30/07/07

Sex and drug and rock'n roll



Una giornata difficile, per il parlamentare dell’Udc Cosimo Mele che ha confessato di essere stato protagonista di un’avventura extraconiugale conclusasi male. Sulla stampa di oggi, è stato riportato il caso di una squillo finita in overdose in ospedale venerdì sera, dopo una notte a luci rosse all’hotel Flora in cui era coinvolto un politico.Dopo 36 ore di dubbi, Mele ha rassegnato le sue dimissioni dal partito per evitare «inutili speculazioni di carattere politico» a danno dell’Udc. Ma ha precisato che di droga «non ne ho visto nemmeno l’ombra» avendo inoltre la consapevolezza di «dover chiedere scusa ad una sola persona: mia moglie e la mia famiglia, le vere vittime di questo episodio».Il deputato pugliese, membro della commissione ambiente di Montecitorio, ha spiegato che quella di venerdì «è stata e sarà sempre per me un’avventuretta di una sera. Non sapevo nemmeno che quella signora facesse quel tipo di prestazioni, è stata per me una cosa strana e insolita». «Venerdì sera - racconta Mele - sono stato a cena con alcuni amici al ristorante romano Camponeschi. E loro mi hanno presentato quella signora, e non sapevo che facesse quel tipo di prestazioni. Era tardi - aggiunge - e io mi sono lasciato tentare...». Il parlamentare dell’Udc si difende: «È stata una debolezza, ma si tratta di una vicenda privata. I politici, sa, sono persone umane come tutte e con tutte le loro manchevolezze umane. Non perchè uno fa politica, allora deve essere sottoposto ad un moralismo eccessivo».Cos’è accaduto allora? «Siamo stati in albergo. Ma ad un certo punto mi sono accorto che la signora non stava bene. Aveva delle allucinazioni, non so cosa le avesse preso». E, a riprova della sua buona fede, Mele ricorda che «ho dovuto chiamare la reception tre volte ed avvisare il soccorso medico, ho dovuto insistere perchè lei non voleva...». Ma si è accorto che la signora aveva assunto stupefacenti? «No, per nulla. Mi sono appisolato, e ho visto anche che aveva chiamato una ragazza ma non so...».Ha ricevuto manifestazioni di solidarietà? «L’episodio è freschissimo, quindi non ce n’è stato tempo. Certo, telefonate di amici ne ho avuto», dice aggiungendo che «è vero, ho sbagliato. Adesso però, mi scusi, voglio pensare solo alla mia famiglia».
(LA STAMPA.IT)
Chissà se Chantall parlava dello stesso parlamentare?
Ricordate il pezzo che ha fatto scalpore?
Il trans Chantall: "Ho amato un membro del governo". Spunta il totovip.
Chantall è un transessuale che, in panni maschili, si chiama Enzo. Vive a Roma e, a seguito dei pezzi scritti e dedicati all’argomento, ha inviato una mail alla redazione della Media Contact. Pochi giorni dopo è passata dagli uffici di Roma accettando di buon grado l’invito a raccontare la sua storia. Chantall si commuove mentre parla della sua love story con un ministro del governo italiano e dai suoi occhi traspare un sentimento che ancora non si è assopito. Si asciuga le lacrime con un fazzolettino di carta mettendo in risalto le sue lunghe unghie laccate di colore rosso.
Cosmo: ciao Chantall, grazie per essere qui oggi. So che vivi a Roma e che per anni ti sei prostituita. Vuoi raccontarmi qualcosa?
Chantall: si l’ho fatto per vivere, inizialmente il mio progetto era quello di prostituirmi per un paio di anni in modo da racimolare un po’ di denaro per sottopormi alla costosa operazione di cambio del sesso. Ai tempi in cui ho iniziato non c’era un Vladimir Luxuria vicino ai problemi dei suoi simili. Al massimo c’era Cicciolina che a noi trans non serviva a nulla.
Cosmo: e poi... cos’è successo? Come mai hai continuato a fare questa vita.
Chantall: innanzitutto non sono mai riuscita a sottopormi all’operazione e poi chi mi avrebbe offerto un lavoro con il mio aspetto? La ‘nostra’ unica possibilità è il marciapiedi. Facciamo un sacco di soldi per la strada, più noi delle donne. E’ pericoloso, lo so bene, ma non ho mai avuto scelta. Tu mi avresti dato un lavoro come addetto stampa o come impiegata d’ufficio? Non mi hanno voluta nemmeno nelle fabbriche. Ho dovuto fare sempre questa vita e qualche volta ho preso anche le botte da clienti strani. Ora sto meglio e ho anche acquistato una casa in zona centrale di Roma.
Cosmo: so che durante questi anni hai fatto numerosi incontri con persone importanti. Mi hai anche parlato di un amore bellissimo con un politico italiano.
Chantall: ho incontrato attori, cantanti e gente dell’alta società. Ho avuto clienti del clero e persino donne in cerca di novità. Mi sono innamorata tre volte di miei clienti abituali, ero così presa che alla fine non volevo nemmeno farmi pagare. L’ultima volta ho preso una batosta dalla quale non sono ancora uscita. Ho frequentato per ben tre anni un signore che ora è anche ministro. Dolcissimo e con un sorriso accattivante, ho trascorso con lui le più belle notti della mia vita.
Cosmo: dolce o focoso?
Chantall: dolcissimo, innamorato e passionale. Mi ha riempito di regali e mi ha fatto sentire una vera donna. Purtroppo è sposato e la moglie, che non vive a Roma, cominciava ad avere dei sospetti perché lui spesso non rientrava a casa nella città di residenza. Poco per volta ci siamo allontanati ma io lo amo ancora e sono sicura che anche lui mi pensa. Ti dico anche il nome ma ti prego di non pubblicarlo.
Cosmo: tranquilla Chantall, non diremo il nome, anche perché non vorrei mai fare la fine di Corona. Mi interessa, come sai, raccogliere testimonianze di vita e questa mi sembrava interessante. Non ritengo il fatto scandaloso, anzi, serve a dimostrare alla gente che tutti hanno un cuore ed è facile trovarsi innamorati anche di un partner, diciamo, non proprio tradizionale.
Chantall: l’ipocrisia è sempre al massimo e tutti negano, ma sai quanti sono i vip e i politici che sono passati dal mio letto? Più di cento! I ricordi più belli, però, sono quelli che ho incontrato e con cui ho fatto l’amore provando anche un sentimento. Mi ha anche fatto male, nei mesi scorsi, il trambusto intorno a Sircana solo perché si era fermato a chiacchierare con una mia amica. Insomma non è possibile che ancora oggi, nel 2007, faccia tanto rumore che un personaggio pubblico abbia una propria vita privata. Chissà quanti di quelli che gridano allo scandalo fanno le stesse cose o hanno un figlio o un padre che va con i trans e con le prostitute e non lo sanno nemmeno.
Cosmo: ti ringrazio Chantall, sei stata veramente gentile.
Chantall: anche a te e al giornale. Se il mio amore sta leggendo vorrei fargli sapere che l’amo con tutto il cuore e che sono sempre in attesa di una sua telefonata.
Cosmo: bene Chantall, a presto e...grazie per la foto.
Cosmo de La Fuente

28/07/07

Paolo e Ornella story



Storia di vita vissuta, ecco la prima parte in collegamento con le pagina di 'La Voce di Fiore', struggente e reale.

(...) Una storia d’amore che sembra la trama di una fiction. Paolo ci racconta il suo vissuto e, con il suo consenso, lo pubblico ,chiedo il parere di chi legge. La narrazione continuerà e insieme scopriremo il finale di questo fatto di vita vissuta. Paolo e Ornella story.
Riesco ancora a sentirmi in colpa perchè, alla fine, non provavo più attrazione per mia moglie. Sembra facile dirlo così, sembra sciocco persino, ma i motivi sono molto più profondi. E’ cominciato tutto nel 1980 quando la conobbi, lei 16 anni, in vacanza in Italia dall’America, suo paese d’origine, io 19 anni, amico di suo cugino, nella casa del quale lei, sua sorella e sua mamma erano ospiti. Ci siamo rivisti nel 1983 quando è tornata in vacanza in Italia insieme alla sorella e poi è accaduto qualcosa. Le risate, le ore passate insieme e la voglia di conoscersi. Tre anni dopo sono andato io in America a trovarla e ci siamo messi insieme. Anche se mostrava un carattere forte, come il mio del resto, pensai che avremmo potuto costruire qualcosa di grande insieme. Parlammo e, di comune accordo, decidemmo che sarebbe venuta a stare in Italia. Lo fece nel 1988 e nel 1991, dietro pressione dei suoi che non vedevano di buon occhio un’eventuale convivenza, ci sposammo. L’affiatamento e il dialogo che avevamo era immenso ma qualcosa, secondo me, cominciò un po’ a cambiare subito dopo il matrimonio. Mi disse subito che la casa che i miei ci avevano dato a lei non stava bene, non le piaceva e, pur sapendo che non avremmo potuto comprarne un’altra, mi fece pesare questa cosa. Fu la prima di una serie di ferite che ho subito. Fu la prima di una sequela di lamentele che hanno reso il nostro matrimonio veramente stressante. (...)
leggi la continuazione cliccando qui

27/07/07

Il Venezuela di Alejandro



Libertad en Venezuela

Alejandro C., prima di diventare un oppositore dell’attuale governo venezuelano, fu il fondatore del movimento ‘Quinta República’. Prese le distanze dal governo chavista dopo gli incresciosi eventi che nell’aprile del 2002 si conclusero con la morte di non pochi pacifici manifestanti.
Molti gli amici e i conoscenti che mi avevano parlato di Alejandro, un uomo che rivendicava il diritto ad essere liberi in Venezuela. Finalmente riuscii ad entrare in contatto con lui e,grazie all’aiuto di un amico, ottenni un appuntamento al cafetìn ‘Las tres esquinas’ ad Altamira, una zona non lontana da quella dove tre anni prima si erano svolti i fatti. Sedemmo ad un tavolino per circa un’ora. Mi disse subito che i venezuelani sentivano la necessità di chiedere la revoca del mandato presidenziale. Diritto che veniva esercitato in maniera civile e pacifica.
Gli chiesi: “tu perché ritieni che il presidente debba essere revocato?” Non avevo nemmeno finito la frase che vidi Alejandro sgranare gli occhi come quasi come se cercasse di mettere a fuoco il mio sguardo e sono sicuro che per un attimo ebbe il timore che anch’io potessi essere un traditore e mi rispose così: “ le ragioni sono molte e lunghe da spiegare, il motivo principale è che questo governo ha fallito in tutto. La corruzione è cresciuta, la povertà è aumentata, la disoccupazione raddoppiata, l’insicurezza sociale sempre più preoccupante e i servizi pubblici bivaccano nell’abbandono più completo”. Mi disse anche che i discorsi del presidente in qualche modo producevano violenza e che citando continuamente le parole di Simon Bolivar toccava un tasto sensibile dei venezuelani, i quali lo considervano un eroe morto per la libertà e l’indipendenza. Diritti che invece sono assenti in Venezuela dal 1998. Il mio interlocutore mi disse anche che Bolivar lottava sul campo per rendere liberi gli uomini mentre il golpista in questione comandava dalla sua cabina di regia e decideva sulla vita di tutti senza diritto di replica, da dittatore. A questo punto gli chiesi la sua versione dei fatti dell’aprile 2002 e dopo avermi elencato i nomi di alcuni giovani manifestanti barbaramente uccisi da bande sospettate di essere vicine al governo, cominciò il suo racconto.
“Quel giovedì 11 aprile del 2002 si sviluppò a Caracas una marcia pacifica di opposizione al governo, che partiva dal Parque del Este (zona Altamira) per continuare fino al Palacio Miraflores, residenza del presidente. Giunti nei pressi del palazzo moltissime persone furono colpite da pallottole provenienti da armi da fuoco impugnate da gruppi di finti manifestanti che avevano marciato insieme agli altri e che in seguito si erano staccati dalla massa per portare a termine il compito omicida. La maggior parte dei fotografi furono inspiegabilmente uccisi. Un video eseguito da una terrazza delle vicinanze, però, mostrava alcuni individui vestiti con abiti pressoché uguali nei colori, come una sorta di uniforme, sparare ad altezza d’uomo, non lontani da essi dei militari della “Guardia Nacional” e poliziotti nell’atto di sparare verso lo stesso gruppo di persone. Nei giorni successivi fioccarono arresti irregolari che spesso furono eseguiti entrando di forza in abitazioni private. Successivamente vi furono altri disordini e nuove vittime in diverse zone della città. A questo punto Alejandro mi guardò ancora diritto negli occhi e mi disse: “ ti sembra questo un governo democratico? Ma la conferma che qualcosa di strano era avvenuta la si ebbe quando le televisioni, imbavagliate, non raccontarono i fatti, trasmisero solo il discorso del presidente che nella sua versione ,all’acqua di rose, raccontava di alcuni disordini che avevano causato solo due o tre morti per incidenti involontari. Ci stiamo incamminando verso un sistema dittatoriale spietato e illegittimo. Noi figli di Bolivar aborriamo la falsità dei discorsi di questo capo di Stato che dice di continuare l’opera del grande libertador ma che in realtà è soltanto un “loco” che, con la complicità del dittatore cubano, ci porterà alla distruzione”.
A questo punto Alejandro si alzò di scatto dalla sua sedia e se ne andò dopo avermi salutato con un ‘adios’ . Io rimasi ancora per un po’ seduto a quel tavolo, con le tazzine piene di caffè rimasto imbevuto, guardandomi intorno e soffermandomi sui volti dei camerieri e dei clienti che certamente erano ignari del rischio reale che correva il nostro paese. Le note di una bella canzone d’amore al ritmo di salsa romantica mi donavano momenti pregni di tristezza e speranza. Tristezza per quanto stava accadendo e speranza che la forza di Alejandro contagiasse tutti come aveva contagiato me.
Cosmo de La Fuente
Media Contact
VENEZUELANO NON LASCIARTI INGANNARE
VENEZOLANO ARRECHATE
GUARDA QUESTO VIDEO, TRADUCI

