5/25/07

Chavez: Fmi e Banca mondiale adios



La rivoluzione venezuelana è in realtà la rivoluzione di Chavez. Tv chiusa, minigonne vietate (non vi sa un po' di paesi del medio oriente?), divieto di uso di comodità (l'importante è che lui goda di tutti i comfort nel Palacio Miraflores), controllo assoluto della carta stampata e lunghi comizi televisivi.
La nazionalizzazione petrolifera, a suo dire, si è realizzata e finalmente il Venezuela esce dal fondo monetario e quindi dalla Banca mondiale.
Ha massacrato di tasse le compagnie straniere e ha fatto di tutto per conquistarsi i paesi vicini, offrendo loro approviggionamento di greggio, ma la grossa novità è che non ci sono caduti. La cantilena dell'imperialismo ha trovato terreno fertile soltanto a Cuba dove Castro è stato il vero maestro di Hugo el dictador.
Lula non ha accettato di staccarsi dall'America e Chavez si è arrabbiato molto: ' Come ... e allora la revoluciòn bolivariana?'-
Da: Il Velino:
Per quanto riguarda la nazionalizzazione dell’industria petrolifera, il presidente di Caracas non ha comunque cacciato le aziende straniere. Si è limitato ad acquisire il 60 per cento delle azioni, lasciando agli altri il resto (anche se pesantemente tassato). Infatti, sono rimaste nel paese latino americano molte compagnie tra cui la ConocoPhillips, la Chevron, la ExxonMobil, la BP, la Statoil e la Total. La produzione di petrolio oggi rappresenta circa la metà del prodotto interno lordo del Venezuela e il 70 per cento delle esportazioni. I migliori clienti sono oggi la Cina e gli Stati Uniti. Ma mentre le esportazioni verso Pechino sono aumentate, quelle verso Washington sono diminuite. Nel 2006 le esportazioni verso gli Stati Uniti erano di 1,5 milioni di barili al giorno, mentre quest’anno sono 1,2 milioni (nel primo quadrimestre). Secondo gli analisti ciò sarebbe da imputare al fatto che da una parte Chavez non è in grado di soddisfare tutta la domanda. Dall’altra, vuole dare un ulteriore segnale agli Usa di totale indipendenza da loro.
Di questo passo Miami, già patria adottiva dei cubani alla ricerca della libertà, diventerà sempre di più la dimora dei venezuelani.
Cosmo de La Fuente