7/26/07

Da Emiliano Zapata a Hugo Chavez il passo è grandissimo



Da che mondo è mondo i rivoluzionari hanno sempre lottato per le stesse cause: uguaglianza e lotta contro razzismo e abuso di potere. Se osserviamo il pensiero di Emiliano Zapata, per esempio, ha lottato, fino a morirne, per la sua classe contadina. Una vera voce del popolo che nei primi anni del novecento scaldava i cuori dei messicani. Simòn Bolivar ha usato la sua vita contro la colonizzazione spagnola e la schiavitù nell’America latina e il grande Che è stato uno dei massimi esponenti della rivoluzione in favore dell’uguaglianza tra la gente. Credo tutti siano d’accordo con me se a questo punto mi sorga spontanea una domanda, e cioè: ‘cos’ha a che fare, Hugo Chavez, attuale presidente dittatore del Venezuela, con la definizione di rivoluzionario del popolo?’.
In Italia ci sono delle persone che fanno finta di non saperlo e in nome del popolo, secondo me più in nome dei voti possibili da parte del popolo, lo citano ad esempio di pensatore di sinistra. Un uomo crudele ed un violento dittatore quale si dimostra essere il capo del Venezuela, vi prego no permettiate che insultino la vostra intelligenza, è solo una grossa bugia.
Oltre alle estenuanti ‘cadenas’ di ore e ore di diretta televisiva dove allucinato quest’uomo sparla e farfuglia accuse all’America, ai latifondisti e minaccia i suoi oppositori senza neppure curarsi di nasconderlo, è bene che il mondo sappia che il venezuelano non vive la libertà individuale né di pensiero e tanto meno di parola. Poco siamo interessati se lui ha deciso di espropriare i proprietari di terre, anche se non credo sia giusto e sfido chiunque ad accettare questo. In Italia sono in molti ad avere anche una casa al mare, beh il mostro venezuelano ve la toglierebbe perché non è quella dove vivete tutto l’anno. Mentre lui vive negli sfarzi e circondato da inservienti e da mille amanti.
Se, durante i suoi teatrali comizi, qualcuno prende il coraggio a due mani e urla: ‘Vattene!’, il demonio va su tutte le furie e, è già successo, se riesce ad individuare chi è stato, lo apostrofa con insulti, quando è una persona di colore lo chiama ‘negro’, intimandogli di stare zitto e dicendogli che ormai ha visto la sua faccia e chiede ai suoi scagnozzi di scoprire quale sia il suo nome.
Ci sono le prove in Mp3. Dell’incolumità di queste persone non possiamo garantire. Nelle ultime elezioni per il parlamento, dicembre 2005, l’astensione è stata quasi del 90%, nonostante le minacce di ripercussioni sull’astensionismo, i suoi oppositori politici si sono ritirati e la gente non si è presentata al voto, sapeva che con i suoi brogli avrebbe vinto lo stesso. Una cosa però l’abbiamo ottenuta: non potrà dire di aver vinto con l’ottanta per cento! Il mondo saprà quanto è odiato quest’individuo malgrado una certa sinistra italiana e quella spagnola vadano dicendo il contrario.
Questo ‘carceriere’ ha persino escogitato un sistema che in Venezuela viene definito ‘capta huellas’, riesce,cioè, a verificare chi ha votato contro di lui inserendo la scheda nel capta impronte. La cosa non è impossibile se si considera che tutti i documenti prevedono sempre l’impronta digitale del titolare.
Sono molte le persone uccise durante le manifestazioni di piazza e quelle torturate utilizzando i metodi più vari, dall’estrazione violenta delle unghie dei piedi alle scariche elettriche ai testicoli, dalle bruciature sulla pelle con i mozziconi all’acido muriatico iniettato nell’ano.
Ha dell’incredibile tutto questo e ci ostiniamo a tenere le fette di salame davanti agli occhi, perché così a molti conviene, abbiamo, però, una prova del nove che possiamo fare.
I venezuelani sono stufi e facilmente parlano ormai, chiedetelo a loro, attraverso Internet per esempio oppure durante i nostri viaggi di piacere in quel meraviglioso paese.
Chavez, viene definito dai più come un rozzo animale, assassino e pazzo. Gli occhi della gente del mio paese sognano il momento in cui questa bestia sarà annientata.
Se non sbaglio una certa corrente politica italiana spesso fa riferimento a questo personaggio orribile, quest’uomo che si dichiara comunista e ispirato dal popolo, che porta sempre con sé un crocifisso e la fotografia del grande Simòn Bolivar. Ricordo un altro che viaggia sempre con il suo libro sacro, il Corano, il vecchio Saddam. Voglio augurarmi che la sinistra italiana non continui a parlare di Chavez come un paladino dei poveri, non sarebbe giusto per gli italiani.


Voglio che il mondo sappia che si dicono un sacco di bugie in favore del voto, io non ho bisogno dei voti e nemmeno i miei connazionali, potrete comprovare queste parole. Come si permette un despota come quello di paragonarsi a Che Guevara, a Emiliano Zapata o a Simòn Bolivar? Solo Dio lo sa. Quando noi abbiamo lasciato Carlos Andrés Perez credevamo di stare meglio, poi da Lusinchi siamo finiti in un falso comunista, siamo ancora nell’inferno.
Nell’inno nazionale venezuelano un verso dice: - abajo cadenas gritaba el señor…- “togliete le catene gridava il signore (Simòn)”, ma ora la mia gente vive schiava e incatenata e non è ancora giunto il nuovo liberatore, la mia gente aspetta giustizia non complicità da altri paesi, le false parole di alcuni politici che blaterano solo per il proprio tornaconto.
Abbiamo bisogno di vivere, non ci interessano i giochetti di potere e i falsi profeti. Abbiamo la nostra musica ma abbiamo anche i nostri bambini da sfamare. Non crediamo più a questo despota dal momento che abbiamo visto cos’è capace di fare, abbiamo sentito sulla nostra pelle tutta la sua crudeltà, da quando è arrivato al potere con un golpe ha portato il nostro paese alla rovina.
Anche lui va in giro in tenuta militare, come Castro e come soleva fare Saddam Hussein.
Chi l’ha armato fino ai denti? Chi nasconde le sue malefatte? E’ un grido d’aiuto urlato dal Venezuela, con gli occhi della gente perché la bocca non può parlare. Chi avrà il coraggio di citarlo ad esempio di giustizia avrà anche il coraggio di dire che il nero è bianco!

Cosmo de La Fuente
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