28/04/06

Chavez e i bambini

Uno dei principali rappresentanti della politica sudamericana è sicuramente il presidente venezuelano 'Hugo Chavez', ma chi è? Cosa fa per la famiglia? Si dice molto, in realtà ben poco.
Presto andrà in visita al Vaticano
visualizza :
http://notizie.tiscali.it/feed/news/2006/04/28/ansa/ansak2006-04-28_128726.html

Los “niños” de Venezuela chiedono aiuto

Già da piccoli cantiamo “Alma Llanera”,joropo nazionale che è per noi un inno alla libertà. Nelle parole di questo tema musicale convivono l’allegria e l’orgoglio di appartenere ad un paese noto per aver dato i natali ll’eroe ‘Simon Bolivar’.
…Yo nací en esta ribera del arauca vibrador…soy hermano de la espuma, de las garzas, de las rosas.
Un vero canto alla felicità che balliamo nel patio della scuola materna insieme alle maestrine dalla pelle ambrata e dal sorriso bianchissimo.
Mentre il sole tropicale scalda i pomeriggi giochiamo a baseball e ogni tanto sbaciucchiamo le morbide guance delle nostre mamme.
Suoni e voci familiari, rassicuranti, persino le vecchie auto americane tutte ammaccate sono una caratteristica dell’atmosfera del nostro paese. Siamo cresciuti con la libertà negli occhi. Diventiamo grandi, parliamo di donne, balliamo, giochiamo e, improvvisamente, arriva uno che ci toglie la libertà e vuole costringerci a dire e a pensare quello che non vogliamo né dire nè pensare.
Siamo malati di povertà , ora più che mai, inoltre ci sta soffocando l’impossibilità di goderci serenamente le strade variopinte delle nostre amate città. Al governo si sono alternati troppi personaggi corrotti e abbiamo sbagliato a lasciarli fare, siamo uccelli in gabbia.
Le sinistre dei paesi sviluppati si entusiasmano un po’ troppo parlando di Hugo Chavez, il colonnello che si dichiara nemico dell’America e paladino dei poveri. Non tengono conto, però, dell’oscuramento di tutti i tipi di libertà dell’individuo. Carlos Sabino, dottore in Scienze Sociali e professore dell’Università Francisco Marroquín, fa luce su alcuni punti che distrattamente o forse volontariamente le sinistre non considerano. Durante i sei lunghi anni di governo della sua ‘Revolución bolivariana”, il tenente colonnello, grazie agli introiti petroliferi, ha ricevuto ben 121.000 milioni di dollari, molto di più di quanto hanno ricevuto i suoi predecessori. Sono circa 20.000 milioni annui, una cifra da invidia a qualsiasi altro paese sudamericano.
Questa cifra, però, non è bastata a migliorarci, anzi, nei primi cinque anni di amministrazione di Chavez il debito pubblico è passato da 27.000 a 45.000 milioni di dollari. Qualsiasi mente di sinistra potrebbe dire: “ vuol dire che sono migliorate le condizioni di vita in Venezuela”. Nemmeno a pensarci!
L’economia non solo non è cresciuta ma si è ridotta mentre la popolazione è aumentata. La produzione totale del paese è diminuita dell’ 11%; facendo due conti possiamo facilmente stabilire che ogni venezuelano ha un introito inferiore del 25% rispetto al periodo precedente all’arrivo del golpista. Tutto questo è avvenuto per la perdita di fiducia alla proprietà privata e per l’aumento di spese statali che non c’entrano nulla con la popolazione.
Quella del Venezuela è l’inflazione più alta di tutti i paesi dell’America latina. Gli alimenti che sei anni fa costavano ad esempio 100 bolivares, oggi costano 400, mentre gli stipendi sono cresciuti da 100 a 250. E che stipendi!!
Un operaio venezuelano di oggi ha un potere d’acquisto inferiore del 35% rispetto a cinque anni fa. La disoccupazione è arrivata al 15%. E’ evidente il motivo di questo spaventoso aumento della povertà nel paese. Tutto questo ha causato una denutrizione dei bambini venezuelani e un aumento delle malattie infantili. Queste incertezze rendono insopportabili i falsi discorsi di questo presidente e le sue promesse. Tutta demagogia e culto della violenza.
Cosmo de La Fuente

