30/05/06

Padre gay e altre storie




Attenzione: la prossima settimana proprio su questo blog, pubblicherò in anteprima la lettera di perdono commissionatami dal protagonista di una storia che ha sconvolto l'Italia. E' importante per lui che si legga, importante per me che continuiate a farmi sapere cosa ne pensate. So che preferite farlo in email, quindi ve la dò continuamente cosmo@cosmodelafuente.com
Lunedì troverete questa importante lettera nel blog. Vi parlerà anche lui.....



Quando ci sarà un politico, un partito che vorrà ascoltarci e non soltanto vederci come un mezzo per altri scopi, che si prenda a cuore il dramma dei genitori separati, soprattutto dei padri penalizzati e dei bambini privati della figura paterna, allora mi siederò al tavolino delle proposte..quelle vere.
Solo in quel caso avrò fiducia della politica. Non è importante il colore, ne sono convinto, è importante che qualcuno ci dia ascolto veramente. Mi farò portavoce anche in quel caso. Per il momento, però, non vedo la luce che mi interessa. Ma non demordo, continuo in questa lotta per la sensibilizzazione che deve arrivare fino agli angoli più remoti del cuore della gente.
In epoca in cui si parla di Pacs, voglio anche riproporvi un mio articolo che, nel forum di papaseparati, ha avuto molte repliche : “Papà Gay”. Ancora una volta un uomo viene penalizzato e subisce il razzismo della società due volte: come padre e come omosessuale.
Possono gay e lesbiche essere dei buoni genitori? Cosa ne pensate voi?
Molti attacchi al protagonista della vicenda sono arrivati proprio da altri padri separati i quali ritengono che i gay abbiano già troppi diritti. Non credo sia giusto, però, perdere di vista il vero problema, quello, cioè, che in ogni caso, per una scusa oppure l’altra, l’uomo debba sempre subire.
Prossimamente vi riproporrò ‘Maschi violentati’.
Non dimentico, comunque, la triste storia di A.F. il carabiniere che sta scontando la sua pena per omicidio. Presto, in questo blog pubblicherò la sua lettera a me rivolta, dove mi ha chiesto di aiutarlo a far capire che, dietro a questo terribile delitto, c’è un cuore di padre che non ha smesso di amare il proprio figlio. Seguitemi.!!!

A presto, vi aspetto
Cosmo de La Fuente


Gay-papà

Ho ricevuto una lettera che mi ha fatto pensare molto. So di toccare un argomento delicatissimo, ma ugualmente cercherò di parlarne, con cautela e senza ergermi a giudice. Voglio proporlo in quei forum e quelle testate che considero non contaminate da interessi e quindi punti di libero scambio di idee.
Giovanni sta vivendo un momento molto delicato della sua vita, combattuto e maltrattato dalla moglie, da cui si è separato, la quale, a sua volta ha ricevuto un classico “pugno in faccia” nel momento in cui ha saputo che suo marito è omosessuale.
La situazione è molto delicata e difficile. Giovanni, disperato mi ha contattato e mi ha chiesto di parlarne, con la dovuta cautela e il cambio dei nomi, ma, prima di sottoporre la vicenda all’attenzione del pubblico ho voluto parlare anche con la moglie, che chiameremo Elvira.
Elvira:
“Mi ha deluso e scioccato! Lo amavo e mai mi sarei aspettata una cosa del genere. Non voglio che mio figlio abbia a che fare con un padre omosessuale e farò di tutto affinché questo non accada. Mi fa letteralmente schifo, è un vizioso”.
Giovanni:
“Non l’avevo ancora capito completamente, ora, mi sono reso conto di questo mio modo di essere. L’ho detto con sincerità a mia moglie e lei non ha voluto più saperne di me. Il fatto che io abbia questo tipo di tendenza non significa che non ami mio figlio. Sono sempre stato un ottimo padre e non capisco come possa Elvira negarmi di vedere il bambino, sapendo quanto lui sia legato a me”.

Il dramma che Elvira e Giovanni stanno vivendo ha dell’incredibile, ma è reale. Ho ricevuto molte lettere che toccano questo tema, ma questa volta il racconto era chiaro,vero e soprattutto mi sono trovato in possesso della versione di ambo le parti, ci troviamo di fronte a un dilemma dove è difficile prendere le parti.
Ci sentiamo di comprendere la reazione di Elvira? Riusciamo a capire cosa prova Giovanni? E’ giusto che un padre non possa avere a che fare con suo figlio per via della propria sessualità ed è giusto che la moglie si proclami giudice di questa situazione?
Dal mio punto di vista mi sento vicino a Elvira e penso che forse Giovanni avrebbe potuto parlarne prima con la moglie; a questa mia considerazione, però, lui mi ha detto che non se n’era mai reso conto prima. Ciò non toglie che la moglie abbia subito un trauma non indifferente. Non ritengo logico, in ogni caso, che un padre sia penalizzato e non possa più aver a che fare con il proprio figlio in quanto omosessuale e che venga addirittura sospettato di “pedofilia”. Se per ipotesi la moglie avesse denunciato la propria omosessualità sarebbe accaduta la stessa cosa? Il padre avrebbe potuto costringere la madre ad allontanarsi dal figlio? Credo che anche in questo caso si viva una disparità non giusta in quanto esseri umani. Una differenza tra padre e madre, ancora una volta.
Poi mi domando come avrebbe reagito mia mamma di fronte a una rivelazione del genere, come si sarebbe comportata con mio padre, ma quelli erano altri tempi.
Cosa ne pensate voi? Vorrei conoscere il parere del pubblico. E’ la prima volta che parlo di questo e ricevute le vostre risposte, di uomini e donne potrei dare un seguito a questa storia che mette in luce un altro lato del difficile rapporto uomo - donna.
Cosmo de La Fuente

27/05/06

Padri e politica, attenzione: vietato rapire!



Padri e politica.. vietato rapire i bambini!

