5/21/07

Hugo Chavez: El dictador - Arréchate venezolano -

ARRECHATE VENEZOLANO, LEE LA PARTE AZUL
INCAZZATI VENEZUELANO
Questi signori sono amici, uno di loro è il venezuelano Chavez, il presidente del Venezuela meglio conosciuto come il dittatore latinoamericano. Non ha nulla a che fare con la democrazia e tanto meno con il benessere sociale, lui si occupa di armarsi, di utilizzare il petrolio per sé e di portare il popolo all'esasperazione, facendo regredire la civiltà in nome di un socialismo inesistente.
Paolo Colajanni è nata e cresciuta in Venezuela, i suoi genitori anche, i suoi nonni, però, sono italiani emigrati negli anni 50.
Vive con sua mamma e sua nonna, sono rimaste vedove e sole, lavora solo la mamma che guadagna 100 Euro al mese, mentre la nonna gode di una vecchia pensione italiana. Paola, seppur laureata, non trova lavoro... e chi offrirebbe lavoro a Caracas, dove vive e da dove fuggono tutti, se ci riescono?
Ciao Paola...qualche novità?
Solo brutte novità qui da noi, il paese è nelle mani di un pazzo e nessuno si muove per far qualcosa.
Non avete manifestato contro la dispotica chiusura dell'emittente 'Radio Caracas Television'?
Certo, ma non servirà a niente, come al solito è lui a decidere, arrogante, cafone, guerrafondaio e insensibile come sempre. Ha riempito il paese di islamici ai quali ha dato la possibilità di votarlo, nessuno fa niente.
E' vero che sta nazionalizzando ogni cosa?
E' vero e non sarebbe un male se lo facesse per il bene del paese, in realtà vuole rendere tutti inermi. Sta trasformando la costituzione e in poco tempo ci ridurrà come Cuba, perchè è quello il suo obiettivo, gliel'ha insegnato quell'altro pazzo di Castro. Perchè i cubani scappano da Cuba e non vogliono rientrarci? Si vive de mierda come qui da noi ormai.
Il pazzo ha deciso che non dovranno esserci nemmeno i pannolini per i bambini e tantomeno gli assorbenti per signora, ha detto che bisogna ritornare agli stracci. Perchè questo? Perchè vuole farci regredire? Non ha pensato di impiantare un'industria per la fabbricazione di pannolini, certo no, ha scelto di eliminare tutti e di ridurci come larve.
E' un ignorante, caprone, pazzo.
Spariranno dal commercio le tinte per capelli, e chi ha una camera libera in casa dovrà renderla disponibile al governo.
Ma siamo pazzi? E' possibile? Qui il centro sinistra parla bene di Chavez e dice addirittura che bisogna prenderlo ad esempio.
Che stiano solo zitti, non sanno minimamente quel che dicono. Vorrei vedere tutte le signore della sinistra italiana se preferiscono lavarsi gli stracci sporchi di mestruazioni o gli igienici pannolini usa e getta che fabbricano gli americani. Troppo facile parlare. Cosa direbbero i comunisti italiani se all'improvviso un capo di governo chiudesse la televisione più importante, come Rai1? La chiudesse perchè si è permessa di dare spazio, durante la campagna elettorale, anche all'opposizione?
Stiano zitti che è meglio.
Mi dispiace molto, certo io e molti altri cerchiamo di diffondere la verità, soprattutto chi come me non è affatto politicizzato, ma sai com'è certa gente, non accetta il pensiero altrui, anche se su basi d'esperienza. Ciao Paola e grazie. Spero di vederci presto in un paese libero da quel despota.
Libertad en Venezuela (Cosmo de La Fuente)

