6/15/07

Dì la tua: IL BACIO DI BERTINOTTI



Manuel Fondato scrive:
La recente visita a Roma del Presidente degli Stati Uniti George W.Bush ha riproposto tutta una serie di reazioni oramai note. Presunti pacifisti per dimostrare la loro contrarietà alla politica bellicista di Washington, non hanno trovato di meglio che prendere a sassate le forze dell’ordine, le quali, costrette a non reagire, nulla hanno potuto contro questi paladini dei grandi ideali della civiltà e della pace. Anche i muri della capitale, i bancomat e le vetrine si sono dovuti immolare sull’altare della loro nobile causa. A livello politico, invece, sono riemersi i soliti distinguo e le solite ambiguità di chi, pur rappresentando le più alte cariche dello Stato, non dimentica i trascorsi ‘rivoluzionari’. Fausto Bertinotti, persona peraltro dotata di grande intelligenza, avvertì i primi mal di pancia già alla parata militare del 2 giugno 2006, quando, appena insediato sul terzo scranno della Repubblica, si presentò sul palco con la spalletta della pace. Nei giorni precedenti l’arrivo di Bush dichiarava di non desiderare una stretta di mano con il presidente. Forza Italia, attraverso l’On. Francesco Giro con cui collaboro, ha notato questo disagio e, in una nota alle agenzie di stampa lo ha sottolineato: “ E' noto che Bertinotti preferisce abbracciare e baciare il leader zapatista subcomandante Marcos. Lui sì, e non il Presidente Bush, verrebbe accolto con il tappeto rosso a Montecitorio eventualmente ad una cena al lume di candela da Sabatini a Piazza Santa Aria in Trastevere." La dichiarazione dell’On. Giro, pur ammorbidita da una chiara ironia, coglie nel segno. I leaders della sinistra, sempre intransigenti ed oltranzisti quando vedono stelle e strisce, da anni coltivano amicizie imbarazzanti, applicando due pesi e due misure nel giudizio politico. Oliviero Diliberto disse che Bush aveva mani ‘grondanti sangue’ ma non è mai sembrato che si preoccupasse troppo del sangue versato dal suo amico Fidel Castro, specialmente quando fece fucilare tre fuggiaschi che cercavano di lasciare l’isola. Poche proteste si levarono infine quando un altro idolo come il presidente venezuelano Chavez ha fatto chiudere la più antica televisione del paese, Radio Caracas tv, esistente dal 1954. .Certo, ultimamente RadioCaracas Tv non c’era andata leggera. Visto che quando, nell’aprile del 2002, in occasione del golpe militare di Pedro Carmona, che aveva spodestato momentaneamente Chavez, era stata la prima Tv a mandare in onda il giuramento del nuovo comandante dello Stato venezuelano. Oppure, quando migliaia di persone manifestavano in strada per acclamare a gran voce il ritorno di Chavez, la stessa tv mandava in onda cartoni animati e film con Julia Roberts.Per quanto si possa discutere sulla politica estera dell’amministrazione Bush non mi risulta che abbia mai oscurato un’emittente televisiva, specialmente in un paese dove la stampa ha ancora la funzione di watch-dog del potere, come la vicenda Watergate ha ampiamente dimostrato. Alcuni leader della sinistra dovrebbero scrollarsi di dosso alcuni miti che non si addicono ai ruoli istituzionali che ricoprono, intraprendere un percorso di revisione storica e politica sulla situazione di alcuni paesi quali Cuba e Venezuela, piantarla di cercare ad ogni costo la benevolenza e i voti dell’ala movimentista che, comunque, ha dimostrato di non apprezzare gli equilibrismi e ha contestato a più riprese Bertinotti e, ultimo, anche il segretario Giordano. L’invasione sovietica del 1956 in Ungheria provocò numerose tessere strappate nel PCI e una generale presa di coscienza sulla brutalità del regime, ci auguriamo non si arrivi a tanto per rivedere alcune amicizie.
Manuel Fondato
Ufficio stampa
Forza ItaliaLazio
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