Come dice il grande Giorgio Ceccarelli:’papa c’è!’… la sua vicenda mi ha veramente commosso e sono convinto che sia un uomo d’ammirare. Alla nostra Società, però, non importa nulla che il padre ci sia o meno. Il padre serve soprattutto per mantenere la famiglia. La moglie, madre dei suoi figli, riconosce l’importanza del padre fintanto che il matrimonio sta in piedi, nel momento in cui la coppia scoppia il fornitore di spermatozoi diventa un acerrimo nemico, è utile solo per il sostentamento e come cedente di abitazione. Non mi fido assolutamente della politica, ecco perché anche in questo caso qualcuno ha voluto politicizzare, per il proprio tornaconto, il discorso dei padri separati e il lavoro fatto da chi ha lottato in questi anni coinvolgendo rappresentanti autorevoli di tutte le associazioni pro bigenitorialità, strumentalizzando il dolore. Non mi fido per niente. Nessuno ha effettivamente preso di petto questa gravissima penalizzazione dell’uomo e dei figli per decenni costretti a rimanerne orfani. Bisogna forse pensare che era minore il male quando non c’era il divorzio? Costretti a restare insieme ma, almeno, non separati dalla prole. Ridicolo!
In periodo di ricerca voti si pensa a quanti ne possano arrivare da tutti i disperati che sperano in un futuro migliore. Ora che i giochi sono fatti tutto ritorna nel dimenticatoio. A poco servono le ire e le litigate fra padri ‘icone’ che, perdendo di vista il vero scopo di quest’associazionismo, si fanno guerra tra di loro confondendo quelli che cercavano un punto di riferimento.
Il caso di quel padre che per quasi un decennio ha perso la propria figlia perché una madre (che madre!) sconsiderata l’ha praticamente rapita, ha colpito l’opinione pubblica per qualche minuto. Quanta gente, non toccata da questo problema, ricorda il padre disperato che in occasione del compleanno della sua bambina scomparsa ha fatto volare i palloncini? Quale sarà la punizione per questa donna? Secondo me, visto il testo della nuova legge, nessuna. Se il padre avesse commesso la stessa azione sarebbe rimasto impunito? Certamente no. I luoghi comuni della nostra società parlano di figli di proprietà materna perché il padre, dicono, non è in grado di crescere un figlio. Cazzate…solo cazzate. I giornali per cui scrivo e ho scritto mi permettono di parlare di politica e di economia ma quando tento di inserire il discorso che mi sta più a cuore, quello dei genitori separati dai figli, vengo ‘stoppato’. Chi ha interesse a mantenere questo bavaglio? Chi lo sa me lo dica!
Io ho un bellissimo rapporto con mia figlia, lo so, non potrebbe vivere senza di me, come mi sentirei se improvvisamente mia moglie l’ha portasse via per non farmela vedere mai più? Impazzirei sicuramente.
Ricordate il carabiniere che in un raptus di follia ha ucciso ex moglie, compagno della stessa e suocera? Ha capito di aver commesso un errore ma nelle sue spiegazioni si avvertono il dolore di chi ha subito la paura di perdere un figlio per sempre e che ora ha ovviamente perso.
Chi dà il diritto ad un genitore di appropriarsi della vita dei propri figli per distruggerla e distruggere anche quella del coniuge?
Sono grato al mio editore, Marco Civra, di avermi chiesto di realizzarne un libro che sicuramente è stato soltanto una goccia nell’oceano delle parole dette e ridette, ma mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con un sacco di donne. Alcune madri arrabbiate con me, altre in accordo, nonne di nipotini scomparsi che si dicono pro padri. Le donne che diventano mamme di uomini penalizzati capiscono il dolore di questi padri. Sia ben chiaro che non sono così ingenuo da pensare che tutti i padri siano eccezionali, sappiamo che molti non meritano stima, ma ugualmente sappiamo che alcune mamme non sono eccezionali e non per questo ne facciamo un fascio unico da disprezzare. Quanti politici importanti hanno vissuto questo dramma? Sicuramente moltissimi ma nessuno ha fatto più di tanto. Continuiamo a provarci noi nella maniera più umana possibile, siamo padri e amiamo i nostri figli. I politici, ragazzi miei, sono quel tipo di padri troppo impegnati che non hanno molto tempo da stare con i bambini, quindi, anche se separati, non vivono come noi il problema. Non illudiamoci!
Ripropongo alcuni miei pezzi che parlano del cuore paterno, alcuni di essi hanno suscitato anche aspri commenti ma non me ne importa, continuerò a parlarne finchè avrò fiato in gola. Non provo più gusto a cantare per professione o a dedicarmi ad attività artistiche vane e senza spirito. Quello che ho assorbito in questi ultimi anni mi ha sconvolto l’anima. Vorrei anche dire a quelle donne che mi scrivono per insultarmi che la cosa mi lascia del tutto indifferente perché mi consola il fatto che altrettante mi dicono di essere in linea con il mio pensiero. A quella manciata di pseudopadri, invece, che si sono sentiti protagonisti dai miei racconti in cui era effettivamente il padre il carnefice , che mi hanno attaccato cambiando nic nei vari forum e spacciandosi spesso per donne, vorrei dire di tornare alla realtà. Molti di essi sono simili a quelle donne che per vendetta distruggono la vita dei bambini . Grazie alle mamme e ai papà che non infieriscono sull’infanzia dei figli per soddisfare il proprio bisogno di vendetta. I bambini ringraziano.
Non tormentiamoci troppo per decidere per chi votare, non disconosciamo la realtà e, soprattutto, non abbassiamo la guardia. In attesa di stravolgere il testo della nuova legge…e noi sappiamo quanto sarebbe da cambiare, anche la Chiesa dovrebbe parlarne, non credete? Fino a quando mamme incazzate e papà disperati continueranno a rapire i bambini? Finchè non ci sarà una legge ‘vera’ che tuteli i figli, sicuramente. Vietato rapire!

Da ‘Ancora una volta ho perso il treno’

Cuore di Padre

Quando scompare un padre che è stato molto presente, una figura dal carattere forte i figli improvvisamente capiscono che è giunto il loro turno d’incamminarsi lungo la tortuosa strada della vita, da soli. Orfani della sicurezza del proprio genitore e un po’ sbatacchiati nel vivere giornaliero, si avventurano come incerti tigrotti incoraggiati e spinti dalla madre per la prima caccia della loro vita.
Mio padre era un uomo molto attivo, lo ricordo sempre intento a fare qualcosa, mi sembra di rivederlo tanti anni fa in Venezuela intento tagliare numerosi strati di stoffa per realizzare giacche che poi vendeva ai suoi clienti proprietari dei negozi del centro popolare di Caracas. Le enormi forbici nere le conservo ancora, fanno parte di lui, erano il prolungamento della sua mano destra.
Io e mia sorella ringraziamo Dio per averlo avuto durante gli anni della nostra infanzia, il suo amore e la sua protezione ci hanno fatto crescere sani e sicuri, ringraziamo soprattutto nostra mamma che, sebbene anche lei come tutte le madri avesse la possibilità di far valere il suo potere sui figli, non ci ha mai privato dell’amore di nostro padre, dolcissima e intelligente nel capire che l’amore è sempre amore.
Quando papà tornava a casa gli correvamo incontro e buttandogli le braccia al collo urlavamo felici: -‘papà’- anzi, alla venezuelana,: -‘ papaito’-. Se cucinava lui era una festa e il sapore che dava ai piatti era diverso , ci piaceva moltissimo.
Nessuno potrà mai cancellare quei momenti che ha saputo donarci.
Qual è il significato della morte? Non lo conosco, lui è vivo più che mai, presente nelle cose di tutti i giorni e nelle decisioni difficili, riesce sempre a farci giungere un segnale, nascosto in un ricordo, come un intricato rebus da risolvere.
Siamo figli fortunati perché ci è stato concesso di conoscerlo a fondo e di godere dello speciale amore che un padre può dare.
Chissà che sogni aveva quando solo diciottenne emigrò, osservo spesso la foto in cui è su quella nave che lo stava portando nel paese dove saremmo nati noi.
Mi torna in mente quando andavo in auto con lui per le strade di Caracas, sulla Ford Firline 500 azzurra, priva di aria condizionata , il caldo era soffocante, sentivo l’odore della finta pelle dei sedili sul punto di fondere, lui era sempre assorto nella guida, chissà a cosa pensava. Dal finestrino osservavo le solite scene di vita venezuelana, tantissimi negozietti d’abbigliamento e cafetines, marciapiedi semi distrutti, tanta gente ferma ai chioschi per un dissetante succo di frutta tropicale o per una empanada, voci, note musicali di salsa e merengue provenienti dalle radio delle altre auto e dagli hi fi transistor che i passanti tenevano in mano. Era curioso vedere tutte quelle persone ondeggiare al ritmo di Cuando salì de Cuba, la bellissima canzone di Celia Cruz.
Come vorrei rivedere il mio genitore scomparso mentre si arrampica sulla palma di cocco in spiaggia, -com’è forte il mio papà, sembra spider man - pensavo, quando ritornava giù era tutto graffiato nelle gambe ma cercava il mio sguardo per godersene l’ammirazione.