26/07/07

Da Emiliano Zapata a Hugo Chavez il passo è grandissimo



Da che mondo è mondo i rivoluzionari hanno sempre lottato per le stesse cause: uguaglianza e lotta contro razzismo e abuso di potere. Se osserviamo il pensiero di Emiliano Zapata, per esempio, ha lottato, fino a morirne, per la sua classe contadina. Una vera voce del popolo che nei primi anni del novecento scaldava i cuori dei messicani. Simòn Bolivar ha usato la sua vita contro la colonizzazione spagnola e la schiavitù nell’America latina e il grande Che è stato uno dei massimi esponenti della rivoluzione in favore dell’uguaglianza tra la gente. Credo tutti siano d’accordo con me se a questo punto mi sorga spontanea una domanda, e cioè: ‘cos’ha a che fare, Hugo Chavez, attuale presidente dittatore del Venezuela, con la definizione di rivoluzionario del popolo?’.
In Italia ci sono delle persone che fanno finta di non saperlo e in nome del popolo, secondo me più in nome dei voti possibili da parte del popolo, lo citano ad esempio di pensatore di sinistra. Un uomo crudele ed un violento dittatore quale si dimostra essere il capo del Venezuela, vi prego no permettiate che insultino la vostra intelligenza, è solo una grossa bugia.
Oltre alle estenuanti ‘cadenas’ di ore e ore di diretta televisiva dove allucinato quest’uomo sparla e farfuglia accuse all’America, ai latifondisti e minaccia i suoi oppositori senza neppure curarsi di nasconderlo, è bene che il mondo sappia che il venezuelano non vive la libertà individuale né di pensiero e tanto meno di parola. Poco siamo interessati se lui ha deciso di espropriare i proprietari di terre, anche se non credo sia giusto e sfido chiunque ad accettare questo. In Italia sono in molti ad avere anche una casa al mare, beh il mostro venezuelano ve la toglierebbe perché non è quella dove vivete tutto l’anno. Mentre lui vive negli sfarzi e circondato da inservienti e da mille amanti.
Se, durante i suoi teatrali comizi, qualcuno prende il coraggio a due mani e urla: ‘Vattene!’, il demonio va su tutte le furie e, è già successo, se riesce ad individuare chi è stato, lo apostrofa con insulti, quando è una persona di colore lo chiama ‘negro’, intimandogli di stare zitto e dicendogli che ormai ha visto la sua faccia e chiede ai suoi scagnozzi di scoprire quale sia il suo nome.
Ci sono le prove in Mp3. Dell’incolumità di queste persone non possiamo garantire. Nelle ultime elezioni per il parlamento, dicembre 2005, l’astensione è stata quasi del 90%, nonostante le minacce di ripercussioni sull’astensionismo, i suoi oppositori politici si sono ritirati e la gente non si è presentata al voto, sapeva che con i suoi brogli avrebbe vinto lo stesso. Una cosa però l’abbiamo ottenuta: non potrà dire di aver vinto con l’ottanta per cento! Il mondo saprà quanto è odiato quest’individuo malgrado una certa sinistra italiana e quella spagnola vadano dicendo il contrario.
Questo ‘carceriere’ ha persino escogitato un sistema che in Venezuela viene definito ‘capta huellas’, riesce,cioè, a verificare chi ha votato contro di lui inserendo la scheda nel capta impronte. La cosa non è impossibile se si considera che tutti i documenti prevedono sempre l’impronta digitale del titolare.
Sono molte le persone uccise durante le manifestazioni di piazza e quelle torturate utilizzando i metodi più vari, dall’estrazione violenta delle unghie dei piedi alle scariche elettriche ai testicoli, dalle bruciature sulla pelle con i mozziconi all’acido muriatico iniettato nell’ano.
Ha dell’incredibile tutto questo e ci ostiniamo a tenere le fette di salame davanti agli occhi, perché così a molti conviene, abbiamo, però, una prova del nove che possiamo fare.
I venezuelani sono stufi e facilmente parlano ormai, chiedetelo a loro, attraverso Internet per esempio oppure durante i nostri viaggi di piacere in quel meraviglioso paese.
Chavez, viene definito dai più come un rozzo animale, assassino e pazzo. Gli occhi della gente del mio paese sognano il momento in cui questa bestia sarà annientata.
Se non sbaglio una certa corrente politica italiana spesso fa riferimento a questo personaggio orribile, quest’uomo che si dichiara comunista e ispirato dal popolo, che porta sempre con sé un crocifisso e la fotografia del grande Simòn Bolivar. Ricordo un altro che viaggia sempre con il suo libro sacro, il Corano, il vecchio Saddam. Voglio augurarmi che la sinistra italiana non continui a parlare di Chavez come un paladino dei poveri, non sarebbe giusto per gli italiani.


Voglio che il mondo sappia che si dicono un sacco di bugie in favore del voto, io non ho bisogno dei voti e nemmeno i miei connazionali, potrete comprovare queste parole. Come si permette un despota come quello di paragonarsi a Che Guevara, a Emiliano Zapata o a Simòn Bolivar? Solo Dio lo sa. Quando noi abbiamo lasciato Carlos Andrés Perez credevamo di stare meglio, poi da Lusinchi siamo finiti in un falso comunista, siamo ancora nell’inferno.
Nell’inno nazionale venezuelano un verso dice: - abajo cadenas gritaba el señor…- “togliete le catene gridava il signore (Simòn)”, ma ora la mia gente vive schiava e incatenata e non è ancora giunto il nuovo liberatore, la mia gente aspetta giustizia non complicità da altri paesi, le false parole di alcuni politici che blaterano solo per il proprio tornaconto.
Abbiamo bisogno di vivere, non ci interessano i giochetti di potere e i falsi profeti. Abbiamo la nostra musica ma abbiamo anche i nostri bambini da sfamare. Non crediamo più a questo despota dal momento che abbiamo visto cos’è capace di fare, abbiamo sentito sulla nostra pelle tutta la sua crudeltà, da quando è arrivato al potere con un golpe ha portato il nostro paese alla rovina.
Anche lui va in giro in tenuta militare, come Castro e come soleva fare Saddam Hussein.
Chi l’ha armato fino ai denti? Chi nasconde le sue malefatte? E’ un grido d’aiuto urlato dal Venezuela, con gli occhi della gente perché la bocca non può parlare. Chi avrà il coraggio di citarlo ad esempio di giustizia avrà anche il coraggio di dire che il nero è bianco!

Cosmo de La Fuente
articolo prelevabile citando fonte e autore

25/07/07

I bambini venezuelani chiedono aiuto



Los “niños” de Venezuela chiedono aiuto

Già da piccoli cantiamo “Alma Llanera”,joropo nazionale che è per noi un inno alla libertà. Nelle parole di questo tema musicale convivono l’allegria e l’orgoglio di appartenere ad un paese noto per aver dato i natali ll’eroe ‘Simon Bolivar’.
…Yo nací en esta ribera del arauca vibrador…soy hermano de la espuma, de las garzas, de las rosas.
Un vero canto alla felicità che balliamo nel patio della scuola materna insieme alle maestrine dalla pelle ambrata e dal sorriso bianchissimo.
Mentre il sole tropicale scalda i pomeriggi giochiamo a baseball e ogni tanto sbaciucchiamo le morbide guance delle nostre mamme.
Suoni e voci familiari, rassicuranti, persino le vecchie auto americane tutte ammaccate sono una caratteristica dell’atmosfera del nostro paese. Siamo cresciuti con la libertà negli occhi. Diventiamo grandi, parliamo di donne, balliamo, giochiamo e, improvvisamente, arriva uno che ci toglie la libertà e vuole costringerci a dire e a pensare quello che non vogliamo né dire nè pensare.
Siamo malati di povertà , ora più che mai, inoltre ci sta soffocando l’impossibilità di goderci serenamente le strade variopinte delle nostre amate città. Al governo si sono alternati troppi personaggi corrotti e abbiamo sbagliato a lasciarli fare, siamo uccelli in gabbia.
Le sinistre dei paesi sviluppati si entusiasmano un po’ troppo parlando di Hugo Chavez, il colonnello che si dichiara nemico dell’America e paladino dei poveri. Non tengono conto, però, dell’oscuramento di tutti i tipi di libertà dell’individuo. Carlos Sabino, dottore in Scienze Sociali e professore dell’Università Francisco Marroquín, fa luce su alcuni punti che distrattamente o forse volontariamente le sinistre non considerano. Durante i sei lunghi anni di governo della sua ‘Revolución bolivariana”, il tenente colonnello, grazie agli introiti petroliferi, ha ricevuto ben 121.000 milioni di dollari, molto di più di quanto hanno ricevuto i suoi predecessori. Sono circa 20.000 milioni annui, una cifra da invidia a qualsiasi altro paese sudamericano.
Questa cifra, però, non è bastata a migliorarci, anzi, nei primi cinque anni di amministrazione di Chavez il debito pubblico è passato da 27.000 a 45.000 milioni di dollari. Qualsiasi mente di sinistra potrebbe dire: “ vuol dire che sono migliorate le condizioni di vita in Venezuela”. Nemmeno a pensarci!
L’economia non solo non è cresciuta ma si è ridotta mentre la popolazione è aumentata. La produzione totale del paese è diminuita dell’ 11%; facendo due conti possiamo facilmente stabilire che ogni venezuelano ha un introito inferiore del 25% rispetto al periodo precedente all’arrivo del golpista. Tutto questo è avvenuto per la perdita di fiducia alla proprietà privata e per l’aumento di spese statali che non c’entrano nulla con la popolazione.
Quella del Venezuela è l’inflazione più alta di tutti i paesi dell’America latina. Gli alimenti che sei anni fa costavano ad esempio 100 bolivares, oggi costano 400, mentre gli stipendi sono cresciuti da 100 a 250. E che stipendi!!
Un operaio venezuelano di oggi ha un potere d’acquisto inferiore del 35% rispetto a cinque anni fa. La disoccupazione è arrivata al 15%. E’ evidente il motivo di questo spaventoso aumento della povertà nel paese. Tutto questo ha causato una denutrizione dei bambini venezuelani e un aumento delle malattie infantili. Queste incertezze rendono insopportabili i falsi discorsi di questo presidente e le sue promesse. Tutta demagogia e culto della violenza.
Se questo è il nuovo comunismo si salvi chi può! A tutti coloro che stanno appoggiando questo tipo di amministrazione chiedo gentilmente di non elogiare le malefatte del governo venezuelano. Anche noi abbiamo bisogno di un governo moderato, attivo e moderno. Un attento esame dei programmi politici e dell’operato del governo italiano negli ultimi cinque anni, mi ha portato alla conclusione che soltanto il liberalismo ha dimostrato sensibilità per la famiglia e un occhio di riguardo verso i ‘veri’ poveri attraverso un’organizzazione intelligente e moderata. Ne consegue una sana crescita fisica, psichica e intellettiva dei bambini italiani e quindi la serenità dei genitori.
Completamente diversa la situazione venezuelana e della maggior parte dei paesi latinoamericani dove si fa del comunismo e della dittatura un sistema di governo. Non merita apprezzamenti chi costringe alla fame i bambini indifesi per arricchire il proprio arsenale di guerra .
Los niños de Venezuela chiedono aiuto.
Cosmo de La Fuente
(articolo prelevabile citando nome e fonte)

24/07/07

Falsi politici


Ci sono i falsi d'autore e ci sono i falsi politici, Chavez è riuscito a fregare tutti. Ha fatto credere anche ai comunisti di essere uno di loro, in realtà è soltanto un dittatore che si prepara alla guerra. A grande richiesta alcuni pezzi che sono stati cliccati centinaia di migliaia di volte. Ma ne trovate a volontà su google, basta scrivere 'cosmo de la fuente chavez'.
Tutti di Cosmo de La Fuente

Chavez: il Ceaucescu venezuelano. Segni particolari: pazzo e tiranno

Occorre stoppare il despota Hugo Chavez. La chiusura della più antica televisione venezuelano è il segnale di come stia male la democrazia e la libertà di pensiero nel paese.
Enrique è alla guida della vecchia jeep che ci porta verso Punto Fijo, cittadina nel nord ovest venezuelano, non lontana dalla laguna di Maracaibo, la zona petrolifera del nostro paese. Il mio amico guida nervosamente, si dice felice di rivedermi e durante il tragitto mi racconta come la sua famiglia e tutti i suoi parenti stiano vivendo l’attuale situazione venezuelana. Il padre di Enrique è di origini italiane mentre la madre è originaria di Maracaibo. Una vita fatta di piccoli sacrifici e voglia di raggiungere un posto al sole, una piccola azienda per la surgelazione di gamberi e frutti di mare che erano poi distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda familiare che funzionava abbastanza bene e che improvvisamente ha conosciuto la crisi più nera. Il governo non permette che si prendano delle iniziative commerciali o quant’altro, qualsiasi piccolo imprenditore è costretto a stare con le mani legate e quindi a chiudere. Gli operai della “Mariscos Centilli” sono rimasti tutti senza lavoro, ognuno di loro ha una famiglia e dei figli, ma a nessuno importa che siano rimasti disoccupati, tanto meno al jefe che invece non fa altro che parlare di socialismo. Enrique guida e parla mentre le ruote del fuoristrada finiscono continuamente nelle numerose buche del manto stradale, sono quasi voragini, all’interno dell’abitacolo i sussulti sono talmente forti che, per non sbattere la testa da qualche parte, si è costretti a viaggiare tenendosi da qualsiasi appiglio disponibile. Sono contento, finalmente respiro di nuovo l’aria del mio paese e sento di nuovo i profumi dei fiori e delle spezie che arrivano alle narici mentre passiamo dai piccoli centri abitati, dove le donne, nell’impossibilità di acquistare carni pregiate e formaggi costosi, friggono i platanos e scaldano i fagioli neri speziati al cumino. Quasi leggendomi nel pensiero Enrique interrompe le mie riflessioni e mi dice: ‘questa gente non soffre per la mancanza di cibo, sono anni che vivono in questa situazione, la cosa peggiore, per loro, è la mancanza di libertà che cominciano ad avvertire, inizialmente avevano creduto alla rivoluzione sociale ma ora si rendono conto che la qualità è peggiorata moltissimo e che non esiste più sicurezza nemmeno di vivere”. Ricordo Enrique da adolescente, sempre allegro e ricco di iniziative, amante della musica e del ballo, sentire ora le sue parole mi intristiscono. In serata arriviamo a casa sua e incontro tutta la famiglia, i ricordi di quando eravamo ragazzi a Caracas, prima del trasferimento a Punto Fijo, ritornano tutti per regalarci qualche ora di serenità. Quando il padre di Enrico parla di Chavez abbassa la voce, come se temesse che anche in casa sua qualcuno lo possa spiare. Sorrido meravigliato per questo e lui, vecchio saggio, mi guarda dritto negli occhi e con la determinazione tipica del meridione italiano, con un linguaggio misto tra spagnolo e napoletano mi dice: “non sorridere, io questi comunisti li ucciderei tutti”. Vengo a conoscenza di fatti che da soli potrebbero riempire le pagine di un libro di suspence e dei thriller più scioccanti, storie di spionaggio e cose che in Venezuela non mi sarei mai aspettato che potessero accadere. Di fronte alla mia riluttanza e incredulità mi mettono sotto al naso la nuova costituzione bolivariana, fresca fresca, progettata dall’attuale governo che, mascherato da socialismo, in realtà nasconde un’anima comunista della peggiore specie. Le prime due leggi che mi vengono agli occhi si occupano del tradimento di pensiero, sono previsti, cioè, fino a sei anni di carcere per chi fa della propaganda contro il governo. Alla faccia della democrazia! Alla faccia di chi ha osato definire la trasformazione del Venezuela un risultato della democrazia più grande dell’America latina. Bugie! Solo bugie. Cosa significa la costituzione bolivariana? Bolivar è morto da tantissimi anni e non sapeva nemmeno cosa fosse la rivoluzione industriale. Improvvisamente pare che Simon e Chavez siano un connubio indissolubile, tanto che le parole di uno vengono confuse con quelle dell’altro e parlare di uno o dell’altro sia la stessa identica cosa. Simon Bolivar diventa incredibilmente un sostenitore di Carlo Marx, mentre Chavez è in realtà il ritorno in carne del libertador. Simon chiedeva, però, la vita e la libertà per la gente, viveva in povertà, mentre il presidente venezuelano vieta il libero pensiero e vive negli sfarzi come un nababboe che spenda milioni e milioni di dollari per pubblicizzare la sua corrente comunista. Un paese libero e sincero come il Venezuela diventa bersaglio di meschini sotterfugi per cancellare la memoria, la storia e la libertà d’espressione. Vengono censurati i libri di storia, le parole in tv, i giornali e non esiste alcuna possibilità di opposizione. I venezuelani all’estero, grazie anche a Internet, denunciano questo stato di cose e non possono rimanere impassibili di fronte alle false affermazioni per cui in Venezuela tutto starebbe andando per il meglio. Sia benedetto l’arrivo di Internet che diventa in questo momento l’unica possibilità d’espressione. Questa rivoluzione non è la nostra, questo è soltanto l’anticamera del comunismo cubano. In Italia si è liberi, non si viene perseguiti legalmente perché non approvi quello che fa il governo, non si va in galera perché dici quel che pensi o sei contrario al governo.
CdF


Chavez: quando i pazzi non si sentono Napoleone. E’ più pazzo chi governa o chi l’ha nominato presidente?

