7/19/07

Dio Costanzo non perdona


Tanto per tornare sul discorso del potere mediatico e televisivo in mano a pochissimi, tra cui l'intoccabile Maurizio Costanzo.

"Brancaccio, golpe all’amatriciana" La replica: "Basta con le polemiche, sono già al lavoro, io"
SIMONETTA ROBIONY
ROMAE’ guerra ormai tra Gigi Proietti e Maurizio Costanzo. Se ieri, alla notizia di esser stato sostituito da Costanzo come direttore artistico del Teatro Brancaccio, Proietti s’era limitato a definirsi costernato e stupefatto mentre Costanzo s’affannava ad assicurare che gli spettacoli della prossima stagione sarebbero stati quelli scelti da Proietti, adesso l’aria è cambiata. E Proietti, dai microfoni di Radio Città Futura, spara a zero su Costanzo e su quello che definisce «un golpino all’amatriciana». «Il nemico vero del Teatro di Roma, del Comune e di Proietti è Costanzo. Se avessero offerto a me la direzione di un teatro di Costanzo, ne sarei stato onorato ma avrei rifiutato oppure, quanto meno, avrei fatto prima una telefonata. E’ lui il mio avversario culturale». Poi è andato avanti annunciando che i suoi spettacoli previsti in cartellone al Brancaccio per l’anno prossimo non ci saranno più perchè lui non accetta di lavorare sotto la direzione artistica di Costanzo: «Piuttosto me faccio frate», ha detto in romanesco e ha aggiunto: «Ci sarà invece quello di Costanzo. Ne sono sicuro: sarà bellissimo. Piacerà molto al pubblico. Lo immagino, con Platinette e Calissano! Certo, al Brancaccio cambierà la cifra estetica. Non ci sono dubbi. Ma non voglio dire se in meglio o in peggio». E mentre i fan di Proietti sono in rivolta e su http://www.proveperunsito.it/, punto di riferimento e di incontro per gli ammiratori dell’attore, esprimono tutta la loro indignazione invitando anche a disdire l’abbonamento al Brancaccio in segno di protesta, Costanzo interviene dagli stessi microfoni radiofonici, abbassando però i toni. «Plachiamo gli animi! Io sono già al lavoro perchè al Brancaccio erano in ritardo. Da tre mesi aspettavo di sapere quando sarebbe andato in scena il mio spettacolo: se questo vale per tutte le compagnie, qualcosa non andava. Proietti voleva essere avvertito? Non ho fatto in tempo. In un’altra vita ci avvertiremo». Ma Proietti ha anche fornito la sua versione dei fatti su questa sua assurda defenestrazione, sostenendo che, alla fin fine, è solo una questione di soldi. «Qua non ci sono complotti né altro. E’ successo che un proprietario non vuole più avere contatti con il Comune perchè evidentemente c’avrà un interesse economico. Del resto i proprietari degli immobili questo sono e questo fanno. Qualcuno gli ha offerto di più e lui ha dato a Costanzo la direzione artistica. Non so chi gli abbia offerto di più: Costanzo o qualcun altro. Credo, comunque, che sia stato compiuto un grosso torto legale. Fossi nel Comune, intenterei un’azione». Soldi? l’avvocato Maurizio De Gasperis, legale di Alessandro Longobardi, l’imprenditore che gestisce la società «Avana» - quella che, avendo la disponibilità del «Brancaccio», ha rotto le trattive con il Comune estromettendo Proietti e ha dato l’incarico di direttore artistico a Costanzo con un colpo di mano sorprendente - sostiene invece che i soldi non c’entrano. Intoppi brurocratici, lungaggini amministrative, incertezze decisionali hanno fatto precipitare la situazione. E poi, aggiunge l’avvocato De Gasperis, ad Alessandro Longobardi, grande appassionato di teatro e direttore artistico della Sala Umberto, fa piacere poter entrare nell’associazione di Costanzo «Voglia di teatro», stabilire un gemellaggio tra la sua Sala Umberto e il Parioli di Costanzo, magari allargando anche al Brancaccio questa alleanza tra privati. Sta forse nascendo a Roma un nuovo circuito teatrale capace di frapporsi al progetto del Comune di potenziare il Teatro di Roma, allargandolo a quello di Tor BellaMonaca in mano a Michele Placido e al Brancaccio di Proietti? Chissà. Intanto tutta Forza Italia si stringe intorno a Proietti che pure di Forza Italia non è. Lo fanno Michele Baldi, capogruppo al Comune per il suo partito, Gianni Sammarco, vice presidente della Commissione cultura alla Regione Lazio, Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, che definisce Proietti: «Un autentico Re Mida del teatro e dello spettacolo». Lo fa, soprattutto, Michele Lo Foco, coordinatore del Dipartimento Cultura di FI. Ma Lo Foco, dopo aver ricordato i meriti di Proietti che in cinque anni ha portato il Brancaccio a fasti e incassi mai visti, ha anche attaccato Costanzo. «Mentre il pubblico ha riconosciuto nel lavoro di Proietti un progetto drammaturgico di valore - dice - non altrettanto può dirsi del lavoro di Costanzo al Parioli, teatro ormai marginale». E fin qui è una opinione. Ma poi Lo Foco ha detto anche: «Spiace che la figura di Costanzo venga sempre più spesso collegata a colpi di mano e ad attività dietrologiche di difficile comprensione. E spiace che il Comune di Roma non abbia previsto un risvolto negativo come quello che s’è appena verificato». Costanzo minaccia una querela.

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