Madre contro Padre

Alberto era ancora un ragazzone quando nacque sua figlia, aveva poco più di trent’anni e amava giocare con la vita.
Si era sposato tre anni prima con Giuliana e, malgrado il loro rapporto non fosse idilliaco, tirava a campare.
Da fidanzati spesso Giuliana gli aveva detto che desiderava un marito ‘ presente’, soprattutto con i figli,non sopportava l’uomo che restava seduto sul divano delegando alla moglie tutte le faccende di casa e della famiglia.
Alberto, per soddisfare le richieste della moglie che soffriva anche di terribili emicranie, accettò con entusiasmo di occuparsi della sua amata bambina.
Giuliana non allattò al seno, di notte si alzava lui per le poppate e per cambiare il pannolino alla piccola, si comportava da padre e non da mammo, come si dice tentando di disprezzare il padre che si cura dei figli. La collaborazione del marito era utile a Giuliana la quale, oltre a seguire durante il giorno un corso di Office automation , presto cominciò a lavorare. Il primo anno di vita di questa meravigliosa bambina Alberto se lo fece praticamente da solo. Giuliana spesso partiva per lavoro e a casa restavano lui e la piccola; -meno male che il padre se la sa cavare- commentava la gente.
Essendo titolare di un ristorantino Alberto aveva la possibilità di andare a lavorare dopo le 18,00 , portava con sé la bimba che rimaneva con lui fino alle 20,00, ora in cui andava a prendersela la mamma che con fare nervoso la trascinava a casa, le dava fastidio che la piccola volesse stare ancora con il suo papà e che facesse qualche capriccio. - Questa bambina l’hai viziata e rovinata- borbottava Giuliana.
La moglie di Alberto era di origine italo americana, spesso nell’agitazione delle discussioni minacciava sia il marito che Giselle (la figlia) di tornarsene dai suoi a New York. La piccola poco per volta cominciò a far del padre l’unico punto fermo e sicuro della sua vita e quindi a cercarlo, ad avere bisogno di lui.
Questa situazione non piaceva a Giuliana che non rinunciava a terrorizzare la bambina con le sue continue minacce, si lamentava e incolpava Alberto per il fatto che la bambina lo adorava.
Le lamentele e le continue urla isteriche finirono per rovinare il rapporto coniugale, ben presto Giselle si rese conto che poteva contare molto di più su suo padre, era lui il punto fermo.
Quando Giuliana e Alberto si separarono un Giudice ‘donna’, che non sapeva minimamente come stavano le cose, decise che Giselle doveva restare con la madre. Cosa ne sapeva quel Giudice? Che scelta sbagliata in nome del solito luogo comune che i figli debbano per forza restare con la madre e, salvo casi rarissimi, mai con il padre’. Che errore madornale da parte di un Giudice che dovrebbe pensare al bene di un bambino e non badare alla stupida convinzione che i figli siano di esclusiva di ‘ proprietà ‘ materna.
Ad Alberto non rimase alternativa, prese sua figlia e partirono di nascosto all’estero,la cosa certo non era legale ma cosa doveva fare un padre, un cuore di padre, cosciente del fatto che la sua bambina non sarebbe sopravvissuta senza di lui ? Pur non approvando il gesto non sento di condannarlo. La bambina è contenta ora e la madre si è già risposata. Giuliana era abituata a separarsi dalla bambina, cosa che Alberto non era mai riuscito a fare .
Perché in Italia il padre deve essere sempre penalizzato? Un uomo può essere un ottimo genitore. Vorrei che qualcuno in politica si occupasse seriamente di questa discriminazione, io sarei il primo a partecipare, non importa da quale partito politico arrivi questa proposta, quello che conta è darsi da fare. Sarebbe bello che se ne occupasse anche il Vaticano dal momento che parliamo d’amore. Stop alle pubblicità televisive dove il papà è il solito imbranato che non è nemmeno in grado di friggere un uovo. Ci sono padri così amorevoli e attenti ai propri figli che delle mamme se ne fanno un baffo.
Che ci sia la parità anche in questo. Battiamoci e concludiamo!