Chavez non crede di essere Napoleone, come qualsiasi pazzo che si rispetti, ma crede di essere Simon Bolivar. Spesso, durante i suoi proclami, lascia una sedia vuota in modo che il Libertador possa occuparla, qualcosa che sicuramente è molto improbabile. Bolivar è morto 170 anni fa e non ci è dato sapere se le anime possano stancarsi, anche se si dimostrasse che i defunti si stancano, Bolivar, che era un uomo molto attento, sicuramente in presenza di Chavez vorrebbe stare in piedi e molto vicino alla porta d’uscita. In ogni caso, ancora più pazzi di Chavez sono quei pochi che l’hanno votato, sappiamo come sono andate le elezioni, qui a Caracas si sa che abbiano avuto diritto al voto anche i cubani e i musulmani invitati. Perché sono pazzi? Facile da dimostrare. Un pazzo, secondo la definizione più estesa, malgrado non sia scientifica, è colui che confonde la finzione con la realtà. Uno che agisce contro la ragione, il senso comune e la propria esperienza.
I venezuelani, per esempio, si sono sempre ritenuti vittime di governi arbitrari che impunemente hanno sperperato i soldi della collettività per mezzo di funzionari corrotti. Molto cauti si sono guardati intorno e hanno scelto un militare che ha usato i soldati per polverizzare l’ordine istituzionale. La più grande violazione della legge! Hanno consegnato il paese nelle mani di un golpista che nel 1994 è uscito di galera, dove era stato rinchiuso per tentato golpe, grazie ad un indulto. Lo hanno autorizzato a mettere le mani nelle ricchezze del paese.
Chavez continuerà a sperperare i soldi e a pretende maggior autonomia nella Costituzione. Ha già formalizzato un contratto petrolifero con l’altro pazzo dei Caraibi, Fidel Castro. Questo passo costerà ai venezuelani molti milioni di dollari. Perdere soldi a Cuba è una fatalità da cui nessuno è riuscito a scappare. Cuba non è la paradisiaca isola dei Caraibi ma è un pozzo che ingoia tutto ciò che si avvicina. Ai russi è costata più di 100 milioni di dollari, agli argentini 1.200, agli spagnoli 1.000, ai messicani più di 300. Ai venezuelani chissà quanto costerà. Castro è un rivoluzionario sull’orlo del fallimento e Chavez lo segue a ruota, ma ha il petrolio, e pagherà l’esoso conto in favore del suo amichetto cubano a danno di tutti i lavoratori venezuelani.
Questa ‘elemosina rivoluzionaria’, è un malaffare perché nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di usare il denaro pubblico per soddisfare altre nazioni impegnate nei propri errori. Per molto meno e cioè per aver aiutato Violeta Chamorro a sostenersi nel potere, Carlos Andrés Pérez fu buttato fuori a calci nel sedere. Perché Chavez, sentendo l’ irrefrenabile desiderio di aiutare i suoi amici stalinisti, non utilizza, le donazioni dei membri del suo stesso partito politico, o delle forze armate, che ormai sono il suo partito politico,e non i soldi della nazione? Facile fare gli sbruffoni con i soldi altrui.
Il disastro economico del paese deriva dal fatto che il 70% del PIL è arbitrariamente manipolato da funzionari eletti e designati che rispondono ai propri interessi e non a quelli di tutti. Qualcuno ha detto che i politici non sono diversi dagli altri esseri umani. Hanno ambizioni, vanità, progetti individuali e scendono a compromessi; hanno le proprie fobie e cerchie di amici da favorire e nemici di cui vendicarsi. A differenza, però, di quello che accade nella società civile, i politici sparano con armi altrui, sperperando le munizioni degli altri e non le proprie.
Chi deve rendere conto dei propri atti è il politico o il funzionario. Nello sfortunato continente sudamericano avviene il contrario: gli Stati vigilano i cittadini. I venezuelani, che erano stufi di questa perversione, hanno deciso di cambiarla. Come? Dando poteri assoluti ai propri governanti. Non è anche questo un sintomo di pazzia?
Ai fratelli venezuelani mi rivolgo: - è Chavez che comanda e ci toglie la libertà di pensare, di parlare e di sperare in un futuro migliore per noi, per i nostri figli, che non sapranno cos’è la libertà Sta chiudendo le televisioni, dopo RCTV sarà il turno di GLOBOVISION, dopo ci toglierà tutto. Siamo sicuri che vogliamo trasformare il nostro paese in una specie di Cuba? In realtà non posso crederlo. Ma la pazzia è incontrollabile. Chissà che improvvisamente non si impazzisca anche in Italia e si accetti, inermi, che si chiudano giornali e televisioni libere. In fondo è più facile governare un popolo ignorante, tenuto all’oscuro di tutto.
Avveniva in Romania, in Albania e in tutti quei paesi dove si è lottato, con le unghie e con i denti per liberarsi dall’incredibile ferocia della dittatura, che, secondo me, è orribile in tutte le sue tonalità, che sia rossa o che sia nera è soltanto ‘cacca’.
Anche noi, come Celia Cruz, scappando dal nostro paese diremo di essere immortali, perché, lasciando il cuore in Venezuela, non potremo mai morire in nessun’altra parte del mondo. Una speranza c’è, le ultime notizie raccontano che l’Europa ha condannato il gesto di Chavez, che Lula dal Brasile non condivide i suoi metodi stalinisti, allora possiamo sperare che il Venezuela diventi un paese libero. Le foto sono chiare e i messaggi anche, la gente e il popolo è per la strada a chiedere a gran voce la libertà e la democrazia che il dittatore sta cercando di eliminare. Io rispetto il credo politico di tutti, ma qui non si tratta di colori, stiamo parlando di assenza di democrazia.
CdF
Il mio cuore è sotterrato a Cuba

…Nunca podré morir mi corazón no lo tengo aquí.. Cuando salí de Cuba dejé entrerrado mi corazón….

…Non riuscirò mai a morire, sono senza cuore.. Quando scappai da Cuba lasciai il mio cuore sotterrato…

Queste sono le frasi iniziali della straziante canzone “Cuando salí de Cuba” che negli anni settanta echeggiava per le strade di Caracas. Cantava la grandissima Celia Cruz, denominata ‘reina de la salsa’. Un pezzo che toccava il cuore di tutti i latino americani, specialmente quello dei cubani costretti a scappare dalla loro isla grande.
Ero bambino quando, passeggiando con i miei genitori, dai cafetines mi giungeva la voce roca di Celia , malgrado la mia tenera età, dalle parole di questo brano avvertivo un grande dolore.
Mi affascinava pensare ad una persona immortale perché priva del cuore. Queste parole oggi hanno assunto il giusto significato e riescono a toccarmi. I venezuelani degli anni 2000 sono costretti a fuggire dal proprio paese che sta andando alla deriva, emigrano alla ricerca di ricchezza o perchè implicitamente accusati di aver pensato , parlato e dissentito dall’attuale amministrazione chavista. Carlos Fernández, ex presidente della ‘fedecámara’, una sorta di federazione dei commercianti e imprenditori, ne è un esempio. Nel 2002 ha organizzato una protesta contro il governo e un fermo delle attività lavorative. Il suo ardire gli ha procurato un’accusa di “tradimento alla patria” è stato quindi arrestato e poi rimesso in libertà per un vizio di forma nel processo. Dopo aver rischiato più volte la vita e,a seguito della riapertura del suo caso, ha deciso di scappare dal Venezuela per andare a vivere a Miami, da dove racconta la sua incredibile storia: - “ Mi hanno allertato sul fatto che infiltrati cubani sarebbero stati in procinto di sequestrarmi di nuovo. I piedi del governo di Chavez sono a Caracas ma la testa è a La Havana. Il presidente del Venezuela è guidato da Castro, mentre il vero ideatore della revoluzione bolivariana, considerata la palese ignoranza di Hugo, è suo fratello Alan Chavez. Dietro questa devastante ‘ revolución’ si cela una dittatura comunista della peggiore specie. Il presidente è così incompetente che nemmeno si accorge del male che sta facendo. Anche l’economista Ramón Rangel ritiene che Chavez rappresenti il colpo di grazia che sta portando il paese sull’orlo del precipizio. Il suo modo di gestire il Venezuela si ispira al comunismo degli anni quaranta, un periodo completamente diverso dall’attuale. La società venezuelana di questi anni è molto più complessa rispetto ad allora, ‘el jefe golpista’ è solo un rozzo militare che non ha mai avuto contatti con la società civile, quella che oggi tenta di combatterlo e lo porta a circondarsi, in maniera crescente, di militari di basso grado: capitani e tenenti. I ministeri venezuelani sono tutti in mano ai militari.. La mia protesta non è servita a liberare il Venezuela, è stata utile,però, a smascherare il dittatore, costretto a lasciare i panni del democratico per mostrarsi in tutta la sua autorità. Ha organizzato il mio arresto, mi ha fatto sequestrare all’uscita da un ristorante. Quattro uomini incappucciati mi hanno preso di forza, senza nemmeno pronunciare una parola per evitare che riconoscessi il loro accento cubano, certamente appartenenti ai servizi segreti cubani. Abbandonato in carcere non mi è stato concesso telefonare né al mio avvocato né alla mia famiglia e quando sono uscito ho avvertito su di me incombente il pericolo per la mia incolumità.
L’economia venezuelana peggiora di giorno in giorno, manca ormai anche la forza di reagire. Questa stupida amministrazione non ragiona. L’A.L.C.A., l’area di libero commercio tra le Americhe, è diventata una realtà. La globalizzazione è una realtà. Non si arriverà da nessuna parte se non si tiene conto di questo. Ogni paese potrebbe specializzarsi in qualcosa , il Venezuela potrebbe dedicarsi al turismo e all’esportazione dei minerali. Pensiamo alla Spagna, malgrado anni fa fosse considerata una nazione arretrata, è riuscita, grazie ad alcuni governi che hanno aiutato e incrementato l’imprenditoria, ad arrivare al benessere attuale di cui gode l’intera società. Il governo venezuelano, invece, pensa a varare strane leggi che servono solo al proprio tornaconto. La legge antiterroristica, ad esempio, è utile a soffocare ogni forma di protesta; quella sulla patria potestà è efficace contro quei genitori contrari al governo Chavez , i quali, intimoriti dalla possibilità che il governo, con la scusa di una mancata educazione, si porti via i loro figli, stanno zitti e accettano le farneticazioni di una stolta amministrazione. Le stesse leggi sono vigenti anche a Cuba. Castro, infatti, è il prescrivente della ricetta rivoluzionaria”.
Le dichiarazioni di Carlos Fernández non mi hanno shockato più di tanto perché, dopo alcuni anni, ho capito cosa significhi essere nelle mani di un pericoloso ed estremista bellicista. Mi pongo, tuttavia, alcune domande alle quali non so dare risposta.
Di quali deformazioni mentali soffre chi elogia un’amministrazione di questo tipo se, in altre occasioni, si è definita persona moderata?
Se la sinistra italiana estrinseca simpatia per questo progetto distruttivo e assolutistico, mi chiedo su quali principi si basi la presunta superiorità morale di cui si proclama l’icona? Se invece lo fa per scopi elettorali, in nome dei quali arriva persino ad elogiare la tirannide ai danni di un popolo, la bassezza morale appare evidente e si dovrebbe convenire tutti sulla necessità di prendere le dovute distanze da gente di questo tipo.
Non fidiamoci delle apparenze, non prendiamo per vere le bugie che ci raccontano, difendiamo la libertà, aborriamo il comunismo, esecriamo la dittatura, sbugiardiamo i falsi idealisti liberticidi. La vera ricchezza che ha l’uomo è la libertà, non buttiamola alle ortiche.
CdF
Il nuovo messia

La ‘vieja Pancha’ amava parlare e stupire chi l’ascoltava. Nelle calde serate tropicali ci si radunava intorno a quest’anziana donna dai crespi capelli bianchi e dalla voce tremolante. Originaria di Barlovento, si era trasferita a Caracas nei primi anni settanta. La vieja aveva appreso i segreti della magia barloventeña, un’ arte ‘brujera’ tipica di quelle zone, si presentava alle riunioni fornita di foglie, di piante e di ramoscelli secchi che agitava in aria seguendo un rito stabilito. L’anziana masticava foglie di tabacco che sputava un istante prima di comunicare le sue predizioni.
La povertà e l’insicurezza in cui si viveva erano i motivi per cui ci si sentiva attratti da personaggi di questo tipo. Erano molte le persone che, prima di prendere decisioni importanti, si rivolgevano a lei perchè sembrava il mezzo più facile per mediare con Dio. Pancha divenne una figura familiare per tutti gli abitanti di quel quartiere dal momento che era riuscita a dare speranza e sfogo a tanti disperati.
La gente pianse sconfortata alla sua morte improvvisa causata da un infarto. Rimasero tutti orfani del suo volto, della sua voce, del suo profumo floreale, delle sue stravaganze e, soprattutto, delle sue parole di fiducia.
Ero un ragazzino allora e oggi, malgrado non creda in quei poteri da tempo, mi ritrovo ancora a pensare quella donna. A volte sogno Pancha che mi annuncia un evento che sta per accadere e, il fatto che regolarmente la previsione si avveri, mette a dura prova il mio scetticismo. Figuriamoci che effetto farebbe su quelle persone che credono intensamente ai poteri soprannaturali. Non sono pochi i politici italiani e internazionali che si affidano alle carte di sedicenti fattucchiere. Sono passati molti anni da allora , la prostrazione della maggior parte dei venezuelani si è accresciuta, l’unica voce che giunge a loro è quella di Chavez, colui che si professa, niente di meno, il nuovo messia. Una sorta di stregone ‘buono’ che si rivolge al popolo come un padre fa verso i propri figli.
Dopo aver preso il posto di Bolivar il comandante si sostituisce anche alla fede religiosa . La povera gente non ha termini di confronto di nessun tipo ed è vittima di un lavaggio cerebrale che ‘resetta’ i canoni della religione, della scuola, della società , il tutto palesato nella tramutazione del significato dei fatti storici. Un sistema che ricorda quello usato dai capi di organizzazioni integraliste islamiche, i quali addestrano i giovani a desiderare la morte e amare la guerra; ragazzi che, per raggiungere l’agognato paradiso, si trasformano in kamikaze.
Lo stato venezuelano si è inserito ovunque, un burattinaio decide tutto lasciando alla gente due sole scelte: stare dalla sua parte oppure vestire i panni del demonio. A questo punto appare giustificata l’amicizia e l’avvicinamento di due paesi completamente diversi tra di loro ma che hanno in comune l’odio per gli americani: Venezuela e Iran.
A Caracas la confusione e l’inganno regnano sovrani, come ai tempi di Al Capone e di Lucky Luciano quando i padrini mafiosi, per conquistarsi il favore della gente, diventavano sindacalisti e allestivano mense per offrire pasti caldi ai bisognosi. Ma per il popolo va bene così, cosa sarebbe il Venezuela senza un vero capo capace di riassettare le maglie di una società che rimane ambigua. Da una parte i ricchi e dall’altra i poverissimi.
In questi giorni sto seguendo una sorta di documentario ambientato in Venezuela, una via di mezzo tra reality e fiction, si chiama ‘Laguna Blu’, su una rete satellitare che si occupa di viaggi e turismo. I protagonisti sono Gabriel e Valeria, lui di Caracas e lei italiana, proveniente dalla trasmissione della De Filippi ‘Saranno Famosi’. Con allegria e simpatia ci presentano un Venezuela molto turistico e affascinante. I luoghi sono sicuramente meravigliosi ma la povertà dei ranchos (baracche) va esaminata a fondo. Proprio da una baraccopoli proveniva la vieja Pancha, e attraverso le sue parole, già molti anni fa, si riusciva ad avvertire la povertà della vita di chi viveva in quelle zone. Gli omicidi sono molto numerosi e per poter visitare quelle zone hai bisogno di qualcuno ben inserito che ti accompagni. Incredibilmente questa gente è felice, sorride, balla…uccide.
A pochi chilometri di distanza, sempre a Caracas, c’è il ‘Sambil’, il centro commerciale più grande dell’America latina. E non è l’unico. Ma come fanno i venezuelani a fare acquisti proibitivi in questi centri? Qualcuno dice che siano i soldi investiti da parte dei narcotrafficanti, ma mi chiedo come faranno a tirare avanti proprio i negozianti di questi centri.
Per i poveri diavoli non importa non poter fare acquisti importanti, per loro è sufficiente ritrovarsi tra amici, bere qualche birra, ballare salsa e merengue e godersi i profumi del proprio paese. Soprattutto ora che sta per arrivare il Natale. Le donne si organizzano per preparare le ‘hallacas’: impasto di farina di mais, carne, canditi, avvolto in foglie di banana e bollito. Senza le hallacas non sarebbe Natale in Venezuela. Anche gli italiani che vivono in quel paese da moltissimi anni non ne fanno più a meno e sulle loro tavole, vicino alle lasagne e ai cannelloni ripieni, tovi ‘hallacas’, ‘arepas’, ‘empanadas’. Ma il ricordo si perde nella notte dei tempi e spesso ritorno bambino, per le strade di Caracas e mi sembra di sentire ancora il caldo dell’asfalto sotto ai piedi nudi. Se per incanto mi ritrovassi nella mia città ad occhi bendati la riconoscerei dal profumo dei fiori, della strada e delle spezie. Mi definisco ‘ibrido’ perché in me convivono il piacere, l’orgoglio e le debolezze di entrambi i paesi: Venezuela per nascita e Italia per origine.
CdF
Articoli di Cosmo de La Fuente, prelevabili citando autore e fonte