Alejandro C., prima di diventare un oppositore dell’attuale governo venezuelano, fu il fondatore del movimento ‘Quinta República’. Prese le distanze dal governo chavista dopo gli incresciosi eventi che nell’aprile del 2002 si conclusero con la morte di non pochi pacifici manifestanti.
Molti gli amici e i conoscenti che mi avevano parlato di Alejandro, un uomo che rivendicava il diritto ad essere liberi in Venezuela. Finalmente riuscii ad entrare in contatto con lui e,grazie all’aiuto di un amico, ottenni un appuntamento al cafetìn ‘Las tres esquinas’ ad Altamira, una zona non lontana da quella dove tre anni prima si erano svolti i fatti. Sedemmo ad un tavolino per circa un’ora. Mi disse subito che i venezuelani sentivano la necessità di chiedere la revoca del mandato presidenziale. Diritto che veniva esercitato in maniera civile e pacifica.
Gli chiesi: “tu perché ritieni che il presidente debba essere revocato?” Non avevo nemmeno finito la frase che vidi Alejandro sgranare gli occhi come quasi come se cercasse di mettere a fuoco il mio sguardo e sono sicuro che per un attimo ebbe il timore che anch’io potessi essere un traditore e mi rispose così: “ le ragioni sono molte e lunghe da spiegare, il motivo principale è che questo governo ha fallito in tutto. La corruzione è cresciuta, la povertà è aumentata, la disoccupazione raddoppiata, l’insicurezza sociale sempre più preoccupante e i servizi pubblici bivaccano nell’abbandono più completo”. Mi disse anche che i discorsi del presidente in qualche modo producevano violenza e che citando continuamente le parole di Simon Bolivar toccava un tasto sensibile dei venezuelani, i quali lo considervano un eroe morto per la libertà e l’indipendenza. Diritti che invece sono assenti in Venezuela dal 1998. Il mio interlocutore mi disse anche che Bolivar lottava sul campo per rendere liberi gli uomini mentre il golpista in questione comandava dalla sua cabina di regia e decideva sulla vita di tutti senza diritto di replica, da dittatore. A questo punto gli chiesi la sua versione dei fatti dell’aprile 2002 e dopo avermi elencato i nomi di alcuni giovani manifestanti barbaramente uccisi da bande sospettate di essere vicine al governo, cominciò il suo racconto.
“Quel giovedì 11 aprile del 2002 si sviluppò a Caracas una marcia pacifica di opposizione al governo, che partiva dal Parque del Este (zona Altamira) per continuare fino al Palacio Miraflores, residenza del presidente. Giunti nei pressi del palazzo moltissime persone furono colpite da pallottole provenienti da armi da fuoco impugnate da gruppi di finti manifestanti che avevano marciato insieme agli altri e che in seguito si erano staccati dalla massa per portare a termine il compito omicida. La maggior parte dei fotografi furono inspiegabilmente uccisi. Un video eseguito da una terrazza delle vicinanze, però, mostrava alcuni individui vestiti con abiti pressoché uguali nei colori, come una sorta di uniforme, sparare ad altezza d’uomo, non lontani da essi dei militari della “Guardia Nacional” e poliziotti nell’atto di sparare verso lo stesso gruppo di persone. Nei giorni successivi fioccarono arresti irregolari che spesso furono eseguiti entrando di forza in abitazioni private. Successivamente vi furono altri disordini e nuove vittime in diverse zone della città. A questo punto Alejandro mi guardò ancora diritto negli occhi e mi disse: “ ti sembra questo un governo democratico? Ma la conferma che qualcosa di strano era avvenuta la si ebbe quando le televisioni, imbavagliate, non raccontarono i fatti, trasmisero solo il discorso del presidente che nella sua versione ,all’acqua di rose, raccontava di alcuni disordini che avevano causato solo due o tre morti per incidenti involontari. Ci stiamo incamminando verso un sistema dittatoriale spietato e illegittimo. Noi figli di Bolivar aborriamo la falsità dei discorsi di questo capo di Stato che dice di continuare l’opera del grande libertador ma che in realtà è soltanto un “loco” che, con la complicità del dittatore cubano, ci porterà alla distruzione”.
A questo punto Alejandro si alzò di scatto dalla sua sedia e se ne andò dopo avermi salutato con un ‘adios’ . Io rimasi ancora per un po’ seduto a quel tavolo, con le tazzine piene di caffè rimasto imbevuto, guardandomi intorno e soffermandomi sui volti dei camerieri e dei clienti che certamente erano ignari del rischio reale che correva il nostro paese. Le note di una bella canzone d’amore al ritmo di salsa romantica mi donavano momenti pregni di tristezza e speranza. Tristezza per quanto stava accadendo e speranza che la forza di Alejandro contagiasse tutti come aveva contagiato me.

www.cosmodelafuente.com

Arrèchate venezolano, no permitas que ese loco destruya nuestro pais. Arrèchate....Arrèchate..... que se vaya el loco. Todos saben que hizo pura trampa, no podemos permitir esto.

Señores para todos aquellos que creen que aquí hay democracia. La cadena de hoy es una demostración de la falta de ella, aquí estoy lamentándome, será posible que el día 27 de Mayo los venezolanos se queden tan tranquilos, será que este dictador, impondrá sus ideas, de manera tal que nosotros no aremos nada. ¿El 27 d Mayo recibiremos el golpe certero en contra de la libertad y no aremos nada? ¿Sera que todos despertaremos de esta morrona que tenemos y daremos frete a esta dictadura? Eso espero, que no sea pura bulla y nos dejemos de pendejada y ataquemos

http://alexismarrero03.blogspot.com/2007/05/la-verdad-se-vista-chvez-el-dictador.html