Siomara volerà

Siomara, sei una piccola creatura dagli occhi impazienti e prematuramente appesantiti da antiche frustrazioni che non ti apparterrebbero ma ti trovi a doverle scontare sulla tua bianca pelle.
Deboli spalle su cui alberga il risultato di una vita che non è la tua, di coloro che dovrebbero assicurarti la innocua spavalderia della tua tenera età.
Troppi innocenti vengono sfruttati per pratiche orribili, il peggior peccato che ancora non conosce una pena atta a lavarlo, lo so, ma a suo modo anche a te, piccola Siomara, viene perpetuata una sottile violenza che purtroppo non è punita ma meriterebbe la pena capitale.
Lo sguardo pensieroso vola libero dalla finestra della tua cameretta, è giocoso, come una farfalla che si posa di fiore in fiore, arriva nell’ambìto cortile per partecipare agli invidiati giochi di bambini spensierati, anche questa volta il ‘potere supremo’ ha deciso che non puoi prenderne parte, accade nove volte su dieci . Un potere che non si commuove davanti al tuo naturale desio.
Hai imparato subito una sciocca legge formata da strane regole ideate da una mente ‘unica’ , non varate in sedi di democratica assemblea ma partorite da strani percorsi effettuati da un’anima oppressivamente fredda .. Le tue ali sono serrate in un vessatorio abbraccio di amore ambiguo concepito su basi di stereotipi manifestati attraverso il linguaggio ‘scaduto’ di vecchie personalità nefaste. Ali che un giorno si spiegheranno per proiettarti in un mondo fantastico, creato apposta per te , dove unguenti d’amore leniranno il bruciore di ferite inferte da chi doveva farti da scudo.
Siomara,troppo spesso dici: - vorrei, ma so già che non posso – piccolo cerbiatto in cerca di complicità infantile. Non hai la libertà di essere bocciolo; la spontaneità dei tuoi giochi viene gestita da fili invisibili diretti da una mente crudele, gelida ,ignorante, che ha fatto di te la sua rivalsa sulla società.
Era meglio non incontrarci, forse non avrei sentito la debolezza e l’impotenza impadronirsi di me, non avrei dovuto assistere allo scempio della tua freschezza e all’indifferenza di chi, potendo arrogarsene il diritto di mutare la storia, assiste statico a tale massacro; codardia o pura ignoranza?
Penso a qualcuno che avrebbe illuminato la strada di chi impropriamente ti sta guidando verso una cupa esistenza, che non è più tra noi e sta soffrendo insieme a te.
I soffici capelli ordinati, il vestitino alla moda non sono importanti per te, a volte ti ribelli a questa situazione in cui ti trovi, come i gattini piccoli che miagolando cercano il cibo, e il cibo che aneli è lo zucchero per l’anima.
Hai notato che ti osservo e ti voglio bene, quando mi volgi lo sguardo mi stai raccontando di te e del tuo piccolo grande dramma, una sofferenza silenziosa. Hai imparato presto quale sia la prigionia, sbarre astratte ma dure come l’acciaio, sei chiusa in una gabbia invisibile fatta di regole assurde, doveri, parole e gesti che vengono esageratamente controllati.
Cara piccola Siomara, arriverà il giorno in cui il vento cambierà direzione ,soffierà in tuo favore, sii forte .. Facciamo voti perchè l’influenza di cuori invisibili , oltrepassati, possano aiutarti nel cammino verso la libertà negata, che Lui ti dia la forza di superare l’atroce compito a cui sei stata condannata dovendo combattere, da sola, contro la testardaggine e la frustrazione di uno strano essere che nessuno osi chiamare con quella parola, la più bella, la prima e l’ultima di ogni essere umano..
Vorrei portarti con me al mare, per cavalcare felici le onde e insieme a te scavare nella sabbia una buca così profonda, da ritrovarci in un altro posto per correre tutti insieme lungo il sentiero della felicità.

www.cosmodelafuente.com

gli insulti vanno indirizzati a cosmo@cosmodelafuente.com

24/05/06

Lo sporco mondo della televisione (terza parte)




SELVAGGIA LUCARELLI
le lacrime di mamma che fanno sempre alzare gli indici di audience



Prendo spunto da una lettera apparsa sul sito di sorrisi e canzoni. Tengo a precisare che il sito di sorrisi è forse uno dei pochissimi che lascia esprimere la propria opinione, anche quando ci sono delle critiche a danno proprio di ‘sorrisi’. Il sito, tra l’altro, si è occupato di me e, per un certo periodo, ha pubblicato molte lettere giunte dove lettori chiedevano informazioni su di me. Ma andiamo alla questione, si parla ancora di Maurizio Costanzo e del suo regime televisivo. Allora la gente se ne rende conto veramente.
http://www.sorrisi.com/sorrisi/scheda/art023001031079.jsp

http://www.sorrisi.com/sorrisi/ricerca/risultato.jsp?ricerca=ricerca&memory=n&sr_idsitose=023001000000&sr_visualizzazione=scheda&corpo=cosmo+de+la+fuente

Leggiamo:

Carissimo direttore,
scrivo questa lettera contro Maurizio Costanzo. Sì, lo so: apriti cielo! Non so se pubblicherete (o risponderete) mai questa email, ma vi ritengo abbastanza imparziali quindi spero di non dovermi ricredere. Scrivo in merito a quello accaduto ultimamente tra Maurizio Costanzo e Selvaggia Lucarelli. Sono rimasto senza parole dai commenti fatto dal signore nella sua "trasmissione" (sempre che tale si possa definite)... non ho ben capito come funziona la storia. O si sta con lui o contro di lui? Ma è per caso ritornato Mussolini? È divenuto il duce della tv pronto ad attuare una "pulizia" di tutte le persone che non gli piacciono? Sono scioccato, lo ripeto. Canale 5 da un po' di anni a questa parte sembra diventata la sua rete e le esigenze del signor Costanzo sono diventate la prima cosa da rispettare. Ok lo ammetto, Maurizio Costanzo è un uomo di grande cultura... ma basta! Non può fare televisione una persona come lui che non appena si rende conto che un qualsiasi protagonista dello showbiz italiano non voglia partecipare ai suoi programmi debba essere "escluso": ma siamo veramente matti? Ultimamente poi mi sembra che Costanzo si sia anche inacidito. È più che normale, no, che una persona possa tranquillamente decidere di non prendere parte ad un suo programma, no? Oppure sono un dovere sociale? Sinceramente capisco bene la Lucarelli. Io non sono assolutamente la persona a cui piacerebbe perdere tempo in una trasmissione come Buona Domenica dominata da ex-tronisti, ex-reality e chi più ne ha più ne metta! Purtroppo molte persone continuano a guardare Buona Domenica (e mi dispiace dire queste cose per il resto del cast) e fare di Maurizio Costanzo il nuovo duce della rete. Ma stiamo scherzando, vero?
Attendo una sua risposta o magari, perché no, una risposta dal diretto interessato (ma immagino che sia troppo occupato a scovare i nuovi "scemi del villaggio" per la prossima serie di Buona Domenica).
Cristiano



Sono d’accordo per quanto riguarda il desiderio costanziano di portare sempre più su i suoi tronisti (della De Filipppi) e le sue creature spesso insignificanti. Vedi il fiasco del film da lui prodotto dove i protagonisti erano Daniele e Costantino.
Non perdiamo il filo però, anche la Lucarelli sta bene ragazzi. Lei ha chiesto di partecipare alla fattoria e, grazie al battibecco tra suo suocero Adriano Pappalardo e ‘er mutanda’ in cui si discuteva su una sua relazione con il napoletano, il suo nome è venuto un po’ a galla, ecco che la produzione de ‘La Fattoria’ ha deciso che era un personaggio interessante per l’audience.
I reality di Canale 5, ovviamente, sono materiale costanziano.
Insomma non scandalizziamoci più di tanto. Più c’incazziamo e più facciamo il gioco dell’audience!!
La bella Selvaggia da blogger d'assalto ora è diventata seria.