Impotenza e nuove speranze



Il Cialis one day, un viagra che presenta meno effetti collaterali rispetto agli altri farmaci per le disfunzioni erettili, è stato approvato dall'Agenzia europea per i medicinali. L'Emea, ultimata la valutazione del Tadalafil, la molecola che costituisce il principio attivo del Cialis, ha espresso definitivamente il proprio parere favorevole sulla vendita del farmaco nel nostro continente e ha annunciato che la nuova pillola potrà essere acquistata presso le farmacie italiane ed europee verso fine anno, tra ottobre e novembre 2007.
Il Cialis è efficace nella cura di vari disturbi come impotenza, disfunzione erettile, problemi vascolari causati dal diabete, problemi sessuali successivi ad un intervento alla prostata e blocchi psicologici, tutto questo limitando i classici effetti collaterali (in determinate situazioni abbastanza gravi) tipici di medicinali analoghi.
Geoff Hackett, presidente della Società inglese di Medicina sessuale (British Society of Sexual Medicine), spiega che il nuovo "viagra", a differenza della classica pillola blu, va preso quotidianamente, una dose massima di 5 mg al giorno da ridurre fino a 2,5 in base alla tollerabilità dell'individuo. Molti uomini considerano gli effetti collaterali come dolori muscolari, mal di testa, congestioni nasali, vampate al viso ecc., secondari rispetto alla possibilità di avere un rapporto sessuale soddisfacente. Grazie al Cialis, giorno dopo giorno, si crea nel sangue un plafond di principio attivo che stabilizza gli effetti desiderati e riduce quelli indesiderati. Hackett evidenzia che il nuovo viagra sarà perfetto per quelle persone che vogliono fare sesso con assoluta spontaneità, soprattutto se sono già abituati a prendere terapie quotidiane per altre patologie.
Giovanni Spera, docente di medicina interna ed endocrinologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma, spiega che il Cialis one day porta notevoli benefici per tutti i pazienti "non responder", gli individui che non traggono il massimo beneficio da un'assunzione di tipo occasionale. L'assunzione giornaliera di una pillola di Cialis da 5 mg, a parità d'efficacia, consente una costante azione del principio attivo nella riabilitazione vascolare senza che per questo aumentino gli effetti collaterali, inoltre, sui pazienti si produce un beneficio di tipo psicologico.
La commercializzazione del Cialis, già nelle sue versioni precedenti da 10 e 20 mg, aveva portato notevoli benefici per i pazienti. Alcuni studi evidenziarono che pur agendo come il Viagra, risultava 700 volte più selettivo nell'inibire la fosfodiesterasi tipo 5 (PDE5i) e quindi nel favorire l'erezione. Ora, grazie alla nuova versione, il Cialis one day, pur non trattandosi di una nuova rivoluzione per quanto riguarda il principio attivo che rimane il Tadalafil, si permetterà ai pazienti di avere dei rapporti sessuali meno "artificiali" in quanto non dovranno pianificare i loro momenti d'intimità.
Fonte: Universonline.it
Curato da Cosmo de La Fuente
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23/07/07

Lettere d'amore



Un anteprima che apre la stagione romantica di Familia Futura. Lettere d'amore...Paolo e Ornella story. Vita vissuta e narrata sulle pagine di 'La Voce di Fiore' con 'Familia Futura'. L'amore nascosto, quello doloroso e invincibile. Non perderterti questa storia, per nessun motivo e partecipa, se vuoi, al naturale dibattito.
Da 'La Voce di Fiore' di Cosmo de La Fuente
(...)Sulla copertina di un vecchio disco in vinile, un 33giri di Olivia Newton John, ho ritrovato una dedica semplice che, a distanza di tanti anni,riesce ancora a darmi delle emozioni. - Ho bisogno di te come le piante hanno bisogno dell’acqua e del sole - Parole semplici dettate da un animo acerbo che in quel momento veramente aveva bisogno di qualcuno e che, probabilmente, stava vivendo un periodo di solitudine tipico dell’adolescenza. Mi rattrista un po’ l’idea che un affetto pulito e sincero come quello si sia scolorito e perso nella confusione della vita”.
Sono le parole di Chiara che mi scrive e mi racconta la sua esperienza d’amore, benché sia madre di famiglia non ha dimenticato quell’amore importante, quel ragazzo.. (...) continua

Bolivariano o Bolivarista?


(nella foto Coronel Milza, gag a Chavez)

Da 'La Voce d'Italia'
Un altro parere....
Venezuela: Le molteplici sfaccettature del pensiero chavista
La Teologia della liberazione, propugnata da una parte del clero di base cattolico, trova nei pensieri di Chávez una sua rielaborazione
Milano, 23 lug.- Bolivariano è un termine che indica gli abitanti degli attuali sei Paesi che devono la loro emancipazione al Libertador: Colombia, Bolivia, Ecuador, Panama, Perú e Venezuela. La parola Bolivarista identifica, viceversa, coloro che si rifanno alle idee e alle gesta di Simon Bolívar interpretandole in chiave di attuazione politica: Bolivaristi sono gli intellettuali, gli studiosi e i politici che sostengono la ricerca di una Grande Patria (“Per noi la Patria è l’America”, dice Bolívar a Urdaneta nel 1814) e si propongono di mantenere sempre vivo il progetto di una confederazione di stati e stringere vincoli di interscambio culturale e economico tra i Paesi Bolivariani al punto di annullare o confondere le frontiere e realizzare così il sogno del patriota, la “Nazione delle repubbliche”.
Nel dettaglio, il Bolivarismo incarna vari progetti storici: la “colombianità” o ricostruzione della antica alleanza tra Colombia, Ecuador, Panama e Venezuela; la confederazione andina, la quale include Bolivia e Perú in stretta collaborazione con la “Grande Colombia” in un sistema collegato; il congresso generale americano all’interno del quale troverebbero posto tutti i Paesi dell’area ispanoamericana e, infine, la dottrina sull’equilibrio politico del mondo, vecchia aspirazione Bolivariana che ha avuto parziale attuazione all’interno di organismi internazionali come la Università Panamericana, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’Organizzazione degli Stati Americani e altre. Oggi i termini bolivariano e bolivarista vengono utilizzati indifferentemente. Lo stesso generale propose, nel 1815, la creazione di una città internazionale che divenisse sede dell’idea di unità del continente, libera dai condizionamenti della nazione e simbolo di unità e indipendenza. Ciò che non è la sede (e l’Organizzazione stessa) delle Nazioni Unite.
E bolivarista è anche il presidente venezuelano Chavez (nella foto), il cui programma politico, sebbene appaia multiforme, mutua gran parte della sua ispirazione dal pensiero del Libertador. L’esperienza politica decisiva del comandante Chávez risale al 1974, quando fece parte di una delegazione militare inviata in Perú per celebrare il 150° anniversario della battaglia di Ayacucho, sul luogo stesso in cui gli eserciti di Bolívar e Sucre avevano sbaragliato nel 1824 le forze coloniali spagnole, liberando definitivamente il Perú.
La lettura che Chávez fornisce di questa esperienza storica si presta alla formulazione di un progetto di unificazione politica extranazionale e continentale. In Perú, Chávez prese coscienza anche del valore politico del golpe del generale Juan Velasco Alvarado, che nel 1968 s’impossessò del potere insieme ad un gruppo di militari progressisti decisi a cancellare le ingiustizie sociali dei precedenti governi oligarchici e realizzare riforme radicali in campo economico, sociale e istituzionale. Il Generale editò successivamente un opuscolo intitolato La revolución nacional peruana nel quale erano contenuti i principi che dovevano ispirare il cambiamento radicale della situazione politica, economica e sociale nel Paese andino.
Tra le più importanti riforme introdotte dal governo militare di Alvarado, figurarono la riforma agraria e l’introduzione del Sinamos (Sistema nacional de apoyo a la movilización social) paragonabile agli attuali Comitati Bolivariani. In sintesi, non strutture partitiche ma una rete di mobilitazione popolare e di sostegno alle misure di governo che non risultassero un semplice coordinamento di organismi di massa per l’applicazione delle riforme o per l’indottrinamento propagandistico. Potrebbe considerato alla stregua di un coinvolgimento delle masse popolari dal basso, ma con un piano precostituito dall’alto.
Sulla scorta di questa esperienza, nel 1977 Chávez decide di formare un proprio gruppo clandestino, l’Ejército de liberación del Pueblo de Venezuela, ma i propositi di azione di questo gruppo rimasero fondamentalmente sulla carta. Cinque anni più tardi, diede vita ad un nuovo movimento clandestino, meglio organizzato e interno alle stesse forze armate, chiamato Movimiento Bolívariano Revolucionario – 200 (Mbr - 200). A Saman del Guere, vicino Maracay, i giovani ufficiali ripeterono la stessa formula da Simon Bolívar a Roma il 15 agosto 1805 sulla collina di Montesacro: «Giuro innanzi a voi; giuro sul Dio dei miei padri; giuro su di loro; giuro sul mio onore e sulla Patria che non darò riposo al mio braccio, né requie all’anima mia, fin quando non avrò spezzato le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo».
Un altro elemento che caratterizza il pensiero politico di Chávez proviene da una forma di cristianesimo primigenio che ha fortemente influenzato alcune sue idee di solidarismo e di riscatto sociale. La Teologia della liberazione, propugnata da una parte del clero di base cattolico, trova nei pensieri di Chávez una sua rielaborazione. William Izarria, ex viceministro degli Esteri venezuelano, durante una sua recente conferenza a Roma, ha tracciato i riferimenti ideologici del Comandante: Simon Bolívar, Che Guevara, Gesù Cristo, indicando tre fondamenti del “socialismo del XXI secolo”: bene comune, produzione sociale, partecipazione diretta. Se uno di questi tre elementi non si realizzasse, l’intero progetto fallirebbe.
D’altronde Chávez durante i suoi comizi spesso manifesta apertamente il suo essere cristiano e cattolico mostrando la croce che tiene appesa al collo. «Una delle caratteristiche fondamentali di un leader, soprattutto di un leader rivoluzionario è quella di seguire il sentiero di Cristo». E ancora ha recitato in un’occasione ufficiale a L’Avana: «Il bolivarismo è sia socialismo che cristianesimo», senza dimenticare di ricordare alla folla che «è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago, che un ricco nel regno di Dio». Naturalmente questo particolare tipo di cristianesimo non rispecchia l’ortodossia della chiesa cattolica romana, tanto che molti sostenitori della Teologia della liberazione hanno subito l’onta della scomunica. Già in uno dei suoi primi viaggi apostolici in Messico, nel gennaio del 1979, papa Giovanni Paolo II dichiarò che «la concezione di Cristo come una figura politica, un rivoluzionario (...) non è compatibile con gli insegnamenti della Chiesa».
Il pensiero di Chavez conclude il suo percorso di formazione nel 1992 quando, dopo essere stato incarcerato a seguito del fallimento del putsch militare organizzato per destituire il presidente Carlos Andrés Pérez, ha avuto modo di coagulare intorno al suo gruppo altre realtà politiche. Durante il periodo di detenzione il militare ha mantenuto regolari rapporti con esponenti del Movimiento al Socialismo (Mas), con esponenti de La Causa R e con altre formazioni di sinistra come il Frente patriótico di Luis Miquilena, fondatore del Partido comunista venezolano unitario nel 1946 ed esponente di una delle tante correnti del socialismo nazionale in contrasto con i partiti comunisti legati a Mosca.
Nel 1997 nasce così il Movimiento Quinta República (Mvr), in vista delle elezioni politiche e amministrative dell’anno successivo. È in questo momento che il pensiero e la figura di Bolivar escono prepotentemente alla luce: bolivariano si autodefinisce il movimento chavista e bolivariana sarà la rivoluzione che comincia a muovere i primi passi dopo le elezioni del 1998. Lo stesso Chávez edita un opuscolo il cui titolo è La propuesta para transormar a Venezuela, nel quale viene per la prima volta dettagliato in maniera organica il programma politico del movimento. Chávez viene eletto con il 56,20% dei voti, facendo mutare radicalmente la storia del Venezuela.
Cristiano Tinazzi
(Media Contact)

22/07/07

El domingo con Carol (4)



