6/4/07

Vittime dei dittatori



Il mal di vivere dei bambini venezuelani
(articolo prelevabile citando autore e provenienza)
Il vento è caldo, leggero, trasporta un delicato odore di fiori e di frutti esotici maturi. Ovunque ti trovi, per le strade polverose o tra la favelas, l’effluvio è sempre lo stesso. Ti senti a casa persino nella zona di ‘El Guarataro’, quartiere che in Italia definiremmo un ghetto. La baracche sono costruite con materiale di recupero:lamiere, mattoni, tettoie. In queste misere abitazioni vivono adulti e bambini.. Fino a qualche anno fa erano ricchi di libertà, ora nemmeno quella a compensare la miseria.
Quando percorri di notte la ‘autopista del este’, quella che dal porto di La Guaira e dall’aeroporto di Maiquetia ti collega al centro di Caracas, lo spettacolo è affascinante. Le colline sono illuminate da centinaia, migliaia di piccoli punti luce, come se un’infinità di stelle, non trovando spazio in cielo, si fosse adagiata sulla terra. L’effetto è quello di un presepio perenne. Le ombre della notte rendono tutto magico. Alle prime luci dell’alba, però, l’effetto cambia, quello che la sera precedente si presentava come una meravigliosa scena surreale altro non è che il mal di vivere di molti esseri umani. Rispetto ad alcuni anni fa, le aree povere nei dintorni di Caracas si sono estese a vista d’occhio.
Chiunque arrivi in Venezuela in questo momento potrà rendersi conto che la iper pubblicizzata rivoluzione bolivariana è solo un pantomima organizzata dal regime. I rivoluzionari del 2000 adoperano i soldi, quelli del popolo, viaggiando e servendosi dell’aeroporto civile con una frequenza degna di vip dei paesi industrialmente evoluti. il Venezuela, intanto, si trasforma in un mondezzaio, colpito da una debolezza strutturale che dovrebbe far arrossire chi è incaricato all’amministrazione di questo paese. La rete viaria è diventata il simbolo del peggiore disastro dell’ingegneria civile dei nostri tempi. L’inefficiente governo, in nome di un devastante cambiamento sociale, per contro regala le proprie ricchezze alle nazioni vicine. L’intento è quello di consolidare una leadership mondiale che in fondo non interessa a nessun venezuelano. Il capo e i suoi accoliti viaggiano e sperperano milioni di dollari , regalano il tesoro nazionale ai falsi filocomunisti latinoamericani, mentre in casa tutto va in frantumi. Il disagio non riguarda solo alcune zone isolate come ‘El Guarataro’, dove le baracche rotolano a valle insieme alle piogge e al fango; il cancerogeno sfacelo ha raggiunto tutte le zone. Sempre più spesso vedi persone che si alimentano dai sacchi dell’immondizia. Lo vedi a Caracas, a Porlamar, a Maracay, ovunque.
Le linee aeree hanno ridotto i voli a causa dei troppi problemi di trasferimento dei passeggeri; gli autotrasportatori si lamentano per il pessimo stato della strada La Guaira Caracas e temono di essere coinvolti in rapine. La gente scende dalle favelas, come zombi,va in strada alla disperata ricerca di portafogli, gioielli e calzature di ignari turisti e passanti.
Scarseggiano gli alimenti, non si trovano facilmente i medicinali; si respira lo sconforto di chi vive nell’incertezza e nell’incubo. Il caos regna sovrano. La cubanizzazione è alle porte. Com’è accaduto a Cuba, anche quella venezuelana diventerà una società isolata, arretrata, disinformata, dove le libertà sono state cancellate da un unico individuo che non permette al suo popolo di parlare e di godere dei meravigliosi diritti che hanno conquistato le società democratiche e civili.
“El jefe” vive con i suoi fantasmi, in attesa che la sua illegittima ‘assemblea nazionale’ continui a inventare leggi utili al suo malgoverno artigiano dell’oppressione. Sul volto della gente non c’è più il sorriso di un tempo e la cosa più triste è vedere i bambini che crescono in questo clima di superbia.
Il 23 gennaio di 47 anni fa cadeva la dittatura di Marcos Perez Jimenez, ma siamo nuovamente in assolutismo con Hugo Chavez che, addirittura, esprime simpatia e offre amicizia all’Iran. Il tenente colonnello dittatore, in passato accusato di ammutinamento contro il legittimo governo che aveva promesso di difendere, dovrebbe tornare in galera per finire di scontare quella pena rimasta in sospeso quando l’allora presidente Caldera l’aveva rimesso in libertà. . Non dovrebbe gestire e vessare un paese privandolo dei diritti civili. Se il nostro presidente fosse leggermente più colto saprebbe cos’hanno portato all’America latina gli altri regimi militari. Basti pensare al Perù, dove la dittatura militare, del generale Juan Velasco Alvarado (1968 – 1980), artefice di quello che lui si propone di fare in Venezuela, ha lasciato un paese in rovina, privo di istituzioni, impoverito fino alle ossa e sede di un esercito corrotto. Le sorti del Perù non importavamo molto alle comunità internazionali, il Venezuela di oggi, invece, è molto importante per via dei giacimenti di petrolio. E’ più che scontato che gli organismi finanziari internazionali se ne occupino per pretendere un minimo di buonsenso. Viviamo in un mondo condominio dove la parete di casa mia è la stessa parete di casa tua, è importantissima la cooperazione tra paesi.
Se camminando per strada c’imbattessimo in un moribondo qualcosa ci spingerebbe a prestargli aiuto, diversamente potremmo essere accusati d’omissione di soccorso. Il Venezuela ha bisogno d’aiuto. Siamo stufi di demagogia, non condividiamo il pensiero di Chavez che se oggi sorride a chi nega l’orrore dell’olocausto, domani potrebbe diventare alleato del terrorismo. Siamo affamati anche di giustizia, siamo cristiani e cattolici e ci si conceda almeno il diritto di dissociarci da chi, mostrando il crocifisso in televisione allo stesso tempo elogia chi nega fatti e crimini a danno dell’umanità. Com’è difficile collocarsi in questo panorama politico, dove non ti senti rappresentato da nessun colore.
Aspettiamo con ansia una corrente politica che si occupi moltissimo dei bambini sventolando una bandiera simbolo di un domani più sereno per i bambini dei nostri tempi. Non solo in Venezuela.