21/05/06

Lo sporco mondo della televisione (seconda parte)

(seconda parte) il corrotto mondo della televisione

Allora non è solo il calcio ad essere sporco, la televisione e lo spettacolo in genere lo sono.
Chi di voi ha seguito il battibecco a distanza tra Barbara Berlusconi e Maurizio Costanzo? La figlia terzogenita dell’ex presidente del consiglio ha attaccato il boss della tv, Maurizio Costanzo. Proprio lui è uno di quelli che fanno il bello e il cattivo tempo nella televisione. Le sue moglie tutte in tv, a tempo pieno, mentre chi gli dà noia potrebbe passare dei brutti quarti d’ora. Qualche mese fa il grande Maurizio aveva attaccato la nuova conduzione di Verissimo, sbeffeggiando, addirittura, la voce e le movenze di Paola Perego. Dovuto a un’amicizia consolidata con Cristina Parodi o a una differenza di ideale politico con la bella Paola? Non ci è dato saperlo. La conduttrice di Verissimo, però, si è difesa molto bene sostenendo che l’attacco di Costanzo era prodotto dall’invidia o, probabilmente, al timore che una donna preparata come la Paola potrebbe essere, in futuro, una concorrente di sua moglie Maria. Quanti attacchi ha fatto Costanzo alla Carrà rea di fare programmi strappalacrime e poi lui segue la stessa linea con ‘C’è posta per te’ oppure, senza andare troppo lontano, quante critiche ha fatto a ‘Domenica in’ per aver ospitato Loredana Lecciso per poi tenerla nella propria trasmissione come ospite fisso.
Come la mettiamo sul fatto che esistano dei “comandanti” televisivi, almeno quelli che mandiamo in parlamento sono votati da noi, questi della televisione arrivano chissà in che maniera.
Ho avuto modo di constatare che in tv è tutto falsato e costruito, ovviamente non mi riferisco alle fiction e alle soap dove è giusto e normale fingere, ma parlo proprio di talk shows e realities.
In alcune trasmissione irradiate sia da Rai che da Mediaset la finzione è all’ordine del giorno. Ti mettono in bocca anche le battute da dire e i telespettatori non vengono informati del fatto che sia tutta una balla.
Dire che tanto mi ero scandalizzato quando nella tv venezuelana (parliamo di terzo mondo) mi hanno detto cosa potevo e non potevo dire. Cose che normalmente avvengono anche in Italia.
Me lo diceva il mio papà che il mondo andava in questa maniera e io, mi sentivo un po’ coglione non ci credevo. Oggi mi ritrovo a spiegare a mia figlia che quello che vede in televisione, dalla lotta libera ai realities, dai programmi d’informazione ai talk shows sono solo palle multicolori gonfiate.
Certo non sono considerate delle truffe, ma sotto un certo punto di vista sono un vero e proprio inganno al pubblico. La cosa più buffa è che ci sono caduto anch’io partecipando a trasmissioni dove ho recitato la mia parte e, ripeto, non mi riferisco ai films o alle soaps.

www.cosmodelafuente.com

14/05/06

Lo sporco mondo della televisione




Cosa possa accadere in una famiglia quando nasce un figlio “artista” lo sanno quei genitori che hanno vissuto questa nefasta esperienza, soprattutto se si tratta di persone che non fanno parte del mondo dello spettacolo, dove il potere è solo nelle mani di alcuni. A causa mia quest’esperienza l’hanno vissuta i miei genitori, nel peggiore dei modi.
Quando dal Venezuela, dove sono nato, ci trasferimmo in Italia, mio padre acconsentì ad aiutarmi a coltivare quello che già a Caracas si era trasformato da sogno a realtà. Giovanissimo nel mondo delle telenovelas mi barcamenavo come cantante e attore. Studiai persino presso un istituto di arte drammatica. All’età di diciott’anni approdai in Italia e continuai ad inseguire il mio obiettivo.
Mi catapultai nell’incasinato mondo dello spettacolo italiano, dove erano (o lo sono ?) elementi del costume sociale: le bustarelle;le raccomandazioni politiche e il sesso come merce di scambio per certi favori. Cosa c’entrino l’estro artistico, la bravura e lo studio, Solo Dio lo sa. La televisione rappresenta la vetrina più importante per gli artisti.
Presto mi resi conto quali fossero le condizioni per poter emergere e cercai anch’io di ottenere il lasciapassare supplicando politici e sostando ore ed ore nei loro uffici. Ma ero costretto a fermarmi di fronte alla richiesta di pagamenti, anche di svariati milioni a pseudo talent scouts. Mio padre non poteva farcela e, malgrado facessi qualche spettacolo , i miei guadagni erano irrisori. Il più delle volte arrivavo sino al punto di ottenere quello per cui avevo faticato ma, la mancanza di denaro e, soprattutto, di ‘unguenti’ politici mi costringevano a un dietro front che mi lasciava l’amaro in bocca. Mi spostavo per l’Italia intera alla ricerca di chi credesse in me. Incisi per case discografiche di Torino, Milano e Roma; managers furbacchioni sbandieravano i loro contatti all’interno della Rai, le richieste di pagamento per entrare in Tv erano all’ordine del giorno. Giustamente ci si indigna per lo scandalo del calcio e si resta turbati per l’operato di Wanna Marchi, mi chiedo, però, cosa penserebbe la gente se si sviscerassero i retroscena della televisione italiana e si venisse a conoscenza di quanta sporcizia milita tra le file dei professionisti dello spettacolo. La prima etichetta discografica che mi scritturò fu la ‘Drums’ di Torino, ci arrivai tramite il proprietario e direttore artistico di uno studio d’incisione che, approfittando della mia ingenuità di italo venezuelano, mi fece barba e capelli. In seguito arrivai a Milano e infine a Roma. Divenni un artista di agenzie artistiche romane, tra cui quella di Adriano, un tipo che, forte della sua parentela con Renzo Arbore di cui era il cognato perché aveva sposato la sorella, elargiva giudizi e sentenze. Un giorno Adriano mi disse che questo mondo non faceva per me, perché non bastava essere bravi cantanti, quello che non andava era il mio aspetto da bravo ragazzo adatto più ad un ragioniere che a un artista. Per anni ripensai alle sue crudeli parole. Negli anni a seguire ha ha lanciato suo figlio inserendolo ovunque come il prezzemolo, ma nonostante ciò non ha ottenuto grandissimi risultati. Se due più due fanno quattro, il figlio di Adriano è anche il nipote di Renzo Arbore…ahhh ci siamo allora, ecco perché… che fortuna ragazzi miei! Avete capito di chi parlo? Ve lo dico: ‘Niccolò Fabi’. Quello dei ‘capelli’. Ma non meravigliamoci più di tanto, anche se non si sa la tv italiana è pregna di figli, di nipoti e di parenti dei ‘dittatori’ dell’etere. Purtroppo senza la tv non possiamo svolgere il nostro mestiere. O conosci qualcuno oppure, se sei una bella gnocca, puoi offrire il tuo corpo in cambio di accesso. Mi ha fatto sorridere la dichiarazione che Pamela ha fatto su un noto settimanale italiano. La bella sarda ha detto di aver posato nuda con le lacrime agli occhi, costretta dalle necessità. Ricordo di aver partecipato a una manifestazione che si chiamava ‘Disco mare’, nel 1983 se non vado errato, Pamela era sconosciuta, si esibì nuda completamente. In un’altra occasione, durante una cena di artisti,sempre lei, parlava volgarmente con ammiccamenti ambigui e, utilizzando un vocabolario da scaricatore di porto, rideva divertita. Non ricordo di averla vista piangere. Ma non mi formalizzo troppo, se fossi stato anch’io una bella ragazza probabilmente mi sarei dato a qualche vecchio e ricco potente della discografia italiana, ma questa non è una novità, no? E’ noto, nell’ambiente, che alcuni dei nostri cantanti uomini, molto famosi, hanno ricevuto favori da persone influenti dell’alta società romana e milanese, persino da prelati gay. Ma cosa davano in cambio? A voi le deduzioni.
Ricordate Flavia? Ha fatto duemila volte San Remo e ha partecipato a migliaia di trasmissioni Tv diventando addirittura una presentatrice. Pochi se la ricordano perché, malgrado le spinte, non ha raggiunto l’apice del successo. Aveva iniziato a ‘Vibostar’, manifestazione calabrese che lanciava ragazzine desiderose di successo, un certo sig. Elio la notò, era un arrogante discografico che riusciva, chissà come, ad ottenere quello che voleva nel mondo della televisione. Stava proprio con lui..che fegato! Lei poco più che diciottenne e lui sessantacinquenne. Con il consenso della mamma. Ma fatti simili riguardano un sacco di artiste.
Se pensiamo quanti siano i figli dei grandi dello spettacolo italiano, ci rendiamo conto che per chi punta solo sul talento naturale non c’è opportunità di farcela. Esiste un numero esagerato di super raccomandati che vogliono farci credere di essere penalizzati dal fatto di avere genitori famosi. Ma per favore, c’è da ridere! Il potere mediatico di Morandi, Dorelli, Modugno, De Sica, Celentano, Sandrelli, ecc. ecc. non conosce limiti.
Nel 1988 ero entrato nella rosa dei giovani di San Remo, ci ero arrivato arrampicandomi anche sugli specchi. I giovani cantanti che ambivano parteciparci avevano poche opportunità. Una marea di volpi gravitavano intorno alla manifestazione e se non facevi già parte di una major, era indispensabile seguire le istruzioni: la raccomandazione politica, il pagamento di svariati milioni che avveniva per mezzo di intermediari esterni e una bella canzone in lingua italiana. Quell’anno pensai che finalmente era fatta, ma seppi all’ultimo momento di essere stato sostituito dal figlio di un notissimo cantante italiano, ‘Modugno’.
Molti pseudo agenti artistici si facevano pagare un mensile base dagli artisti sprovvisti di conoscenze importanti, per poi far riferimento a un vero e proprio listino prezzi che variavano a seconda della trasmissione e della rete Rai che riuscivano a procurarti: rai tre aveva un costo minore di rai due che, a sua volta, costava meno di rai uno.
Richieste che avvenivano in maniera ‘aum aum’, incontri consumati nei bar della capitale o in un angolo di una qualsiasi strada di Milano. Chissà quanti di quei cantanti che oggi ci fanno sognare si sono sottomessi a ricatti di questo tipo! L’elenco delle volpi è infinito.
Ricordo una ‘procacciatrice’ di passaggi tv di Roma che diceva di aver versato a un certo noto presentatore ben dieci milioni nel 1980 per far si che un artista di poco conto partecipasse ad una importante trasmissione televisiva.
Quante cantanti e attrici si sono prostituite per arrivare dove sono arrivate? Sicuramente moltissime, ora se la tirano come ‘tirate’ e ‘deformate’ sono le loro facce siliconate atteggiandosi a divinità. Che cosa ridicola! Si sono dimenticate un passato alla Monica Lewinsky quando, anche loro, stavano sotto le scrivanie dei comandanti dello spettacolo?
Insomma tutto questo per dirvi che non è l’unico scandalo quello del mondo del calcio. Se qualcuno si prendesse la briga di verificare cosa succede nel mondo televisivo e dello spettacolo in genere, ci sarebbe da parlarne per anni.
Non dimentichiamo neppure le agenzie di casting che pubblicizzano la ricerca di volti nuovi e che al primo incontro con la vittima gli chiedono dei soldi d’iscrizione e un book fotografico realizzato, guarda caso, proprio da loro, per poi non farla lavorare mai.
Pippo Baudo una volta mi disse: - Sappi che nessuno deve chiederti denaro per andare in tv, se lo fa è in mala fede- . Grazie Pippo, ma il consiglio arrivò tardi. So che il discorso interessa a molti. Potremmo ritrovarci qui, come vecchi amici al bar, per raccontare alcune vicende riguardanti i despoti della televisione e le peripezie di cui sono stati protagonisti alcuni vips di cui sentiamo parlare ogni giorno,senza tralasciare i politici, pronti a tutto per una manciata di voti. Le mail che ricevo da parte di chi ha vissuto questo tipo di esperienza mi fanno sentire in buona compagnia. L’elenco dei trombati è infinito. Perché non parlate delle vostre esperienze liberamente? Non solo mail, che leggo volentieri, perché non commentate anche voi? Detto questo accetto le critiche di quanti ci tengono a sottolineare che io non sono nessuno. E’ palese ma, alla luce delle esperienze vissute, ne vado fiero. Oggi, se partecipo a una trasmissione, è garantita la limpida correttezza di chi mi ospita….
(continua)