Ciao a tutti da Stefany!
Ancora una domenica in compagnia della nostra amatissima Carolina Marconi che questa settimana abbiamo visto spesso in tv in compagnia di sua sorella e della mamma, protagonista della canzone 'Que horror', cantanta dalla bellissime sorelle Marconi.
Ecco alcune delle vostre lettere.
Complimenti a Carol e Silvana per le belle performances televisive.Accolgo l'idea di scrivere "un pezzo" su Carolina Marconi: ci provo. La bella Carolina ha in testa da sempre di sperimentarsi nello spettacolo. Inizia così a fare le prime rappresentazioni in famiglia: canta ,balla, recita. E' bella ma non per questo il successo sarà più facile, perchè non ci si vuole accontentare di un successo effimero e raggiunto con i compromessi contro i propri valori e le proprie idee. Ora Carolina può guardare alle esperienze passate con soddisfazione perchè sta facendo le scelte giuste: si è preparata, lavora, si diverte, ha intorno persone che la amano, la stimano e credono in lei e ci puntano.Ha molti fans , suscita comunque interesse anche in chi fans non è ( il che è fondamentale per chi fa spettacolo), è seguita dai giornali .Volendo la strada è ancora lunga e si prospetta ricca di soddisfazioni. Quegli spettacolini davanti alla propria famiglia hanno prodotto un buon risultato perchè il sogno si è trasformato in realtà
legend
Grazie Legend! Brava o bravo!
Scrivete ancora in molti, manteniamo vivo questo spazio tutto per Carolina.
Cara Carolina,La tua bellezza è un aspetto indiscutibile,ma ancora più indiscutibile e preziosa per noi,è la bellezza del tuo essere donna.La tua lealtà,la tua sincerità,il tuo affrontarele situazioni senza mai nasconderti dietro adelle parvanze di comodo,ma il coraggio ela coerenza di mostrarti nella tua totalità,il desiderio di essere sempre te stessa ciportano a stimarti e a volerti bene.Ti auguriamo di non cambiare mai,ti auguriamo di continuaread affrontare tutti i giorni dellatua vita sempre con la stessasemplicità e sorriso che ti contraddistinguono.Il tuo Club è sempre più orgoglioso di te!www.carolinamarconiclub.it
Grazie gentilissima redazione e El Domingo per dare la possibilità di scrivere su questo bloog.Che dire di Carolina? Ormai si è detto tutto.L'ho conosciuta nella casa del Grande Fratello ,l'ho apprezzata come donna.La sua classe e la sua educazione mi hanno colpito fin dal primo momento.Anche una volta uscita da quella casa ha sempre dimostrato di essere una donna con sani principi,senza mai scendere a compromessi e lavorando con molta professionalità.Auguro a Carolina una vita professionale e lavorativa lunga ma soprattutto felice.Se la merita veramente.Grazie a familia futura, grazie Stefany.
Martina
Grazie a te Martina.
Questo spazio è per Carolina e per tutti noi che la amiamo.
HOLA CAROLINA! COMO ESTAS?
TE VI A LA TELE CON TU HERMANA ,ME GUSTO MUCHO LA INTERPRETACION DE QUE HORROR ,Y LUEGO LAS DOS MUY GUAPAS ,
CAROLINA TE QUERRIA DECIR MUCHAS COSAS .
UNA DE ELLAS QUE NO CAMBIES NUNCA TU MODO DE SER ,
ERES UNA PERSONA ESPECIAL
TE DESEO MUCHO TRABAJO ,Y MUCHA FELICIDAD EN TU VIDA PRIVADA .QUE TODOS TUS SUENOS SE HAGAN REALDAD
UN ABRAZO LUISA
PS SALUDOS A STEFANY Y COSMO
Cara Luisa, sei gentilissima e molto dolce. Il tuo spagnolo personalizzato è diventato un graditissimo appuntamento de 'El domingo con Carol'. Un abbraccio anche da parte di Cosmo. Scrivi ancora!
Ragazzi alla prossima e postate pure i vostri commenti qui sotto, potete anche rispondervi e mettere a confronto i vostri pareri.
Un in bocca al lupo alla nostra Carola e che la fortuna le stia sempre vicina.
Bacioni
Stefany

21/07/07

Castro pellaccia dura



Ha la pellaccia dura Fidel Castro e anche lui rinasce dalle ceneri. Circondato dai suoi amici Chavez ed Evo Morales, la setta rossa sudamericana, riprende a dirigere il gioco. Il suo figliol prodigo Hugo ne segue bene le impronte.
AGI
Berlino, 21 lug. - Intende recarsi a Cuba quanto prima l'ex cancelliere tedesco Oskar Lafontaine, gia' leader socialdemocratico e ora alla testa della Linkspartei, il Partito della Sinistra: al settimanale 'Der Spiegel' ha dichiarato di voler andare a trovare Fidel Castro, ancora convalescente dopo l'intervento chirurgico all'addome cui questi fu sottoposto quasi un anno fa. Lafontaine e il 'Lider Maximo', ricorda la rivista, si sono gia' incontrati diciannove anni fa, quando il primo era a capo del governo regionale del Saarland, di cui e' nativo; Castro lo ricevette nella propria residenza ufficiale all'Avana. Nell'intervista a 'Der Spiegel', l'ex cancelliere tesse le lodi non solo di Fidel ma anche dei suoi due principali alleati in Sud-America, il presidente venezuelano Hugo Chavez e quello boliviano Evo Morales. Poco tempo fa Lafontaine avrebbe voluto compiere una vista anche in Iran, ma poi rinuncio' poiche' il partito era poco convintodell'opportunita' di un tale viaggio. (AGI)

20/07/07

Maialine a Miami


Il video delle ballerine sexy a Miami è ai primi posti di Metello. Ballano sulle note del Calypso di Chavez, quello delle donne della sinistra italiana.
Se invece vuoi scaricarti gratis il calypso di Chavez clicca qui

Ricette sexy appetitose


Tornano le ricette sexy appetitose, oltre quella delle melanzane oggi, su La Voce, anche quella della torta all'ananas, per lasciare a bocca aperta i vostri amici.
Clicca qui e prendi la ricetta

19/07/07

Dio Costanzo non perdona


Tanto per tornare sul discorso del potere mediatico e televisivo in mano a pochissimi, tra cui l'intoccabile Maurizio Costanzo.

"Brancaccio, golpe all’amatriciana" La replica: "Basta con le polemiche, sono già al lavoro, io"
SIMONETTA ROBIONY
ROMAE’ guerra ormai tra Gigi Proietti e Maurizio Costanzo. Se ieri, alla notizia di esser stato sostituito da Costanzo come direttore artistico del Teatro Brancaccio, Proietti s’era limitato a definirsi costernato e stupefatto mentre Costanzo s’affannava ad assicurare che gli spettacoli della prossima stagione sarebbero stati quelli scelti da Proietti, adesso l’aria è cambiata. E Proietti, dai microfoni di Radio Città Futura, spara a zero su Costanzo e su quello che definisce «un golpino all’amatriciana». «Il nemico vero del Teatro di Roma, del Comune e di Proietti è Costanzo. Se avessero offerto a me la direzione di un teatro di Costanzo, ne sarei stato onorato ma avrei rifiutato oppure, quanto meno, avrei fatto prima una telefonata. E’ lui il mio avversario culturale». Poi è andato avanti annunciando che i suoi spettacoli previsti in cartellone al Brancaccio per l’anno prossimo non ci saranno più perchè lui non accetta di lavorare sotto la direzione artistica di Costanzo: «Piuttosto me faccio frate», ha detto in romanesco e ha aggiunto: «Ci sarà invece quello di Costanzo. Ne sono sicuro: sarà bellissimo. Piacerà molto al pubblico. Lo immagino, con Platinette e Calissano! Certo, al Brancaccio cambierà la cifra estetica. Non ci sono dubbi. Ma non voglio dire se in meglio o in peggio». E mentre i fan di Proietti sono in rivolta e su http://www.proveperunsito.it/, punto di riferimento e di incontro per gli ammiratori dell’attore, esprimono tutta la loro indignazione invitando anche a disdire l’abbonamento al Brancaccio in segno di protesta, Costanzo interviene dagli stessi microfoni radiofonici, abbassando però i toni. «Plachiamo gli animi! Io sono già al lavoro perchè al Brancaccio erano in ritardo. Da tre mesi aspettavo di sapere quando sarebbe andato in scena il mio spettacolo: se questo vale per tutte le compagnie, qualcosa non andava. Proietti voleva essere avvertito? Non ho fatto in tempo. In un’altra vita ci avvertiremo». Ma Proietti ha anche fornito la sua versione dei fatti su questa sua assurda defenestrazione, sostenendo che, alla fin fine, è solo una questione di soldi. «Qua non ci sono complotti né altro. E’ successo che un proprietario non vuole più avere contatti con il Comune perchè evidentemente c’avrà un interesse economico. Del resto i proprietari degli immobili questo sono e questo fanno. Qualcuno gli ha offerto di più e lui ha dato a Costanzo la direzione artistica. Non so chi gli abbia offerto di più: Costanzo o qualcun altro. Credo, comunque, che sia stato compiuto un grosso torto legale. Fossi nel Comune, intenterei un’azione». Soldi? l’avvocato Maurizio De Gasperis, legale di Alessandro Longobardi, l’imprenditore che gestisce la società «Avana» - quella che, avendo la disponibilità del «Brancaccio», ha rotto le trattive con il Comune estromettendo Proietti e ha dato l’incarico di direttore artistico a Costanzo con un colpo di mano sorprendente - sostiene invece che i soldi non c’entrano. Intoppi brurocratici, lungaggini amministrative, incertezze decisionali hanno fatto precipitare la situazione. E poi, aggiunge l’avvocato De Gasperis, ad Alessandro Longobardi, grande appassionato di teatro e direttore artistico della Sala Umberto, fa piacere poter entrare nell’associazione di Costanzo «Voglia di teatro», stabilire un gemellaggio tra la sua Sala Umberto e il Parioli di Costanzo, magari allargando anche al Brancaccio questa alleanza tra privati. Sta forse nascendo a Roma un nuovo circuito teatrale capace di frapporsi al progetto del Comune di potenziare il Teatro di Roma, allargandolo a quello di Tor BellaMonaca in mano a Michele Placido e al Brancaccio di Proietti? Chissà. Intanto tutta Forza Italia si stringe intorno a Proietti che pure di Forza Italia non è. Lo fanno Michele Baldi, capogruppo al Comune per il suo partito, Gianni Sammarco, vice presidente della Commissione cultura alla Regione Lazio, Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, che definisce Proietti: «Un autentico Re Mida del teatro e dello spettacolo». Lo fa, soprattutto, Michele Lo Foco, coordinatore del Dipartimento Cultura di FI. Ma Lo Foco, dopo aver ricordato i meriti di Proietti che in cinque anni ha portato il Brancaccio a fasti e incassi mai visti, ha anche attaccato Costanzo. «Mentre il pubblico ha riconosciuto nel lavoro di Proietti un progetto drammaturgico di valore - dice - non altrettanto può dirsi del lavoro di Costanzo al Parioli, teatro ormai marginale». E fin qui è una opinione. Ma poi Lo Foco ha detto anche: «Spiace che la figura di Costanzo venga sempre più spesso collegata a colpi di mano e ad attività dietrologiche di difficile comprensione. E spiace che il Comune di Roma non abbia previsto un risvolto negativo come quello che s’è appena verificato». Costanzo minaccia una querela.

18/07/07

El domingo con Carol: Ultim'ora



Carissimi affezionati di Carolina Marconi, vi invito a inviare i vostri messaggi alla bella Carolina, nostra beniamina, per far si che l'appuntamento domenicale rimanga in vita il più a lungo possibile. Lo spazio dedicato a Carol in realtà è di tutti noi che l'amiamo. Scrivete, alla solita mail
A presto
Stefany

Curry: non solo afrodisiaco



Conosciuto come spezia indiana viene utilizzato moltissimo anche nella cucina caraibica, il Sabor Tropical ne fa largo uso anche nella preparazione del famoso risotto al cocco di cui esiste un ingrediente misterioso.
Ma vediamo da vicino le news riguardanti questo aroma forte e gentile allo stesso tempo.

Dal curry, tipico alimento indiano, una cura contro il morbo di Alzheimer. L'equipe di John Cashman, direttore dell'Istituto di Ricerca BioMolecolare Umana (HBRI) a San Diego, ha scoperto che il composto attivo delle spezie presente nel curry, attiva il sistema immunitario contro le placche che devastano il cervello dei malati. La molecola, bisdemetossicurcumina', è il principio attivo dei curcuminoidi, sostanze naturali presenti nella radice della curcuma da cui si estraggono gli ingredienti per preparare il curry.
Il morbo di Alzheimer è una demenza progressiva invalidante senile. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer.
La malattia o morbo di Alzheimer è oggi definito come quel «processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale». In Italia ne soffrono circa 500 mila persone, nel mondo 18 milioni, con una netta prevalenza di donne.
Le persone affette iniziano dimenticandosi piccole cose, poi mano a mano le dimenticanze aumentano e la perdita della memoria arriva anche a cancellare i parenti e le persone care. Una persona colpita dal morbo può vivere anche una decina di anni dopo la comparsa della malattia.
Col progredire della malattia le persone non solo dimenticano, ma perdono la capacità di parlare e di muoversi autonomamente necessitando anche di continua assistenza personale.
La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello, sostanza fondamentale per la memoria ma anche per le altre facoltà intellettive. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte.
Nel 1901, il dottor Alois Alzheimer, uno psichiatra tedesco, intervistò una sua paziente, la signora Auguste D., di 51 anni. Le mostrò parecchi oggetti e successivamente le chiese che cosa le era stato indicato. Lei non poteva però ricordarsi. Inizialmente registrò il suo comportamento come "disordine da amnesia di scrittura", ma la sig.ra Auguste D. fu la prima paziente a cui venne diagnosticata la malattia di Alzheimer.
Dall' analisi post-mortem di tessuti cerebrali di pazienti affetti da Alzheimer, si è potuto riscontrare un accumulo extracellulare di una proteina, chiamata beta-amiloide. Nei soggetti sani la beta-amiloide viene prodotta dalla APP (proteina progenitrice dell' amiloide) in una reazione biologica catalizzata dall'alfa-secretasi che produce una beta-amiloide costituita da 40 ammioacidi. Per motivi non totalmente chiariti, nei soggetti malati l'enzima che interviene sull' APP non è l'alfa-secretasi, bensì una sua variante, la beta-secretasi che porta alla produzione di una beta-amiloide anomala, costituita da 42 amminoacidi invece che 40. Tale beta amiloide non presenta le caratteristiche biologiche della forma naturale, e tende a depositarsi in aggregati extracellulari sulla membrana dei neuroni. Tali placche neuronali innescano un processo infiammatorio che richiama macrofagi e neutrofili i quali produrranno citochine, interleuchine e TNF alfa che danneggiano irreversibilmente i neuroni. Ulteriori studi mettono in evidenza che nei malati di Alzheimer interviene un ulteriore meccanismo patologico: all'interno dei neuroni, una proteina tau, fosforilata in maniera anomala, si accumula in aggregati neurofibrillari. I neuroni particolarmente colpiti dal processo patologico sono quelli colinergici e in particolare le zone cerebrali più interessate sono le aree corticali,sottocorticali e tra queste ultime le aree ippocampali.In particolare l' ippocampo interviene nell' apprendimento e nei processi di memorizzazione. La distruzione dei neuroni di queste zone è la causa della perdita di memoria dei malati.
TERAPIA
Sfruttando perciò il fatto che nell'Alzheimer si ha diminuizione dei livelli di acetilcolina, l'idea è stata quella di ripristinarne i livelli. L'aceticolina non può essere usata, è troppo instabile e ha un effetto limitato. Gli agonisti colinergici invece avrebbero effetti sistemici e darebbero troppi effetti collaterali,non sono perciò utilizzabili. Possiamo invece usare inibitori della colinesterasi,l'enzima che metabolizza l'acetilcolina: inibendo tale enzima, aumentiamo la quanttità di acetilcolina nel vallo sinaptico. Sono a disposizione della terapia farmaci inibitori dell'acetilcolinesterasi che abbiano una bassa affinita per l'enzima presente in periferia e che siano sufficientemente lipofili per superare la BEE e agire di preferenza sul SNC; tra questi: Fisostigmina, galantamina e neostigmina sono stati i capostipiti, ma l'interesse farmacologico è maggiormente puntato su inibitori reversibili della acetilcolinesterasi come rivastigmina e galantamina. La tacrina non è più utilizzata perché epatotossica, mentre il donezepil, inibitore non competitivo dell'acetilcolinesterasi, sembrerebbe più efficace perché, con una emivita di circa 70 ore, permette una sola somministrazione al giorno, mentre la galantamina ha una emivita di 7 ore. Ovviamente però il donezepil sarà più soggetto a manifestare effetti collaterali dovuti ad un aumento del tono colinergico,quali insonnia, aritmie, bradicardia,nausea, diarrea. Di contro la galantamina e la rivastigmina possono causare gli stessi effetti,mai in misura molto minore. Un approccio alternativo all apatologia potrebbe essere l'uso di FANS. Come detto, nell'Alzheimer è presente una componente infiammatoria che distrugge i neuroni. L'uso di antiinfiammatori potrebbe migliorare la condizione dei pazienti. Si è anche notato che le donne in cura post-menopausale con farmaci estrogeni, presentano una minor incidenza della patologia, facendo presupporre un' azione protettiva degli estrogeni. I ricercatori hanno messo in evidenza anche l'azione protettiva della vitamina E (alfa tocoferolo), che sembra prevenire la perossidazione lipidica delle membrane neuronali causata dal processo infiammatorio. Al processo neurodegenerativo può intervenire anche l'eccitotossicirà, ossia un'eccessiva liberazione di ac. glutammico e aspartico, entrambi neurotrasmettitori eccitatori, che inducono un aumento del calcio libero intracellulare il quale è citotossico. Perciò si è pensato di usare farmaci antagonisti del glutammato e dell'aspartato, ma presentano notevoli effetti collaterali. Al momento sono presenti i commercio farmaci definiti nootropi: piracetam e aniracetam: questi farmaci aumentano il rilascio di ac. glutammico; ciò parrebbe in netta contrapposizione a quandto detto sopra, ma tale neurotrasmettitore è implicato nei processi di memorizzazione e di apprendimento. Aumentandone la quantità,miglioriamo la qualità della viata dei pazienti. Ultimo approccio: pentossifillina e diidroergotossina (sembra che tali farmaci migliorino il flusso ematico cerebrale, permettendo una migliore ossigenazione cerebrale e un miglioramento delle performance neuronali). La cura dell'Alzheimer è ai primi passi: non esistono farmaci che guariscano o blocchino la malattia. Si può solo migliorare la qualità della vita dei pazienti malati.
Negli Stati Uniti è in sperimentazione una terapia genica che utilizza l'ormone della crescita per la cura dell'Alzheimer.
fonte wikipedia.it

