelana è la più amata.
Visita questi links

2008/09/28

Voto VENEZUELA: NOVIEMBRE


Ya se dieron cuenta todos. En Noviembre salva tus huevos y bota a ese loco para que Venezuela vuelva a nacer, porque Venezuela no es Cuba. Acuérdatelo Venezolano.

DESAYUNO REVOLUCIONARIO
E.E.U.U. El gringo abre la nevera, saca dos huevos, tocino, prepara su café, desayuna y se va para el trabajo.
INGLATERRA
El inglés abre la nevera, saca dos huevos, los hierve 3 minutos, hace el té, desayuna y se va para el trabajo.
ITALIA El italiano abre la nevera, saca dos huevos, tocineta, prepara su capuchino, desayuna y se va par el trabajo.
VENEZUELA El venezolano abre la nevera y no hay luz, se rasca los dos huevos, cierra la nevera, se toma un vaso de agua del chorro y se regresa a la cama porque no tiene trabajo.¡Pásalo a TODOS tus amigos para que en noviembre no vuelvan a votar por ese COÑO 'E MADRE!

2008/09/17

SANITA' ITALIANA


Ho un caso molto simile al caso di Amelia e Concettina, non so se il figlio abbia superato l'intervento per quel che mi riguarda mia zia, 52 enne malata di cirrosi epatica contratta anni fa con una trasfusione di sangue (!!!), non ce l'ha fatta e dopo un 2 mesi dal trapianto di fegato è deceduta, causa infezioni.
Ospedale Niguarda di Milano, specializzato nei trapianti.
Sarà anche specializzato nei trapianti ma la prima volta che ci ho messo piede una sensazione di squallore mi ha invasa. Stabili che cadevano a pezzi con intonaco ovunque, sporcizia e cattivi odori regnavano fin nella sala d’aspetto della terapia intensiva.
Il caso che mi appresto a raccontarvi credo sia al limite della realtà, doppio errore dei medici sulla stessa persona...

Mia zia Maria originaria di Altamura (Ba) si ammala di cirrosi epatica molti anni fa, da circa 4 anni era in costante contatto con Milano, prima Ospedale San Paolo, poi Niguarda.
8 mesi fa decidiamo di prendere un piccolo appartamento a Milano per cercare di stare dietro ai medici ed essere sempre presenti nel momento in cui (grazie ad un miracolo) qualche medico svegliatosi positivamente al mattino si fosse deciso ad attivarsi per mia zia.
Infatti...stando sul posto e rendendoci insopportabili riusciamo ad ottenere un ricovero, cosa che non hanno mai consigliato nonostante la situazione degenerasse giorno dopo giorno (come se prendere appartamento in affitto a Milano fosse economico al giorno d'oggi.....si deve arrivare a questo.......!!)
Il tutto inizia una volta ricoverata...

Non farò menzione di ogni singolo episodio, per rendere l'idea al meglio dico solo che mia zia era arrivata al punto di implorare sua figlia (onnipresente) di non dire nulla agli infermieri o ai medici quando qualcosa andava storto (ad esempio, quando non la lavano o quando le davano una medicina per un'altra o quando le facevano del male nel vero senso del termine perché poco delicati).
Mia cugina se ne era resa conto subito, ha lottato per ottenere ciò che le era dovuto ma alla fine, viste le poche speranze di sopravvivenza, è caduta anche lei in quel circolo...tacere pur di ottenere un minimo di decenza...che non è mai arrivata.