Cosmo de La Fuente
www.cosmodelafuente.com

12/05/06

Un gioello chiamato Estrella



Stiamo attraversando un momento storico pregno di contraddizioni, difficile per chi non riesce a sentirsi parte di un’ideologia politica. Mi sono divertito a porre alcune domande ad amici e conoscenti per poi analizzare le risposte e vedere in quale area politica potesse appartenere la persona intervistata. Dal risultato emerge sempre che non ci sono distinzioni così nette da poter dire di appartenere ideologicamente a un colore piuttosto che un altro.
Sarà perché è in atto una vera caduta dei valori? C’è anche da chiedersi, però, chi ha stabilito quali siano i valori. Io, ad esempio, sento il valore della famiglia, quella tradizionale, contemporaneamente, però, non sopporto i luoghi comuni contro l’uomo o contro la donna, soprattutto nelle vesti di padre e di madre.
Le parole del Papa hanno suscitato non poche polemiche tra i sostenitori dei Pacs, ma, signori miei, ognuno fa il proprio mestiere. Cosa pensereste di un Papa che acclama l’unione e il matrimonio tra omosessuali? Si griderebbe ugualmente allo scandalo. Lasciamo allora che il Papa si comporti con coerenza, nel rispetto dell’alta carica che veste. Non scandalizziamoci se non accetta il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La coerenza, che bella parola, usata spesso in eccesso ma poco rispettata. Chavez, il presidente del Venezuela, tiranneggia un po’ il popolo è vero, allo stesso tempo, però, rivaluta la famiglia. Che strano che qualcuno come il presidente della Camera On. Bertinotti osanni questo capo di Stato, dal momento che, malgrado si dichiari comunista, in realtà si comporta da vessatore. Chavez condanna apertamente gli omosessuali e non si tira indietro, soprattutto in pubblico, di sbeffeggiare quelli che ritiene siano dei ‘maricos’ (finocchi). Lo ha fatto anche con un prelato rappresentante del Vaticano in visita ufficiale alcuni anni fa. Mi chiedo allora: - Come può Bertinotti dichiarare che Chavez è il simbolo del miglioramento e dell’energia dell’America latina? – Dov’è finita la coerenza politica in questo? Probabilmente siamo di nuovo vittime dell’indecisione di appartenenza.
Mi piacerebbe poter parlare con tutti i leaders di partito e capire cosa ne pensano loro. Forza Italia, Udeur, Alleanza Nazionale, Italia dei Valori. Esiste il valore della famiglia tradizionale e, soprattutto, esiste la tangibile certezza che il diritto alla bigenitorialità venga rispettato? Ci saranno ancora padri e madri costretti a fuggire con i propri figli? Vi lascio con un capitolo del libro e ringrazio tutti coloro che mi scrivono all’indirizzo di posta elettronica familiafutura@yahoo.it, un virtuale abbraccio a tutti.