17/07/07

A Caracas si respira aria cubana



A Caracas, come a Maracaibo o a Valencia, senza dimenticare le isole, si respira l'aria di Cuba. Non nel senso 'bello', ovviamente, intendo proprio come mancanza di libertà e di rispetto per l'intelligenza della gente, minata, giorno per giorno, da una fiorente dittatuta che ha preso spunto da quella di Fidel Castro, di cui nuovamente non si sa nulla e che potrebbe addirittura essere morto da qualche giorno, trasformando anche il Venezuela in un paese dall'anima bruciata.
Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di decidere le sorti di un paese intero cambiando tutto a proprio piacimento, per noi venezuelani questo è il peggior periodo che stiamo vivendo.
E' vero che la situazione politica è brutta da anni, lo sappiamo, ma oggi quello che ci viene sottratto è il diritto di pensare.
Eliminate tv, giornali e personaggi costretti a fuggire dal paese per non essere eliminati fisicamente, nel paese di Simon Bolivar non resta che parlare bene di Chavez altrimenti la sorte è segnata.
Non è un mistero le minacce di Hugo il pazzo che ha fatto contro la squadra di calcio del Perù, intimando a chiunque di non parlare di politica. Questo militare, non dimentichiamo che la prima volta è entrato al governo con un golpe, è molto pericoloso, per la pase mondiale. Si è travestito da socialista, ma socialista non è. Sta preparandosi alle armi. E' un dittatore.
Cosmo

16/07/07

Coppa America _ vince il Brasile


Coppa America: vince il Brasile
Battuta a sorpresa l'Argentina 3-0, due reti e un autogol 16 luglio 2007
Il Brasile ha battuto a sorpresa per 3-0 l'Argentina e si e' aggiudicato la Coppa America di calcio.

A tre minuti dal fischio d'inizio, gol di Batista seguito, al 39' da un autogol dell'argentino Ayala. Al 68' e' stato Alves a coronare la vittoria dei brasiliani, che ha smentito tutti i pronostici della vigilia.

Doppia delusione per gli argentini che cercavano la rivincita della sconfitta del 2004 da parte del Brasile ai rigori in Peru'.


MARACAIBO (Venezuela), 15 luglio 2007 - Imprevedibile, umiliante, imbarazzante, inatteso: scegliete voi l’aggettivo più adatto per definire il trionfo del Brasile nella finale della 42ª coppa America. Un 3-0 all’Argentina che ribalta ogni pronostico della vigilia e conferma i verdeoro nel ruolo di padroni del Sudamerica, dopo la vittoria ai rigori nel 2004, sempre contro la nazionale albiceleste. Il Brasile mette le mani sul trofeo per l’ottava volta e allunga il digiuno dell’Argentina, che non vince dal ’93. Sembra una maledizione per la Seleccion di Basile, una squadra che non fa mai l’ultimo passo verso la gloria, un’orchestra che smette di suonare sul più bello. Un gruppo che proprio non sa scrollarsi di dosso l’etichetta di perdenti, o "perdedores".
AYALA - A volte il calcio è crudele, o almeno ingeneroso. Quando a sbagliare è il capitano, l’errore pesa sempre un po’ di più. E se il capitano sbaglia due volte, sono guai. E’ toccato a Roberto Fabian Ayala, monumento della nazionale argentina, recordman di presenze con 115 gettoni nella Seleccion, prendersi le colpe dei 2 gol con cui il Brasile è andato in vantaggio al riposo. Sbeffeggiato da Baptista al 5’, quando "la Bestia" lo ha puntato prima di scaricare un destro potente sotto l’incrocio, l’ex difensore di Napoli e Milan si è ripetuto in negativo al 40’, il minuto in cui ha mandato il pallone alle spalle del portiere Abbondanzieri. Senza il suo tocco maldestro e disperato, va detto, la Seleçao avrebbe raddoppiato lo stesso, perché Zanetti era in ritardo nella copertura su Vagner Love, a cui era indirizzato il cross di Daniel Alves. Ma l’onta dell’autogol pesa sulle spalle del povero "Raton" Ayala. Quando il destino ci si mette, poi, sa essere davvero beffardo: Alves su quella fascia non ci sarebbe nemmeno dovuto essere, era appena entrato al posto dell’infortunato Elano. Ma tant’è.
LA RIVINCITA DI DUNGA - Il Brasile ha sfruttato al meglio le poche palle gol costruite, ma al c.t. Dunga, tante volte criticato, va riconosciuto il merito di aver preparato magistralmente la gara dal punto di vista tattico. Questa Seleçao è tecnicamente povera, neppure paragonabile all’avversario che aveva di fronte. Eppure, Mineiro e Josué hanno imbrigliato l’estro di Veron e Riquelme: alzi la mano chi avrebbe mai pensato che il centrocampista dell’Hertha e quello del San Paolo sarebbero stati capaci di tanto. Con Mascherano e Cambiasso piuttosto confusionari, sono stati tagliati i rifornimenti per le punte Messi e Tevez. Il resto l’hanno fatto le incertezze di una difesa spesso fuori posizione (male anche Heinze e Gabriel Milito) e un po’ di sfortuna, quella che ha pilotato sul palo il bolide di Riquelme che sarebbe valso l’immediato 1-1. Già, il buon Juan Roman non ce l’ha fatta neanche stavolta a far volare la Seleccion. Un peccato, perché mai come questa volta avrebbe meritato un piccolo aiuto dalla sorte. Invece è stata la serata di un incontenibile Baptista, che ha seminato il panico anche nel giorno in cui Robinho è risultato piuttosto anonimo. Ed è stata la serata di Maicon, Alex, Juan e Gilberto, che hanno fermato un attacco capace di segnare 16 reti nei 5 precedenti match in Venezuela.
ALVES - Nella ripresa, ci si sarebbe aspettati un’Argentina pronta all’assalto, ma aumentare i ritmi di gioco non è proprio la caratteristica migliore della Seleccion, poco abituata a dover rimontare. E così, dopo 24’ in cui l’ottimo Doni non corre alcun pericolo, è arrivata la mazzata che ha chiuso la gara. Merito di Vagner Love, che con le treccine blu al vento ha indovinato il corridoio per il taglio di Daniel Alves: diagonale impeccabile dell’esterno del Siviglia e 3-0 che ha mandato gli argentini nel dramma. Il resto è stato solo una lunga attesa del fischio finale. Un’attesa dolce per il Brasile e tremenda per un’Argentina che si conferma una grande incompiuta.
Stefano Cantalupi

Il Venezuela si prepara alla guerra




Quando mi dispero ricordo che attraverso la storia il cammino della verità e dell’amore ha trionfato sempre. Ci sono stati tiranni, assassini e per certo tempo sembrano invincibili, ma alla fine cadono sempre.
Mahatma Gandhi

"Cuando me desespero, recuerdo que a traves de la historia los caminos de la verdad y del amor siempre han triunfado. Han habido tiranos, asesinos, y por un tiempo pueden parecer invencibles, pero al final siempre caen" Mahatma Gandhi

When I despair, I remember that all through history the ways of truth and love have always won. There have been tyrants, and murderers, and for a time they can seem invincible, but in the end they always fall. Think of it--always. Mahatma Gandhi