17/04/06

‘Familia Futura’ progetto per la famiglia tradizionale e la bigenitorialità


Cosmo de La Fuente

Si è parlato, mai abbastanza in verità, di “bigenitorialità”, ma, prima di esprimere un parere a riguardo, sarebbe opportuno diffondere il significato corretto di questo termine. Il dizionario “Garzanti” ne dà la seguente definizione: “ presenza equilibrata e continuativa di entrambi i genitori nella vita dei figli, considerata un diritto dei figli anche quando i genitori sono separati”. Pare ovvio ma in realtà i bambini sono vittime innocenti degli errori commessi dagli adulti. Il divorzio scatena il conflitto tra i coniugi, ci ‘vestiamo’ quindi da guerrieri e, senza preoccuparci minimamente dei nostri ‘piccoli’, ci concentriamo su come guadagnarci la ragione di fronte a giudici, amici e parenti, convinti di essere al centro del mondo e di stare sempre e comunque dalla parte della ragione. Il fattore economico gioca un ruolo assai importante nella guerra tra marito e moglie, la sete di vendetta, inoltre, accende un fuoco indomabile che gli avvocati divorzisti alimentano, consci che da quelle macerie e da quell’odio scaturiscono i loro guadagni. Gli azzeccagarbugli dei nostri tempi, come diavoli tentatori, consigliano il coniuge più forte di non accettare il giusto, inducendolo a pretendere quasi l’impossibile, anche a costo di mettere sulla strada l’ex coniuge, costretto a vivere, in alcuni casi, da accattone. L’industria denominata ‘divorzificio’ ha vissuto floridamente sfruttando i drammi familiari di milioni di persone e il dolore dei bambini.
La società si è giustamente occupata della fame nel mondo, dello sfruttamento dei bambini nei paesi del terzo mondo, dei diritti degli omosessuali; del maltrattamento degli animali, non ha considerato, però, la penalizzazione di quei bambini che inermi hanno vissuto la separazione permanente da uno dei due genitori, in particolare dal padre, che come sappiamo è il genitore più penalizzato. Ma quali sono gli effetti che questo stato di cose ha causato a quei minori che, una volta divenuti adulti, manifestano sintomi di astinenza da genitore, con casi di ‘femminilizzazione’ indotta per i maschi e, viceversa, di ‘mascolinizzazione’ per le femmine? Anche tra i tossicodipendenti vi è un grande numero di figli di separati che hanno sopportato male l’assenza costante di un genitore. La presenza equilibrata e continuativa di madre e padre, come diritto dei figli, anche quando sono separati, non ha avuto luogo. Tutto questo è avvenuto con la complicità di alcuni legali, usuari del beneplacito dello Stato che ha preso le veci di uno dei genitori. Troppo spesso il tribunale non ha tenuto conto della legge sulla bigenitorialità, che esiste da anni in realtà, probabilmente perché in questa strana società non si può accettare che un figlio venga cresciuto da entrambi i genitori se essi si sono separati. Abbiamo quasi abbattuto il tabù dell’omosessualità e nel mondo si discute anche sull’eventualità di permettere a coppie dello stesso sesso di adottare un bambino, com’è possibile che ancora non si digerisca il fatto che un padre possa prendersi cura dei propri figli come una madre? Un’infinità di mamme, nonne, sorelle, ex mogli e nuove compagne ritengono che i bambini debbano godere comunque di entrambi i genitori, per il loro bene psicologico.