Dicono che dopo i trapianti i pazienti debbano essere tenuti lontani da posti in cui è possibile contrarre anche un semplice raffreddore, per questo tali pazienti per i mesi successivi devono indossare sempre e comunque delle mascherine.
Dicono....poi nella pratica...
20 giorni circa dopo l'intervento al quale mia zia è arrivata con il 20% di possibilità di riuscita iniziavano ad essere evidenti prime anomalie...(forse intervento non riuscito?forse fegato non adatto?)era necessaria una tac...
Mia zia viene portata in barella in una sorta di sala d'attesa.
ATTENZIONE: per sala d'attesa intendo non la sala riservata ai soli pazienti post trapianto o post altro intervento chirurgico ma la sala d'attesa comune dell'ospedale dove era facile notare la presenza di persone in attesa del proprio turno prima di scappare al proprio lavoro...qui era possibile notare di tutto...dall'extracomunitario poco vestito all'italiano gommista con indosso la tenuta da lavoro sporca di grasso.
Parliamo sempre di persona post trapianto....lasciata in barella in mezzo a tutto questo.
Quando mia cugina si è presentata in questa sala per accertarsi che la mamma per lo meno indossasse la mascherina si è trovata davanti 2 infermieri che alla domanda "come mai è in questo posto? ma soprattutto come mai non indossa alcuna protezione?" hanno risposto sorridendo "e dove vuole che la portiamo? se vuole me la porto a casa?".
Dopo questo ironica battuta mia cugina decide di noleggiare un ambulanza (a spese del paziente!!!!!!!) per portare il prima possibile mia zia lontana da quel posto e recarsi nel reparto in cui avrebbe dovuto fare la tac, cosa a cui avrebbe provveduto la struttura ospedaliera ma solo dopo non si sa quante ore in quella sala d'attesa.

Dopo pochi giorni inizia un travagliatissimo via vai nuovamente con la terapia intensiva dalla quale era stata dimessa 20 giorni dopo il trapianto.
Primo shock settico, causa infezioni varie e molto forti.
A detta dei medici nel caso in cui se ne fosse ripresentato un secondo non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Così è stato.
Mia zia non ce l'ha fatta a superare il secondo shock settico ed è deceduta senza aver mai battuto ciglio perché loro, i medici, ti inducono a soffrire in silenzio altrimenti ti riducono le possibilità di sopravvivenza.
Lei pero non ha ottenuto nulla in cambio del suo martirio se non qualche commento sulla sua forma esteriore...troppo pesante per essere portata in bagno da infermieri che tanto parlano e poco si applicano..
Solo un quesito...ma anche il sistema sanitario è stato invaso da rumeni, cechi, bulgari ecc.?
Speriamo che almeno in questo settore lavorino con delle qualifiche e siano ben pagati...
Perche se dovessero lavorare come in tutti gli altri settori come sotto pagati e senza alcuna regola...staremmo messi proprio bene in Italia.
Che non si scambi quest'ultima osservazione con altro che non è.
Il mio è un discorso di uniformità e regolarità.
Ho visto uscire dalla sala operatoria il giorno dell'intervento su mia zia (13 ore ed io presente) uno straniero diretto in una stanza di fronte alla sala operatoria.
Mi sono accostata alla porta, origliavo cercando di carpire quel poco che mai ci hanno detto, ho sentito questo ragazzo parlare al telefono con un altro medico, "cercava" di illustrare come stesse procedendo la situazione... "Cercava"...non si capiva assolutamente nulla di quello che diceva, ha ripetuto molte, troppe volte le stesse frasi incomprensibili...in un momento in cui ciò che conta di più è il tempo...
Ma almeno pagategli un corso di italiano!

Mia cugina vorrebbe adire le vie legali per tutto quanto sopra.
Se solo si avesse la forza di documentare tutto quello che succede negli ospedali si potrebbe davvero far qualcosa..Invece cosi...l'80% dei casi di responsabilità medica è vinta dagli stesse medici...perché la medicina è una scienza inesatta..ma basta con questo alibi..
Apriamo gli occhi..

Non ho altro da dire.
Spero si racconti di questa terribile storia.

Rosamaria Berloco
Cosmo de La Fuente

2008/08/25

Venezuela: ritorno al baratto


Chavez, il nostro presidente, tra le nuove leggi si autoapprova una che ritornerebbe al 'baratto', portando all'arretratezza il paese. Il suo scopo è quello di far diventare il Venezuela un'altra Cuba. Ieri ha tuonato contro l'opposizione che, secondo le sue abituali allucinazioni, starebbe organizzando il suo omicidio perchè teme le elezioni. In realtà a temere le elezioni è proprio Chavez 'el loco' dal momento che anche il referendum era andato malissimo e in realtà sono ben pochi, oramai, i suoi sostenitori. Dagli e ridagli è riuscito, anche lui come la sinistra italiana, a schifare gli elettori.
Speriamo che il buon Dio ci liberi subito di questo dittatore impazzito.