http://www.noticias24.com/actualidad/?p=6217


Quien los va a invadir los Marcianos?Esta gente vive en supropio Mundo. Chavez get out of the cave!
Allahuh Akbar lo dijo el 10/07/07 a las 3:02 pm
Esto no es algo innovador, ya Mao Tse Tung hablaba sobre este tema y muchísimo antes los Mujahadines que resisitireon a los británicos en la ocupación de Afganistán a principios del siglo XIX poseían manuales para hacer la “guerra de guerrillas”. De hecho, la CIA tiene su propio manual de “guerra política” con el cual entrenaron a los contras en Centroamérica. Lo único innovador de esto es que está publicado en el diario VEA. Más nada.
Olga lo dijo el 10/07/07 a las 3:09 pm
YO OPINO LO MISMO QUE :“valenciaAlante”“Garu”Y “Desde Chicago”
IMAGINO QUE CHAVEZ YA DEBE TENER PUESTO EL TRAJE DE BOLIVAR.
SI HAY FUTURO lo dijo el 10/07/07 a las 3:09 pm
ellos dicen patria socialismo o muerte y esto es lo que siembran EL VENEZOLANO CONCIENTE TENDRIA QUE DECIR PATRIA.,MUERTE AL SOCIALISMO VIVA VENEZUELA LIBRE DE ESTA DICTADURA
Aquiles Carbonell Cool lo dijo el 10/07/07 a las 3:20 pm
Los rojos se pueden entrenan para matar a los que no piensan como ellos..pero el que se quiera aprender a enfrentarlos o que se sienta amenazado entonces ese es un conspirador y un traidor..
Sahrah lo dijo el 10/07/07 a las 3:24 pm
Jajajaja… quien nos va a querer invadir a un pueblo como nosotros que tenemos 8 años queriendo salir de chavez y no hemos podido…
MIKEY LENA lo dijo el 10/07/07 a las 3:29 pm
Esta bien , compremos el “Vea” y preparémonos , ya todos sabemos quien es el enemigo que por cierto, no esta en ningun otro país, anda por aqui cerquita
ASOMBRADA lo dijo el 10/07/07 a las 3:30 pm
QUERIDOS COLEGAS OPOSITORES…. ANOTEN, ANOOOOTENNNN COPIEN… TOMEN NOTAS….. NUNCA ESTA DE MAS….USTEDES NO SABEN QUIEN ES EL “ENEMIGO” EN ESTE CASO….. LA SALSA QUE ES BUENA PARA EL PAVO DEBE SER BUENA PARA LA PAVA, CORRECTO? PUES DEJEN LA PENDEJADA Y TOMEN NOTA.
Quienmas? lo dijo el 10/07/07 a las 3:40 pm
QUE ES ESTOOOOO!!! saben la gravedad de esto? y nadie dice NADA que bolas!
o es que acaso ya estamos en guerra y no sabiamos???
koala lo dijo el 10/07/07 a las 3:40 pm
cuanto tiempo nos queda por disfrutar nuestra libertad y no ser la proxima cuba??dos ,tres años tal vez??
ANTICHAVISTAAMUERTE lo dijo el 10/07/07 a las 3:41 pm
GUERRA CONTRA QUIEN..? NO SE HAN DADO CUENTA QUE CHAVEZ ESTA ARMANDO A SUS MILICIAS PARA CUANDO DECIDA RADICALIZAR EL PROSESO Y SALGA LA GENTE A PROTESTAR SEAN ELLOS LOS ENCARGADOS DE SOMETER AL PUEBLO Y A TODA RESISTENCIA,Y DECIR QUE LO HACE EN NOMBRE DEL PUEBLO Y ES ESTE EL QUE ESTA DEFENDIENDO LA “DEMOCRACIA”,DISFRAS QUE USA MIENTRAS SIGUE MAQUINANDO…DESPIERTA VENEZUELA,TE ESTAN JODIENDO Y NO TE DAS CUENTA
ya no se quien soy lo dijo el 10/07/07 a las 3:44 pm
A borracho fino primero agua y luego vino
kamisama lo dijo el 10/07/07 a las 3:45 pm
USA saca un video juego llamado mercenaries 2, donde super cool amerricans entran a venezuela a matar todo lo que se mueva, destruir ciudades y liberar el poder petrolero de la tirania. ya paso en iraq , no entiendo porque la gente ve tan surreal que pueda pasar aqui.
el de chalala lo dijo el 10/07/07 a las 3:47 pm
Ahora si fue verdad que se le volaron los tapones a esta cuerda de “ORATES”, quien en su sano juicio va a salir a “defender” un sistema de gobierno que en vez de buscar la mayor suma de prosperiidad y felicidad pàra el pueblo, se la pasa GASTANDO a manos llenas NUESTRA RIQUEZA; con un rechazo de 84% de la poblacion, con una serie de seudos dirigentes de dudosa reputacion…………es mas me hago eco de lo que dijo otro forista………..”cuando caigan las primeras cajas de zapatos NIKE……” TENGAN MADUREZ!
Veneza lo dijo el 10/07/07 a las 3:53 pm
SEGUN LA PUBLICACION DEL DIARIO VEA.ESTAMOS EN LA “PATRIA” VIVIENDO UN “SOCIALISMO” Y VAMOS DERECHITOS A LA “MUERTE”.IMBECILES SERIAMOS SI CREYERAMOS QUE VAMOS A SALIR VIVOS DE UNA GUERRA CONTRA EL IMPERIO, O QUE ESTAMOS EN GUERRA CONTRA ALGUN PAIS.
QUE VAYAN LOS CHAVISTAS….SI SE ATREVEN
anti chavez lo dijo el 10/07/07 a las 3:56 pm
Para asombrada, que dices, te digo una cosa que cuando comience el saperoco, chavez es el primero que va a salir corriendo, nunca he visto tanta gente ignorante en mi pais, como ahora (los que siguen al loco), señores ustedes se han preguntado la cantidad de dinero que se ha gastado en el pais, el que se forme una guerra, querra decir que estan buscando como tapar todo el desastre que han hecho en el pais, preguntese como Venezolano, si nosotros no merecemos una guerra, destruccion del pais, de familias enteras, hijos, nietos, sobrinos, esposas, esposos, etc…
Guerrero lo dijo el 10/07/07 a las 3:57 pm
Son manuales antiguos sin ningun valor estrategico o militar, en la net hay mejores.
Vivan los Estudiantes! eso si es un modelo innovador.
Daniel lo dijo el 10/07/07 a las 4:02 pm
ESTOS ESCUALIDOS SI SON GUEVONES JAJAJAJA … YA QUISIERA VER YO EN CASO DE UNA INVACION ARRODILLADOS DELANTE DEL ENEMIGO PIDIENDOLES PERDON… BUENO QUE SE PUEDE ESPERAR DE LOS VENDE PATRIA… ELLOS DE LO UNICO QUE SABEN ES DE CENTROS COMERCIALES Y DEMAS VANALIDADES, Y NO SE ENTERAN LO QUE SUCEDE EN EL MUNDO NI PORQUE,QUE INGNORANCIA… LEAN LEAN LEAN LEAN .. POR DIOS LAS PRETENCIONES DEL PAIS DE USTEDES .. OSEA EEUU
LA VACA MARIPOSA lo dijo el 10/07/07 a las 4:03 pm
CHAVEZ, SACA A ELIAS JAUA Y TATIANA PUPU, LAS POLITICAS AGROALIMENTARIAS, ESTAN EN EL PISO, LA PRODUCCION ESTA EN TERAPIA INTENSIVA Y ESTOS LOCOS QUE DIRIGEN EL MINISTERIO TE CAEN A MENTIRAS. AVERIGUA CHAVEZ.
Freedom lo dijo el 10/07/07 a las 4:03 pm
Que loquera pana….seguro vienen a invadirnos los marines norteamericanos y el primero que desaparece es le pichon de dictador y sus seguidores porq son una cuerda de cagados….
Solrac (Carlos, Escualidisimo) lo dijo el 10/07/07 a las 4:06 pm
Ya me imagino como sera…
En la delantera: Huguito, corriendo para salvar el culito…
Les sigue JVR, Jorgito y Baduel, buscando abrigo en el querido padre de la patria
Les siguen la cuerda de jalabolas y lamepisos de los comandantes de componentes, diputados y jueces al estilo de mikel moreno…
Todos ellos en la vanguardia, pero para salir corriendo, en caso de cualquier peo.
Y quien se queda pagando los platos rotos?
LOS PENDEJOS DE SIEMPRE!
Tu, que sigues, idolatras y eres fanatico de huguito, estas dispuesto a dar tu vida por la revolucion? Pues te tengo un chisme… ellos si estan listos, pero para dejarte el pelero cuando se pinten de colores
VIVA LA LIBERTAD! Quiero ver a huguito preso, solito, con hambre y con miedo!
CHEF OLIGARCA lo dijo el 10/07/07 a las 4:14 pm
HOMOSEXUAL EL QUE LEA VEA!
JuanC lo dijo el 10/07/07 a las 4:22 pm
Verga pana… Que locura la de estos carajos pensando en guerras cuando deberian pensar en el beneficio del pais… Hasta cuando vamos a tener que calarnos estos insultos por parte de ellos que son los verdaderos traidores a la patria???? Sera que vamos a seguir dormidos y dejar que El Inquilino de Miraflores siga destruyendo el Pais? Hasta cuando Venezuela? Es tiempo de despertar y hacer resistencia a ellos que son los verdaderos invasores
Daniel lo dijo el 10/07/07 a las 4:22 pm
GUEVON … NI ERES CHEF NI MUCHO MENOS OLIGARCA … QUE BRUTO ERES
Tragicomedia lo dijo el 10/07/07 a las 4:25 pm
Llama mucho la atencion y cito “…eliminacion de “quinta columna” y traidores a la patria…”, sera que esta pequeña cita es la esencia de todo este disparatado manual. Hay que tener cuidado.
Diferencial lo dijo el 10/07/07 a las 4:40 pm
Hay que ver a estos Cobardes que abusan al Pueblo de Venezuela amedentrandolo con la Politica de Terror y violencia que se caracterizan…
Quisiera verlos enfentando a los Marines que no le comen cuento ni a Iraquies ni Afganos…Exterminando el extiercol más putrfacto que Venezuela ha tenido que calarse!!!!
La Robolución de Bolivares!!!!!
ceba lo dijo el 10/07/07 a las 4:48 pm
“GUERRA ASIMETRICA” ESTOS BOLUOS ESCUALIDOS NO SABEN NADA DE ESTO POBRESSSSS
renata lo dijo el 10/07/07 a las 4:53 pm
carajo!!!!! y hubo guerra y nosotros nos matamos y tal , carajo si al vernezolano por mas chavista , por mas escualido lo que le gusta es la caña y la rumba , y la jodedera, si se habla de guerra mucha gente que tiene su casita muy bonita , su carrito , su familia de segurono le va ha gustar.
l@ olig@rk@ lo dijo el 10/07/07 a las 4:54 pm
BUSH SE MUERE DE LA RISA CADA VEZ Q EL LOCO HABLA DE UNA INVASION MEEESMA!!SABES COMO ES LA COSA HUGORILA Q SI LOS ESTADOS UNIDOS LES DA LA GANA DE INVADIRNOS CON SOLO MOVER UN DEDO YA TU SERIAS POLVO. MARGINAL!!
Quien lo dijo el 10/07/07 a las 4:55 pm
La patria se respeta pero morir por un grupo de personas que separaron al pais en el cual existe la exclusion al 1000% y lo maquillan dando bosales de arepa y engañando a la gente de poco pensar no vale la pena
pascuala lo dijo el 10/07/07 a las 4:55 pm
ELIMINACION A LOS TRAIDORES A LA PATRIA, entonces ACABARAN CON EL 90% de la POBLACION QUE ESTA EN CONTRA DE ESTA DICTADURA. EN POCAS PALABRAS, ESTE REGIMEN FRACASARA ASI NOS MATEN, FRACASARÁ, PORQUE ELLOS SON UNA CUERDA DE DELINCUENTES QUE ESTAN ARMADOS HASTA LOS DIENTES, PERO NOSOTROS TENEMOS DIGNIDAD HASTA LA MUERTE Y ELLOS acabaran en el mismisimo INFIERNO
Alex lo dijo el 10/07/07 a las 4:56 pm
si iran a guerra igual que el 11 de abril, todos salieron corriendo a esconderse aqui nadie pelea por nada, dos dias despues los persiguedores se convirtieron en perseguidos…aqui aplican mejor que digan aqui corrio que aqui quedo que guerra va a haber con gente asi
chicheemaun lo dijo el 10/07/07 a las 4:58 pm
No se si este hombre el tal garcia ponce sabra que lo publicado constituye una prueba de sus crimenes contra la humanidad.
Propiciar odio en contra de la poblacion esta tipificado en el Tribunal de Roma y en la Convencion de Ginebra como crimen de lesa humanidad.
Son tan brutos que hasta lo publican, como para que no quede duda alguna de sus multiples crimenes.
T T 3(te tiraste 3) ESCUALIDOS lo dijo el 10/07/07 a las 5:11 pm
yo le echo bolas si adelante en el ataque me comandan Diosdado/Jesse y los ministro y diputados que se han hecho ricos en esta mierda
RSL lo dijo el 10/07/07 a las 5:36 pm
A los “amigos” del VEA, les recuerdo que el Artículo 57 prohibe la PROPAGANDA DE GUERRA.De todos modos, qué es una raya más para el tigre que se la pasa dividiendo a los venezolanos y sembrando odios.Por mi parte, ni siquiera cuenten conmigo para la susodicha guerra.
ULTRA DERECHA lo dijo el 10/07/07 a las 5:44 pm
SI EEUU NOS INVADIERA CHÁVEZ TENDRÍA LA SUERTE DE SADDAM: ESCONDERSE EN UNA LETRINA LLENA DE PUPÚ COMIENDO LARVAS Y MOSCAS HASTA QUE LO CONSIGAN Y LO CUELGUEN. ASI QUE NO HAGAN MAYOR PROPAGANDA ARMAMENTISTA PORQUE NO LES CONVIENE. DEJEN DE HACER EL RIDÍCULO.
Resistenete lo dijo el 10/07/07 a las 5:49 pm
ESTOS TIPOS ESTAN LOCOS DE BOLA. EL SENIL GARCIA PONCE DE VERDAD SE CREE TODOS ESTOS MOJONES MENTALES SOBRE INVASIONES Y QUE EL PUEBLO SALDRA A DEFENDER A LA REVOLUCION… NADA DE ESO PASARA.
Miss Bauer lo dijo el 10/07/07 a las 5:51 pm
jajaja y la cuerda de gordos y borrachos de la Reserva son los que van a defender la Patria Mesma jajajajajajaja los Gringos estan temblando que miedo jajajaja
Concho Tumare lo dijo el 10/07/07 a las 6:06 pm
LA PARTIDA DE DROGOS, BORRACHOS, RECOGELATAS Y MALANDROS CUANDO ESCUCHEN EL PRIMER DISPARO DE FUSIL, CORRERAN A ESCONDERSE EN SUS COCHAN…
QUÉ LE PASA AL ABUELO COMUNISTA GARCIA PONCE, SERÁ QUE EL ALZHEIMER LO TIENE ALUCINANDO???
LOS VENEZOLANOS SOMOS GENTE PACIFICA, NOS NEGAREMOS A EMPUÑAR UN FUSIL PARA DEFENDER UN “PROYECTO POLITICO” (?) FRACASADO EN TODO EL MUNDO, DEJEN DE MOJONEARSE
conectium lo dijo el 10/07/07 a las 6:40 pm
A ver ¿cual es el enemigo que segun los genios chavistas tiene portaviones, infanteria y demas aditamentos aqui adentro? ¿Por que no leen bien antes de opinar? Estan hablando de INVASION… es decir de AFUUUERRRAAAAA… lo que de todas maneras es una enorme estupidez porque la mayoría de los venezolanos son inteligentes y por eso son pacíficos, así que nadie va a empuñar ningún arma para dejarse matar por una robolución que solo quieren unos pocos locos alucinados… Escribir semejante cosa lo que debería dar es risa si no fuera porque da verguenza que en este país haya gente diciendo semenjantes tonterías.
El LIbertador lo dijo el 10/07/07 a las 6:41 pm
Disculpen todos……!!!!
No es cuestión de quedarse en la casa y no participar
Normalmente te obligan a que participes en la guerra quieras o no quieras o te matan en el sitio. SI NO ACEPTAS A IR COMO CARNE DE CAÑÓN y defender estar P O R Q U E R I A de revolución, que solo favorece a los que están conectados directamente con la comiquita de gobierno que tenemos.
Si a mi me dan un fusil en lo que tenga en la mira a los primeros chavistas se la descargo completica
Por otra parte….. Ustedes piensan que USA vendrá a confrontarnos cara a cara? Jajajajajajaja Para algo tienen la tecnología mas avanzada del mundo en cuestiones Bélgica Mandan los bombarderos dejando hecho una M I E R D A todo el país. Luego después de que no quede nadie, mandan de noche a soldados elites que vienen equipados con gafas de visión nocturna y terminan de matar a los pobre G U E V O N E S que se salven del bombardeo(chabestias en acción).
Ustedes los chavistas están SOÑANDO si piensan que con fusilitos nuevos y submarinos de segunda mano podrán derrotar a la primera potencia mundial. Su resentimiento les nubla la razón y su bajo nivel académico les impide poder razonar inteligentemente para evaluar los pros y los contras. En fin CHAVISTA NO ES GENTE pero serán los primero G U E V O N E S que m u e r a n mientras que CHAVEZ saldrá corriendo donde su J A L A B O L A N U M E R O 1. EVO MORALES, viendo todo desde lejos, ya es sabido que el tipejo este es un tremendo C O B A R D E
VERGATARIO lo dijo el 10/07/07 a las 6:45 pm
ME IMAGINO A LOS LÍDERES GRITÁNDOLE A LA TROPA ¡ARRANCAD, ARRANCAD!, MIS VALIENTES GUERREROS QUE EL COBARDE ENEMIGO NOS PERSIGUE - PLOP, RECONTRA PLOP¡¡¡¡¡