Cosmo de La Fuente
GENOVA:
A Genova è in forte aumento la delinquenza e la criminalità causata da immigrati clandestini. Purtroppo siamo già stati vittime di leggi troppo morbide in fatto di clandestini come se non bastassero i problemi causati dalla criminalità di casa nostra. Troppi gli atti criminali compiuti da scarcerati che hanno goduto di un indulto sbagliatissimo. Dove si vuole arrivare? Non credo che sia stata una mossa geniale quella di mettere in libertà fior fiore di delinquenti.
Anche Chavez nel 1994 è uscito di galera grazie ad un indulto, non tutti sanno che il presidente dittatore del Venezuela è un ex golpista. Ora vediamo dove è arrivato e cosa sta facendo passare al paese. In Italia non pochi sostenitori di sinistra appoggiano l’operato di questo pazzo dittatore che non tiene assolutamente conto dello scontento del paese, per lui la democrazia è solo fantasia. Non è che per caso si vuol portare anche l’Italia ad essere un paese totalmente antidemocratico? Non mi interessano molto le posizioni politiche ma credo che se si parla di libertà non si può stare a guardare. E’ necessario che si cambi qualcosa.
Genova, Torino, Milano, Roma, e altre città italiane sono vittime di un crescendo della delinquenza dei clandestini che in Italia trovano il loro habitat.
Il malcontento dilaga è inutile nascondere il sole con un dito.
También en Miami saboteo



DENUNCIAMOS - ATAQUE Y SABOTEO DELINCUENTE
Apreciados amigos de RadioNeXX.com, un abrazo cordial.
Este es el ejemplo más palpable del “respeto” que el represivo gobierno venezolano, sus colaboradores y adeptos tienen por la propiedad privada, incluso la internacional, la que no les corresponde ultrajar ni por casualidad… Combatir las ideas con acciones destructivas, bajo todo concepto es delito, y la Ley internacional debe hacer su parte. Con estas acciones en contra de una propiedad privada, luchadora, tenaz, queda evidenciada la orientación delictiva y complaciente de los oficialitas venezolanos. El cinismo, la indolencia y el compromiso de sangre con la tiranía que expone este sistema, esta desnudo al mundo. Nosotros estamos y seguiremos llevando la VOZ DE LA LIBERTAD VENEZOLANA AL MUNDO en la voz de todos los que nos llaman y escriben..
Al revisar nuestros servidores el día de ayer, encontramos una serie de ataques masivos, los cuales simplemente nos redujeron la posibilidad de transmisión a un 25% de lo original. Varios de esos ataques vienen incluso producidos por hackers localizados aquí en Miami. “Gobierno pagando delincuentes”…
Por otra parte, una empresa venezolana que se llama NET1, decidió de forma unilateral, sin aviso, e irrespetando un contrato de servicio firmado con nosotros a través de su filial en Miami, interrumpir el servicio de teléfono local que teníamos contratado con ellos. Esto por orden expresa de CANTV, y con la solicitud expresa de personeros afectos al “proceso”.
Estas decisiones tomadas por, o con presión de, el gobierno bolivariano de Venezuela, son un inmenso ataque a la libertad de un medio que desde el extranjero, trata de forma voluntaria, privada y tenaz, de ayudar a la reconstrucción del hilo democrático en nuestro país, junto con informar la situación en las calles venezolanas. Los muertos que se produzcan en nuestro país por desinformación y falta de asistencia, deberá pesar en las mentes y en las historias de las empresas y entes hincados ante un régimen que sin lugar a dudas esta terminando de apagar la luz de nuestra patria.
El ataque fue masivo, y estamos trabajando duro para restablecer todas las vías de contacto. Hemos tenido que hacer inversión en compra de servidores, pero nuestra lucha no va a parar y mucho menos a fracasar. Por nuestra gente, Patria y Libertad ...

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