Un gioiello chiamato Estrella

Il sole venezuelano scaldava la nostra giovane pelle, gli adulti erano giganti lontani e i compagni di classe nemici dai quali difenderci insieme. Io e lei complici e piccolissimi amanti, un’aranciata bevuta con la stessa cannuccia e poi le corse mano nella mano.
Lei era il miele che addolciva l’amaro della mia nostalgia, l’angelo che leniva le mie sofferenze.
Occhi neri e penetranti, gemme preziose incastonate in un bellissimo volto ambrato, una nuvola di riccioli d’ebano, un corpo esile e scattante, Estrella, la mia compagna di banco in prima elementare, era il 1967 e andavo a scuola solo per lei.
A ottobre del 1966 iniziai la prima elementare in Italia, presso la scuola Umberto I di Torino, bel mese di gennaio del 1967, mio padre, stanco della situazione economica familiare in cui vivevamo , decise che ci saremmo nuovamente trasferiti in Venezuela, il paese dove io e mia sorella siamo nati.
Arrivò il giorno della partenza e del distacco da tutto quello che era diventato il mio mondo, i miei compagni, la mia casa e i parenti italiani.
Lo shock dovuto all’improvviso cambiamento mi aveva completamente mutato il carattere, avevo paura di andare a scuola e mi rifiutavo di eseguire il dettato, sentivo un peso allo stomaco e non avevo appetito, non riuscivo ad integrarmi in quella nuova ed esotica realtà scolastica.
Tutto cambiò quando m’innamorai della mia compagna di banco, Estrella, l’unica bambina di colore della scuola italo venezuelana che frequentavo, scuramente uno dei suoi genitori era italiano.
Quando nella mia vita entrò lei il mio stato d’animo mutò in meglio, tornai a sorridere e ad essere bambino; la domenica era troppo lunga nell’attesa di rivederla.
I suoi occhi meravigliosi, la sua voce dalla cantilena ‘criolla’, il suo bianchissimo sorriso e il profumo di maracuja che emanava la sua pelle color caffè furono per me ‘pioggia nel deserto’, quando ci sedevano sotto l’albero di mango del patio della scuola esistevamo solo noi, Ascoltava con interesse i miei racconti italiani e io quelli che mi narrava lei, dove spesso i protagonisti erano i fratelli. In classe era pronta a difendermi, sempre con me e mai contro di me, aveva capito quale fosse la mia debolezza e la mia dipendenza da lei e oggi mi chiedo dove prendesse una bambina di sei anni, quella maturità, sicuramente una storia di sofferenze alle spalle che soltanto adesso potrei comprendere.
Dentro di lei viveva un’anima bellissima che mi avrebbe segnato per tutta la vita; ho cercato i suoi occhi neri nelle donne che ho incontrato e li ho ritrovati, come un sono divino, sul volto di mia figlia.
Era tutto perfetto, ma qualcosa di tremendo stava per accaderci.
L’ultimo giorno di scuola non pensammo a divertirci come gli altri bambini. Rimanemmo isolati seduti sotto l’albero di mango tutto il tempo, mano nella mano a piangere. Estrella, disperata, mi aveva comunicato che la sua famiglia si trasferiva e che la seconda elementare l’avrebbe frequentata altrove. Odiammo gli adulti, ma non potemmo farci niente. Quella fu l’ultima volta che la vidi.
Dove sarai ora dolce uccellino dalle piume scure? Vorrei abbracciarti e ringraziarti per quello che mi hai dato. Spero che ance tu non abbia dimenticato il tuo compagno triste e che ogni tanto ritorni indietro nel tempo e ripensi al patio della nostra scuola. Vorrei rivederti, sicuramente sarai una madre meravigliosa e i tuoi figli i bambini più fortunati del mondo. Chissà dove, chissà quando, ma ho la convinzione che ci rincontreremo. ¡ Gracias Estrella !

10/05/06

Dal libro: 'Ancora una volta ho perso il treno' edito da Marco Valerio Torino





Il sole alto alle sei del mattino


Al mio paese alla sei del mattino il sole è già alto nel cielo, le strade della città cominciano a prendere vita e il suono familiari di voci e auto in movimento di avvertono che da lì a poco comincerai a sentire il profumo dei cibi tipici: empanadas, arepas e tajadas de platano.
Le note della musica a ritmo di salsa ti arrivano dolcissime alle orecchie, ti svegliano con delicatezza come una mamma fa con il proprio bambino.
Non ci importa molto se non abbiamo soldi per vivere alla grande, per noi è bellissimo vivere in questo modo e ci sembra di vivere alla grande. Chi è più fortunato ha un lavoro che ti pagano poco, almeno ti senti utile e malgrado il caldo che ti rallenta un po’, cerchi di dare il meglio di te.
Quando il lavoro scarseggia, oppure il fine settimana, puoi andare al mare, se raggiungi Higuerote, ad esempio, ti rendi subito conto che sei in un paese meraviglioso, il mare è cristallino e limpido, di un verde turchese che rimane nella mente per molti giorni e il cielo è vicino, ti sembra di poter toccare l’azzurro intenso.
Dalle radio continua la colonna sonora della musica salsa e merengue, canzoni d’amore e altre di tipo erotico. Se di sera passeggi per la città di Caracas, devi stare attento in quale zona ti vai a ficcare, perché ci sono i delinquenti, dicono gli italiani … si è vero sono delinquenti, ma non per scelta penso io.
La miseria in cui sei costretto a vivere a volte ti invita a commettere azioni illegali del tipo rapina a mano armata o borseggio. Il regime di Chavez, comunista incallito, non è migliore di quello non comunista di Carlos Andres Perez, ritenuto il presidente più corrotto al mondo o quello di Lusinchi.
Allora scendiamo in piazza, al caldo, circondati da palme tropicali e da fiori variopinti, da alberi di mango e fontane bellissime. Intorno a noi il contrasto dei grattacieli stile americano e sulle colline migliaia e miagliaia di favelas della povera gente.
Chiediamo che Chavez se ne vada, le sue promesse non può mantenerle. Siamo ricchi di petrolio però non ci basta. A volte pensiamo che il male minore sia quello di avere gli americani tra di noi, forse Bush, che sicuramente avrà i suoi interessi, proprio per quelli, ci risolleverà le sorti e ci permetterà di vivere dignitosamente.
Abbiamo paura dei falsi comunisti, perché Chavez è troppo amico di Fidel e come lui vuole portare il Venezuela lontano dallo sviluppo e tenerlo segregato in un limbo assurdo.
A questo punto tentiamo di guardarci intorno, anche noi abbiamo Internet grazie a un americano, e ci domandiamo se non sarebbe migliore avere uno come Berlusconi, che, per portare benessere alle sue cose dovrebbe portarlo anche a noi.
D’altra parte i Comunisti hanno fatto peggio, sono solo stati capaci di litigare con tutti, inimicarsi i paesi che sono il motore del mondo. Peccato che tutto questo succeda un po’ ovunque e in questo caso parlo di Caracas, la mia città, bellissima, calda e sempre allegra. Per quello ci piace cantare e facciamo anche le serenate alle belle ragazze dalla pelle ambrata.
Dobbiamo lasciarla a volte, per cercare fortuna, quando arriviamo in paesi come l’Italia capiamo che si riesce a vivere in un altro modo, più triste e grigio, certo, ma se hai dei bambini puoi offrire loro qualcosa di solido.


