6/30/07

Ancora notizie da Miami

Miami : ritratto semi fantastico di una città truccata che nasconde l’orrore di razze e di popoli

Bella città per lo più ispanica, se non parli spagnolo non combini molto. Palme, spiagge, negozi alla moda e tanto…tanto sesso, come c’era da immaginare.
La fiera dell’erotismo tenuta a Miami Beach è qualcosa che non si può descrivere, migliaia di attori porno e di ragazze intente in esibizioni erotiche che nulla lasciano all’immaginazione. Molti sono coloro che realizzano produzioni hard in home studio, si proprio da casa, vendono poi liberamente i loro filmati per adulti attraverso internet. Miami è soltanto uno dei luoghi dove si ritrovano per mostrare il meglio di sé. Non che ci sia da meravigliarsi, se solo pensiamo ai nostri produttori, come Schicchi che grazie alle sue numerose mogli e compagne è riuscito a mettere su un impero del sesso, ci rendiamo conto che ovunque gli interessi sono la stessa cosa. Oggi sappiamo, tra l’altro, che Cicciolina partecipa alla prossima edizione de ‘L’isola dei famosi’, beh che dire, Simona Ventura ha raggiunto il limite secondo me. La compagnia Ventura e Lele Mora ha agito ancora e, guarda caso, la pappa se la mangiano sempre in casa. Sarà poi il pubblico a decidere se lo spettacolo che ci proporrà la Ventura è qualcosa di decente oppure no. Ecco perché Aida Yespica e molti altri venerano il santone Mora. Aida, non ha mai detto una parola per ricordare il suo paese di origine, anche lei non entra in Venezuela ma non lo fa perché ha parlato di Chavez, si ferma a Miami dove rimpingua i suoi conti correnti e da dove può aiutare la sua famiglia. Non sono tutti fortunati come lei, troppa gente soffre e rimane con un pugno di mosche.
Little Havana è il caratteristico quartiere latino di Miami, bello,ma devi fare attenzione a dove ti vai a cacciare se non vuoi finire come un colabrodo, anche qui, infatti, come a Caracas, le armi da fuoco sono troppo facili e presenti nei taschini quasi come lo sono i cellulari in Italia. Se non fosse per il timore di finire in mezzo a sparatorie o situazioni del genere, la permanenza in questo angolo della Florida sarebbe sicuramente positiva. Un venezuelano come me dovrebbe esserci abituato visto che a Caracas e Maracaibo rischi le penne ogni volta che metti piede fuori casa, ma da troppo tempo risiedo in Italia che, nonostante tutto, è molto ben vivibile. Cara bella Italia, cosa darei per una pizza vera. Quelle che si mangiano qui sembrano di plastica e se non fosse per qualche ristorantino venezuelano che mi ricorda il Sabor Tropical mi ciberei, ahimé, soltanto di hamburgers e patatine fritte.
Miami però non è fatta solo di ville e di ricchezza, non ci sono solo i luoghi dei turisti e le avventure della notte, questa città è anche il simbolo della fuga dei cubani e dei venezuelani. Il posto più vicino al proprio paese che, come si può supporre, è rimasto nel cuore,dove purtroppo non si sta bene e non si può ritornare.
Tantissimi cubani e ora molti venezuelani sono per le strade e nei ritrovi. Questo mi fa pensare che le sorti del Venezuela e di Cuba debbano per forza congiungersi fino a divenire un unico grande paese. I venezuelani con cui parlo si dicono spaventati di rientrare in patria, nessuno è contento dell’attuale governo, si trovano a Miami nel tentativo di assicurarsi un futuro decente lontano dall’oppressione del governo tirannico di Chavez. Radio e televisioni venezuelane qui possono parlare liberamente e possono esprimersi come vogliono, nessuno li costringerà a chiudere la bocca, come sta facendo Hugo Chavez. Anche qualche giornale libero riesce a comunicare, cosa che nel paese di Simon Bolivar è stato negato completamente. Sopravvivono solo quelli che appoggiano il governo.
Anche qui arriva il profumo dei piatti tipici del mio paese, gli occhi delle venezuelane ci sono anche in Ocean Drive ma sono come stelle cadute. Ci manca molto la nostra terra, quella originale, dove sono rimasti i vecchi e quelli che,nonostante il mal di vivere, non possono o non vogliono sradicare il proprio cuore dalla tierra venezolana. Alla fine di tutto rimane la tristezza di non poter, per ovvie ragioni, fare un salto a casa. Il controllo della stampa è diventato molto profondo e si rischia di più con il governo chavista che con la delinquenza di Miami.
Ci si illude di un mondo facile quando entri nei centri commerciali, uno in particolare è grandissimo, 400 negozi e la gente sembra impazzita: italiani, sudamericani, cinesi, di tutto insomma, tutti a comprare come folli. Il mondo da una parte non ha da mangiare, pensi, dall’altra consuma tutto. Mi trovo a Miami per motivi di lavoro ma non potendo entrare nel mio paese, penso all’altro mio amore, l’Africa, bellissima e dimenticata da tutti. Così lontana da Miami ma, allo stesso tempo, presente nella gente. Dimenticata dai G8 e lasciata nella sua povertà e nella fame che attanaglia il popolo africano. Vittima dell’effetto serra pur essendo la meno responsabile del danno. Che tristezza ragazzi camminare,questa sera, per le strade di Miami beach quando nel cuore stai soffrendo per il tuo paese non libero, nel mio caso il Venezuela, e pensi all’Africa, bellissima e morente.
Questa sera le mille luci di Miami e i grattacieli sembrano fantasmi protagonisti di un incubo, nulla che mi faccia presagire qualcosa di positivo, manca l’amore antico, quello che ci portiamo dentro dalla nascita e che si modella nell’arco della nostra infanzia. Quando viene a mancare il nostro passato, quando scompaiono le nostre tradizioni e il nostro paese diventa teatro di ingiustizie, quando una popolazione è costretta a sgretolarsi per poter sopravvivere, nessuna posto al mondo potrà donarti la serenità svanita.
Questa sera ho guardato mia figlia negli occhi e le ho detto: “tutto quel che vedi e che ti sembra bello, in realtà sono macerie. Bugie edificate sull’infelicità di altri. Narcotraffico, soldi, lussi, sesso e corruzione, orrori edificati sulla disperazione di altri. Non è questa la realtà, non potrebbe mai esserlo”.
Cosmo de La Fuente

1 comment:

Bulacha Louca said...

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