2008/08/24

Miss Suora italiana



La Chiesa italiana avrà la sua Miss. Sembra incredibile ma è la realtà. Viviamo in un'epoca in cui apparire è molto importante e persino la Chiesa cattolica ha deciso di eleggere la più bella tra le suore. Dai 18 a massimo 40 anni. Dopo i quaranta sono troppi, persino per la Chiesa.
Cosa ne pensa il Papa?
Cosmo de La Fuente

2008/08/22

Chavez si autonomina presidente a vita



Il voto gli ha detto di 'no' ma lui non demorde, si autonomina.
¡Habilitado como presidente vitalicio!
En cualquier otro país, donde exista independencia de los poderes, donde se respete la Constitución de la República y donde esté vigente el Estado de Derecho, el Tribunal Supremo de Justicia ya hubiera anulado las 26 leyes habilitantes venezolanas. Sin embargo, como es bien sabido la Venezuela donde manda Chávez no goza de esas virtudes.Es un hecho público y notorio que Hugo Chávez utilizó el paquetazo habilitante para burlar la decisión popular del 2 de diciembre, que rechazó con contundencia su propuesta de constitución comunista.Una primera lectura a los 26 decretos-ley promulgados con la Ley Habilitante, revela que Chávez anuló de facto la propiedad privada, conculcó un sin fin de derechos y libertades civiles, evaporó la descentralización de las regiones, y creó su ejército privado al darle rango legal a la milicia, como quinto componente de la Fuerza Armada Nacional, ahora rebautizada "bolivariana", entre otras muchas inconstitucionalidades introducidas.Pero, si se hace un análisis más detallado, como lo hizo el general Francisco Usón en un seminario de VenEconomía, también se entendería que si estas leyes no son abolidas por el Tribunal Supremo de Justicia, Chávez se alzará con el mando del país de por vida. Y no crea que esto es una exageración.El artículo 6 de la habilitada Ley Orgánica de la Fuerza Armada Nacional Bolivariana (FANB), es una trampa jaula que le otorga al Presidente de la República el grado militar de "Comandante en Jefe" con sus cinco soles, y lo convierte de facto en la "máxima autoridad jerárquica" no sólo de la FANB, sino de todo el país.Este artículo le confiere la autoridad de dirigir "el desarrollo general de las operaciones, definir y activar el área de conflicto, los teatros de operaciones y regiones estratégicas de defensa integral". Es más, el artículo 64 enuncia que "el carácter que se adquiere con un grado o jerarquía es permanente" y que el mismo "sólo se perderá por sentencia condenatoria definitivamente firme que conlleve pena accesoria de degradación o expulsión de la FANB, dictada por los tribunales militares". Por si no queda claro, esto significa que Hugo Chávez podrá ser Comandante en Jefe de las FANB de por vida. Y, más grave, ni siquiera la elección de un nuevo Presidente de la República le restará este poder, pues como es sabido en el ambiente militar quien asciende por primera vez a un rango siempre tendrá primacía sobre los que le sucedan. Es decir, el nuevo Presidente quedará subordinado a Hugo Chávez en lo militar.Además, el artículo 23 del Decreto-Ley le otorga al Comandante en Jefe, el poder de establecer "regiones estratégicas de defensa integral" que tendrán su propio Jefe y Estado Mayor Conjunto, supeditados a la orden de éste, con amplias funciones de carácter estratégico, de planificación, conducción y control en materia de defensa de la nación. Para completar, las autoridades civiles quedan subordinadas (artículo 26) al Comandante en Jefe, en lo referente al control de los medios y recursos para su empleo en casos de excepción o cuando se considere necesario en "interés y defensa de la nación". O sea, con este Decreto-Ley habilitado Hugo Chávez se auto-otorgó su anhelado status de presidente vitalicio.