Sono solo ricordi, non mi piace la politica ma parlo di quello che vivo.
In realtà sono uno di tanti, ma sono io.

Cosmo de La Fuente

05/05/06

Ancora delitti, ancora uomini che si macchiano di omicidi

Non valutiamo l'operato di quanti violentano donne e bambini perchè meriterebbe un capitolo a sé. Esseri disgustosi che non meritano nemmeno di essere definiti uomini.
La mia attenzione si sofferma un attimo su quegli omicidi che potrebbero essere evitati se solo la società, lo Stato, il sistema non avessero contribuito a creare situazioni di penalizzazione a carico di troppi padri.
A.F. L'ex carabiniere che vistosi togliere definitavemnte un figlio, qualche anno fa, ha ucciso ex moglie, convivente e madre della stessa. Una donna che continuava a dirgli che gli avrebbe fatto togliere la patria potestà. Negli ultimi giorni ancora uomini che si armano e diventano pazzi.
Sarebbe il caso di fermarsi a riflettere e di vedere dove nasce questo male.
Vi ripropongo il mio articolo "maschi violentati"
Ma non dimentichiamo che sono ancora molti, troppi gli uomini che ci fanno fare una brutta figura.
Sono anni che si parla di libero giornalismo italiano, la libertà di parlare di argomenti che soltanto un decennio fa erano tabù, soprattutto nel nostro paese.
Oggi possiamo affrontare temi come l’omosessualità e l’aborto. Fino a pochi anni fa le donne vittime di violenze sessuali tacevano e seppellivano nella loro anima questo orribile atto compiuto da esseri che alla fine la facevano franca. Una certa mentalità, che affondava le sue radici nell’ignoranza e nei luoghi comuni, inconsciamente attribuiva la colpa alla donna che da vittima diventava colpevole di tale violenza. Anche la stampa non sviscerava il vero problema e permetteva che questo pensiero si propagasse attraverso l’opinione pubblica. Chissà quante di queste violenze sono rimaste ignote per tutti noi e per i nostri genitori e nonni. La donna era costretta a tacere. Grazie a Dio questo stato di cose, anche se non del tutto annientato, sta mutando. Sappiamo che purtroppo esistono persone, a cui non preferisco non dare nomi, colpevoli di questi atti, oggi la stampa nazionale ne parla e punta il dito su di loro. Qualcuno potrebbe pensare che su milioni di donne nel mondo che hanno denunciato abusi sessuali potrebbe essercene magari una che sia stata quanto meno, se non colpevole, complice di tale violenza. Anche se così fosse sarebbe comunque l’eccezione che non fa e assolutamente non deve fare testo. La donna va difesa e il colpevole punito severamente, sempre in maniera esemplare. Finalmente abbiamo smesso di fare di tutta l’erba un fascio e noi uomini siamo i primi a condannare i responsabili. Finalmente i giornalisti parlano apertamente di quanto accade .
Una cosa simile accade ai padri separati. Mi spiego. Il giornalismo italiano, la stampa, la radio e la tv ha uno strano e inspiegabile bavaglio di fronte al tema della bigenitorialità. Malgrado esista una legge, nei tribunali non viene applicata. Una vera ingiustizia perpetrata all’uomo padre. E’ vero che esistono uomini che non ne vogliono sapere dei propri figli e che si sono comportati male con le loro ex donne, ma anche in questo caso si tratta di una minoranza che non dovrebbe far testo eppure la stampa, la radio e la tv tace. Siamo ancora in pieno tabù psicologico, la nostra società femminilizzata non prende in considerazione il sentimento paterno e nemmeno l’importanza che ha un padre nella crescita dei figli. Sappiamo tutti che quasi sempre,dopo la separazione, i figli vengono affidati alla madre e sono molte quelle donne che, approfittando del potere di fatto, allontanano i figli dal padre. Lo Stato rimane inerme. Nonostante sia stato ribadito più volte il danno provocato ai figli cresciuti senza figura paterna. Si segnalano problemi psicologici e aumento della tossicodipendenza tra i figli di separati che non hanno contatti con il padre. I giovanissimi vittime di questo stato vivono in un mondo completamente femminile che apporta danni alla psicologia dei figli sia maschi che femmine. In questi bambini per anni viene sollecitata soltanto la parte femminile, mentre quella maschile, utile per un giusto equilibrio, rimane sepolta.
Lo Stato si è sostituito al padre. Cos’accadrà se non cominciamo a pensarci ora? Si pensa come fare per deviare la rotta dell’asteroide che nel 2036 potrebbe distruggere la Terra; e cosa stiamo pensando di fare per riportare alla normalità il rapporto di pari genitorialità? Combattiamo l’estinzione di alcune specie animali; si lotta contro l’ignoranza, gli abusi di potere e il razzismo; tutte cause nobili e giustissime, ma, mi chiedo, per la specie ‘padre’ cosa pensiamo di fare?
Come mai giornalisti, politici, avvocati e giudici, pur essendo padri, pur vivendo drammi come quelli vissuti da milioni di uomini non si muovono in tal senso?
Abbiamo conquistato finalmente la parola “omosessualità”, pronunciata persino dal papa e fino a ieri non era immaginabile che lo facesse, chi parlerà di ‘paternità’ da platee nazionali? Il diritto del padre di allevare, crescere e seguire la vita dei propri figli consci del fatto che un padre ama come una madre?
Questa è violenza contro il padre in quanto uomo, questa è violenza della società sempre più femminile. La politica si astiene per il momento. Intanto molti padri precipitano nella disperazione e qualche volta rasentano la follia. E’ un fatto dei giorni nostri la scoperta del piano di rapimento del figlio di Blair ad opera di un gruppo di padri separati inglesi a cui non veniva concesso di vedere i propri bambini e che hanno pensato di sensibilizzare in questo modo l’opinione pubblica; oppure guardandoci in casa basti pensare all’elevato numero di crimini e omicidi dettati dallo sconforto di chi sa di non avere scampo e perde il lume della ragione.

Cosmo de La Fuente