4/10/07

MARKETTE: La7 -




Proprio come il tango anche la ‘bachata’ era considerato un ballo equivoco praticato da donne dai facili costumi. Lo strusciamento maschile sul ventre della femmina era considerato troppo osè e volgare perché si diffondesse istantaneamente e in maniera eterogenea.
Nata prima del 1930, negli ambienti della prostituzione, la bachata rappresentava la valvola di sfogo e il divertimento per chi trascorreva la vita nella miseria e lavorando duramente nei campi, soprattutto quello legato alla coltivazione della canna da zucchero, materia prima per la preparazione del Rhum. (...)
(...)La bachata, come la salsa e il merengue, sono balli che in Italia si è voluto stravolgere per una necessità di megalomania e fanatismo da parte di alcuni insegnanti di ballo, italiani, che hanno trasformato questo ritmo in una sequela di figure stonate che nulla hanno a che vedere con i balli dei Caraibi.
Volete la prova? Andate a Cuba per la salsa o a Santo Domingo per la bachata, non riconoscerete la danza ginnastica e le figure che normalmente vedete in Italia. Come accade agli italiani che all’estero si ritrovano di fronte a piatti di spaghetti buttati in un piatto a mo’ di stoppa collosa e i ristoratori stranieri pretendono di spacciarli per un’autentica specialità italiana, così chi è vissuto tra le note e le movenze di questi ritmi sente quanto falsi e irreali siano le lezioni degli insegnanti italiani. (...)
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