Statistiche autorevoli stabiliscono che negli anni della penalizzazione dell’uomo è aumentato considerevolmente il numero di suicidi dei padri separati dai propri figli e che i minori a cui è stata negata la presenza di uno dei genitori hanno vissuto questa situazione come una menomazione. Imperterrito il sistema ha deciso di continuare ad infierire. Ma attenzione, occorre non dimenticare che l’uomo troppo spesso ha dimostrato disinteresse verso i figli. Qualche papà mediocre si giustifica dicendo che, tra il soffrire atrocemente per un affidamento non concesso e lo scomparire definitivamente dalla vita del figlio, ha optato per la seconda situazione, la meno dolorosa. Sappiamo, però, che molti maschi si comportano così perché a loro volta sono vittime del luogo comune che vede il papà incapace di occuparsi dei figli, sono pedine di questa deleteria fissazione dell’umanità . Come i “belli” mettono in luce i “brutti” per rendere più visibile la loro superiorità fisica, non dobbiamo aver paura di prendere atto di quanto possano essere inetti questo tipo di uomini. Se prendiamo coscienza dell’esistenza di padri indegni, possiamo dimostrare che ci siamo anche noi, padri a tutti gli effetti, cuori maschi che amano i propri figli.
Padri e madri uniti in quanto genitori anche se divisi come coniugi. Non è una chimera, è un diritto di ogni bambino. Cosa possiamo fare allora?
Sebbene interessanti non basteranno dei corsi pre-matrimoniali, sappiamo che quando si decide di sposarsi non si pensa sia possibile la conclusione del rapporto di coppia; non sarà sufficiente nemmeno l’aiuto di psicologi al momento della separazione, occorre far rispettare la legge.
In un paese diventato multirazziale esiste anche il pericolo che un genitore straniero fugga portandosi via i figli,atto che, con la legge attuale, non viene trattato come un vero e proprio rapimento. Cosa possiamo fare allora? Insieme donne e uomini occorre lottare per assicurare la pari genitorialità ai nostri figli. E’ necessario ritornare a parlare di famiglia e, insieme alle innovazioni chieste a gran voce dalle comunità alternative, deve manifestarsi anche il diritto di un miglioramento della famiglia tradizionale, nel pieno rispetto della bigenitorialità.
Diventa indispensabile una rappresentaza al governo che sorvegli, gestisca e assicuri il rispetto del naturale diritto dei minori anche quando la famiglia si scompone da “moglie-marito-figli” a “madre-padre-figli”.
Noi che soffriamo per questo dramma sociale, dobbiamo far si che tutto questo si realizzi. Ho dedicato giorni e notti a questo diritto negato, con la vostra stessa passione ho discusso e ho assorbito il tormento descritto da migliaia di voi. Ho riempito pagine e pagine con storie crudeli, mi sono attirato qualche volta l’antipatia da parte di genitori affidatari. Ma grazie al vostro manifestarvi ho constatato che siete in moltissimi a confrontarvi con me, con suggerimenti, testimonianze, critiche e dimostrazioni di affetto. Da qui nasce ancora una goccia che finirà nel mare delle iniziative, atta a dar vita a “la corrente del cuore”, rivolta alla difesa della famiglia. I primi obiettivi sono l’osservanza e l’applicazione della legge sulla bigenitorialità, affinchè venga applicata e ulteriormente migliorata, vogliamo anche parlare di madri sole e donne bisognose, e non meno importante, dell’importanza della famiglia tradizionale composta da uomo, donna e figli. Questa corrente è rivolta a tutti i padri e le madri di buona volontà. Ho diviso con tutti voi le speranze e le delusioni, anche ora, come tra vecchi amici vorrei rendervi partecipi del mio sogno. Non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi a chi conta , questa volta, però, ho cercato di partire dalla radice. Un progetto di famiglia tradizionale nell’interesse dei figli. Senza toni accesi, lasciando a casa l’aggressività verbale. Questa è e sarà la mia linea.
Teniamoci in contatto. Uomini e donne di ogni età, sostenitori del valore della famiglia, tutti insieme, diamoci una mano. Ho bisogno di rendere noto che siamo molti, che siamo in tantissimi, tanti cuori simili. Non abbiamo un colore politico, siamo in possesso, per ora, di un proposito che ambisce dar voce a chi normalmente non ce l’ha. Il nuovissimo contatto, dove inviare esclusivamente il vostro nome, far sentire la vostra presenza e la vostra forza, per darmi suggerimenti, è a fondo pagina. Per l’amore, per la famiglia, per i figli.

familiafutura@yahoo.it

Cosmo de La Fuente