mole lo dijo el 10/07/07 a las 6:48 pm
El Egomaniaco Rojo, sueña con que invadan y destruyan venezuela, y luego el despues de una gloriosa batalla volver como el libertador de la patria, solo que en vez de liberarnos de españa seria del imperio,La misma historia trasnochada de siempre, sazonada con la idea de convertir caracas en una ruina como las ciudades iraquies
El MicoMandante no contempla en esa hipotesis que los chaburros aman sus mentiras pero no a los que le rodean, lo borran del mapa y es como si le echaran cloro a esa bandera roja rojita
EL GOCHO QUE VA PAL PODER lo dijo el 10/07/07 a las 6:49 pm
QUE BOLAS TIENEN ESTOS CHABURROS SI CUANDO SE PARE UN PORTA AVIONES Y SOBREVUELAN 100 F15 Y F18 SOLO EL SONIDO Y LES DA UN INFARTO TIRAN EL UNIFORME Y EL FUSIL AL GUAIRE O A LA CLOACA Y DICEN QUIERO A MI MAMA YO NO FUIII. NO HAY MAS CHOREADO QUE UN VENEZOLANO AMANECIDO Y ENRATONADO DE LA DROGA Y EL ALCOHOL
Cero Comunismo %&·?% lo dijo el 10/07/07 a las 6:49 pm
Garcia Ponce, ya tu amo te tiene loco para que hagas este tipo de articulos, por que como manual de Guerra estaran todos muertos con las tacticas actuales.Creo y aseguro que estamos viendo el declive del Egemon, publicar esto en el panfleto del regiemen denota, lo mal que van o lo que se acerca es el fin.!!! QEPD
Jairo lo dijo el 10/07/07 a las 6:58 pm
Daniel:
¿Llamas “vende patrias” a quienes no quieren una guerra, a los que no creen que hay una guerra?.. ¿acaso es patriota quien se lanza a la loca aventura de una guerra?
Yo la verdad no creo que haya guerra y en el improbable caso de que la haya, no creo que dure más de un día. Toamdno en cuenta las dotes del comandante a quien le tomó menos de mediodía rendirse aquel 4 de febrero, no creo que la improbable inavisón dure mucho rato.
Tampoco quiero que venga ningún invasor… ya con los que hay son suficientes y la verdad es que no he visto muchas ganas de niungún chavista de defender la patria de esos extranjeros.
Pero si eso es lo que crees, entonces que te diviertas con tu fusil siguiendo ese manual de guerra asimétrica.
Pedro Gonzalez lo dijo el 10/07/07 a las 7:27 pm
Dale con la invasion y dale con la invasion. Estos carajos estan de camisa de fuerza. Se quedaran con los crespos hechos.
caos lo dijo el 10/07/07 a las 7:51 pm
vayan muy largo al carajo si estos chaburros creen q vamos a salir a luchar por chavez , por q la guerra esta solo en la mente de ese desquisiado maldito. somos un pais pacifico y por ese piltrafa de mie… ni la madre de el saldra a la calle .
depana lo dijo el 10/07/07 a las 7:58 pm
De pana que aqui son pocos los que saben leer entre lineas…
Mis niños y niñas, esta información aparece en el organo informativo impreso por excelencia de este régimen pocos días despues de haber sido nombrado ministro de la defensa el organizador y comandante de las reservas…
Esto está escrito por Garcia Ponce que está en la misma línea que Müller Rojas, renunciado o botado su línea se impone, a Baduel y su gente que esperaba una profesionalización del ejercito les costó muy cara la gracia del picachú.
¿Invasión del Imperio? no mis panas sometimiento a ultranza de la oposición, nosotros somos el enemigo a vencer, los gringos siguen haciendo tremendos negocios con chavez no van a ponerlos en peligro por nosotros ni por nadie.
El enemigo a quien hay que causar la mayor cantidad posible de bajas es a nosotros y ¿se fijaron en el punto Nro. 15? “preservar el núcleo dirigente en culquier circunstancia”… es decir chaburros no se crean que por darles sus AK-47 y permiso para usarlos contra nosotros significa que puedan tener ideas extrañas… SI, si, uds, los del chavismo sin chavez…¿’ta claro?…
Preparense panitas que el famoso plan Avila fue un “summer Camp” en comparación con lo que nos está preparando “Tiburon”
aurora lo dijo el 10/07/07 a las 7:58 pm
Ah, bicho bruto, como se le ocurre decirle al enemigo donde se debe atacar.Como se le puede exigir al soldado valor, piazo de loco.Como se va evitar a los borrochos, si eso es lo de la vida, ja, ja,
SUPER POLLO lo dijo el 10/07/07 a las 7:59 pm
si a mi me dan un arma, creanme que me raspo a todo el batallon de homosexuales
depana lo dijo el 10/07/07 a las 8:11 pm
Algo que me gustaria que alguien me aclarara antes de salir de esta pagina… este mensaje va dirigido a la reserva, no al ejercito, si los gorditos y viejitas reservistas apuntan las armas contra sui pueblo … ¿tambien serán malditos como dijo Bolivar?, ¿será justificación suficiente para empezar una guerra civil lo que esta gente quiere?, no dejan de ser civiles a pesar del armamento que estan entregandoles… ¿Por que no me meti en el ejercito cuando tuve la oportunidad? hoy sabría echar plomo…
elmat achavez y mario silva lo dijo el 10/07/07 a las 8:11 pm
no han podido controlar la delincuencia, me imagino como sera una guerra con esa cuerda de momias de la reserva, que el mas joven debe tener 60 años, y con el poco de chatarra rusa que estan comprando, oh dios por favor libranos de ese mi co mandante
aurora lo dijo el 10/07/07 a las 8:15 pm
esas viejitas, y viejitos hipertensos, estoy segura que se pondrán a llorar…..
SI SOY ESCUALIDO lo dijo el 10/07/07 a las 8:36 pm
GRACIAS DIARIO VEA POR LOS CONSEJOS.
LOS TOMAREMOS EN CUENTA.
ANA lo dijo el 10/07/07 a las 8:44 pm
Y QUE SE PUEDE ESPERAR DE ESTE PANFLETO……. QUE COMO TODOS LOS MEDIOS DE COMUNICACIÓN OFICIALISTAS NO HACEN OTRA COSA QUE NO SEA SEMBRAR EL ODIO, LA DIVISIÓN Y LA DESINFORMACIÓN.Y QUIERO DEJAR CLARO QUE A MI JUICIO EN ESE PSEUDO ARTÍCULO CUANDO HABLAN DE ENEMIGO NO SE REFIEREN A UNA POTENCIA EXTRANJERA, SE REFIEREN A LA OPOSICIÓN.
ULTRA DERECHA lo dijo el 10/07/07 a las 9:40 pm
SI EEUU NOS INVADIERA CHÁVEZ TENDRÍA LA SUERTE DE SADDAM HUSSEIN: ESCONDERSE EN UNA LETRINA LLENA DE PUPÚ COMIENDO LARVAS Y MOSCAS HASTA QUE LO CONSIGAN Y LO CUELGUEN. ASI QUE NO HAGAN MAYOR PROPAGANDA ARMAMENTISTA PORQUE NO LES CONVIENE. DEJEN DE HACER EL RIDÍCULO.
terricola4635 lo dijo el 10/07/07 a las 9:58 pm
se les olvido poner por cada gringo muerto habran como 50 venezolanos muertos
ejemplo irak vean las cifras de gringos muertos contra iraquies muertos y si esto no les convence busque las mismas cifras pero las de vietman
juan pachanga lo dijo el 10/07/07 a las 10:05 pm
Inviable ingreso de Venezuela a Mercosur.-Es inviable la aprobación en tres meses del ingreso de Venezuela al Mercosur porque el estudio del pedido del presidente Hugo Chávez puede prolongarse por más tiempo, aseguraron este martes varios legisladores.
La súplica del régimen venezolano para ingresar al bloque actualmente se encuentra en el Senado, uno de los cuerpos legislativos del Congreso bicameral guaraní, donde existen posiciones encontradas, según sus integrantes.
“Nos tomaremos el tiempo que sea necesario para su estudio”, manifestó por su parte el titular de la Comisión de Relaciones Exteriores del Senado paraguayo, Alfredo Ratti, del opositor Partido Patria Querida, uno de los legisladores que debe dar un informe sobre el pedido del teniente-coronel Chávez.
Similar afirmación formuló el senador Juan Carlos Ramírez Montalbetti, del opositor Partido Liberal Radical Auténtico.
Tras haber calificado de “dictador” y comparado al presidente venezolano con Adolfo Hitler, Ratti se pronunció públicamente contra el ingreso venezolano por considerar que el gobierno de ese país violó la cláusula democrática del Mercosur por cerrar “en forma arbitraria” la cadena RCTV y expropiarle sus equipos de transmisión.
“Existen cuestionamientos sobre el carácter democrático del gobierno de Chávez”, pero se estudiará el pedido, manifestó a su vez el presidente del Congreso paraguayo, el opositor liberal radical Miguel Abdón Saguier.MMSGlobovisión/AFP
mi derecho a replica lo dijo el 11/07/07 a las 12:06 am
Sinceramente que pena me da esto es lo ultimo por eso es que son tan malos en todo quien ha dicho que se puede leer un manual para ir a una guerra la verdad es que mi capacidad de asombro con esta gente esta fundida ya si de verdad quieren enseñarlos llevenlos a mision robinson y enseñenlos a como ir a una guerra.
INTELECTUAL lo dijo el 11/07/07 a las 12:34 am
Quiénes estarán al frente del combate contra una “supuesta guerra”?
Porque el alto gobierno, no lo creo. En un supuesto que eso ocurra Chávez sería el primero en huir, ya sabemos cómo es el señor cuando hay contingencia.
Jugito lo dijo el 11/07/07 a las 7:25 am
VERGAZION!! SE VOLVIERON LOCOS LOS CHABRUTOS!! GUERRA DE GUERRILLAS?? EL PUEBLO APOYARA Y ESCONDERA A LOS COMANDOS??!! ESOS CARAJOS CREEN QUE ESTAN EN IRAK????MUERTE A CHAVEZ Y LISTO… SE ACABA LA ROBOLUCION EN 2 MINUTOS
VivaVenezuela lo dijo el 11/07/07 a las 9:02 am
LA MAKQUERA SE VAN A MATAR
QUE BIEN
MENOS MUGRE ROJA
BOBOBO BOBO BOLSAS
ANTI-COMUNISTA lo dijo el 11/07/07 a las 9:17 am
UNO DE LOS OBJETIVOS FUNDAMENTALES DE LOS COMUNISTAS ES CREAR TERROR PSICOLÓGICO…PERO ES QUE A VECES SINCERAMENTE DAN RISA QUIEN CARAJO VA A VENIR A INVADIR A VENEZUELA, SI NI SIQUIERA TIENE CON QUE DEFENDERSE ESTE PAIS, Y ADEMÁS LOS BURROS SON BURROS HASTA LA MUERTE.
CLONADA: VENEZA lo dijo el 11/07/07 a las 9:57 am
LA FALTA DE ARGUMENTOS, LA IGNORANCIA SOBRE TEMAS EN PARTICULAR O LA IGNORANCIA TOTAL, TRAE COMO CONSECUENCIA ACCIONES COMO ESTA EN LA QUE PRETENDEN CLONAR EL NOMBRE DE ALGUIEN….NO LE VOY A DECIR TENGAN PERSONALIDAD POR QUE ESE ES EL TEMA DONDE MAS IGNORANTES SON.
“AGRADECEDIDA, MUYYYYYYYY AGRADECIDA POR QUE DEMUESTRAN QUE LEEN MIS OPINIONES Y LES PICA”.ME HALAGA SER UN EJEMPLO A ENVIDIAR POR USTEDES.GRACIAS DE VERDAD….GRACIASVeneza
adolfo lo dijo el 11/07/07 a las 1:28 pm
Hasta cuando tendremos que aguantarnos a este viejo cagalitroso y ladron, que lo mas cerca que ha estado de una guerra fue el asesinato de los Guardias en el encanto!!!!!!!!!!
el catire lo dijo el 11/07/07 a las 2:31 pm
A GUILLERMO GARCIA PONCE DEBERIAN METERLO PRESO POR INCITAR A NUESTROS HERMANOS, COMPADRES, CUÑAOS, PRIMOS, SUEGROS, SUEGRAS, NUERAS, ESPOSAS, ESPOSOS A UN ENFRENTAMIENTO ARAMADO POR CREER QUE SERIAMOS UNOS TRAIDORES A LA PATRIA POR NO QUERER IR A UNA GUERRA, CUAL GUERRA DEL COÑO HABLAS GUILLERMO, ESTAS LOCO, DEMENTE O LOS AÑOS TE HAN VUELTO PRANOICO. O TU NO TIENES NIETOS, HIJOS; NOSOTROS LOS QUE TRABAJAMOS DIA A DIA PARA ECHAR PA LANTE, PARA VER A NUESTROS HIJOS EDUCADOS, CRECIDOS EN BIEN NO QUEREMOS PEO CON NADIE. DEJEN EL DELIRIUM TREMUNS QUE TIENEN DE UNA POSIBLE INVASION Y DEDIQUENSE A TRABAJAR DE VERDAD POR ESTE PAIS QUE BASTANTE PROBLEMAS TIENE. HAGAN LA GUERRA AL HAMPA QUE ESTA JODIENDO A NUESTROS CONCIUDADANOS TODOS LOS DIAS, HAGAN LA GUERRA A ESA CUERDA DE CORRUPTOS QUE ESTAN EL GOBIERNO E INSTITUCIONES DEL ESTADO. HAY SEÑOR PONCE DE OTRAS COSAS IMPOORTANTES A QUE DEDICARSE, NO A ESA MIERDA Y MENOS CON ESE MANUAL OBSOLETO QUE ESCRIBIO MAO PARA LOS CAMPESINOS DE CHINA HACE YA MAS DE 60 AÑOS. POR FAVOR YA DEJEN DE SEGUIR DIVIDIENDO AL PAIS.
anti-cuba lo dijo el 11/07/07 a las 2:47 pm
bueno como nosotros los escualidos no queremos a chavez, se entiende que esta guerra es para los rojos rojitos que saldran por su patriotismo,su socialismo y por su puesto su muerte, asi demostraran de una vez por toda el amor a su bolivar de quinta que les aseguro que se hara el secuestrado o huira a cuba mintiendo como siempre dejando a sus discipulos defendiendo su partido, sus beneficios no el pais…ROJOS ROJITOS ESPERO QUE LA GUERRA A LA CUAL SE PREPARAN LES DEMUESTRE LA VERDADERA CARA DE SU AMADO CHAVEZ…ABRAN LOS OJOS RECAPACITEN A TIEMPO..POR SUS HIJOS….UNA GUERRA INNECESARIA SIN ALGUN MOTIVO DE PESO SOLO LAS IDEAS FANTASMALES E ILUSIONES DE EL LOCO DE SU PRESIDENTE….A MENOS QUE UDS TAMBIEN ESTEN EN EL MISMO CAMINO..OJO VAYAN AL PSIQUIATRA..AH DISCULPEN VERDAD QUE LOS EXPERTOS YA SON NULOS PARA DAR CUALQUIER OPINION DE SU DELIVERADO PENSAMIENTO….RECAPACITEN….
anti-cuba lo dijo el 11/07/07 a las 3:00 pm
BUENO nosotros los escualidos no debemos preocuparnos pues esta guerra es para los ROJOS ROJITOS QUE DEFENDERAN A CAPA Y ESPADA A SU PATRIOTISMO, SU SOCIALISMO Y SU MUERTE,los felito rojos rojitos tendran una tarea no muy facil de cumplir pero hay demostraran que aman a chavez, que defenderan sus beneficios, sus mentiras y su mundo de sueños…sigan adelante que tarde van a reconocer que su chavez no esta en sus cabales y ud deberan reconocer que se equivocaron y que su idolo les subio el ego tapando su humildad, su solidaridad y su razon…QUE VIVAN LOS ROJOS ROJITOS..NO DESMAYEN ANTE NADA, LA GUERRA ES SOLO UN JUEGO…..SIGAN ADELANTE COMO VERDADEROS SOLDADOS, ESOS SON LOS QUE CHAVEZ NECESITAN, QUE MAS QUE UDS..LOS FELICITO.. ASI PODRE QUEDARME BIEN SABROSO EN MI CAMA MIENTRAS UDS DEFIENDE LA PATRIA DE CHAVEZ Y SU CORRUPCION…
SKU@LIDISSIM@ lo dijo el 11/07/07 a las 5:07 pm
TENGO UNA ENCUESTA PARA LOS CHABESTIAS:SI DESCUBRIERAN QUE HAY UN PLAN PARA MATAR A CHAVEZ Y NECESITAN ESCONDERLO DONDE LO ESCONDERIAN??DEN IDEAS PARA ASI ENCONTRARLO RAPIDITO.JAJAJAJ
Jose Perez lo dijo el 11/07/07 a las 5:19 pm
Verga de verdad que Chavez los tiene loco pero a sus seguidores, mi pana muchos hablan de los gringos y Vietnam, de los gringos y Irak, te cuento que ellos han aprendido muchas cosas, y estan en Irak aunque todos dicen que es igual que vietnam, no los es en lo belico a lo mejor estan perdiendo la guerra es verdad pero en lo economico sus arcas aumentan dia a dia y estamos hablando de muchisimo dinero por eso EE.UU esta en Irak creciendo economicamente no militarmente, por lo tanto si derroto a unos de los ejercitos mas poderosos del mundo, muy bien equipado y con experiencia como la guardia republicana en cuestion de horas, que les pasara a la cuerda de cagaos de la reserva venezolana y el ejercito . Nunca han combatido a nadie. Chavistas cuando vean los Portaviones en nuestras costas y aviones bombardiando todo y desembarcando los Marines vamos a ver que van hacer aparte de cagarse los pantalones.
Mercenario lo dijo el 11/07/07 a las 8:44 pm
Plomo parejo por ese culo oligarcas!